Dirlo o non dirlo (quest’ultimo è il problema)
A volte per rendere il nostro rapporto ancora migliore bisogna avere una dose di coraggio molto alta. Il coraggio di Parlare e a volte anche di litigare. Sembra una cosa ovvia ma esprimere ciò che realmente “sentiamo” magari col rischio di “rompere” un equilibrio (o che tale ci sembra) abituale e poter sperimentare la facilità di disfarci anche della deleteria paura di sbagliare…
Spesso per “quieto vivere” o per la matura decisione di essere persone democratiche e superiori ai piccoli fatti dell’esistenza si tralasciano chiarimenti o puntualizzazzioni che poi ritroviamo come appassionati roditori alle prese del nostro stomaco e dei nostri pensieri.
Piccoli fatti quotidiani che possono essere generati dalla vita normale, gestione dei figli o incomprensioni con i suoceri. O può essere per una frase che abbiamo considerato poco delicata nei nostri confronti, o qualcosa che riguarda il lavoro, le vacanze, un trasloco. Piccoli nodi che pesano sul cuore e sulla fiducia di essere una coppia ideale che cerca di costruire il miglior terreno su cui fiorire al meglio.
Insieme a questo peso di “non dire” sentiamo a volte un’intima limitazione, un calo di energia e di entusiasmo per il noi e per quello che stiamo vivendo.
Insomma essere aperti o ingoiare piccoli bocconi amari che sicuramente faranno più danni a chiunque sia coinvolto in questa situazione di quello che possiamo immaginare?

Dobbiamo rilassarci e decidere da esseri responsabili al 100% quali siamo delle nostre vite accettando con comprensione qualsiasi parte ci componga. A volte lo stesso episodio ci trova in condizioni differenti, magari con una battuta focosa potremmo risolvere il tutto e quindi puntualizziamo alcuni veloci step.
L’Amore che sentiamo per noi stessi deve sempre prevalere. Nel momento in cui abbiamo questa certezza dobbiamo fare in modo di agire di conseguenza perchè il nostro allineamento sia vero e costante. Solo così potremmo condividere sentimenti e tempi comunicando lo stesso tipo di possibilità per il nostro partner. Essere chiari, con la sensibilità che ci piacerebbe usassero nei nostri confronti è sempre vincente.
Il “dirsi Tutto”a volte è denso di chiacchiere superflue, l’amore è fatto anche di cose non dette ma se sono pregne di conflitti o risentimento sono faccende che portano ad una corrosione e una sfiducia (soprattutto in se stessi) che si allargherà al nostro rapporto. Lo stare male è contagioso, poco producente e fuorviante.
Quando sentiamo impellente un bisogno di chiarire e puntualizzare prendendo una posizione conviene sempre farlo, la faccendo si sgonfierà veloce riportandoci quasi immediatamente sul piano della comprensione e della complicità.
Dobbiamo ricordare che “vivere felici e contenti” può essere verissimo a piccole porzioni, momento per momento, il resto è “vita” che ha bisogno di continui riassestamenti e prove di coraggio perchè la nostra esistenza non è l’equilibrismo del dover fare contenti tutti. Non è possibile, soprattutto non è giusto a discapito della nostra integrità.
E’ naturale e fisiologico sperimentare sincere fasi di riassestamento del rapporto che possono coinvolgere anche le amicizie ed il rapporto con i parenti, e queste devono essere veicolo di opportunità per non correre il rischio più grave di tutti: stare dentro ad una relazione stagnante, sofferta e per certi versi irreale.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Io mi Amo: come gestire un tradimento amando(ci)
Sicuramente una fase della coppia da affrontare nel modo “più indolore” possibile è quella che riguarda il tradimento. Le statistiche a riguardo riportano numeri altissimi e ci si chiede… Come e quante persone riescono ad avere il tempo e la gestione di percorsi paralleli tra i più complicati e pieni di dolore (per se stessi e per la persona che “subisce”) e di sensi di colpa.
E’ un dato di fatto che può accadere e può succedere a tutti. Ma quando ci si trova dalla parte “lesa” fare filosofia è un pò meno semplice.
Imparare a tenere a mente un concetto che và oltre dovrebbe essere la base di un rapporto che guarda all’infinito, non tanto nella durata (il qui e ora è sempre molto saggio in qualunque frangente di vita ci si trovi) ma Amare è volere il bene dell’amato. (che si tratti del partner ma soprattutto di me).
E per assurdo e inconcepibile (per noi ovviamente) chi ha attuato il tradimento evidentemente ha considerato che quello che stava facendo era il “meglio” che poteva fare in quel momento. Non che si debbano fare degli applausi a ciò ma guardare la situazione anche “da sopra”, e visto che siamo Uno ciò ci porterà anche a conoscere ulteriori lati di noi e fare delle nuove considerazioni.
Convinti di questo alcuni suggerimenti alla propria sopravvivenza nel mezzo della tempesta che impazza inevitabilmente quando ci si trovi coinvolti in una faccenda di questo tipo.
Innanzi tutto consentirsi di vivere le emozioni: delusione, paura, incredulità, rabbia, disorientamento, il non avere chiaro dove cominciare per dipanare il conflitto interiore sul da farsi.
A questo punto accogliere il massimo del marasma e vivere senza fretta tutte le reazioni che sgorgano e magari ti sembrano negative o eccessive: nausea, rabbia, sconforto.
Non contenere, non cercare ragionamenti ora, non fingere calma o indifferenza. Non volere fare il forte ad ogni costo.
Trova Te stesso e fai scendere l’energia velenosa che ha intasato il tuo corpo e la tua mente.
Stai disintossicando.
Fai un piano di azione per Te: ritrovati e riportati ad integrità.
Frequenta e conosci persone nuove in indipendenza, che siano solo tue, non situazioni in comune con il partner. La mente sarà facilitata a non avere pensieri ossessivi sul fatto da cui devi prendere la “giusta” distanza e sarà anche più semplice ridefinire i contorni di chi sei Tu.
Utilizza questo momento per ri-crearti facendo cose non abitudinarie: fatti concreti e semplici.
Un week end con un’amica, l’acquisto di qualcosa a cui tieni da tempo, un cambio immagine cominciando dai colori che indossi.
Un’ opportunità a non darsi per scontati (nei confronti di sé stessi) e ritrovare energie per aumentare l’Amore nei propri confronti.
E nei confronti dell’altro e del mondo, calma, MAI:
- Umiliarsi e annullarsi cercando di riconquistare il partner. (io mi amo ed emano questo amore per me attirandone almeno altrettanto)
- Cercare di sfogarsi e chiedere conforto continuo agli amici: mai tanto tempo è perso e carica gli altri delle (NOSTRE) negatività. Risultato vuoto attorno (oppure non osano ma vorrebbero. Siamo attratti dal positivo e dall’evoluzione, non dal dolore e dalle recriminazioni, tantomeno da quelle degli altri)
- Guardare con delusione e sospetto la vita in generale. (il mondo è uno specchio e trasformeremmo a nostro sfavore l’ambiente attorno a noi)
- Fare confronti o mettersi in competizione con l’amante del partner. (l’Energia va dove si mette l’attenzione)
- Stare nel rapporto in un’atmosfera di sospetto e diffidenza. (si attare ciò che si emana)
Amore Gratitudine Gioia
Silvia Paola
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Ben venga la crisi !

Ben radicata nell’immaginario collettivo anche delle donne del nuovo millennio, con cui mamme attente ai nostri futuri traumi e nonne amorevoli ci hanno cresciuto, che il “vissero felici e contenti” è ciò che da sempre inseguiamo per poter considerare quella in corso “la relazione perfetta”.
E riteniamo impossibile e grave quando la fiamma della passione tremula incerta e noi ci ritoviamo a correre ai ripari per ristabilire l’atmosfera precedente, che a volte è un’abitudine di momenti molto uniformi e codificati, (rassicuranti) e non per niente si è giunti all’istante attuale in cui uno dei due partner ha la sensazione gli ci vorrebbe “una boccata d’aria” e ritovare i propri confini.
Spesso e volentieri si è arrivati in questa zona rischio perchè non si è colto una serie di segnali precedenti e non è quasi mai un improvviso cambiamento del partner. Come in ogni scambio sempre ciò che accade viene manifestato con piccoli input, comportamenti, parole, che a volte non si colgono o non si ha abbastanza attenzione per capire che potrebbero diventare una valanga di cui avere preoccupazione.
Ciò che dobbiamo comprendere è la normalità di questi cicli che alternano momenti di grande armonia ad altri di maggiore distacco che a volte rasentano l’insofferenza. In questi momenti ci identifichiamo come persone “in mezzo a una crisi”.
La ricchezza di un rapporto è tanto più vasta quanta varietà conosce e riesce a gestire. Il comportamento peggiore sarebbe quello di voler ristabilire un comportamento ideale per immergersi nel modello “coppia perfettamente e perennemente innamorata”.

La cosa migliore che possiamo fare è non contrastare, nè lamentarsi così da non aggiungere atmosfere cupe e pesanti al momento di insofferenza già in corso. Anzi assecondare il percorso non lineare di ogni rapporto a volte piò essere estremamente salutare ed arricchente. Accettare con serenità che la vita è fatta di energie non classificabili e soprattutto non immutabili ed estraniarsi dal coinvolgimento eccessivo rimanendo oggettivi: ogni giorno è in atto una trasformazione del rapporto e la crisi è un veicolo interessantissimo dove salire per ristabilire la propria energia e la propria personalità che ogni tanto ha bisogno di essere “riparata”.
E fare capire ad ognuno di noi che è un individuo “individuale” che sceglie di stare in coppia. Quindi siamo dentro ad una fase di rinnovamento e trasformazione da cui dobbiamo trarre il meglio.
Imparare durante questi tempi a svuotarsi uno dell’altra, ristabilire i proprio contorni per poter aggiungere di nuovo i propri contenuti e poterli offrire e condividere, liberi di scegliere ogni giorno noi stessi e ancora il proprio compagno, fino magari alla prossima crisi che ci porterà sicuramente più in profondità nella conoscenza di sé stessi.
Quindi godere del rapporto nella buona e nella cattiva sorte, avendo ben presente che quando tira brutta aria abbiamo una potenzialità enorme di trasformare noi, la coppia e tutto il nostro vissuto. I momenti “buoni” sono propulsuri per la nostra crescita, per fare un pieno di amore in ogni cellula e pensiero, ad ogni livello e con ogni piano di realtà con cui interagiamo, trasformandola con la nostra intenzione creativa.
Liberi da schemi ed abitudini possiamo reincontraci e risceglierci sempre Nuovi e pieni di entusiasmo.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Indipendentemente da Tutto …
Alzi la mano chi non ha un (o una) “ex”: un ex fidanzato, una ex moglie, un ex ragazzo, un ex marito o anche un ex passione sentimentale, cioè qualcuno o qualcuna per il quale hai provato una forte attrazione mai sbocciata in una vera storia d’amore…
Tutti abbiamo un “ex”.
Quel che provi per il tuo (o i tuoi) ex determina il tuo presente e il tuo futuro sentimentale.
Nella mia guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi” (scaricala adesso da qui), dedico molto spazio alla questione di chiudere i conti con il passato: oggi vorrei considerare la cosa anche da un altro punto di vista.
Qualche giorno fa ho ricevuto questa mail: “Ciao Ilaria, sono una ragazza di 29 anni che si definisce “mediamente felice”. Ho qualche problema, come tutti, e in più mi piacerebbe tanto trovare la persona giusta per me. Ti scrivo perché la settimana scorsa mi è successa una cosa che mi ha sconvolto. Ho chiesto l’amicizia su Facebook al mio ex: dopo due anni, la nostra storia è finita un anno e mezzo fa e adesso, per come la vedevo io, mi pareva ci stessimo riavvicinando. Beh, sai che cosa è successo? Mi ha rifiutato l’amicizia e, peggio mi sento, quando gli ho mandato un messaggio per chiedergli perché, lui mi ha risposto con un gelido: “Dov’è il problema?”. Ilaria, mi sento terribilmente stupida, ma questa storia mi ha fatto stare davvero male. Che cosa mi sta succedendo? Grazie e a presto. Cinzia”.
Cinzia soffre di qualcosa che è molto comune e che io chiamo “sindrome dell’ex”: anche se credeva di averlo fatto, non ha chiuso nel modo più utile per sé il rapporto con il suo ex, dal punto di vista della sua emotività e autonomia personale.
Quando si affronta una separazione le persone vivono di norma due tipi di sentimenti verso il proprio (o la propria) ex:
il primo è quello dell’amore-rimpianto: l’ex è l’essere umano migliore della terra e niente e nessuno è in grado di rivaleggiare con lei/lui. Se vivi la separazione con questo stato d’animo ti senti completamente perso/a e pensi che nessuno sarà piu in grado di amarti in quel modo, né sarà degno/a del tuo amore. Il bello dell’amore per te è finito per sempre, con la fine di questa storia. Non sarai più in grado di vivere l’amore.
Il secondo è quello della rabbia-rancore-odio. Il tuo ex (la tua ex) è tra le peggiori persone che hanno abitato sul pianeta terra e racchiude in sé tutte le caratteristiche negative che possono appartenere a un essere umano. E’ un bugiardo/a, un traditore o una traditrice, privo/a di valori e di virtù.E tu sei ossessionato/a da una sola domanda: “Come ho fatto a starci per così tanto tempo? Se sono caduta/o in quest’inganno ho qualche limite speciale e dunque il vero amore non fa per me. Morirò sola/o e disperato/a.
In linea generale questi sono atteggiamenti normali e vanno accettati come una parte importante del processo di separazione. Il fatto è che dopo qualche tempo devono essere superati.
E sai perché?
Perché si tratta di sentimenti che nascono da convinzioni negative sul tuo (o sulla tua) ex, ma, soprattutto su di te: rimanere a lungo con questi stati d’animo ti blocca, ti impedisce di uscire davvero dalla storia e di occuparti per davvero di attrarre la persona giusta per te.
Che fare?
Ecco tre passi da compiere progressivamente e con decisione.
1) Datti un tempo limite per dar sfogo alla tua tristezza, alla rabbia e al rimpianto: soffri certo, ma per un tempo limitato, non più di tre settimane o un mese, dopodiché decidi di uscire dal tuo dolore.
2) Analizza la storia passata con distacco e obiettività: se è finita delle ragioni ci sono di sicuro. Che cosa hai imparato da quello che è successo? Che cosa è andato bene e che cosa sei certo/a che non ripeterai più?
3) Dedicati a costruire la tua nuova vita in base alle regole dell’autonomia e dell’indipendenza: esci, divertiti, dedicati alle tue passioni e coltiva amicizie; fallo sempre contando solo sulle tue forze e sulle tue risorse personali, senza cercare appoggio negli altri. E’ questo il modo migliore per preparare il terreno ad attrarre la persona giusta per te.
Cordialmente
puoi scaricare l’ebook gratuito qui
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Quanto ti fidi del tuo istinto ?

Ho pensato di indirizzare il mio primo input alla tua consapevolezza o meglio alla tua capacità di fidarti del tuo intuito e non solo…..
È primavera, questo è il giusto periodo per disintossicarsi, potrei consigliarti delle erbe specifiche per purificare e disintossicare il tuo organismo, ma ciò lo faremo in seguito.
Quello che invece è utile ora è “detossinare” la nostra mente da tutti quei pensieri che appesantiscono e inquinano la nostra vita.
Ebbene è così, purtroppo i pensieri “pesanti” influenzano il nostro organismo, i nostri organi un esempio pratico è la cattiva digestione, la gastrite, ecc…
Sentimenti come la rabbia, la paura innescano una serie di reazioni a catena che se perdurano possono causare disagi.
Disintossicando la nostra mente, daremo il giusto equilibrio anche al nostro organismo, per farlo utilizzeremo la floriterapia, anzi esattamente utilizzeremo i fiori di Bach.
Se non dovessi sapere cosa sono i fiori di Bach (cosa improbabile) ti do un breve cenno.
Sono dei rimedi naturali, sono fiori preparati con un particolare procedimento e conservati in brandy stravecchio.

Ad ogni fiore corrisponde uno stato emozionale (ci sono fiori che servono per vincere la paura, fiori che servono per riposare meglio, fiori che servono per metabolizzare la rabbia ecc. ecc.)
L’esercizio consiste nel scegliere il fiore più opportuno per correggere un emozione sgradevole che senti ti appartiene e ti limita.
Ciò che dovrai fare è avere la possibilità di vedere e possibilmente toccare tutti i 38 fiori, recandoti in un’erboristeria (in genere gli erboristi sono molto sensibili e disponibili, comprenderanno).
È giunto il momento di “provarti,” di verificare quanto credi nel tuo intuito, nella tua sensibilità, nella tua percettività.
Osserva, tocca le boccette che li contengono non chiedere consiglio o spiegazioni sull’emozione che ogni boccetta rappresenta.
Quando sei pronto segui il tuo istinto, prendi il fiore che ti attira di più, i contenitori sono tutti uguali ma sicuramente toccandoli oppure semplicemente perché ti colpirà o ti piacerà quel fiore sceglierai seguendo l’emozione, l’istinto.
Potrai scegliere più fiori se lo ritieni opportuno ma il primo che avrai scelto sarà sicuramente quello che contraddistingue l’emozione disturbante predominante che stai vivendo.
Ora puoi chiedere all’erborista che emozione corregge quel fiore, oppure potrai indagarlo ed interpretarlo autonomamente e intimamente.
Sono certa che ne rimarrai sorpreso.
Spesso sottovalutiamo, ma soprattutto ci dimentichiamo del nostro “intuito” della nostra sensibilità intuitiva che spesso (per non dire sempre) sa meglio di noi cosa ci serve e cosa è bene per noi.
Ora se vuoi utilizzalo e trasforma la tua emozione depotenziante, disintossica la tua mente e crea la tua armonia.
autrice del metodo LiberaMente
nutrizionista floriterapeuta
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