Un Amore senza rimpianti ma finalmente LIBERO di scegliere

29 ottobre 2016

“Due settimane fa, versando le lacrime di un ennesima aspettativa che non sarebbe stata realizzata prometto a me stesso che era giunto il momento di far si che quelle lacrime potessero essere un trampolino questa volta.

Mancavano due giorni al viaggio per andare a frequentare il Seminario di SELF “I”-Dentity Trough Ho’oponopono. Basic 1, di Verona. Per la settima volta.

Così alzai gli occhi al cielo, guardai Dio fuori ma con la consapevolezza di averlo dentro di me.

E chiesi che una volta per tutte, i miei conflitti con gli uomini potessero terminare e che la causa originale delle continue Dinamiche che mi ricreavano li stessi rapporti venisse pulita definitivamente.

Parto, faccio i due giorni di pulizia, intensi, fortissimi  e contro ogni idea che essendo il mio settimo seminario, non avevo nulla di nuovo da aspettarmi… mi ha stravolto tutto.

Sono stato distrutto… nel profondo di me stesso.
La Merda (passatemi il termine) è venuta a galla… tutta, insieme.

Finisco il seminario domenica sera, nella totale pace di essermi ritrovato, e mi preparo alla mezza giornata di lunedì nel cuore di Verona un posto che rapii già l’anno scorso il mio cuore.

Lunedì arriva, e, arrivato in centro vado a salutare la statua di Giulietta, che avevo ansia di rivedere.

Mentre mi trovavo davanti la statua, e pronto a farmi la foto, guardai il suo sguardo, e un senso di angoscia inizio a prendere piede dentro di me…no so come è quando ma cominciai ad avere una conversazione con lo spirito che viveva dentro la statua di Giulietta.

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Mi dice: “Tutti mi toccano… mi usano… ma nessuno mi chiede il permesso, e soprattutto dopo vanno via.”

Alquanto scioccato da quello che i miei sensi avevano percepito, ho iniziato a ripulire perché sapevo che quel messaggio reale o meno rappresentava come mi sentivo io.

Ho portato nella mia pulizia, tutto il giorno quella Donna di bronzo. Nella quale mi rivedevo o con la quale forse, avevo comunicato.

Salgo sul treno per tornare alla vita di tutti i giorni, quando dopo essermi promesso che al momento del mio ritorno in è nella pulizia, ogni situazione malsana precedente sarebbe rimasta chiusa inaspettatamente arriva il messaggio proprio di chi aveva fatto scendere le mie ultime lacrime poco prima di partire.

Non sapevo se ridere o piangere per l’ironia del destino ma ho scelto comunque di pulire.

Il mio ritorno è stato qualcosa di sconvolgente poiché mi sono veramente reso conto di voler solo prendermi cura di me momento per momento insieme alla mia famiglia interiore che una volta incontrata non ti lascia più solo.

Le grandi pulizie mi portano finalmente a fare una grande richiesta… una preghiera senza disperazione ma con la consapevolezza che dovevo:

1 – essere grato del miracolo del momento presente

2 – chiedere a me, o a quella parte di me Divina, connessa al tutto

3 – promettere di prendermi le mie responsabilità, e di agire senza dubitare al primo segnale.

Quindi faccio la mia richiesta che era appunto mettere sulla mia strada la persona giusta per me, e rimuovere quindi una volta per tutte i programmi e le dinamiche che mi portavano continuamente a sperimentare le stesse situazioni, senza svolta.

Fare questa richiesta mi apre un mondo la notte successiva a questa preghiera  sogno il mio primo grande Amore  storico al quale ho sempre associato una storia mai finita, perché non c’è mai stata una fine dichiarata, ma solo la mia fuga dalla Calabria a Roma.

E al mio risveglio giù di pulizia, rassicurando KEOLA la mia Unihipili che sarebbe andato tutto bene.

La sera del medesimo giorno del sogno, Applico vari procedimenti di pulizia, e durante una mia meditazione mi trovo catapultato in un viaggio, per finire davanti a GIULIETTA, la statua di Verona, immagine simbolo dell’Amore da sempre, che con il contributo della mia pulizia si libra nell’aria…splendente e luminosa più che mai mi ringrazia e con un Amore profondo mi accompagna a tagliare i cordoni Aka con vari uomini…concludendo alla fine…con lui…con il primo Amore.

Mi risveglio da questo viaggio e pur sentendomi strano vado a dormire.

Faccio un ennesimo sogno, dove mi vedo ricevere una chiamata importante… ma di cui non ricordavo il nome.

Questa mattina mi sveglio molto tranquillo mi recò a lavoro
Fino a che alle 12:45 non trovo 4 chiamate anonime sul mio numero ricordo il sogno e capisco.

Capisco che quelle chiamate anonime appartenevano a lui il Ragazzo che ho amato dai 12 ai 20 anni e che non sentivo da ben due anni.

Preso dall’ansia e dal batticuore ricevo dal nulla un chiaro messaggio: “MANUEL CHUDI QUESTA PORTA UNA VOLTA PER SEMPRE.”
All’ennesima chiamata rispondo CONSAPEVOLE che dovevo riprendermi la mia libertà, in onore e amore della mia Bambina e della mia “I”-Dentitá del Sé.

La sua voce rompe il ghiaccio e la mia rompe il Cordone di AKA.

Mentre parlava e dava la sua versione e le sue giustificazioni io finalmente pulendo scoppio, tirando fuori tutte quelle parole che dal 9 settembre del 2013 non avevo mai avuto il coraggio di usare…

Il cui succo è rappresentato da:

“Ti amo… ti ho sempre amato.. e ti amerò. Per sempre… così come Amo la mia nonna o chiunque ti abbia fatto conoscere l’Amore.
Mi prendo la piena responsabilità per tutto quello che ho fatto per te… perché in realtà oggi so che lo facevo per me… perché volevo sentirmi bene io… nel far star bene te.
Ad oggi non rifarei mai più nulla di tutto quello che ho fatto ma non per rabbia o rimpianto, semplicemente perché chi ti ama c’è, senza se o ma.
Chi ti ama ti ama per ciò che sei nel cuore e per l’aiuto che offri.

Io ti ho amato e questo sarà reale per sempre oltre il sentirsi o meno. Io ti porterò sempre con me ma oggi non lo faccio per malinconia lo faccio come un dolce ricordo… duro… ma che mi ha spianato la strada per essere chi sono Adesso.

 "Un Amore senza rimpianti ma finalmente LIBERO di scegliere" Keola Manuel Andrea Lucchini


“Un Amore senza rimpianti ma finalmente LIBERO di scegliere” Keola Manuel Andrea Lucchini

Grazie perché chiamandomi mi hai ricordato la forza che ho avuto nel lasciar andare te, incluse le dipendenze, l’anoressia e l’obesità.
Grazie perché mi hai ricordato che tutte le storie vissute dopo di te ma con le stesse IDENTICHE DINAMICHE mi sono servite a capire che dovevo affrontarti prima o poi.
Questo poi è arrivato e finalmente ti dico che ti amo ma che sei libero, libero da me dal mio legame e dalla mia dipendenza. Poiché questa storia finisce oggi con l’augurio che tu possa essere felice… così come ho sempre voluto vederti.”

Finisce qui senza rimpianti ma finalmente LIBERO DI SCEGLIERE.

Dire come mi sono sentito dopo… è impossibile… e dire che ho realizzato tutto ancor di più.

Ma se questa non è una prova che l’universo ci ama, ci ascolta e ci invita ad agire… ditemi voi Cos’è.

Oggi non so realmente dire cosa sia giusto e cosa no.
E non ho idea di cosa porterà il futuro.
In un modo o nell’altro qualcosa è successo.
Qualcosa di delicato e profondo.
Qualcosa che ha a che fare con la libertà del sé e da tutte quelle menzogne che ci raccontiamo.

Oggi so che l’Amore, quello reale, va oltre parole, pensieri, immagini, aspettative ma soprattutto i ricordi.

I ricordi sono la nostra gabbia più grande o il nostro trampolino.

Oggi io mi sono liberato dalla gabbia e ho scelto me la mia libertà e l’assunzione totale di responsabilità.

Ma ancora di più, ho sciolto ho liberato ed ho voltato quella pagina troppo a lungo rimandata, di una vita che non era ferma, che stava solo aspettando che io fossi pronto e AUTENTICO per dire la verità più dura… che ha liberato entrambi.

Adesso si può proseguire, adesso si può vivere, adesso è Amore.

Amore per me e per quella parte pura di me che avevo  condannato all’ombra di una lama che continuavo a infilare nel mio petto senza pietà.
Oggi quella lama è stata tolta. E con quella lama quella vita che mi ha formato e che ora serve solo per essere felice.

Senza rimpianti… ma finalmente LIBERO di scegliere.”

Keola Manuel Andrea Lucchini

Un saluto al tuo cuore

Caro

quando ieri ho cercato in internet, come di tanto in tanto facevo, per vedere se trovavo tracce di te sono rimasta gelata. All’inizio dell’anno hai deciso di concludere la tua esistenza terrestre con lucidità e signorilità, sistemando per quel che hai potuto figli e nipoti.

E la mente è andata a noi, io 19 e tu 36 anni, ai superficiali anni ’80 che ci hanno fatto incontrare, e alla nostra storia, 4 anni molto complicati. Un amore strano e profondo, una passione fatta di tenerezza e gelosia, di dolcezza e incomprensioni reciproche, di follie e creatività. E di coraggioso poco coraggio, mio e tuo. Poi la mia sofferta decisione di concludere con te.

Ieri è stato scioccante, oggi è smarrimento, domani sarà ricordo. Sto pulendo i miei pensieri adesso ancora sconnessi per ricordare il bello e il buono di noi, e mi rendo conto che non avrei potuto fare niente per la tua solitudine, da tanto non era più il nostro tempo. Ti amo, mi dispiace perdonami grazie.

Dopo tantissimi anni le poche volte che ti ho cercato mi hai risposto che non riuscivi a pensare di prendere un caffè insieme perché il tempo, dicesti, aveva fatto di te un vecchio, di te che eri bellissimo, e una delle tue paure più grandi era quella di invecchiare. Io ti risposi scherzosamente che avremmo usato uno stratagemma in codice per riconoscerci perché anch’io ormai ero ben più che stagionata. Ricordandomi che il tuo amore per me era intatto hai detto di no, e sei sparito definitivamente.

La foto, l’unica sul web, mi ha mostrato il tuo viso certo appassito ma eri sempre tu, bellissimo e triste dietro quella facciata di ragazzaccio vincente, quel personaggio che ti piaceva interpretare per nascondere a te a me e al mondo la tua umana fragilità.

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Ora posso solo abbracciarti con i miei ricordi. E voglio dirti che ti amo, di quell’amore puro e senza condizioni che non siamo riusciti a condividere quando era il nostro tempo, mi dispiace profondamente per questo, perdonami per la nostra giovinezza inconsapevole, grazie dei momenti bellissimi che il passato mi ha riportato con infinita dolcezza e riconoscenza.

E mentre sto finendo di scrivere queste parole l’amico Paolo Martini mi invia questo messaggio:

“Dio non ti dà le persone che vuoi. Lui ti dà le persone di cui hai bisogno… per aiutarti, per ferirti, per lasciarti, per amarti e per farti diventare la persona che eri destinata ad essere.”

Credo proprio che sia per te, per me e per tutti noi fragili e coraggiosi terrestri in perfezionamento verso l’infinito.

Ciao eterno ragazzo, che la luce sia sempre con te.

Relazionandomi nella mia pulizia

“Bisogna avere un caos dentro di sè per generare una stella danzante.”
Nietzsche.

Le relazioni sono parte essenziale della nostra crescita. Rapportarsi con gli altri è quello stato di intimità che ci permettere di esprimere e di sperimentare noi stessi attraverso l’incontro e il confronto. Non sempre accade in accordo ma l’interazione è sempre preziosa, contando che se  fossimo soli al mondo non servirebbe a nulla il nostro esistere ma neanche le nostre idee, le nostre preferenze, le nostre proposte e neppure il nostro amore.

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Anche se a causa della nostra turbolenza emotiva sperimentiamo altro, per vibrazione attrarremmo più facilmente chi e ciò che risuona con noi, perché per natura l’essere umano appagato riesce a condividere il meglio di se stesso con i suoi simili.

Ma in un mondo dove la virtualità è diventata predominante, dove la natura e la naturalezza delle cose e dei rapporti è filtrata da “interessi” – per sopravvivenza, per abitudine, per paura, per la nostra interiorizzazione del conflitto invece della collaborazione, per la sfiducia che ci consegnano attraverso informazioni subliminali o non oltre che per contratti mai firmati che hanno trasformato gli individui da esseri umani in qualcosa di differente – ogni incontro è condizionato da una quantità di memorie vecchie e nuove che neanche possiamo immaginare. E quindi viviamo ogni relazione inconsapevoli di essere “contaminati” da un sistema nel quale tutto è suggestionato.

Fin da bambina ho sempre guardato poco la televisione perchè mi ha sempre annoiato, e non ho mai seguito storie a puntate perchè l’aspettativa a me crea disinteresse. Quindi a parte qualche film, guardavo quasi esclusivamente documentari sulla natura, seduta accanto a papà che ne è sempre stato un grande appassionato. All’epoca ce n’erano molti di documentari ma da tempo la produzione di storie scollegate dall’ambiente naturale predomina, come è in aumento chi va troppo raramente a trascorrere qualche ora a rigenerarsi nell’ambiente naturale.

Inoltre da tempo il virtuale ci distrae con ogni tipo di sogni e di irrealtà – cosicchè ora in molti vivono praticamente risucchiati dal proprio telefonino – e nel contempo è come se ci fosse una qualche intenzione per “togliere la bellezza” nel reale. La bellezza dell’ordine e della cura degli spazi comuni ad esempio, che hanno preso il posto del disordinato cantiere in perenne manutenzione, e non solo, ambiente non corretto al quale ci siamo abituati come sfondo “normale” delle nostre città.

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Città che dovrebbero essere di proprietà dei cittadini e sviluppate per il benessere dei cittadini, pensate, curate e costruite per farli stare bene. Perché ‘i cittadini’ sono coloro che danno il consenso e il proprio contributo economico per “mettere le cose a posto” in tutto ciò che vediamo e viviamo.

Però mancano, o sono al minimo della manutenzione, quei servizi che ci sono dovuti non solo perché il cittadino paga (con una percentuale folle dei propri  guadagni); i servizi ci sono dovuti perchè è “il patto” sottinteso a tutti i sacrifici economici e comportamentali che vengono imposti dalla società. Non ci dobbiamo stupire se il dipendente o l’imprenditore che hanno la fortuna di avere un lavoro e che contribuiscono forzosamente al benessere collettivo, debbano fare qualcosa di alternativo per sopravvivere, sia economicamente che psicofisicamente.

In realtà semplicemente cominciando a curare e a mantenere anche nell’estetica il suolo italico, il lavoro ci sarebbe per tutti. La bellezza e la cura del fuori – insieme a quella del dentro – sicuramente porterebbero del bene su tutti i livelli, e l’ambiente potrebbe riflettere immediatamente l’armonia che noi esseri umani abbiamo insita e portiamo per natura dentro e fuori di noi.

Perciò sempre:

“Grazie per la Bellezza che porti nel mondo!”

Se siamo in pace, se la (banda) governante che ci accudisce ci istruisse su cosa significhi essere e mantenere uno stato di pace così dentro come fuori, sarebbe tutto diverso, e quantomeno saremmo consapevoli di cosa stiamo spesso inconsapevolmente sostenendo.

E quindi ci si rivolge alla spiritualità anche per alleviare lo stress burocratico quotidiano, e perché comunque considerare primario il pensiero rispetto all’azione ci solleva dall’esercitare la nostra responsabilità al 100% di chi siamo e di cosa stiamo costruttivamente facendo per il nostro pianeta.

L’era del desiderare benessere solo per se stessi, anche se la pace comincia da me ma non è la stessa cosa, non mi esime dal fatto che ogni mia intenzione e azione debbano essere volte a favore del benessere collettivo. Non per fare delle comuni, ma perché no?, ma per ritornare alla ri-conoscenza individuale della direzione che sto percorrendo attraverso la mia esistenza.

Perciò pulire, controllare lo stress e essere emotivamente centrati ci consente di cancellare le memorie e poter vedere con chiarezza e consapevolezza tutto quello a cui diamo il consenso.

L’individuazione della nostra scelta migliore – per noi e per tutti – la possiamo fare solo in coordinazione con la nostra anima. Che non deve evolvere, perchè lei, l’anima, è già perfetta a differenza di noi e della nostra auto psicologia, e ci sta aspettando nel giusto e nel corretto per agire insieme. Anche per proseguire con quei compagni che non perdono l’orientamento e che hanno ben chiaro il lascito utile per tutti gli esseri che intendono manifestare attraverso la propria esistenza.

“La preghiera pensata come un mezzo per realizzare un fine personale è una meschinità, è un furto. Suppone un dualismo e non una unità in natura e nella coscienza. Non appena l’uomo sarà tutt’uno con Dio, non pregherà più. Vedrà la preghiera in ogni atto.”  Ralph Waldo Emerson

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La pulizia è un’intenzione di animo, di pensiero e di parola, in direzione del bene comune, ognuno attraverso il proprio canale divino.

La preghiera senza condizioni mette in moto la comunicazione in un circuito energetico non stop, attraverso la linfa vitale che collega questo piano al luogo vibrazionale da cui proveniamo e verso il quale siamo diretti. Ma non vedendolo con gli occhi questo circuito che ci rigenera quotidianamente, tendiamo a dimenticarlo o a sottovalutarlo pur essendoci immersi (e come in tutti i circuiti l’unico aiuto reale che abbiamo, a riguardo della nostra stabilità nella pace, lo riceviamo da noi stessi e dalla nostra pulizia).

La pulizia ci aiuta a non attaccarci alle abitudini e alle credenze, e a mettere in pratica “quell’efficacia che è la misura della verità” con il quale il 7 principio sciamanico Huna conclude i propri punti salienti. Verità che se non mi piace scelgo di manifestare differentemente con il mio intervento, dentro ma anche fuori di me. Non sempre la mia pace è immediata, e spesso per mantenerla stabile devo occuparmene intenzionalmente, perciò non mi stanco mai di pulire me momento per momento.

Allenandomi all’osservazione di me e di ciò che mi circonda mi viene più facile lasciar andare quello che si smuove e si scioglie in me, e quello che non mi è nè utile nè efficace. Non mi ci attacco, non mi lascio diventare parte di ma vedo che tutto accade sempre come qualcosa per contribuire a “mettere le cose al posto giusto”.  Questa consapevolezza necessita però della mia attenzione e della mia presenza.

Restando in osservazione lascio accadere il disegno, accolgo senza oppormi cercando di andare oltre il giudizio, oltre il muro di critica e analisi a causa delle mie memorie e della mia abitudine a voler aver ragione prima che i miei 3 Sé possano manifestare il mio equilibrio.

L’esperienza attraverso le relazioni – anche e paradossalmente ancor di più tramite conflitti e incomprensioni – si fa delicata nel punto dove gli altri mi indispongono, e il primo sguardo lo faccio nei miei stessi confronti per capire se risuona con qualcosa in me che devo ripulire, per poter considerare vedere agire anche diversamente.

Questi momenti sono occasioni speciali che mi consentono sia l’azione che la compassione, mentre sperimento differenti punti di vista che non avevo indagato. Ogni relazione è un’opportunità per mettere le cose a posto, per ripulire, integrare e sviluppare a 360° la mia completa responsabilità dentro con il di fuori di me. Che è sempre me, che è sempre utile e indispensabile per andare al di là di me, e delle mie memorie, abitudini e convenzioni.

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Accolgo ogni punto di vista perchè attraverso la propria unicità ognuno porta la sfumatura soggettiva per comporre al meglio l’intero disegno, che diventa ricchissimo se combinato attraverso quella dedizione e quel senso di fratellanza che dobbiamo riconquistare, per riconquistare la nostra anima, soggettiva e collettiva.

“Con cura e rispetto dirigo la mia azione, coerente alla realizzazione dello stesso benessere a favore di tutti gli esseri su questo pianeta. La Pace comincia sempre da me, e sono riconoscente ad ogni essere con il quale mi relaziono che mi riflette, mi fa riflettere e proprio per questo mi fa espandere.”

Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie.

Ho’oponopono e l’arte del non preoccuparsi

Con Manuel ci sentiamo spesso, via messaggio o con lunghe telefonate ed è così che abbiamo imparato negli anni a conoscerci e ad avere stima reciproca. La sua profondità e la sua purezza, pur essendo solo poco più che 20enne, possono essere d’ispirazione anche per noi adulti.

Per raccontare una sua recente esperienza particolarmente delicata, e per testimoniare una volta di più la sua fede nella ricerca e nella propria costante pratica di Ho’oponopono, ha voluto scrivere e inviarmi questo articolo che sono lieta di pubblicare.

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Pensare è veramente un problema!
Dr. Ihaleakala Hel Len

 

Questa è una frase che lui spesso ama dire… perchè ritiene l’interferenza dell’ego come uno dei più grandi problemi dell’umanità.
Ma è quello che ci riesce meglio, pensare e preoccuparci, e credere sempre con presunzione di saperla più lunga di Dio.

Non scrivo da molto, ho cancellato il mio blog e ho passato un periodo di grande formazione personale.
Non è stato semplice, nè indolore.

Oggi so il perchè di tutto questo percorso. O meglio credo di iniziare a comprendere il perchè.

Pratico Ho’oponopono dal gennaio del 2011, all’epoca c’era solo Zero Limits sul tema. Molti potranno ricordare come qualche anno fa era meno semplice informarsi sulla tematica.

Nel frattempo tante cose si sono evolute e Ho’oponopono è stato studiato e approfondito… ahimè (e posso dirvelo in quanto ho frequentato il Sith come staff e studente, due volte l’anno scorso, e ripeterò il seminario quest’anno altre due volte se non di più, di cui uno come staff) si è creata molta disinformazione.
Tanto da perdere e far passare in secondo piano, uno dei concetti più grandi di questa pratica: “il fidarsi di Dio.”

Non voglio stare a scrivere tutta la rava e la fava… arrivo al lato pratico. Penso che le derivazioni di pensiero saranno una causa dovute alla lettura di questa esperienza, la mia.

Mi Auguro che la mia amata Madre adottiva Silvia possa ricevere da voi al più presto le più grandi testimonianze di come Ho’oponopono abbinato al grande fidarsi, possa veramente fare i miracoli.

Questa è un esperienza accaduta a me. Questo accade quando ci fidiamo delle indicazioni che la divinità ci porta. Questo accade quando pratichiamo Ho’oponopono per ritornare a Zero, a Dio, o come direbbe Morrnah: “A ritmo con la Divinità.”

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Questa mattina avevo una biopsia, in un punto abbastanza delicato, praticamente a 3 cm dall’ano. Ma lasciate che io faccia un passo indietro. Due anni fa, poco prima di trasferirmi a Roma, fu un momento molto difficile, ero finalmente alle soglie di una relazione la cui chiusura e la parola fine era stata troppo a lungo rimandata.

Mia nonna, una persona per me fondamentale, era morta da qualche giorno, e le mie due migliori amiche mi avevano messo da parte. Ero solo, e in quel preciso istante mi arrivò la proposta di trasferirmi a Roma. Era il mio sogno, ma richiedeva grande coraggio. Un coraggio che pensavo di non avere. Come sempre scrissi a Silvia, che con il suo profondo amore mi incoraggiò a scegliere sempre e comunque la libertà come casa base.

Presi la mia scelta, nel pieno del dolore e giurai a me stesso che avrei ricominciato la mia vita, e non avrei mai più voluto soffrire cosi tanto per un ragazzo. Bene di lì a pochi giorni notai sotto la doccia, una strana sporgenza crescermi vicino l’ano (scusate se sono così esplicito ma non posso fare altrimenti). Pensai fosse un semplice pelo incarnito e lasciai andare… perchè ero troppo preso dal cambiamento che la mia vita stava prendendo. Mi trasferii a Roma, era il 9 settembre del 2013.

Con il tempo sono riuscito a ricreare la mia vita, e di quanto sia stato perfetto questo trasferimento lo racconterò in un altro momento.

Quindi tutto ha preso un’evoluzione, eccetto la mia vita sentimentale… Quel pezzettino di carne continuava a crescere, a tal punto da sentirsi e vedersi chiaramente, tanto da crearmi un serio imbarazzo nei confronti degli uomini, che mi sono reso conto di aver allontanato volontariamente a livello inconscio.

L’ho compreso lavorando con la mia bambina interiore, che era li al buio, dimenticata e ferita. Insieme e lei c’era il mio problema che non avevo il coraggio di affrontare. Per me era un semplice ciccetto di carne, che avrei tenuto lì… sperando che sparisse da solo o di imparare a conviverci prima o poi.

Ma alla fine sono andato a prendere quella bambina, Keola, e piano piano mi sono nuovamente preso cura di lei, e a sua volta lei si è presa cura di me. Pratica dopo pratica, e cura dopo cura, i miei sogni hanno cominciato a realizzarsi.

Un inciso che ritengo importante: molte persone si sono impegnate nel diffamare e sputtanare il Seminario del Sith, senza essersi nemmeno mai avvicinate a tale esperienza, e ci tengo a precisare una cosa: gira voce che il materiale che riceviamo durante il corso sia stato manomesso e modificato. Invece mi dispiace molto smontare questa favoletta perchè sono in possesso del manuale originale che davano Morrnah e Hew Len, ed è identico, persino nelle virgole.

Mentre ahimè il materiale incorretto è quello che viene divulgato in rete da varie persone “AUTODEFINITESI ESPERTI” che non solo mancano di pezzi fondamentali, ma addirittura espongono procedimenti SBAGLIATI E ASSOLUTAMENTE INUTILI, che non solo vanno a creare grandi e ulteriori domande alle persone, ma interferiscono in modo errato nella vita di chi lo riceve. Creando così danni karmici a chi, senza autorizzazione nè formazione, divulga senza consenso materiale protetto, risultato di anni di lavoro. Un po’ come se domani una vostra tecnica, creata affinata e collaudata da voi, venga successivamente divulgata in modo modificato ed errato senza per di più il vostro consenso. E mi prendo il 100% di responsabilità per quello che sto dicendo. Ma va bene così anche di questo forse, se sarò ispirato ne parlerò più in là.

A novembre sono arrivato a Villa Bartolomea per frequentare come studente ripetente il Sith Basic 1 per la seconda volta. E grazie all’Amore con il quale Nello Ceccon ci ha guidato per due giorni io sono ritornato a Roma come una persona nuova, guarito profondamente da un grande problema che era sorto da qualche tempo, poichè in quel periodo ero nel primo stadio dell’anoressia, che al termine di quel fine settimana, a contatto con un uomo che per me è immenso, svanì nel nulla. Come se non fosse mai esistito (questo sarà un altro argomento che mi piacerebbe approfondire).

Tornando all’oggi: piano piano ritrovando me e pulendo costantemente con la mia bambina interiore, la mia vita ha preso una piega diversa, fino ad arrivare a due settimane fa quando mi sveglio da un incubo. Quella notte sogno di venire operato a quella sporgenza di carne che tanto rifiutavo, e strappandomi via la radice mi portano via tutti i miei organi interni.
Al risveglio entro subito in contatto con Keola e chiedo il perchè di quel sogno, e che messaggio c’era dietro quell’apparente ragade che aveva bloccato la mia vita sentimentale.

Facendo un profondo lavoro ricordai quando in Calabria giurai a me stesso di non permettere più a nessuno di avvicinarsi cosi tanto a me, da farmi sentire ferito esattamente come mi sentivo in quel momento della mia vita. E trovai la risposta al perchè a distanza di anni continuavo a sognare il mio ex, tanto frequentemente come se un pezzo di lui fosse ancora con me. In quel preciso istante si accende la lampadina, e dico a me stesso: “Beh Manuel, quale miglior modo potevi trovare per evitare di soffrire, se non creandoti una malattia che potesse tenere i ragazzi lontani da te?”

Decido quindi di prendere in mano la situazione, continuando di sottofondo a pulire, pulire e pulire.

Due giorni dopo metà delle persone che mi chiamano frequentemente per ricevere una lettura angelica o di tarocchi, si mobilitano per informarsi su dove potevo andare per accertare cosa potesse essere.

Io speravo, visto il momento economico un po’ particolare, di riuscire a trovare un modo gratuito o a basso prezzo per visitarmi e operarmi, il che non era semplice, in quanto non avendo ancora la residenza e il medico di base qui dove vivo, mi sarei dovuto inevitabilmente affidare ad una visita privata che ora non potevo permettermi.

Ma ho guardato al cielo e ho detto: “DIO PENSACI TU, IO NON SO NÉ DOVE TROVARE I SOLDI, NÉ DOVE ANDARE, FACCIO LA MIA PARTE, PULISCO E AFFIDO A TE OGNI COSA.”

Mollo la presa e smetto di preoccuparmi. Sarebbe arrivata la soluzione, a patto che smettessi di cercarla.
Cosi nemmeno un’ora dopo, la compagna di mio padre mi mette in contatto con una sua amica, che lavora in un ambulatorio.
Questa sua amica mi mette subito in lista per la visita. Ora voi sapete che i tempi ospedalieri pubblici delle liste non sono dei più brevi, ma io imperterrito ho detto nuovamente: “GRAZIE DIO, GRAZIE PER QUESTA OPPORTUNITA’, NON MI PREOCCUPO DEI TEMPI, DEL COSTO, AFFIDO TUTTO A TE.”

Due giorni dopo vengo chiamato dall’ospedale, per fare la visita questa mattina.
Da notare che oggi avevo anche la visita medica per la palestra, che è stata miracolosamente spostata di sera.

Così, pronto a fare questo controllo, subentra un’altra preoccupazione, come pagherò la visita mattutina e il certificato medico della palestra la sera, senza aver a disposizione immediata lo stipendio?

Ma non ho dato modo all’ego di cominciare a interferire e sono andato giù di pulizia e ho detto nuovamente: “DIO NON SO COME TROVARE I SOLDI, NE’ COME POTERMI PAGARE IL TUTTO, SE QUESTO É IL MEGLIO PER ME, AIUTAMI NEL MODO MIGLIORE, IO NON VOGLIO PREOCCUPARMI, FAI TUTTO TU.”

Avrei potuto chiedere un prestito ad un amica, ma non l’ho fatto.
Avrei potuto chiedere un anticipo sul lavoro (e crearmi un problema dopo) ma non l’ho fatto.

Qualcosa dentro di me mi diceva fidati.
Ed ecco che quel fidati prende il suo senso.
Mi chiamano 3 persone chiedendomi se fossi disponibile per un consulto, ed io ovviamente dico sì.
Faccio questi consulti, ma non vengo pagato subito.

Questa mattina scelgo di andare comunque a fare la visita, pur sapendo di non poter pagare nulla, ma mi fidavo. Continuavo a ripetere grazie ti amo, a ruota.

Arrivato in ospedale mi rendo conto di aver lasciato il portafoglio a casa, ( e dentro avevo qualcosina che poteva servirmi quanto meno per un acconto) ma oramai ero lì.

Mi siedo in attesa di entrare e pulisco tutto…mentre pulivo potevo percepire le energie presenti nella sala d’attesa, che si muovevano e andavano verso la luce, in un certo momento ho proprio sentito qualcosa che diceva: “ahhhhhh la luce”. Ero talmente preso da questa scena quasi scoppiavo in lacrime mentre vengo chiamato per fare la visita. Fortunatamente il mio problema è un piccolo polipetto, (non a caso il polipo vero ha delle ventose con le quali si incolla, esattamente come io che sono rimasto incollato al mio passato per molto tempo) che con una semplice operazione verrà tolto, senza danni nè traumi.

Mi viene detto di pagare il ticket al piano superiore, ma io ribadisco che involontariamente avevo lasciato il portafoglio a casa, il medico mi sorride mi dice di non preoccuparmi, e che avrei potuto saldare il tutto lunedì.
Torno a casa, sperando di aver ricevuto i soldi che mi servivano ma ancora nulla, ed ero pronto a chiamare la palestra e avvisare che non avrei potuto effettuare la visita. Ma qualcosa mi dice di non farlo, di continuare a fidarmi. Mi fido, ribadisco a Dio che non mi preoccupo e che volevo fidarmi.

E pulisco pulisco, pulisco, MA NON PER RICEVERE DEL DENARO, SEMPLICEMENTE PER FLUIRE IN PACE CON L’EVOLUZIONE DELLE COSE INDIPENDENTEMENTE DA QUELLO CHE SAREBBE SUCCESSO.

Un’ora prima della visita, mi accreditano sul conto 85 euro, che sono esattamente quelli che mi servivano per pagare il ticket, pagare il certificato della palestra e arrivare a fine settimana in modo tranquillo e sereno.

Questo è quello che succede quando ci mettiamo a pulire fidandoci.
Io non faccio Ho’oponopono perchè le cose vadano come voglio io. Io non ho aspettative, al contrario io faccio pulizia proprio perchè non sono consapevole di come possono andare le cose, e di cosa Dio abbia in serbo per me.
Io pulisco perchè voglio fare la mia parte e fidarmi. Fidarmi che qualcosa di Divino farà ciò che è più giusto, mettendomi nel posto giusto, se già non lo sono.

Chi lo sa? Chi può sapere perchè?
Solo Dio.

Non siamo mai soli, oggi più che mai lo so.
Provate, fidatevi, rimettete tutto alla luce, e la luce non verrà mai meno.

Nessuna aspettativa, solo la pace.
SOLO PER OGGI, COSI SIA.

Pace dell’Io.
Sempre e per sempre.
“Keola” Manuel Andrea Lucchini

Un piccolo messaggero.

KEOLA MANUEL ANDREA LUCCHINI

Ti amo ma solo per oggi

Quello che ognuno di noi cerca ogni volta che si relaziona – in qualsiasi tipo di relazione – è amore, e dentro questa definizione, che ci piacerebbe sempre senza condizioni, ci stanno tante belle cose, c’è la gioia, la gratitudine, la fiducia, la complicità, l’appartenenza, il piacere di trascorre il tempo migliore possibile tra quelli probabili.

Per giungere a questa ovvia consapevolezza ognuno di noi ha un grande cammino da compiere, e non esistono scorciatoie. Riuscire a osservare e osservarci è già una posizione ottima, ma niente vale quanto l’esperienza sul campo, quell’agirsi dal quale ognuno trarrà l’essenza del vero viaggio personale e della propria gioia condivisa, o meglio con moltiplicata, con un essere altrettanto perfetto quanto noi.

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Con Sandro, il mio compagno, stiamo insieme letteralmente 24 ore al giorno dal 2009, è stato davvero l’inizio di una nuova fase sentimentale, innanzitutto nei miei confronti. Un tempo realmente mio, fatto di crescita personale e spirituale, di grande ossigeno e di opportunità reciproche.

E’ stato finalmente il “mettere in pratica”.

Precedentemente sono stata impegnata 20anni in un legame che è finito a conseguenza del mio scegliere me, rapporto che rivivrei mille volte, avendo però più coraggio e chiarezza nel concludere una storia importante e fondamentale. Prima di questo sono cresciuta per tre anni in una relazione troppo complicata, ma ero giovane mi e lo perdono.

Dopo il divorzio ho vissuto per circa due anni un rapporto a tempi matrimoniali (suoi) con un uomo sposato. Relazione intensa che mi ha permesso di conoscere la mia insofferenza nel sentirmi limitata, parzializzata e nascosta al mondo. Un rapporto dove ho potuto conoscere la “disperazione dell’amante”, e capire definitivamente che cos’è l’amore, quello vero e non il raccontarsela con equilibrismi penosi che chi non ha il coraggio delle proprie scelte chiama ‘amore’. In mezzo a tutta questa vita c’è stata qualche altra storia che, anche se con pochi presupposti per essere definita tale da parte mia o dell’altro, mi ha (ogni volta, ogni storia) insegnato in modo leggero o doloroso ulteriori dettagli su di me.

Insomma dopo aver vissuto tutte le angolature della relazione amorosa ho constatato con gratitudine che da ognuna ho tratto illuminanti insegnamenti e per questo sono riconoscente ai compagni del mio passato come a divinità in terra.

Uomini diversissimi tra loro, con una me in cammino confuso e condizionato da un’età fertile, quegli ormoni pazzi che accendono la passione in direzione della continuità della specie talvolta travestita da grande amore (che vedendola dall’età dell’adesso ha il suo peso nella reciproca scelta e nell’interpretazione della ‘verità’). Esseri maschili che partecipando alla mia evoluzione, mi hanno offerto il loro esserci per come sapevano o potevano, e più che spesso è stato un tempo di cui ho ricordi bellissimi. Loro mi hanno amato e hanno agito per come era la loro confidenza con il “meglio” per se stessi, ma in realtà sono stati la mia spada nella roccia, per sgrezzare e svegliare me.

Senza l’esperienza avuta con ciascuno non sarei io, l’attuale me che il loro incontro, confronto e talvolta scontro, mi ha permesso di diventare. La me nel perenne adesso, con tutta l’immensa ricchezza del bagaglio di esperienze che solo una vita pienamente vissuta porta. La me fatta di emozioni, sentimenti, di errori, riposizionamenti del Sè, che i dispiaceri e le delusioni, anche nei confronti di me stessa, hanno spronato ancora di più a non rinunciare mai alla pace interiore e alla mia personale chiamata e direzione.

Così, passo dopo passo, sono arrivate la comprensione del mio valore e del mio spazio, del mio tempo e delle mie scelte. Del mio coraggio, del mio perdonarmi, del mio sapere come cavarmela sola, della mia forza che è cresciuta attraverso ogni nuova situazione a cui ho dato il permesso di espandere. E quindi sono arrivate la creazione e costruzione della mia strada, l’apertura a nuovi entusiasmi e alle vere gioie senza condizioni e condizionamenti dell’oggi. Tutto questo semplicemente lasciando libera quella me in connessione sottile e da sempre alleata nel mio Viaggio.

La mia fiducia, il mio affidarmi – e anche il tempo che diluisce e relativizza tutto – mi hanno portato a vedere con amore e comprensione l’io della me nel costante adesso, figlia di ogni attimo precedente.

“Non sono più quella di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri.”
Alda Merini

Questo per dichiarare una volta di più che non esiste una relazione sbagliata ma sempre e solo incontri che sono dei veicoli sacri e fondamentali, necessari per accedere a grandi opportunità di cambiamento e chiarezza personali, indispensabili per stabilizzare il nostro centro. L’armonia della nostra esistenza è l’unica cosa che davvero ci riguarda e la componiamo noi stessi – sempre e comunque – tramite le nostre scelte, e sta solo a noi farne una musica che ci piace.

Perchè davvero quello che viviamo, di quello con cui risuoniamo e manifestiamo, nulla va perduto, e niente è inutile o è “troppo doloroso”, ma solitamente ce ne accorgiamo nel futuro.

E quindi Grazie uomini della mia vita!

Strada facendo sono diventata una persona realmente aperta, non solo nella teoria, cioè quella presunta saggezza che spesso è di apertura solo nei riguardi delle storie altrui, e quando ci tocca ragionare con la propria vita la faccenda diventa decisamente meno semplice, una zuppa zeppa di giustificazioni, giudizi, drammi… di troppo.

Camminando nella mia storia attraverso le mie storie, ho dato voce a quella me che sa quello che vuole, che sa quello che non vuole, che sa rispettare se stessa e che finalmente non ha (più) aspettative. Che libertà! Mi commuove l’essere diventata una bella persona che ha avuto segni e conferme di verità alla propria irrequietezza, dalla propria confusione, perchè un traguardo c’era, ed era me. Sono felice di conoscermi e di meritare tutto l’amore che sono, che sento, che c’è, sempre e comunque.

La conoscenza (ri conoscenza eterna) di Sandro mi ha fatto risuonare con un compagno gemello, aperto, sensibile, paziente, divertente, profondo, leggero, sdrammatizzante, con il quale è facile ridere, lavorare, giocare, vivere e reagire in purezza con la vera me, che anche per merito suo, è ormai l’unica verità che mi conduce. Per certo non posso sottovalutare che abbiamo avuto la fortuna di conoscerci e di crescere insieme all’inizio della nostra pratica Ho’oponopono, una pulizia che sappiamo non finirà mai.

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Nel passato mai continuativamente avevo osato dar sfogo al mio risentimento o alla mia frustrazione in modo chiaro, nè con i miei partner nè con me stessa. Facevo in modo di appianare e smussare, di comprendere e di guardare il mondo da una nuvoletta santa, senza sperimentare apertamente l’opposto nelle relazioni, la sporca e oscura miniera di carbone che sta in fondo a ognuno.

Noi abbiamo imparato insieme a lasciar accadere lo tsunami, quella meteora che dura pochi secondi o qualche minuto, e finisce praticamente subito in un abbraccio e una risata del cuore, dei corpi e delle nostre anime.

Ci vuole sempre tanta attenzione per rendersi conto che il valore di un rapporto si percepisce essendolo completamente e onorandolo nella quotidianità, e non agendolo con un filtro opacizzato da aspettative, preconcetti, segreti, abitudini, consuetudini, influenzamenti, posizioni rigide, pretese, binari permessi o no e credenze popolari.

Nella vecchia me – quella giovane di età – esistevano quasi esclusivamente tolleranza, ascolto, gentilezza e comprensione a costo di avere perenni, e a me inspiegabili, mali di stomaco e dolori fisici di varia natura. Quei dolori (erano preziosi  amici, ora lo so, grazie) si manifestavano con voce stridente per farmi comprendere che era una mia scelta quella di non affrontare cambiamenti o chiarimenti, essendo occupata a osservare le esigenze altrui mi dimenticavo perennemente di qualcuno… della persona più importante, di me.

Io e il mio partner (l’io scritto prima non è casuale nè mai più sostituibile) abbiamo una linea comune di pensieri, di modi di vivere, di passioni, di interessi, di intenti e il medesimo sguardo sull’esistenza.

Sandro è l’essere perfetto per me e la mia gratitudine per lui, e per il tempo meraviglioso che trascorriamo insieme, mi commuove e mi riempie il cuore di verità. Il nostro motto, per tutto ciò che ci riguarda ma anche per tutto il resto, è “solo per oggi”. E il nostro tempo insieme diventa semplice e anche estremamente divertente oltre che prezioso.

Fondamentalmente per intercettare e risuonare con un altro essere “perfetto” dobbiamo solo conoscere e accogliere noi stessi nel profondo, e questo può chiarirsi solo vivendo completamente ogni esperienza, traendone insegnamenti concreti per poter ricevere quel meglio che meritiamo (tutti), e poterne godere con la nostra più trasparente e sincera amorevolezza.

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Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie

AMORE da conquistare e con cui stare

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