Le relazioni e i 3 Principi Ho’oponopono

10 maggio 2017

 

Chi ti ama non ti sporca e non sporca chi ami. Chi ti ama pulisce se stesso e pulisce con te. Chi ti ama sa lasciar andare un amore che non sa curare e mantenere senza condizioni. Chi ti ama sa voltare pagina con te o senza di te.
Chi ‘dice’ di amarti non può pensare, dire e fare differentemente da ciò che l’AMORE è.
e altrettanto:
Quando amo non sporco ciò che amo, e quello che ama chi amo. Quando amo pulisco me stesso e chi mi ama. Amo se so lasciar andare un amore che non so curare e accogliere senza condizioni.
Se amo davvero so voltare pagina senza fare male né a me né a nessun altro.
Quando ‘dico’ di amare non devo e non posso pensare, dire e fare diversamente da quello che l’AMORE è.

Tutte le esperienze della vita sono incommensurabilmente preziose. E questa è un’ovvietà che ciascuno può chiaramente vedere mentre percorre la propria unica e preziosissima esistenza.
Ma almeno personalmente, e sono certa di parlare con il già vissuto di tanti, questa affermazione la possiamo collocare in noi stessi quando la pulizia è stata ed è talmente profonda, incessante, fiduciosa e quotidiana che ci consente di osservare tutto ciò che ci siamo lasciati accadere con imperturbabile presenza. Questo succederà ‘appena sarà possibile’, perchè a botta calda la mente proprio chiara non è per nessun umano mentre osserva il quadro che l’esistenza gli ha proposto di dipingere.

Quando impariamo, magari appunto in seconda battuta, a vedere i fatti e le persone attraverso i 3 Principi guida di Ho’oponopono tutto prende il proprio senso e ci ritroviamo ad apprezzare la verità che abbiamo contribuito a manifestare.

I 3 Principi sono semplici da comprendere ma non sempre facili da applicare.

Il 1° in ordine di importanza è la mia Responsabilità al 100% e a 360° di tutto (TUTTO) ciò che si manifesta, che lascio o collaboro a manifestare, nel mio percorso. E perciò è mia responsabilità ‘accorgermi’ (essere accorto) della buona fede (mia o degli altri), della manipolazione (mia o degli altri), dell’interesse che esula o che prevale (in me o negli altri), e di tutto quello che sostiene o ‘indirizza’ il tenore e la qualità delle mie relazioni.

“Gli altri” non sono esattamente me ma sono l’opportunità di sviluppare e migliorare me stesso, a prescindere e al di là del tipo di rapporto che attraggo e manifesto attraverso di loro.

Nella mia completa responsabilità devo (dovrei o dovrò) valutare una serie di faccende, tra le quali i campanelli di allarme che sono costantemente in moto e che possono suonare amorevoli come le campane di cristallo dell’albero di natale o stridere scompostamente come la frenata di un vecchio treno sulle rotaie arrugginite alla fermata di un paesino desolato.

E’ mia responsabilità la delega che consegno agli altri (o all’altro) per sostenere, risolvere o occuparsi delle faccende che mi competono, materiali o spirituali, che io non conduco con presenza e attenzione.
E’ mia responsabilità anche la fiducia ‘cieca’ che scambio (spesso per per comodità) con candore, perchè come dicevano le nonne “un fosso si fa sempre con due rive” e ognuno è responsabile della propria di riva, e del proprio comportamento presente o indolente, in ogni momento del film che sto accogliendo e mettendo nell’onda della mia esistenza.

Dipinto di Gloria Julia Diffen

E’ comprensibile che la mia pulizia possa essere in un certo senso parziale perchè magari inesperta, e questo si evidenzia quando ci rendiamo conto di vivere relazioni che, spesso lo capiamo molto tempo dopo, sono ‘trappole’ dove ci ritroviamo in pasto al ragno che abbiamo assecondato, allevato e favorito a servirsi di noi come il proprio pasto preferito. In realtà queste esperienze che a volte ci spezzano il cuore sono dei grandi doni per mettere in pratica la purezza del proprio operare, ognuno responsabile della propria.

Se l’universo (di cui ciascuno è veicolo in terra) non ha un obiettivo impeccabile anzichè personale, per istinto, che non va confuso con l’Ispirazione, tende a inglobare, fagocitare e fare proprio tutto ciò che è inerte o infantilmente fiducioso, in quel tipo di innocenza che non ha malizia, quella purezza assoluta che ci potremmo permettere solo in quel nuovo mondo che stiamo cercando di costruire per il bene di tutti gli esseri.

“Tutto ciò che mi accade ha sempre un significato e mi accade esclusivamente per darmi l’opportunità di evolvere”.
da Ho’oponopono La Pace comincia da te

E quindi proprio perchè siamo noi stessi i responsabili di tutto dovremmo vivere da malfidati? No, non esattamente, perchè la fiducia, la benevolenza e la gratitudine sono essenziali per una corretta pulizia ma nel tempo comprenderemo che se proprio ciò che viviamo non ci sembra confacente o siamo sordi ai segnali di allarme, pulendo sarà sempre più immediato vedere e sentire i segni che l’universo invia costantemente a chi è realmente sveglio nel momento presente.

Quando ad esempio dobbiamo fare qualcosa o incontrare qualcuno e constatiamo degli impedimenti esterni, visto che ancora non raccogliamo quelli interiori, ciò è sempre il soccorso dell’universo che mette ostacoli per farci comprendere e riflettere la relazione o la situazione anche differentemente.

Ad esempio quando dopo tanto tempo io e il mio compagno avremmo dovuto incontrare una persona con la quale c’era (sembrava) una profonda amicizia e futura collaborazione, regolarmente accadeva di tutto, dal riempirsi di dolorose bolle in tutto il corpo per un mese, ai problemi di salute dei nostri genitori (i miei stanno in Liguria e quelli di Sandro in Puglia, per cui non proprio dietro l’angolo per noi che abitiamo in Emilia Romagna) fino a un grave attentato internazionale (false flag tra l’altro) esattamente nella località dove dovevamo incontrarci e trascorrere qualche giorno insieme a questa persona.

Nel caso (ma in ogni altro caso) tutto ci appare evidente nel tempo, quando sempre ‘papà universo’ ci consentirà di osservare molti più dettagli e mettere insieme il puzzle di quelle faccende che lì per lì sono quasi esclusivamente emotive, e proprio per la destabilizzazione che portano in quel presente, non si riescono a mettere a fuoco  con pacifica chiarezza e centratura e a relativizzare tutte le interazioni avvenute nel frattempo.

“Siate puri come colombe e attenti come serpenti” diceva Gesù, dove l’attenzione non è furbizia o scaltrezza ma semplice e pura presenza nel momento”. Maria Rosaria Iuliucci

Il 2° Principio Ho’oponopono che dobbiamo imparare a tenere sempre in presenza è che ogni cosiddetto problema è un’opportunità mascherata da intoppo, spesso più che doloroso.

Che cosa significa questo?

Significa la messa in moto della mia conoscenza su tutti i piani insieme alla confidenza con un oceano di dettagli terrestri che servono e serviranno a rendermi migliore, più attento, presente e responsabile. “L’opportunità” naturalmente non è solo da una parte ma è un banco di prova per entrambi (o tutti) i partecipanti alla relazione, una specie di esame generale (ogni volta) che sta a noi con che voti superare, quando in una relazione di base desideriamo – e siamo in grado di dare – trasparenza, rispetto e ‘disinteresse’.

Dal dizionario “disinteressato” agg. (part. pass. di disinteressàre)
1 di persona che agisce senza tenere conto del proprio interesse: amico disinteressato.
2 di cosa, azione, che non è fatta per interesse: dono, consiglio disinteressato.

L’opportunità migliore la troviamo quando non abbiamo mire che superino e scavalchino l’affetto e la collaborazione reciproca, o desideri dissonanti con il corretto che ci fanno decidere e scegliere di condurre i nostri rapporti da trafficanti di sentimento.

Rispettare chi merita rispetto è amore.

Quando una relazione è pulita e trasparente non è egoistica, assolutista e non contiene nè invidie nè gelosie. Quando un compagno (o una compagna) ci toglie aria e libertà di espressione o azione, o cerca di allontanarci da qualcuno o qualcosa attraverso un fiume di chiacchiere o manovre spostamenti e movimenti, i campanelli d’allarme dovrebbero suonare come prima di un bombardamento, e nel futuro lo faranno grazie alla nostra esperienza, presenza e chiara visione.

Consiglio personale in queste occasioni: diffidare da chiunque parli troppo, mettendo in paralisi le proprie sensazioni e condizionando con informazioni che ci fanno giudicare/allontanare senza andare direttamente a verificare i fatti con le altre eventuali persone coinvolte.

Ed è esattamente ciò che accade quando parliamo di terzi e diamo la nostra opinione cercando – magari per il suo bene – di condizionare chi abbiamo accanto, con le nostre considerazioni, convinzioni e sensazioni.

Perciò è sempre meglio imparare l’arte del silenzio e della pulizia riducendo al massimo le proprie opinioni (che sono soggettive e personali) e non immettendo negli altri – volutamente o meno – informazioni che diventano costruzione di strutture (memorie) e confusione, e talvolta portano a sè il potere di voler condurre la relazione.

In pratica ciascuno è responsabile di se stesso e delle proprie interazioni e intenzioni, e dovremmo osservare sempre con maggior attenzione cosa c’è dietro alle chiacchiere, anche di chi ci fidiamo ciecamente.

E quindi DOVE è l’opportunità in tutto questo?

L’opportunità è di riuscire a vivere ogni contatto (che non è mai, mai mai MAI a caso) cercando sempre di portare compassione, evidenziando tutto il bene, il buono e il positivo che possiamo; comportarci nel migliore dei modi e agire con trasparenza senza nessun giochetto di potere/condizionamento o approfittazione di alcun tipo. Qui sta tutto al grado della nostra pulizia, all’innocenza e alla scelta + responsabilità di tirare fuori il meglio di noi stessi, invece che cedere alla “paura di perdere” qualcosa o qualcuno, convincendoci (e convincendo) di star agendo correttamente.

Il 3° Principio è non avere aspettative ed è forse il più difficile perchè siamo umani e condizionabili, sia dalle nostre memorie che da quelle altrui.

Per arrivare a vivere nella pulizia, che deve essere momento per momento sennò tutta la struttura del nostro lavoro precedente inevitabilmente collasserà, dobbiamo ‘semplice mente’ pulire e osservare le nostre relazioni in ogni dettaglio, e contemporaneamente dare ascolto al sostegno interiore che ci è dato dall’alleanza dei nostri 3 Sè (Padre/Aumakua/Superconscio, Madre/Uhane/Conscio e Figlio/Unihipili/Subconscio) in armonia, e dalle indicazioni che sono sempre presenti nel sottile e nel concreto, imparando ad ascoltarle e tradurle, ma spesso semplicemente a vederle e collegarle.

L’universo è sempre amorevole – molto più di quanto possiamo immaginare perchè la sua amorevolezza risuona con la qualità della nostra pulizia – e il suo intervento con chi vuole davvero (veramente, in verità) vedere, sentire e agire nella direzione del Bene supremo, quella Sorgente alla quale siamo tutti collegati, che ci nutre e ci consegna le istruzioni corrette per un’esistenza trasparente e connessa alla grande missione che CIASCUNO deve portare a compimento in questo viaggio interattivo che chiamiamo vita.

Per rassicurare chi sta iniziando la propria resurrezione in terra: l’universo è sempre preciso e amorevole e mentre il nostro vissuto può sperimentare “delusioni inaspettate” (sempre nella nostra responsabilità al 100%, vedere ciò che sono abituato a pensare problema come opportunità e senza aspettative) SEMPRE ci porta doni a compenso della nostra partecipazione alla “prova”, e mentre usciranno compagni di viaggio con i quali l’esperienza è conclusa, ci porterà altre anime sempre più in risonanza con ciò che siamo adesso, oltre a permetterci di “vedere e agire” nella correttezza della famiglia che desideriamo frequentare per costruire quel mondo ideale dove il Ben essere è a beneficio di noi stessi e in egual misura di tutta l’umanità.

“Ohana significa famiglia, e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato.” Lilo e Stitch

Famiglia è chi è disposto al confronto e a far chiarezza con i propri familiari quando è necessario.
Famiglia è chi sa che sarà sempre accolto, se ha dimostrato onestà e coerenza tra pensieri, parole e azioni.
Famiglia è chi non fa giochetti di prestigio che poi tanto si scoprono confrontando dettagli ed episodi tra gli altri familiari.

Famiglia è chi vuole l’unione e non la separazione.
Famiglia è chi non butta una bomba in casa e scappa.
Famiglia è chi è trasparente e vuole la medesima trasparenza.

Ti Amo Mi Dispiace Perdonami Grazie








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2 risposte a Le relazioni e i 3 Principi Ho’oponopono

  • Keola tuo figlio scrive:

    Tu sei una persona speciale… luminosa e che cura.
    Curi attraverso le parole (e guarda a cosa ci riporta).
    La tua luce è speciale…e se l’efficacia è la misura della verità….io son la prova VIVENTE che tu sei pura!

    Tu sei ho oponopono
    Al di là delle chiacchiere e della manipolazione….la tua luce splende.
    Silvia….sono solo parole
    Ma io le accompagno con l’esempio.

    Ho oponopono (To make right)
    Silvia Paola (to find The love)

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