Omo Amore: Amare oltre la norma della forma

Manuel Lucchini mi ha chiesto l’amicizia su facebook nel dicembre 2012 e ci siamo sentiti via messaggio privato tantissime volte, più di 650 messaggi!, nei quali mi ha reso partecipe della sua crescita chiedendomi costantemente, con deliziosa faccia tosta, supporto, sostegno e chiarimenti riguardo l’applicazione di Ho-oponopono nei suoi piccoli grandi dolori della sua giovane esistenza. E poi ci siamo finalmente abbracciati quest’anno, poichè ha partecipato al seminario Josaya “Ho-oponopono – la Pace comincia da te”, che abbiamo tenuto a Roma il 24 maggio 2014.

Manuel è un ragazzo diverso, al quale voglio molto bene. Diverso perchè è speciale. Perchè è sensibile, sveglio, esuberante, molto affettuoso, coraggioso, intraprendente e anche molto intelligente.

Della sua omosessualità (argomento che mi sta a cuore tanto che avevo già dedicato un capitolo titolato ‘La gaya coppia’ in ‘Amore da conquistare e con cui stare’) me ne scrisse quando ancora era nel pieno del suo travaglio interiore, nell’urgenza di riuscire a esprimersi senza timori e vergogna, in un mondo che ancora teme, giudica e talvolta castiga, chi di se stesso sente e agisce, con ciò che chiede il proprio cuore, in allineamento con il proprio  corpo.

Quel tagliente o ridicolizzante giudizio che ancora a troppi viene spontaneo soprattutto se l’agire altrui non si conforma a quelle regole sociali considerate “normali” dalla massa. Ma l’Amore è Amore, e ogni essere un universo amorevole e già perfettamente perfetto.

Silvia Paola Mussini

Se tante persone seguono qualcosa,

è una prova sufficiente che è una cosa sbagliata.

La verità accade agli individui, non alle masse.

Osho

bacio

Manuel: “L’Arcobaleno è stato scelto come simbolo della vita omossessuale e anche come simbolo della pace. Perchè l’Arcobaleno?

Forse perchè in natura è uno dei fenomeni che si avvicinano di più ad essere qualcosa di tanto strano ma nel contempo di tanto magico. E’ un modo diverso che usano i colori della terra per esprimersi, e questo loro esprimersi trasforma le nostre facce, regalandoci uno stupore di un bel paio di minuti.

Forse è per questo che è stato scelto questo simbolo… perchè Omo-Amore parla dell’Amore visto con gli occhi dello stupore, come quello causato da un Arcobaleno nel cielo!

Una delle più grandi sfide che mi sono dovuto trovare davanti nella mia vita, è stato affrontare la rivelazione della mia omosessualità al mondo. Sono cresciuto con un padre tendenzialmente omofobo, in un paesino calabrese dove la mentalità beh… non era di ampie vedute.

Eppure è stato ciò che per me era necessario. Adesso, con il senno di poi, mi rendo conto di come doveva essere il mio percorso ovvero quello affrontato, perchè se io non avessi scelto quella strada, quella sfida, quella chiarezza oggi probabilmente non potrei parlare così liberamente e con leggerezza di questo argomento che mi sta molto a cuore.

A quasi 20 anni mi rendo conto di come questo tema, sia ancora un tabù, ma è arrivato il momento di rompere quelle che ci hanno date come sotto intese regole e parlare, perchè solo attraverso la conoscenza e la normalizzazione possiamo illuminare il buio della nostra paura!

In principio credo che esista l’Amore. Dal mio punto di vista l’Amore non ha forma, nè sesso, nè religione, nè giudizio, nè preferenze, nè colore.

L’Amore è, semplicemente perchè è. Purtroppo le parole possono spiegare poco perchè appunto, l’Amore va oltre, quello che il nostro amato Ego può esprimere.

La potenza dell’Amore possiamo valutarla in molte situazioni della vita ma credo che la sua straordinaria forza possiamo percepirla, quando riesce a scindere i dettagli della forma estetica e apparente, ed a unire due cuori, con un involucro della stessa forma.

Omo Amore è di questo che tratta, dell’Amore tra persone dello stesso sesso.

Voglio essere un esempio, per tutti quelli che ahimè vivono la loro sessualità in modalità repressa!

Perchè nasce la repressione? Questa è una domanda che mi è stata rivolta spesso.

Beh la repressione nasce perchè la nostra condizione di paura e necessità delle regole ci ha portato a dividere e a catalogare ogni cosa.

Quindi sono nate le dottrine, e le condizioni sociali, e le forme sessuali. Perciò oggi la gente è divisa in: “Eterosessuale, bisessuale, transessuale, omosessuale”.

Ma alla domanda perchè nasce la repressione, la risposta la si ritrova proprio qui! La repressione nasce perchè l’appartenere ad una categoria diversa dall’eterosessuale (definito normale) crea ahimè ennesima divisione, colpa, o peggio fobia!

Allora il mio vuole essere un messaggio forte e chiaro, rivolto a chi sta cercando il coraggio di uscire allo scoperto, o semplicemente il coraggio di accettarsi. Non siamo diversi, Non esiste la diversità. Siamo e restiamo Amore, da sempre e per sempre!

Manuel Lucchini Silvia Paola Mussini

Essere omosessuale è una condizione naturale di vita, che ci permette di sperimentare semplicemente un altro modo di Amare! Pensate che l’Energia e l’intesa che scorre tra due persone dello stesso sesso sia davvero tanto differente? Cosa c’è di diverso? Forse il coraggio. Il coraggio di uscire e riuscire a dire io Amo la mia stessa forma.

Lavoro con le persone dall’età di 16 anni. Ho sentito una marea di storie a livello sentimentale, la maggior parte con un fondo di repressione, non solo a livello sessuale, anche perchè la mia passione è sempre stata fare le carte, un contesto dove ci si apre con fiducia.

Il problema nasce dal timore del giudizio, dal timore di essere considerati “diversi”, sì va bene. Ma diversi ma da chi?

Anch’io ho vissuto una storia di 7 anni con un ragazzo con una base di repressione. Questa storia mi ha formato e mi ha insegnato, quanto sia importante divulgare un messaggio di uguaglianza al mondo.

E questo messaggio lo rivolgo a tutti, in particolar modo alle famiglie e a tutti i ragazzi adolescenti in fase di ri scoperta della propria identità!

Siate voi stessi, esprimete voi stessi in qualsiasi forma, abbiate il coraggio di essere da esempio per tutti quelli che ancora non sono pronti, o credono di non esserlo. Lo faccio perchè so, con dolore e caos interiore, quanto timore può celarsi dietro la vita omosessuale segreta.

Ogni cosa che si vive e si assapora deve essere affrontata con profondo spirito di osservazione e attenzione per evitare di uscire allo scoperto, so con dolore cosa significa. E so che ci si può ritrovare, come è accaduto a me, di vivere in famiglie che non vogliono nemmeno sentire la premessa all’argomento.

L’unica strada e la miglior opportunità che abbiamo è avere o ritovare il coraggio di vivere la nostra reale Identità. Tutti hanno e abbiamo bisogno di tutto l’amore e l’incoraggiamento necessario, perchè il mondo è pronto se noi lo siamo!

Evviva l’Amore, indipendetemente dalla sua forma.

Ricevete tutto il mio Amore!”

Manuel Akele Andrea Lucchini (Akuos)

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Chi vuol esser lieto sia perchè l’Amore è sconfinato

Ieri sul nostro gruppo Josaya di Facebook “Legge di attrazione & Ho-oponopono” (bel gruppo affollato, oltre 25.000 iscritti), nel quale si posta e si discute di tutto e di più con interessanti fuori tema pertanto evviva la libertà finchè è etica e costruttiva, Francesco B. ha pubblicato questa affermazione:

“Vorrei che tutti stampassero in testa queste parole: quando una persona tiene a voi vi cercherà in qualsiasi modo. ..non esisteranno scuse del lavoro, degli impegni e cavolate varie! Quindi smettiamola di essere ipocriti e non assecondiamo chi vuole giustificarsi con scuse che non reggono!”

Le considerazioni sono ancora in atto e attualmente oltre 60 le condivisioni, oltre 350 i mi piace e tantissimi i commenti, ne riporto alcuni per riflettere insieme:

“Poco piu’ di un mese fa mi e’ proprio successo di avere a che fare con una persona che si e’ nascosto dietro la scusa del non tempo… del lavoro… di una crisi personale! e mi fa sempre molto arrabbiare questa balla gigante perchè offende la mia intelligenza e la mia sensibilità!! Ste persone vanno a intermittenza..! Che delusione incontrarle! Credo anche io che bisogna scegliere persone belle … belle dentro che abbiano voglia di donare e donarsi!” Chiara M.

Piera B.: “Hai ragione! Dobbiamo alimentarci di amore e sentimenti puri e sinceri. I falsi affetti ostacolano la nostra crescita “sana” e genuina!!!

Lorena A.: “Eh già…. trovano tempo per tutto e poi ti dicono che non hanno tempo…. mi dispiace ti prego perdonami grazie ti amooo… mi assumo la responsabilità al 100% quello che e in voi e in me….”

Lia M.: “Verissimo ragazzi! È proprio per questo è un bel po’ che sto sola soletta, ma meglio sola che solo per metà accompagnata!!!!”

Teresa G.: “Concordo con te siamo noi per primi che dobbiamo pretendere persone migliori vicino a noi !!!”

Beate Z.: “Anch’io sono d’accordo …. Anche se spesso sento la solitudine che si fa strada. Specialmente durante il fine settimana … Mi dispiace, perdonami …”

Simonetta P.: “Fatto …anche se sono morta dentro un anno fa ho “eliminato” chi aveva un po’ troppe “scuse ” e piano piano guarirò anche se fa tuttora un male cane!”

Lydia J. N.: “È vero semplicemente! Giustificare chi gioca con i nostri sentimenti la vedo come una mancanza di autostima! Però Siamo tutti un po’ egoisti e a volte, inconsapevolmente, giochiamo con i sentimenti degli altri, forse perché dovremmo imparare a stare da soli per comprendere prima di tutto noi stessi…”

Nausikaa K.: “Quanto sono vere queste parole e lo sappiamo tutti !!!! Ma il cuore non va allo stesso passo con cervello gli piacciono i SE i MA, insomma trova sempre una scusa quando non vuole ammettere l’evidente!”

Sandra B.: “Ho capito, a leggere tutti questi commenti mi convinco sempre più che é meglio lasciare nel nascere. ………ognuno di noi si merita il meglio…..questo non é il mio meglio.”

Edy B. S.: “Anche perché io tengo a mente questo :
Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo.!!!!!! Se ti tradisce….. è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che…ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.
E Tu, Tu di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. ……Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo!!”

Sabrina C.: “Edy sei grande hai espresso chiaramente il concetto purtroppo è quello che sta capitando a me dopo mesi di giustificazione ora ho la certezza che di me non gliene frega niente non gliene è mai fregato niente mentre io aspettavo un qualsiasi gesto ma ora basta io voglio di più… grazie ancora.”

Daniela B.: “Complimenti Edy…hai descritto così bene la realtà che molti di noi hanno vissuto in prima persona.
L’importante é aver capito la lezione di vita e metterla in pratica ogni giorno.
Ognuno di noi merita rispetto.”

 

E sempre ieri rientrando in auto con Sandro da una settimana trascorsa in Liguria, ho riascoltato dopo ‘secoli’ l’emozionante “Piccolo uomo” dell’indimenticabilmente malinconica (ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie) Mia Martini.

E proprio ri ascoltandola mi sono resa conto quanto, eoni fa, mi risuonasse naturale questa lacerante parte di dolore sperimentata visceralmente in più di una relazione, all’interno di quella remota dimensione pressochè inconsapevole, ossia quando ero perennemente in balia delle mie violente emozioni e sensazioni.

Quindi posso immaginare, e lo constato nei miei coaching  ma anche nella media dei rapporti, quanto questo vivere nel dolore sia sempre un ‘naturale’ e largamente utilizzato costume umano. Una modalità di afflizione che ancora risuona in eserciti di persone che si trovano in un amore in bilico e soprattutto che si intendono loro stessi come cuori persi ai margini di un dirupo (mentre all’altro, il soggetto del proprio desiderio, scelgono di dare molta più responsabilità e potere di quello che credono e vogliono avere per sè).

E ieri, con orecchie nuove di qualche decennio, ho capito come ‘non a caso’ il geniale paroliere abbia utilizzato i termini ‘piccolo uomo e piccola donna’, ed è facile ormai comprendere il perchè, o meglio come la mia interpretazione attuale è e sarebbe adesso completamente diversa.

Certo è che vivere appassionatamente ogni incontro è giusto, soprattutto quando gli ormoni ribollono in una fascia di età durante la quale la Natura ha stabilito che l’ardente passione sia necessaria all’evoluzione della specie. Perchè alla natura, l’istinto, non importa del nostro cuore e dei nostri malesseri emotivi, di quelli dobbiamo averne sempre cura noi, ma solo come farci incontrare e possibilmente proliferare con altri esseri, mettendo in moto il meraviglioso strumento/corpo che nell’umano è collegato a tutti gli altri sensi, talvolta anche alla testa, intesa come consapevolezza.

Ma, strada facendo, abbiamo l’opportunità di imparare anche il ruolo dell’osservatore, di dar vita e autonomia a quella parte di noi che esiste ogni sentimento e ogni sensazione in posizione corretta nell’accogliere e nel donare Amore.

Perchè comunque se ancora vogliamo evolvere, almeno nel pensiero, a ‘destabilizzarci’ ci sono visioni anche differenti, più radicali, ampie e infinite, come quella di Paolo Barnard. Che possono essere discutibili dalla nostra ‘morale’, quella scomoda faccenda acquisita dalle regole sociali (più o meno imposte) che copre la nostra immensa paura d’essere Esseri totali in totale Amore incondizionato:

Amore

“Quanti cieli ha un falco libero? Infiniti. Quanti mari ha un delfino libero? Non si contano. Quanti amori può vivere un cuore libero? Tanti.

L’umanità ha messo lacci alle zampe dei falchi, paraocchi neri, e li ha costretti a un solo ripetitivo volo, egoistico, per soddisfare la bramosità predatoria dell’uomo.

L’umanità ha chiuso i delfini in vasche, li ha costretti a ripetitivi balli clowneschi, per soddisfare la meschina emozionalità dell’uomo.

L’umanità ha costretto i cuori a un solo amore secondo la leggenda della fedeltà, per soddisfare la bramosia del possesso dell’uomo.
Tutto questo è mostruoso.

Pensateci. Oggi, e da sempre, la persona che vorrebbe donare il suo cuore d’amore a più di un singolo essere umano; che vorrebbe col suo cuore far sorridere, piangere di gioia, salvare, emozionare, proteggere, baciare, rendere felice più di un singolo essere umano, è chiamata bastarda, bastardo… un traditore, una traditrice… fedifrago, fedifraga… puttana, puttaniere. Il suo crimine è amare più di un cuore. Il suo crimine è saper rendere felici più di una singola persona.

Abbiamo reso l’amare tanto, tanti, un crimine.

No, l’umanità vuole un cuore coi lacci, chiuso in vasca, solo, a tu per tu con un unico altro cuore, sempre e per sempre, e tutti gli altri cuori, tutti gli altri cieli, tutti gli altri mari saranno dietro un muro di piombo, filo spinato, lame mortali, eretti contro le bastarde, i bastardi… i traditori, le traditrici… i fedifraghi, le fedifraghe… le puttane, i puttanieri, che amano tanto e tanti.

Abbiamo reso l’amare tanto e l’amare tanti un crimine, odiato, vilipeso, condannato. E crediamo di saper amare… “Amore mi sei fedele?” “Certo tesoro!”… E invece siete due mostri al di qua di un orrendo muro di piombo. Amare in un’unica direzione non può mai essere un giuramento, solo una scelta, e chi non la condivide non merita la crocifissione al muro di piombo. Mostri.
Al di là di esso sono i cieli, i mari, gli amori. Ma lì non vive quasi nessuno di noi.
Siamo mostri che hanno resto l’amare tanto, tanti, un crimine.”

 

Quindi ognuno di noi ha il non sempre semplice compito, ma anche la piena facoltà di decidere, chi e come essere in ogni momento della propria esistenza, possibilmente in profonda sincerità con se stesso e con tutti gli esseri con i quali si sta relazionando

Per concludere queste considerazioni a tutto raggio, ecco le parole di ‘Ti troverò’ – 1986 – di Andrea Mingardi (Premio Lunezia alla Carriera 2014) perchè a mio parere è la più bella canzone, parole e musica, sul tema, e anche perchè in rete il testo non si trova da nessuna parte.

L’autore canta e racconta il sentimento di un cuore attento alla propria ricerca d’Amore, e lo fa con quelle parole e quel desiderio che il cuore di ognuno di noi ha già autonomamente pensato, maschi o femmine che si sia. Perchè per quanto sembrino principalmente le donne quelle sempre dolorantemente tese verso una storia appagante, Amare è l’anelito di ogni individuo che cammina questo straordinario Viaggio, che alla fine, ma pure all’inizio, è l’unica cosa che conta.

 

Ti troverò – Andrea Mingardi

Ti troverò
dovessi metterci una vita
ormai è quasi una partita
solo tra me e il destino.

E 1000 storie non fanno neanche un vero amore
conosco già questo sapore amaro, tra noi è già finita.

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò.

Ti troverò in fondo non ho rinunciato
e chi si è poi accontentato
ora invidia un Amore.

Restare soli è meglio che buttarsi via
tanto ormai so cosa sia
una barca senza il molo.

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ma, chissà dove sei, e poi se mi vuoi

Dovessi metterci una vita

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò

Dovessi metterci una vita…

“Ti troverò” è contenuta anche nel cd “Sogno” (1993) altra perla finalmente premiata qualche giorno fa con il premio Lunezia 2014, con la Menzione Speciale al Valore Musical-Letterario.

Silvia Paola Mussini

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Chi cerca se stesso trova sempre un tesoro

“Ho deciso di lasciare il mio villaggio perche’ oramai mi stava stretto.. e anche i suoi abitanti, seppur gentili e amichevoli, ormai non potevano darmi piu’ nulla se non la ripetizione di tanti eventi e circostanze.. Per cui ho ringraziato, li ho benedetti, ho caricato il mio zaino sulle spalle e sono partito per scalare la montagna.

Lo zaino era pesante perche’ lo avevo caricato con tutte cose che pensavo indispensabili.. ma mi sono poi accorto che molte cose in realta erano inutili, la salita era irta e il peso mi rallentava. Mi sono ferito le gambe tra rovi e rocce ma ho deciso di andare avanti perche’ so che mi aspetta un panorama esaltante.

Ho cominciato ad alleggerire lo zaino.. certo a volte con rammarico perchè ancora la mente mi riportava a quegli oggetti tolti ma vedevo che riuscivo ad andare piu’ spedito ho continuato a cadere ma piu’ cadevo piu’ cose toglievo dallo zaino..

Gianluca B2

Ancora sto salendo ma comincio a sentire il profumo della vallata sotto la montagna quasi mi trascinasse lei stessa, ormai il sentiero l’ho trovato.. non ritornero’ mai piu’ indietro. Mi feriro’ di nuovo..cadro’.. ma so che questa e’ la mia via.. E vedro’ cose che forse avevo solo immaginato.. ma sono sicuro che arrivero’ a vedere anche di meglio.. Ci sara’ una grande accoglienza per me e si fara’ festa al mio arrivo..”.

Gianluca Barca

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Ama e fa ciò che vuoi

Capita ed è anche creativo analizzare con rispetto se stessi, i propri miglioramenti, il proprio modo di esprimersi e di viversi, riuscendo a vederci amore e sapendo finalmente interpretare, e apprezzare, lo ‘sforzo’ che ci mettiamo per procedere in un percorso di vita sereno e appagante. O magari ancor meglio felice. E in quel caso senza sforzi.

La faccenda straordinaria è che essere sereni costantemente è meno eccitante e certe volte più complesso che l’essere continuativamente felici.

Come sempre è una questione soggettiva di prospettiva e di intenzioni ma chi comprende la propria chiave di volta alla felicità, sa come ottimizzare ogni sistuazione della propria vita, principalmente osservandosi in posizione di testimone senza partecipare al parapiglia di una mente in preda alla dispersione emotiva.

caos emozionale

Quando ‘capiamo’, o meglio vediamo e constatiamo il Grande Disegno oltre noi stessi, accediamo alla leggerezza e alla libertà di ritrovare la nostra reale identità. Quell’opera divina che Sa, e che siamo, e che evolve tramite l’Amore, la libertà, l’abbondanza, la gratitudine e la gioia incondizionati. Ovvero quei doni a disposizione di quell’essere me che ‘proprio io adesso’ sono. E gli stessi doni sono naturalmente, pronti e a disposizione, anche per tutti gli altri esseri esistenti, a volontà.

Sono stata recentemente ad una conferenza che definirei spiritual etico politica dove ho respirato un amore vasto e importante, nel pieno rispetto di ciò che c’è attorno e nella massima disposizione al benessere universale. Il tutto in cortesia e in onore nel riconoscere se stessi e ogni altro essere come figli meritevoli del pianeta e di nessun’altra istituzione.

Non sono più gli anni degli hippy e della new age e il tutto era discusso in base a principi di individuale connessione divina e verso progetti concreti, etici e autonomi. E abbiamo avuto anche il tempo e il piacere di confrontare i vari punti di vista o credi.

Spesso chi agisce spiritualmente su se stesso ritiene di essere la leva energetica più efficace per sostenere al meglio il Tutto, sostanzialmente non concentrandosi sui problemi ma trasmutandone l’energia. Mentre gli attivisti, e qui si intende di quelli in risonanza spirituale che oggi stanno diventando un oceano, sentono forte appunto l’essere attivi. Per loro è fonte di gioia l’agire concretamente, il non chiudere gli occhi su quello che accade, su quello che esiste, ma contribuire ‘casualmente’ – battuta, perchè nessun incontro è mai per caso – all’informazione e al sostenimento di chi, dall’interno del sistema, non collega le informazioni per come è stato deciso, perchè sia stato ritenuto meglio, scegliere chi e come può decidere di governare il pianeta e i suoi abitanti. Il discorso era a livello personale, locale e mondiale.

Il Tutto è Amore, Io sono il Tutto, Io sono Amore

Agisci come se fossi Amore.

Josaya

A mio parere abbiamo ragione tutti perchè tutto quello che si fa con e per Amore è Amore e favorisce la sua vibrazione. Cambia la forma e il metodo ma non la sostanza. Perchè ognuno di noi sa, per esperienza personale, che il massimo benessere lo si prova sia nel donare quanto nel ricevere di cuore, ognuno attraverso la sensibilità personale, canale che è rigoroso tener pulito. E, meraviglia!, è adesso l’epoca della consapevolezza in direzione dell’Amore e della libertà – libero arbitrio – per ciascun essere. E questa è la nostra vera, straordinaria opportunità di comunione sciamanica collettiva con il TuttoUno che siamo.

L’obiettivo di chi agisce ‘come se fosse Amore’ è comune. E’ la naturale pulsione al benessere, nel concreto e nel sottile, alla pace, alla libertà, alla gioia e all’abbondanza per ogni essere esistente. E c’è chi si sente portatore dell’attenzione a che, tutto questo ben di Dio, possa essere fruito abbondamentemente da tutti. Perchè fortunatamente il pianeta che ci ospita ha la tecnologia e le risorse sufficienti per far vivere tutti, tutti in tutto il globo, in completa prosperità.

Se tutto ciò che è è sempre il meglio l’Amore ha molte forme e a ognuno di noi, in coscienza, è dato di usare lo strumento di cui siamo stati divinamente dotati. Per comprenderlo e comprenderci al meglio, portare il nostro contributo e attraverso questo evolvere oltre.

La cosa più ampia sarebbe che ognuno potesse fare quello che sente in comunione con la propria anima, perchè ‘ciò che è è sempre il meglio’ anche per ciascuno, e ognuno sta camminando la sua propria strada per portare luce a sè e a ciò che lo circonda. Come sa. Essenziale naturalmente è che tutto sia agito con e per Amore in una connessione di benessere universale, niente e nessuno escluso.

In questo contesto il fatto di occuparsi degli altri, degli sventurati che vivono situazioni drammatiche e insostenibili, non è per risolvere i loro problemi o raccogliere i loro lamenti ma per condividere primariamente le reciproche divinità offrendo contemporaneamente delle informazioni per raggiungere individualmente e responsabilmente la personale e sacrosanta indipendenza di corpo, mente e spirito.

Quindi come comportarsi per essere incondizionatamente felici ogni momento? Allineandoci alla nostra personale sapienza in Amore congiunta alla vera fratellanza con ogni essere e alla certezza che siamo qui con un compito preciso che ci connette tutti e che riguarda l’intero sistema.

Ognuno ha ricevuto il dono del proprio metodo di felicità e quello andrebbe accolto senza altri fanatismi ma con la certezza che, se è giunto a noi, è perchè solo noi potevamo fare quel compito e quella crescita, in quel modo, nel perenne riorientamento naturale in direzione della Fonte. Tenendo fiduciosamente gli occhi e il cuore nella Fonte.

L’Amore non ha differenze, l’Amore è, e per attrazione ogni emanazione di bene si allaccia ad altro bene anche se non esplicitato nella stessa maniera. Noi siamo veicoli verso la luce, tutti, nessuno escluso.

TuttoUno-ora

In fin dei conti che cos’è l’Amore se non stare bene e generare benessere perchè agiamo in accordo con la bussola suprema?

Scrive Giovanna Garbuio (in uscita con Soffrire non è necessario): “Chi è felice può raggiungere qualunque obiettivo e avrà successo in tutto ciò che farà. L’uomo deve cercare la felicità. E’ la prima responsabilità che abbiamo come uomini: essere felici! Essere felici noi… non preoccuparci della felicità degli altri anche se questi altri sono le persone che amiamo di più. I problemi degli altri a dirla tutta non ci riguardano… non ci riguardano proprio. A meno che occuparcene non ci renda più felici che non farlo… ma resta il fatto che non abbiamo nessun dovere di farlo se farlo ci fa stare male, ci pesa, ci rovina la vita, perchè questa è tutta energia che si diffonde.”

Ama e fa ciò che vuoi. S. Agostino

Semplicemente ricordiamo di essere già e sempre connessi con tutti e con il Tutto, perchè tutta la teoria è sempre molto più imponente ed emotivamente dura della messa in pratica. E la maggior parte delle volte è più labirintico e faticoso un pensiero dell’agire come essenza d’Amore.

 

Silvia Paola Mussini

colors

Prossimi seminari Ho-oponopono con Josaya: 10 e 11 maggio Rimini – 24 e 25 maggio Roma

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Caro Amico ti scrivo

Franco davvero non è facile, perchè scrivendo la faccenda prende una definizione concreta, e lo sai anche tu che cosa vuol dire ‘da questa parte’ del mondo. Sei volato via esattamente da 15 giorni, il 4 marzo, e sembra ancora tutto così irreale, anche se ci sto facendo pace. E sembra anche tutto superfluo ora, ma non lo è, e so che lo sai anche tu.

Innanzi a tutto voglio ringraziarti di essere stato così importante nella mia esistenza, più di trent’anni di amicizia, e lo sapevamo anche quando non ci siamo né visti né sentiti per alcuni anni per impegni e ritmi diversi. L’Amore incondizionato è senza condizioni e senza regole, non cambia se non ci si frequenta ma si evolve alla sua propria insindacabile andatura, i miei rapporti migliori sono così. C’eri, c’ero, prima e sopra di tutto e tutti, sapevamo che sarebbe bastato uno squillo.

Sei stato per me un compagno di avventure e di complicità, di risate irrefrenabili, di buoni cibi e buoni vini, di vacanze, di buoni pensieri, di idee folli, di fiducia, di affetto, di fantasia, di immaginazioni e di chiacchierate importanti, senza confini e senza bigottismi.

Il tuo ‘Hallo!’ solare quando iniziavamo le nostre telefonate fiume, i tuoi progetti, il tuo entusiasmo, le tue certezze, la tua fiducia in te stesso sempre e comunque, e la tua forza, sempre e comunque, fino all’ultimo respiro.

Voglio ringraziarti per la tua solarità, per le tue risate contagiose, per il nostro senso dell’umorismo così allineato, per trovare sempre una soluzione originale ed efficace nei tanti alti e bassi della tua vita. Voglio ringraziarti per la verità e la spontaneità con cui hai sempre vissuto, senza compromessi, con nessuno, di nessun tipo. Con te era sempre chiarezza, gioia, festa, etica, allegria e possibilità.

Franco Dede Loprevite Silvia Paola Mussini 2

Pur essendo già da ragazzo un nome nella tua professione di batterista, in un’epoca di ribelli cambiamenti, con la tua passione hai portato grandi innovazioni di stile e hai potuto godere di grande stima da parte di fans e di colleghi, sempre sapendo mantenere la leggerezza dell’autoironia, della semplicità, del non prenderti troppo sul serio, nel tuo individualismo indipendente, autosufficiente ed eticamente corretto. Tipico della tua essenza il non sentirti né divo, anche quando avresti potuto, né dipendente dall’approvazione altrui o dai riflettori come accade spesso a chi vive pensandosi – o vuole essere – un personaggio pubblico, ma hai applicato sempre la delicata attenzione del muoverti nella genuinità, nella coerenza, nel rispetto e nella sensibilità, con te e con gli altri.

Certo avevi anche le tue sfuriate se qualcosa non ti quadrava dritto ma duravano qualche nano secondo e poi guardavi tutto attraverso la lente dello sdrammatizzo e del ridicolo e finiva sempre tutto, anche le cose più serie, in quelle fragorose risate che ci facevano quasi ogni volta lacrimare.

Ma come tutti anche tu hai avuto diverse situazioni che ti hanno dato profondamente fastidio se non decisamente deluso. Una di queste, e lo scrivo chiaramente come tu avresti voluto, è quella di non essere stato riconosciuto ufficialmente come il batterista che ha suonato nel disco Anima Latina di Lucio Battisti, e invece del tuo nome, chissà come e chissà perché, su quel disco è stato scritto quello di un altro musicista, Gianni Dall’Aglio, che di quei brani ne aveva registrati solo due.

Roba vecchia, si parla del 1974, ma che ti ha sempre dato fastidio allo stomaco ogni volta che ti tornava in mente. Hai aspettato anni a parlarne pubblicamente, accettando un’intervista, quando già ti stavi curando da parecchi mesi, solo per chiarire questa cosa e riportare una sorta di giustizia alla tua professionalità e alla tua esigenza di correttezza.

Certo potrebbe sembrare non più giusto e fuori tempo, Battisti è mancato da oltre 15 anni e ora starete chiarendo direttamente tutta la questione. Ma tu eri, sei, il mio miglior amico ed è il minimo che io possa fare per te da questa parte del velo, perchè sento il tuo stesso fastidio, ora più che mai, ogni volta che penso quanto questa cosa, in un angolo di te, ti avesse rammaricato. Ho deciso di portare la tua voce ad un livello ascoltabile da chi cerchi o cercherà in internet notizie su questa storia, sulla segreta diatriba di quale batterista abbia registrato nove degli undici pezzi con Lucio Battisti nell’album Anima Latina.

Sappi sempre che ti amo non solo perché hai saputo rinascere milioni di volte a nuove vite, non solo perché come con te non ho mai riso con nessuno, non solo perché potevamo parlare di tutto per ore indagando le più sorprendenti argomentazioni senza annoiarci mai. Ora il perché lo leggi nei miei pensieri, e so che adesso puoi farlo davvero con facilità e immediatezza in un infinito e finalmente rigenerato benessere.

la tua donna per amico

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