Ama e fa ciò che vuoi

Capita ed è anche creativo analizzare con rispetto se stessi, i propri miglioramenti, il proprio modo di esprimersi e di viversi, riuscendo a vederci amore e sapendo finalmente interpretare, e apprezzare, lo ‘sforzo’ che ci mettiamo per procedere in un percorso di vita sereno e appagante. O magari ancor meglio felice. E in quel caso senza sforzi.

La faccenda straordinaria è che essere sereni costantemente è meno eccitante e certe volte più complesso che l’essere continuativamente felici.

Come sempre è una questione soggettiva di prospettiva e di intenzioni ma chi comprende la propria chiave di volta alla felicità, sa come ottimizzare ogni sistuazione della propria vita, principalmente osservandosi in posizione di testimone senza partecipare al parapiglia di una mente in preda alla dispersione emotiva.

caos emozionale

Quando ‘capiamo’, o meglio vediamo e constatiamo il Grande Disegno oltre noi stessi, accediamo alla leggerezza e alla libertà di ritrovare la nostra reale identità. Quell’opera divina che Sa, e che siamo, e che evolve tramite l’Amore, la libertà, l’abbondanza, la gratitudine e la gioia incondizionati. Ovvero quei doni a disposizione di quell’essere me che ‘proprio io adesso’ sono. E gli stessi doni sono naturalmente, pronti e a disposizione, anche per tutti gli altri esseri esistenti, a volontà.

Sono stata recentemente ad una conferenza che definirei spiritual etico politica dove ho respirato un amore vasto e importante, nel pieno rispetto di ciò che c’è attorno e nella massima disposizione al benessere universale. Il tutto in cortesia e in onore nel riconoscere se stessi e ogni altro essere come figli meritevoli del pianeta e di nessun’altra istituzione.

Non sono più gli anni degli hippy e della new age e il tutto era discusso in base a principi di individuale connessione divina e verso progetti concreti, etici e autonomi. E abbiamo avuto anche il tempo e il piacere di confrontare i vari punti di vista o credi.

Spesso chi agisce spiritualmente su se stesso ritiene di essere la leva energetica più efficace per sostenere al meglio il Tutto, sostanzialmente non concentrandosi sui problemi ma trasmutandone l’energia. Mentre gli attivisti, e qui si intende di quelli in risonanza spirituale che oggi stanno diventando un oceano, sentono forte appunto l’essere attivi. Per loro è fonte di gioia l’agire concretamente, il non chiudere gli occhi su quello che accade, su quello che esiste, ma contribuire ‘casualmente’ – battuta, perchè nessun incontro è mai per caso – all’informazione e al sostenimento di chi, dall’interno del sistema, non collega le informazioni per come è stato deciso, perchè sia stato ritenuto meglio, scegliere chi e come può decidere di governare il pianeta e i suoi abitanti. Il discorso era a livello personale, locale e mondiale.

Il Tutto è Amore, Io sono il Tutto, Io sono Amore

Agisci come se fossi Amore.

Josaya

A mio parere abbiamo ragione tutti perchè tutto quello che si fa con e per Amore è Amore e favorisce la sua vibrazione. Cambia la forma e il metodo ma non la sostanza. Perchè ognuno di noi sa, per esperienza personale, che il massimo benessere lo si prova sia nel donare quanto nel ricevere di cuore, ognuno attraverso la sensibilità personale, canale che è rigoroso tener pulito. E, meraviglia!, è adesso l’epoca della consapevolezza in direzione dell’Amore e della libertà – libero arbitrio – per ciascun essere. E questa è la nostra vera, straordinaria opportunità di comunione sciamanica collettiva con il TuttoUno che siamo.

L’obiettivo di chi agisce ‘come se fosse Amore’ è comune. E’ la naturale pulsione al benessere, nel concreto e nel sottile, alla pace, alla libertà, alla gioia e all’abbondanza per ogni essere esistente. E c’è chi si sente portatore dell’attenzione a che, tutto questo ben di Dio, possa essere fruito abbondamentemente da tutti. Perchè fortunatamente il pianeta che ci ospita ha la tecnologia e le risorse sufficienti per far vivere tutti, tutti in tutto il globo, in completa prosperità.

Se tutto ciò che è è sempre il meglio l’Amore ha molte forme e a ognuno di noi, in coscienza, è dato di usare lo strumento di cui siamo stati divinamente dotati. Per comprenderlo e comprenderci al meglio, portare il nostro contributo e attraverso questo evolvere oltre.

La cosa più ampia sarebbe che ognuno potesse fare quello che sente in comunione con la propria anima, perchè ‘ciò che è è sempre il meglio’ anche per ciascuno, e ognuno sta camminando la sua propria strada per portare luce a sè e a ciò che lo circonda. Come sa. Essenziale naturalmente è che tutto sia agito con e per Amore in una connessione di benessere universale, niente e nessuno escluso.

In questo contesto il fatto di occuparsi degli altri, degli sventurati che vivono situazioni drammatiche e insostenibili, non è per risolvere i loro problemi o raccogliere i loro lamenti ma per condividere primariamente le reciproche divinità offrendo contemporaneamente delle informazioni per raggiungere individualmente e responsabilmente la personale e sacrosanta indipendenza di corpo, mente e spirito.

Quindi come comportarsi per essere incondizionatamente felici ogni momento? Allineandoci alla nostra personale sapienza in Amore congiunta alla vera fratellanza con ogni essere e alla certezza che siamo qui con un compito preciso che ci connette tutti e che riguarda l’intero sistema.

Ognuno ha ricevuto il dono del proprio metodo di felicità e quello andrebbe accolto senza altri fanatismi ma con la certezza che, se è giunto a noi, è perchè solo noi potevamo fare quel compito e quella crescita, in quel modo, nel perenne riorientamento naturale in direzione della Fonte. Tenendo fiduciosamente gli occhi e il cuore nella Fonte.

L’Amore non ha differenze, l’Amore è, e per attrazione ogni emanazione di bene si allaccia ad altro bene anche se non esplicitato nella stessa maniera. Noi siamo veicoli verso la luce, tutti, nessuno escluso.

TuttoUno-ora

In fin dei conti che cos’è l’Amore se non stare bene e generare benessere perchè agiamo in accordo con la bussola suprema?

Scrive Giovanna Garbuio (in uscita con Soffrire non è necessario): “Chi è felice può raggiungere qualunque obiettivo e avrà successo in tutto ciò che farà. L’uomo deve cercare la felicità. E’ la prima responsabilità che abbiamo come uomini: essere felici! Essere felici noi… non preoccuparci della felicità degli altri anche se questi altri sono le persone che amiamo di più. I problemi degli altri a dirla tutta non ci riguardano… non ci riguardano proprio. A meno che occuparcene non ci renda più felici che non farlo… ma resta il fatto che non abbiamo nessun dovere di farlo se farlo ci fa stare male, ci pesa, ci rovina la vita, perchè questa è tutta energia che si diffonde.”

Semplicemente ricordiamo di essere già e sempre connessi con tutti e con il Tutto, perchè tutta la teoria è sempre molto più imponente ed emotivamente dura della messa in pratica. E la maggior parte delle volte è più labirintico e faticoso un pensiero dell’agire come essenza d’Amore.

Ama e fa ciò che vuoi. S. Agostino

colors

Prossimi seminari Ho-oponopono con Josaya: 10 e 11 maggio Rimini – 24 e 25 maggio Roma

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Caro Amico ti scrivo

Franco davvero non è facile, perchè scrivendo la faccenda prende una definizione concreta, e lo sai anche tu che cosa vuol dire ‘da questa parte’ del mondo. Sei volato via esattamente da 15 giorni, il 4 marzo, e sembra ancora tutto così irreale, anche se ci sto facendo pace. E sembra anche tutto superfluo ora, ma non lo è, e so che lo sai anche tu.

Innanzi a tutto voglio ringraziarti di essere stato così importante nella mia esistenza, più di trent’anni di amicizia, e lo sapevamo anche quando non ci siamo né visti né sentiti per alcuni anni per impegni e ritmi diversi. L’Amore incondizionato è senza condizioni e senza regole, non cambia se non ci si frequenta ma si evolve alla sua propria insindacabile andatura, i miei rapporti migliori sono così. C’eri, c’ero, prima e sopra di tutto e tutti, sapevamo che sarebbe bastato uno squillo.

Sei stato per me un compagno di avventure e di complicità, di risate irrefrenabili, di buoni cibi e buoni vini, di vacanze, di buoni pensieri, di idee folli, di fiducia, di affetto, di fantasia, di immaginazioni e di chiacchierate importanti, senza confini e senza bigottismi.

Il tuo ‘Hallo!’ solare quando iniziavamo le nostre telefonate fiume, i tuoi progetti, il tuo entusiasmo, le tue certezze, la tua fiducia in te stesso sempre e comunque, e la tua forza, sempre e comunque, fino all’ultimo respiro.

Voglio ringraziarti per la tua solarità, per le tue risate contagiose, per il nostro senso dell’umorismo così allineato, per trovare sempre una soluzione originale ed efficace nei tanti alti e bassi della tua vita. Voglio ringraziarti per la verità e la spontaneità con cui hai sempre vissuto, senza compromessi, con nessuno, di nessun tipo. Con te era sempre chiarezza, gioia, festa, etica, allegria e possibilità.

Franco Dede Loprevite Silvia Paola Mussini 2

Pur essendo già da ragazzo un nome nella tua professione di batterista, in un’epoca di ribelli cambiamenti, con la tua passione hai portato grandi innovazioni di stile e hai potuto godere di grande stima da parte di fans e di colleghi, sempre sapendo mantenere la leggerezza dell’autoironia, della semplicità, del non prenderti troppo sul serio, nel tuo individualismo indipendente, autosufficiente ed eticamente corretto. Tipico della tua essenza il non sentirti né divo, anche quando avresti potuto, né dipendente dall’approvazione altrui o dai riflettori come accade spesso a chi vive pensandosi – o vuole essere – un personaggio pubblico, ma hai applicato sempre la delicata attenzione del muoverti nella genuinità, nella coerenza, nel rispetto e nella sensibilità, con te e con gli altri.

Certo avevi anche le tue sfuriate se qualcosa non ti quadrava dritto ma duravano qualche nano secondo e poi guardavi tutto attraverso la lente dello sdrammatizzo e del ridicolo e finiva sempre tutto, anche le cose più serie, in quelle fragorose risate che ci facevano quasi ogni volta lacrimare.

Ma come tutti anche tu hai avuto diverse situazioni che ti hanno dato profondamente fastidio se non decisamente deluso. Una di queste, e lo scrivo chiaramente come tu avresti voluto, è quella di non essere stato riconosciuto ufficialmente come il batterista che ha suonato nel disco Anima Latina di Lucio Battisti, e invece del tuo nome, chissà come e chissà perché, su quel disco è stato scritto quello di un altro musicista, Gianni Dall’Aglio, che di quei brani ne aveva registrati solo due.

Roba vecchia, si parla del 1974, ma che ti ha sempre dato fastidio allo stomaco ogni volta che ti tornava in mente. Hai aspettato anni a parlarne pubblicamente, accettando un’intervista, quando già ti stavi curando da parecchi mesi, solo per chiarire questa cosa e riportare una sorta di giustizia alla tua professionalità e alla tua esigenza di correttezza.

Certo potrebbe sembrare non più giusto e fuori tempo, Battisti è mancato da oltre 15 anni e ora starete chiarendo direttamente tutta la questione. Ma tu eri, sei, il mio miglior amico ed è il minimo che io possa fare per te da questa parte del velo, perchè sento il tuo stesso fastidio, ora più che mai, ogni volta che penso quanto questa cosa, in un angolo di te, ti avesse rammaricato. Ho deciso di portare la tua voce ad un livello ascoltabile da chi cerchi o cercherà in internet notizie su questa storia, sulla segreta diatriba di quale batterista abbia registrato nove degli undici pezzi con Lucio Battisti nell’album Anima Latina.

Sappi sempre che ti amo non solo perché hai saputo rinascere milioni di volte a nuove vite, non solo perché come con te non ho mai riso con nessuno, non solo perché potevamo parlare di tutto per ore indagando le più sorprendenti argomentazioni senza annoiarci mai. Ora il perché lo leggi nei miei pensieri, e so che adesso puoi farlo davvero con facilità e immediatezza in un infinito e finalmente rigenerato benessere.

la tua donna per amico

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Ho-oponopono nella Reale Identità della coppia

Ciao Silvia

non ci conosciamo ma ho avuto l’istinto di scriverti dopo aver letto un post sulla tua pagina che mi e’ piaciuto molto ma che mi produce anche tanta amarezza: “Temere l’amore è temere la vita. B. Russell”

Nonostante io lavori come theta healer su molta gente, nonostante la mia attivita’ lavorativa sia improntata alle tecniche energetiche e psicospirituali e nonostante abbia fatto e continui a fare tanti percorsi di crescita interiore, la mia vita e’ tutt’ora un grande paradosso.

Da una parte aiuto le persone a stare meglio e a far fluire la propria vita aprendosi alle meraviglie dell’esistenza (amore compreso), dall’altra parte (ti prego di non giudicarmi per questo, lo faccio gia abbastanza da sola) l’amore per me e’ una sofferenza infinita, le mie relazioni sentimentali e gli uomini che ho incontrato nella mia vita raccontano sempre la stessa storia e la stessa energia: quando mi innamoro mi annullo dentro e smetto di esserci come donna, come identita’, l’uomo che ho sempre incontrato in tanti corpi e sembianze diverse e’ quello che s’innamora di me nella misura in cui mi sente sfuggente e poco disponibile ad “esserci”, e’ quello che mi ama chiedendomi subliminalmente di non amarlo e nel momento questo si realizza… il finale e’ scontato, da manuale psicoanalitico: coazione a ripetere o evitamento.

Da due anni evito qualunque relazione, affettiva in particolare, le rifuggo come la peste perche’ non riesco a trasformare la mia energia per poter attirare uomini differenti, una relazione piena e sana.

So che tutto parte da me, ho praticato anche l hoponopono per qualche mese, ma non e’ cambiato nulla.

Prima, per anni ho lavorato sui rancori e sui risentimenti fortissimi che avevo per mio padre e grazie ai lavori fatti… sono riuscita persino ad accompagnarlo durante il suo trapasso quando e’ mancato. Nonostante cio’, le mie relazioni col maschile non sono cambiate.

Sto valutando una psicoterapia convenzionale, ma ne ho gia’ provate tante in passato anche di quelle… e alla fine non ho ottenuto molto.
Se puoi, mi farebbe piacere ricevere un consiglio da te. Grazie di cuore e scusami.

G.

P.S.: Scusami forse mi sono espressa male, volevo dire che attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare. Eppure ho lavorato sui miei programmi, sulle vite passate, ho fatto anche qualche costellazioni familiare… ma dove devo ancora guardare che mi sfugge ?

ombra e luce

Carissima G.

quello che è più straordinario è che spesso ‘insegniamo’ o supportiamo gli altri dove ne abbiamo più necessità noi stessi. Ma ‘accorgersi’ è sempre bene anche se questo ci pone davanti a un conflitto interiore: cosa sto facendo, lo sto facendo ‘bene’ se neppure io l’ho ancora compreso?

Sono convinta che tu lavori con coscienza su queste tematiche nei confronti altrui, proprio perchè ‘sai’ davvero quanto è vasto e insidioso il problema e sicuramente anche tu, parallelamente, percorri la tua strada mentre la mostri.

Partendo dal ‘fondo’ del tuo scritto, se continui ad attrarre uomini con la stessa energia è perchè non hai ancora scelto (o avuto il coraggio) di esporti con un’energia differente. Molto probabilmente la teoria ti è chiara ma nella pratica hai ancora bisogno di ‘battere il muso’ prima di disintegrare e ricreare completamente la nuova te.

La mia esperienza è stata che quando mi sono detta ‘adesso basta!’ (basta con gli ‘innamoramenti’ passionali e ossessivi, basta con le aspettative, basta con i vecchi schemi, basta star male) d’improvviso mi sono accorta che la mia libertà (mentale, professionale ed emotiva) era la cosa più preziosa di cui potessi godere, e quasi contemporaneamente è arrivato un uomo simile a me. Inizialmente anche questa relazione non è stata indolore, il passaggio nella nuova me ha avuto bisogno di farmi sperimentare ulteriori contraddizioni, scorie, richiami al mio vecchio modo di pormi e di pensare (e creare), a tutta quella spazzatura emozionale che mi aveva intasata fino a quel momento. Per un po’ pur con l’uomo giusto ho continuato a vivere interiormente tra il paradiso e il caos. Ma ero sempre io che continuavo a percepire dalla parte storta, per paura di volare senza paracadute.

Nel frattempo era arrivata anche la conoscenza di Ho-oponopono e questa pratica ha dato il via ad una pulizia profonda, che non finisce mai, al di là di ogni aspettativa. Noto che tu scrivi più volte ‘ho provato’, ‘provo’. E’ poco. ‘Provare’ è fare qualcosa con metà Intenzione e con metà fiducia e quindi metà dei dubbi, delle paure e delle montagne invalicabili rimangono.

E quando dici “attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare”, sono uomini attratti (e che supportano) quella parte di te che mantiene quella tua stessa vibrazione, sarebbe impossibile sennò portarli nella tua orbita.

Evidentemente sei ancora, e sai che non è un giudizio, finta (che vuol dire protetta), inconsistente (stai a metà) e sfuggente (hai pre giudizi) almeno in quella parte di te che ha ancora bisogno di attenzione nel porsi come figlia e principessa e non come donna adulta pronta a costruire mettendo in conto di poter perdere ma non più di perdersi. E quindi un parte di te indossa un make up per paura di non essere accolta per ciò che esattamente sei, pertanto ti nascondi dietro te stessa mandando avanti la maschera che hai (inconsciamente) creato per non soffrire.

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Quello che è certo che ancora in quest’epoca siamo in contatto con echi di comportamenti e memorie che non ci appartengono ma ci influenzano, e queste suggestioni perlopiù contrastano con la nostra Reale Identità.
Perciò ‘essere’ (e non solo provare) Ho-oponopono, è un ponte di decollo, una partenza verso altro, un simbolo, un mezzo, una faccenda inaspettatamente magica che trasmuta ciò che siamo, ciò che viviamo e ciò con cui abbiamo a che fare.

Diventiamo uno stato che ci lancia in orbite sconosciute alla razionalità umana per accedere oltre. Oltre quelle zone inesplorate e altrettanto ‘sporche’ di informazioni, abitudini, concetti e preconcetti accumulati anche nel cercare per comprendere. Nozioni che certo ci soddisfano intellettualmente ma contemporaneamente ricoprono e confondono con il risultato di velare il canale intuitivo (divino) dell’Ispirazione ad integrarci con il nostro reale Sè.

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La Forza dell’Amore

Il vero Spirito del Natale alberga nel tuo cuore

“Viaggiare è il mio peccato” scriveva Agatha Christie. Ed il nostro Viaggio è anche la faccenda più eccitante che ci sia, fuori e dentro di noi. Siamo alla continua ricerca di emozioni, di sensazioni, di motivazioni e di entusiasmo con cui rigenerare e rinnovare il nostro curioso, assetato e complesso Corpo Mente Spirito.

Tutto ciò che facciamo, pensiamo e inseguiamo serve essenzialmente ad agganciarci alla Forza vitale che il carburante Amore, in ogni sua declinazione, ci offre. Perchè siamo esseri che si accendono solo tramite l’Amore anche quando questo sentimento sembra lontano anni luce dalla sostanza delle nostre aspirazioni.

Per certo non potremmo vivere in solitudine, anche l’essere più individualista ha bisogno di reciprocità per ottenere e mantenere quest’energia necessaria alla propria sopravvivenza, attingendo e scambiandola con e attraverso altri o altro.

E quindi ci sono personalità orientate alla passionalità fisico emotiva, spesso le donne, mentre, generalizzando, gli uomini sono maggiormente stimolati dall’ambizione e dalla riuscita professionale. Per quanto possano sembrare mire opposte l’obiettivo è sempre una necessità del ‘nutrimento Amore’ nelle sue infinite sfaccettature.

Il succo di tutto il nostro ‘cercare soddisfazione’ è la creazione di un allaccio costante alla Fonte Vitale perchè anche quando non riusciamo ad armonizzare il nostro agire, e soprattutto non riusciamo a comprendere/accettare quello altrui, sappiamo per istinto che senza Amore non c’è vita, e che l’opposto di questa condizione è inevitabilmente la morte.

E’ una semplificazione che può sembrare ingenua ma senza entrare nella considerazione che in realtà la “vita”, come la intendiamo su questo piano non finisce qui, l’ideale è riuscire ad indirizzarci verso l’atteggiamento più corretto e produttivo, per allinearci all’energia di Vita Amore, in qualsiasi forma siamo predisposti a nutrircene.

Un ostacolo potrebbe diventare l’ego, porzione fondamentale di ogni essere umano, con il quale dobbiamo riuscire a stringere una perpetua alleanza senza cedere troppo alle sue lusinghe prepotenti, parziali e sostanzialmente ‘predatorie’.

Non è difficile come sembra, anche se questo stato necessita di continua attenzione, amorevolezza e pulizia. Quando stabiliamo una costante connessione al nostro Sè Superiore automaticamente riusciamo a sentire il coro dei nostri tre Sè, in armonioso rispetto dei ruoli, nell’intento del meglio per noi e per tutto ciò che sperimentiamo.

alleanza con l'ego

L’ego è quel personaggio in noi che ci mette urgenza, che ci confonde le idee, che ce la racconta dalla parte del “bisogno”, della competizione o della bramosia, che ci fa muovere come opportunisti impauriti di perdere il treno del momento, disposti a guardare ciò che ci circonda come un mezzo per trionfare più che come un fine in favore dell’armonia del Tutto.

L’ego vorrebbe condurre la nostra esperienza terrestre con suoi ragionamenti presuntuosi che perlopiù stanno dalla parte opposta dell’anima e del cuore. O almeno ci prova attraverso suadenti auto giustificazioni costi quel che costi, se gli lasciamo carta bianca.

E qui cominciano i guai perchè esso è così abile, calcolatore e convincente che riesce a primeggiare sulla visione d’insieme dell’Uno che siamo, quel sacro Corpo Mente Spirito che ha la missione di evolvere in proporzionata e amorevole cooperazione.

E quindi molto spesso quando desideriamo qualcosa o qualcuno, diventiamo prede del pensiero ossessivo verso quell’obiettivo, o quella persona, che vorremmo possedere quanto prima alle nostre condizioni, smania da cui ci lasciamo riempire come un’idea fissa e dominante.

E così ci sembra normale soffrire, perchè scegliamo di vivere nella zona della mancanza, perchè abbiamo la sensazione che ciò che c’è (quello che siamo e quello che abbiamo adesso) ‘non sia sufficiente per essere completamente felici’. Un’interpretazione distorta di quell’energia positiva di Amore che genera qualsiasi situazione che ci stimola, che ci scalda e che ci piace visceralmente.

amore

Appena impariamo ad utilizzare quell’energia di piacere (che è Amore) per auto alimentarci senza l’esigenza del ‘possesso’ tutto prende luce, noi per primi, e possiamo istantaneamente trasmettere questa vibrazione di gioia in un flusso d’Amore senza confini. Diventiamo immediatamente quel battito del cosmo al quale dobbiamo necessariamente accordarci per essere vivi, coerenti e liberi davvero dalle nostre ossessioni, per poter felicemente godere di ogni nostro qui e ora.

Quindi anche il solo pensiero, che quella persona che ci piace così tanto ‘esiste’, se fluiamo in Amore e  gratitudine, già ci riempirà di gioia soddisfacendo istantaneamente tutte le nostre cellule. E anche quell’obiettivo ambizioso che ‘vorremmo a tutti i costi’, che sia un sogno, un lavoro o quel che ci preme, diventerà anch’esso una luce che ci attrarrà creativamente nella sua orbita e non più una fiamma che brucia e può far male finchè non lo raggiungiamo, finchè non lo possediamo.

Quello che è nato per noi, perchè sia nostra esperienza diretta, ci arriva sempre, soprattutto se manteniamo calma e centratura, ma quando o come non sta a noi deciderlo o forzarlo, neppure nella nostra mente. Perchè è proprio la mente tramite l’ego che fa i peggiori pasticci creando pretesa, mancanza e separazione.

A noi sta semplicemente imparare, allenandoci giorno per giorno, a godere di ogni scintilla dell’adesso trasmutando gli assilli e le urgenze in gratitudine, nutrimento, gioia e piacere, sempre e comunque. E ciò che ci spetta avrà finalmente campo libero di raggiungerci nel momento perfetto.

E’ questo il mio augurio per te, per me, per noi tutti. Buon Natale, adesso.

יֹיֹזָ

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Ci può essere amicizia uomo donna quando c’è attrazione?

perplessità

Questo post è dedicato ad una (grande) perplessità di Renzo, lettore di questo blog, che non avendo ricevuto nessuna risposta ad un suo commento, mi ha scritto domandandomi se almeno io lo avessi letto. Lo ha lasciato sotto ad un vecchio post di mie considerazioni riguardo l’opportunità nell’osare nuove strade e azioni differenti, e coraggiose, nelle conoscenze, sia amicali che amorose.

Nel tempo, più volte, su sua esplicita richiesta, gli ho detto la mia ma lui resta sempre un po’ ‘incagliato’ nelle stesse esperienze, considerazioni e percezioni nei confronti delle nuove relazioni che cerca di intraprendere.

A questo punto gli ho chiesto se era d’accordo che facessi un post proprio con questo suo scritto, per avere sensazioni ed opinioni direttamente degli amici che leggono queste pagine anche se la storia mi (ap)pare un po’ confusa…  Comunque lui ha piacere di averne un feedback ed ecco qui la faccenda:

“Vi racconto un fatto privato che mi è accaduto ormai più di un anno fà: durante un seminario si siede vicino a me una donna che era venuta assieme ad un’amica. Durante le pause del seminario ci parliamo tra di noi e ci conosciamo. Questa donna, oltre ad essere molto carina mi sembra anche molto simpatica. L’indomani ci rivediamo nello stesso seminario. Questa volta lei viene da sola. Alla fine del seminario, assieme, andiamo a trovare, a piedi, la sua amica che ieri era con lei e che ha nelle vicinanze un negozio. Non ricordo bene se ha fatto la proposta prima lei o prima io: comunque si decide di andare a cena quella sera. Lei invita l’amica a venire a cena, ma l’amica si rifiuta. Allora andiamo noi due a cena con la sua macchina. Faccio scegliere a lei il ristorante.

Ceniamo assieme e si parla: mi piace molto interloquire con lei. Mi racconta che è separata, che il suo ex marito non la trattava bene e che soffriva di una malattia: l’endometriosi. A causa di questa malattia non può avere dei figli. Io, sinceramente, non sapevo nulla di questa malattia… Pensavo pure in quei momenti: sarà una malattia contagiosa?

Durante la cena prendo una decisione CATASTROFICA (considerando poi gli sviluppi): stasera non ci provo con lei, tanto sicuramente ci rivedremo… E poi (penso tra me e me) molte donne ci restano male se l’uomo ci prova al primo appuntamento… Finita la cena, da gentiluomo che sono, pago per entrambi la cena. Usciamo dal locale e lei mi accompagna con la sua macchina dove era parcheggiata la mia.

La saluto con un tenero bacio sulla guancia, sicuro al 100% di rivederla nei prossimi gg…

Sapete che non l’ho più rivista a questa donna nonostante gli svariati tentativi di incontrarla? Mi ha detto che io non ero l’uomo adatto a lei e che non ci dovevamo rivedere più… Questa amara lezione però mi ha insegnato che bisogna provarci alla prima occasione con una donna che ti piace… Perchè a volte puoi trovare la donna che si vendica perchè tu, uomo, non hai fatto subito il primo passo… Come è successo a me… :-(

cupido

e il giorno dopo mi riscrive:

“Ciao Silvia, dato che stai preparando un articolo sul mio post, ho pensato di aggiornarti in merito. Perchè con gli ultimi SMS che ho avuto con quella donna il nocciolo della tematica è diventato, a mio avviso: ci può essere amicizia tra un uomo e una donna se c’è anche un’attrazione fisica?

Ti scrivo gli ultimi SMS tra me e lei… Io: “Ciao, ci rivediamo o non ci rivediamo mi hai insegnato una cosa importante. Grazie! Renzo”. Lei: “Cosa ti ho insegnato?”. Io: “Mi hai insegnato che se una donna ti piace molto, anche al primo appuntamento è meglio provarci. Sennò la donna può a volte restarci male… Tu non hai mai sbagliato in vita tua? Può capitare a tutti…”. Lei: “Tu non mi hai mai interessato e quindi non hai sbagliato niente. Stai tranquillo e non avere rimpianti perchè non avresti avuto nessuna possibilità”.

Un film molto bello, in cui si parla, nella parte iniziale, dell’amicizia tra uomo e donna è ad esempio “Harry ti presento Sally”.

Io sono del parere che posso essere veramente amico di una donna se non provo verso di lei attrazione fisica”.

Renzo

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L’amore non è una passione. L’amore non è un’ emozione. Non solo.L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato.

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