Archive for December 1st, 2009
The Seeker: il Cercatore
Questo è un articolo “rubato” stanotte dal blog di Andrea Panatta, partecipante come me al primo seminario italiano di Ho-oponopono a settembre.
La’ a Villabartolomea non ci siamo incontrati nè visti, ma abbiamo fatto “amicizia” sulle pagine di Facebook.
Andrea Panatta con il dottor Ihaleakala Hew Len e Mary My Wild Irish Rose Koehler al Seminario di Verona settembre 2009
Il fatto di avere vissuto un’esperienza tanto importante, un week end che ha contribuito “condensare” una grandissima svolta alla mia vita, le parole che abbiamo scambiato in messaggi privati e anche questo bellissimo post: vibrante, Vivo, pieno di passione e di entusiasmo me lo fanno considerare un Vero Amico del cuore.
Il cuore che riconosce e sempre “Sà” quali sono le cose vere e importanti, se lo lasciamo libero di intuire.
Il Cercatore.
Quando cerchiamo qualcosa, un insegnamento, una religione, una tecnica di meditazione, spesso stiamo cercando una maggiore serenità, pace, e felicità. Stiamo cercando soluzioni ai nostri problemi, alle nostre ansie e paure, e vorremmo avere un effetto sulla realtà personale e circostante.
Vorremmo cambiare le cose giusto? Almeno questo è quello che io avrei voluto all’inizio di tutta questa vicenda, circa 8 anni fa, quando mi sono trovato in mezzo a situazioni e accadimenti a dir poco ‘strani’, che mi stavano chiamando ad andare oltre la realtà visibile. Dopo un periodo di questi fenomeni inspiegabili e potenti, ho iniziato una fervida ricerca della ‘verità’ che credevo stesse dietro a queste manifestazioni, andandomi a impelagare in vari ‘ismi’, gruppi, sette, con il solo scopo di capire, con la mente, ciò che mi era accaduto e dove stava andando la mia vita. Quasi sempre i gruppi in cui mi sono trovato, partivano con molto entusiasmo (anche da parte mia), convinzione ed energia, e pian piano finivano per spegnersi o, peggio, ad alimentare negatività, astio, e una severità ferrea sulle regole e gli insegnamenti da seguire , oppure finivo per essere sempre meno convinto di ciò che imparavo perchè avevo la netta impressione che l’insegnante distorcesse certi concetti reali per avvantaggiare la sua figura di potere. Dunque ritornavo ai miei libri, alle mie personali sperimentazioni e investigazioni, alla mia personale curiosità, e alle vere domande della mia esistenza che non erano ‘esiste Dio?’ , ‘ cos’ è l’illuminazione?’ ma , piuttosto ‘come posso essere felice?’, ‘come posso aiutare gli altri ad essere felici?’ , ‘esiste la felicità ?’.

La mia spiritualità è stata sempre molto pratica perchè incentrata su queste domande, e non su concetti astratti, ho infatti sempre creduto che l’essere umano non possa esser stato creato per condurre una vita di stenti e sofferenze e, nonostante la mia vita non sia mai stata semplice, ho seguito questa voce che mi chiedeva costantemente ‘come posso essere felice?’. Perciò ho sempre diffidato di chi cerca l’amore assoluto, Dio, l’eterno, o quant’altro, senza voler far pace con il quì ed ora, il corpo, i sensi, i soldi, il divertimento, l’amore terreno.
Credo che i concetti spirituali insegnati in molti testi di varie religioni o discipline, vengano mal interpretati e siano usati da moltissime persone per mettersi un bel vestito e nascondere in realtà la loro natura di rabbia, odio, altezzosità o altri difetti. Ho conosciuto più persone tristi e arrabbiate, nei gruppi di ‘cose esoteriche’ , che nei locali rock che ero solito frequentare da giovane. Questo perchè si tende a dimenticare che è molto difficile poter raggiungere Dio, l’assoluto, l’amore cosmico, l’illuminazione se non si sono risolti i propri casini interiori e se non si è mediamente felici nella propria esistenza, e ci si dimentica che non si può usare la spiritualità per coprire le proprie magagne che alla lunga vengono comunque fuori. Ben presto nella mia ricerca ho scoperto che non solo non c’era una verità da scoprire, ma che la verità era una per ogni essere umano esistente.
Ad esempio mi pareva strano che tante tecniche di guarigione assolutamente diverse da loro vantassero tutte tante testimonianze di guarigioni assolutamente sbalorditive (ad alcune delle quali ho testimoniato personalmente). Mi pareva strano che l’omeopatia funzionasse bene come la medicine allopatica in taluni casi, per niente in altri. Mi pareva strano che ciò che alcune diverse discipline energetiche dicevano, spesso fosse in contraddizione ma ciò nonostante funzionasse comunque bene.
Teorie e tecniche che dovevano essere mutualmente esclusive avano risultati eccellenti , quindi se ci doveva essere una sola verità di base io ero assolutamente confuso e anche un pò deluso del fatto che davvero non riuscissi a capire qual’era questa verità di fondo che andavo cercando.

Ma c’era. Ed era talmente semplice, quasi banale, che a non averci pensato prima mi sono sentito un cretino, ma tant’è..il principio unificatore delle mie esperienza c’era e c’è ed è quello di cui parlo da tanti anni e di cui parlerò anche su questo Blog, prosecuzione ideale dei vecchi lavori che ancora campeggiano da qualche parte in internet. Spero che quello che scriverò, più che essere bello, possa essere utile agli altri, come lo è stato per me. Questo è un blog di spiritualità pratica, ossia un blog che vuole raccontare come si può applicare alla vita una serie di strumenti della coscienza capaci di modificarla in meglio.
Quello che mi propongo di fare è la stessa cosa che ho fatto precedentemente, postare esperienze, recensire libri e corsi a cui partecipo, e questa volta credo anche delle esercitazioni pratiche su determinati argomenti riguardanti lo sviluppo psichico.
Chiunque possa darmi una mano nell’organizzazione, nel proporre articoli e materiale, e nel gestire la veste grafica di questo blog è il benvenuto.
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//quantum73.blogspot.com/
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Cerchi ed Anelli
L’anello, simbolo dell’eternità, fino dai tempi più lontani è divenuto il pegno che si scambiano gli amanti per assicurarsi fedeltà.
E’ il dispensatore di tutta la felicità che l’amore costante, i pensieri e le preghiere possono procurare.
Gli anelli sono stati sempre in uso, in tutti i tempi e presso tutti i popoli. Spesso soltanto come puro ornamento, ma principalmente perché si supponeva che in essi si celassero occulte virtù, ovvero perché essi erano il simbolo di qualche potere.
Il re Faraone diede a Giuseppe il suo anello, per significare che gli conferiva prerogative reali. L’anello di Giuda fu una garanzia della sicurezza per le sue future nuore.
E quantunque la Bibbia ci narri che Boaz si cavò la scarpa e la diede al suo vicino (dimostrazione di onore presso Israele), vi sono dei commentatori i quali credono che la parola scarpa sia stata erroneamente tradotta, e debba invece interpretarsi anello.
Secondo Erodoto, i Babilonesi portavano anelli alle mani, e da loro l’usanza passò in Grecia, e di qui si sparse per tutta l’Europa. In Roma, ogni persona libera, portava un anello di ferro, e i funzionari dello stato portavano anelli come contrassegni del loro grado.
Similmente presso gli anglosassoni i nobili portavano appeso al collo un anello d’oro.
Anelli di fidanzamento
L’usanza che un uomo doni l’anello alla fanciulla che intende sposare si affermò probabilmente solo nel medioevo: quando l’anello era stato donato, era inteso che la fanciulla dovesse passare un anno di prova nella casa del suo fidanzato, e durante questo tempo egli decideva se l’avrebbe sposata o no.
Anelli bizantini
Un amuleto che nel medioevo era molto usato contro il malocchio, contro il contagio e la sventura, era un anello con un piccolo scudo, sul quale era incisa una maschera grottesca.
Da questo ceffo raggiavano sette foglie rossamente disegnate per simboleggiare i sette doni dello spirito e cioè: potenza, saggezza, onore, coraggio, fama, fortuna e forza.
Anello del Sangue
Si chiama anello del sangue l’anello tagliato nella corniola rossa sanguigna. Lo infila nell’anulare della mano sinistra la donna che ha una forte perdita di sangue. Se non si può avere un anello del genere al bisogno, lo si può ottenere con un filo di seta rosso legato attorno all’anulare. Anche questo calma ciò che il popolo chiama “il sangue del cuore”

Anelli intrecciati
Accanto agli anelli di giunco e ad altri, che furono usati nelle cerimonie di fidanzamento, l’anello intrecciato fu il precursore degli odierni anelli di fidanzamento e nelle regioni di campagna si usa portarlo ancora oggi.
Ogni anello intrecciato era composto da tre anelli, i quali erano tenuti assieme da un fermaglio. L’anello di sopra e quello di sotto erano riccamente lavorati, oppure guarniti di pietre preziose, quello di mezzo era un anello semplice.
Nel giorno del fidanzamento il fermaglio veniva tolto, e gli anelli erano posti uno accanto all’altro sopra una Bibbia aperta.
Il primo anello veniva poi infilato al dito della promessa, il terzo era messo al dito del futuro sposo, mentre il secondo, quello senza ornamenti, veniva consegnato al testimone presente all’atto. Nel giorno del matrimonio, i tre anelli venivano nuovamente legati assieme con il fermaglio, e venivano dati alla sposa come regalo nuziale.
Anelli Consacrati
Gli anelli fatti con vecchi chiodi di bara, oppure con chiodi tolti dalle porte delle cappelle sepolcrali, nel medioeo costituivano ricercati talismani contro le convulsioni o contro l’epilessia. Se benedetti dal re o dalla regina, essi erano efficacissimi, per questo prendono il nome di anelli consacrati.
Anelli di Diaspro
Anelli di diaspro o anelli di pietra sanguigna erano portati dagli egizi perché influissero favorevolmente sull’esito delle battaglie, oppure delle imprese che esigevano dura lotta prima di giungere a un fine felice. Più tardi gli anelli guarniti di pietre sanguigne sostituirono gli anelli di diaspro.
Anelli Antiepilettici
Sono di uso molto antico. Di solito erano fatti di corno di stambecco, tornito o cesellato. In parte lisci e nel resto recanti una targhetta con inciso il monogramma di Cristo o le lettere G.M.B. (il monogramma dei tre magi), oppure una figura di stambecco. Si usavano anche anelli antiepilettici di metallo, per esempio di ferro ornato da una foglia di rame, oppure anelli di ottone, che all’interno avessero una sottile barretta di ferro.
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Anelli Magici
Sono menzionati in fiabe e leggende, note in tutto il mondo. Il Corano racconta dell’anello di Salomone, il quale dava al re non solo vittoria su tutti i suoi nemici, ma ogni giorno lo sollevava fino alle sfere celesti dpve trovava riposo alle cure dello stato.
I greci narravano numerose storie di anelli magici. In generale, questi avevano la virtù di rendere invisibile chi li portava (cosa ripresa nel racconto del Signore degli Anelli), e tanto in Grecia quanto in Roma si faceva largo commercio di questi anelli, come pure di altri modelli che notoriamente erano talismani.
Anelli di Mizpah
Fra tutti gli oggetti che gli amanti si regalavano a vicenda come pegno di fedeltà, in Inghilterra il preferito è forse l’anello di Mizpah. Questo anello può essere un comune anello, ornato di gemme, che nella parte interna reca incisa la parola “Mizpah”, ma per lo più è un anello da sigillo, con la parola incisa su una targhetta. In ambo i casi la parola è in relazione con la Bibbia e significa una invocazione: “Il Signore vegli su di noi quando siamo lontani uno dall’altro”.
Per questo l’anello di Mizpah è specialmente adatto come regalo tra amanti che si devono separare temporaneamente.
Anello della Salute
Nell’antica Roma si portavano anelli che erano consacrati alla dea Salus, detta ance Igea, come difesa contro le malattie e il contagio e anche come talismani generici. Vi era incisa una stella a cinque raggi, circondata da lettere mistiche e da un serpente arrotolato, simbolo della guarigione.
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