Agisci come se fossi Amore

Ama e fa ciò che vuoi

Capita ed è anche creativo analizzare con rispetto se stessi, i propri miglioramenti, il proprio modo di esprimersi e di viversi, riuscendo a vederci amore e sapendo finalmente interpretare, e apprezzare, lo ‘sforzo’ che ci mettiamo per procedere in un percorso di vita sereno e appagante. O magari ancor meglio felice. E in quel caso senza sforzi.

La faccenda straordinaria è che essere sereni costantemente è meno eccitante e certe volte più complesso che l’essere continuativamente felici.

Come sempre è una questione soggettiva di prospettiva e di intenzioni ma chi comprende la propria chiave di volta alla felicità, sa come ottimizzare ogni sistuazione della propria vita, principalmente osservandosi in posizione di testimone senza partecipare al parapiglia di una mente in preda alla dispersione emotiva.

caos emozionale

Quando ‘capiamo’, o meglio vediamo e constatiamo il Grande Disegno oltre noi stessi, accediamo alla leggerezza e alla libertà di ritrovare la nostra reale identità. Quell’opera divina che Sa, e che siamo, e che evolve tramite l’Amore, la libertà, l’abbondanza, la gratitudine e la gioia incondizionati. Ovvero quei doni a disposizione di quell’essere me che ‘proprio io adesso’ sono. E gli stessi doni sono naturalmente, pronti e a disposizione, anche per tutti gli altri esseri esistenti, a volontà.

Sono stata recentemente ad una conferenza che definirei spiritual etico politica dove ho respirato un amore vasto e importante, nel pieno rispetto di ciò che c’è attorno e nella massima disposizione al benessere universale. Il tutto in cortesia e in onore nel riconoscere se stessi e ogni altro essere come figli meritevoli del pianeta e di nessun’altra istituzione.

Non sono più gli anni degli hippy e della new age e il tutto era discusso in base a principi di individuale connessione divina e verso progetti concreti, etici e autonomi. E abbiamo avuto anche il tempo e il piacere di confrontare i vari punti di vista o credi.

Spesso chi agisce spiritualmente su se stesso ritiene di essere la leva energetica più efficace per sostenere al meglio il Tutto, sostanzialmente non concentrandosi sui problemi ma trasmutandone l’energia. Mentre gli attivisti, e qui si intende di quelli in risonanza spirituale che oggi stanno diventando un oceano, sentono forte appunto l’essere attivi. Per loro è fonte di gioia l’agire concretamente, il non chiudere gli occhi su quello che accade, su quello che esiste, ma contribuire ‘casualmente’ – battuta, perchè nessun incontro è mai per caso – all’informazione e al sostenimento di chi, dall’interno del sistema, non collega le informazioni per come è stato deciso, perchè sia stato ritenuto meglio, scegliere chi e come può decidere di governare il pianeta e i suoi abitanti. Il discorso era a livello personale, locale e mondiale.

Coltivo in me amore e gratitudine per far fiorire me e tutto il pianeta

A mio parere abbiamo ragione tutti perchè tutto quello che si fa con e per Amore è Amore e favorisce la sua vibrazione. Cambia la forma e il metodo ma non la sostanza. Perchè ognuno di noi sa, per esperienza personale, che il massimo benessere lo si prova sia nel donare quanto nel ricevere di cuore, ognuno attraverso la sensibilità personale, canale che è rigoroso tener pulito. E, meraviglia!, è adesso l’epoca della consapevolezza in direzione dell’Amore e della libertà – libero arbitrio – per ciascun essere. E questa è la nostra vera, straordinaria opportunità di comunione sciamanica collettiva con il TuttoUno che siamo.

L’obiettivo di chi agisce ‘come se fosse Amore’ è comune. E’ la naturale pulsione al benessere, nel concreto e nel sottile, alla pace, alla libertà, alla gioia e all’abbondanza per ogni essere esistente. E c’è chi si sente portatore dell’attenzione a che, tutto questo ben di Dio, possa essere fruito abbondamentemente da tutti. Perchè fortunatamente il pianeta che ci ospita ha la tecnologia e le risorse sufficienti per far vivere tutti, tutti in tutto il globo, in completa prosperità.

Se tutto ciò che è è sempre il meglio l’Amore ha molte forme e a ognuno di noi, in coscienza, è dato di usare lo strumento di cui siamo stati divinamente dotati. Per comprenderlo e comprenderci al meglio, portare il nostro contributo e attraverso questo evolvere oltre.

La cosa più ampia sarebbe che ognuno potesse fare quello che sente in comunione con la propria anima, perchè ‘ciò che è è sempre il meglio’ anche per ciascuno, e ognuno sta camminando la sua propria strada per portare luce a sè e a ciò che lo circonda. Come sa. Essenziale naturalmente è che tutto sia agito con e per Amore in una connessione di benessere universale, niente e nessuno escluso.

In questo contesto il fatto di occuparsi degli altri, degli sventurati che vivono situazioni drammatiche e insostenibili, non è per risolvere i loro problemi o raccogliere i loro lamenti ma per condividere primariamente le reciproche divinità offrendo contemporaneamente delle informazioni per raggiungere individualmente e responsabilmente la personale e sacrosanta indipendenza di corpo, mente e spirito.

Quindi come comportarsi per essere incondizionatamente felici ogni momento? Allineandoci alla nostra personale sapienza in Amore congiunta alla vera fratellanza con ogni essere e alla certezza che siamo qui con un compito preciso che ci connette tutti e che riguarda l’intero sistema.

Ognuno ha ricevuto il dono del proprio metodo di felicità e quello andrebbe accolto senza altri fanatismi ma con la certezza che, se è giunto a noi, è perchè solo noi potevamo fare quel compito e quella crescita, in quel modo, nel perenne riorientamento naturale in direzione della Fonte. Tenendo fiduciosamente gli occhi e il cuore nella Fonte.

L’Amore non ha differenze, l’Amore è, e per attrazione ogni emanazione di bene si allaccia ad altro bene anche se non esplicitato nella stessa maniera. Noi siamo veicoli verso la luce, tutti, nessuno escluso.

TuttoUno-ora

In fin dei conti che cos’è l’Amore se non stare bene e generare benessere perchè agiamo in accordo con la bussola suprema?

Ama e fa ciò che vuoi

S. Agostino

Semplicemente ricordiamo di essere già e sempre connessi con tutti e con il Tutto, perchè tutta la teoria è sempre molto più imponente ed emotivamente dura della messa in pratica. E la maggior parte delle volte è più labirintico e faticoso un pensiero che agire come essenza d’Amore.

 

Silvia Paola Mussini

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Siamo la nostra salute o la nostra malattia?

Si può desiderare soltanto qualcosa che non c’è, qualcosa che ancora non abbiamo. E’ stato detto che un desiderio è una premonizione, che, quando è espresso in purezza, è la voce dell’anima che parla e spinge a qualcosa che che avverrà, che la parte Intelligente di noi già sa esistere per la sua (nostra) gioia e la nostra completezza. Il Desiderio è la spinta all’evoluzione, il senso di continuare ad esistere con entusiasmo, passione, curiosità e ardore. La meta è la scusa e la curiosità per intraprendere il Viaggio e non uscire maldestramente dalla carreggiata.

Jovanotti nella sua ultima canzone “Tensione evolutiva” canta:

 

“ci vuole pioggia
vento
e sangue nelle vene
e sangue nelle vene
e una ragione per vivere
per sollevare le palpebre
e non restare a compiangermi
e innamorarmi ogni giorno ogni ora ogni giorno ogni ora di più
di più
di più”

 

 

Dobbiamo sempre darci “una ragione per vivere” e questa ragione può essere supportata soltanto dall’Amore. Amore per noi stessi innanzitutto, per ogni persona e cosa e momento dell’adesso. Non ci sono interessi che stimolino, riscaldino e diano “un senso” all’esistere quanto l’essere in amore. L’amore non sbaglia mai e non è mai sbagliato.

Anche le storie d’amore più dolorose insegnano qualcosa, se vogliamo imparare, se vogliamo davvero crescere. Alcune persone dopo quelli che intendono come fallimenti ritengono di dover chiudere alla fiducia e all’entusiasmo, alla curiosità e alla Vita. Alzano corazze e diffidenza per paura di soffrire ancora cristallizzando l’opportunità di crescita punendosi in una prigione emotiva gelida e morta, dove i primi cadaveri sono loro stessi arroccati in un’eterna pausa vitale e creativa. E si compiangono spesso cercando qualcuno con cui sfogarsi e sovraccaricare anche altri di energie di disfatta e stasi.

Ognuno di noi ha sperimentato vissuti da cui non credeva di poterne uscire… vivo. Nel passato di tutti c’è qualcosa di cui pensavamo ne saremmo potuti anche fisicamente morire o ammalarci: relazioni amorose a senso unico o ossessive, grandi frustrazioni o ingiustizie lavorative, amicizie importanti dolorosamente troncate senza spiegazioni e anche brutte figure epocali, situazioni paradossali create da emotività incontrollata o disperazione infinita per la dipartita terrestre di qualcuno. Mai, ne eravamo certi, ci saremmo potuti risollevare, “quella” devastante faccenda, pensavamo, avrebbe cambiato e condizionato inesorabilmente la nostra mente, il nostro cuore e tutta la nostra vita.

E poi è passato il tempo mentre cercavamo di sopravvivere come potevamo. E poi altro tempo dove malgrado tutto la percezione del problema si faceva più flebile, e poi altro tempo dove la Vita ci porgeva, mai aveva smesso solo noi avevamo temporaneamente staccato la connessione, nuove considerazioni, situazioni, nuove opportunità di ri creare la nostra integrità e la nostra felicità.

Fino a che è arrivato un tempo dove riusciamo a guardare quell’episodio quasi con tenerezza, quei remoti, piccoli e disperati noi come esseri che hanno fatto quello che potevano con quello che sapevano, e riusciamo a vedere quanta ricchezza ci ha portato anche la batosta più grande. Anzi a volte più grande è stata la sventola più immensi diventiamo in un futuro che sta a noi decidere quando e come mettere in atto per ristabilirci da quella malattia che imponiamo alla nostra anima e di conseguenza al nostro corpo, mente, spirito.

Fluire significa innamorarsi di tutto e di tutti ogni giorno, concentrandosi soprattutto sul bello e sul buono di ogni mortal faccenda, che è ciò che ci riguarda davvero come esseri umani in collegamento al Cielo: il qui e ora concreto mai disgiunto dalla nostra anima, che è sempre viva, presente, attenta, sensibile, intelligente spesso molto più di noi stessi.

La malattia non nasce “per caso” o per sfortuna, ma essa nasce per il “Caos” autogenerato, inconsciamente o consciamente dall’Essere stesso che si pone in modo “anti-contro-opposto” rispetto alle Leggi che regolano gli Esseri Viventi, generando in se stesso un sistema biologico caotico; quindi la malattia e’ la cristallizzazione, ovvero il corpo fisico caotico nel sistema Psicoecobiologico alterato rispetto alla Perfetta Salute.

Diamo a noi stessi il nostro valore

Un alunno presentò al suo professore un problema: – Sono qui, professore, perchè sono tanto debole, e non ho la forza per fare niente. Dicono che non servo a nulla, che non faccio bene niente, che sono lento e molto stupido. Come posso migliorare? Che posso fare per valorizzarmi di più?

Il professore senza guardarlo, disse: – Sono molto spiacente mio caro, ma ora non posso aiutarti, devo prima risolvere il mio problema. Forse dopo. E facendo una pausa parlò: Se mi aiuterai, potrò risolvere il mio problema con più rapidità e dopo forse potrò aiutarti a risolvere il tuo.

– Chiaro, professore, balbettò il giovane, ma si sentì un’altra volta sminuito.

Il professore prese un anello che portava al mignolo, lo dette al ragazzo e disse: Monta a cavallo e vai fino al mercato. Devi vendere questo anello perchè devo pagare un debito. È necessario che tu ottenga per l’anello il massimo possibile, ma non accettare meno di una moneta d’oro. Va e torna con la moneta il più velocemente possibile.


Il giovane prese l’anello e partì. Arrivò al mercato e cominciò a offrire l’anello ai commercianti. Essi lo guardavano con interesse, fino a quando il giovane diceva quanto pretendeva per l’anello.

Quando il giovane menzionava una moneta d’oro, alcuni ridevano, altri andavano via senza nemmeno guardarlo, e solo un vecchietto fu amabile al punto di spiegargli che una moneta d’oro era molto preziosa per comprare un anello.

Tentando di aiutare il giovane, arrivarono a offrire una moneta d’argento e una tazza di rame, ma il giovane ricusava le offerte seguendo le istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro.

Dopo aver offerto il gioiello a tutti coloro che passavano al mercato e abbattuto per l’insuccesso, montò a cavallo e ritornò. Il giovane avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per comprare egli stesso l’anello, liberando così il suo professore dalla preoccupazione e poter poi ricevere il suo aiuto e i suoi consigli.

Entrò in casa e disse: – Professore, mi dispiace molto, ma è impossibile ottenere ciò che ha chiesto. Forse si potrebbero ottenere 2 o 3 monete d’argento, ma non credo che si possa ingannare nessuno sul valore dell’anello.

È importante quello che mi dici, ragazzo, obiettò sorridendo. Prima si deve sapere il valore dell’anello. Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere. Chi meglio di lui può sapere il valore esatto dell’anello? Digli che vuoi venderlo e domanda quanto ti può dare. Ma non importa quanto ti offre, non lo vendere. Torna qui con il mio anello.

Il giovane arrivò dal gioielliere e gli dette l’anello da esaminare. Il gioielliere lo esaminò con una lente d’ingrandimento, lo pesò e disse: – Dica al suo professore che, se vuole venderlo ora, non posso dargli più di 58 monete d’oro. – 58 MONETE D’ORO! Esclamò il giovane. – Si, replicò il gioielliere, io so che col tempo potrei offrire circa 70 monete, ma se la vendita è urgente…

Il giovane corse emozionato a casa del professore per raccontare quelle che era successo. – Il professore dopo aver udito quanto offerto dal gioielliere, disse: – Tu sei come questo anello, una gioia preziosa e unica che può essere valutata solo da uno specialista. Pensavi che chiunque potesse scoprire il tuo vero valore ? E così dicendo tornò a collocare il suo anello nel dito.

Tutti noi siamo come questa gioia. Preziosi e unici e andiamo per tutti i mercati della vita pretendendo che persone inesperte ci valorizzino. Ricomincio da Me!

(grazie a Likena)

Auguri per un NUOVO 2011 Qui e Ora

L’augurio che faccio a ognuno di voi è quello che ho fatto per tantissimo tempo a me stessa: il rendersi conto che ogni giorno è non solo un dono ma l’Universo condensato nel preciso momento. Molte cose ho capito e altre ne comprendo ogni “qui e ora” rimanendo connessa. E rido di me di te di tutto ciò che di mortale c’è, come canta Jovanotti.

Capisco che la felicità è facile da ottenere e nasce esclusivamente da un’Intenzione. Che può essere semplice e immediata come godere di un bicchiere d’acqua fresca (almeno per noi occidentali perennemente occupati e preoccupati in una serie di “problemi” che non hanno quasi mai a che fare con la vera sopravvivenza) per una gola arsa. E altrettanto essenziale per esistere pienamente.

Spesso cerchiamo la vita che non c’è… che non è quella del “qui e ora” e trascorriamo del (troppo) tempo a smaniare per cose e situazioni che se ci fossero forse non sarebbero così risolutive come ci sembra mentre stiamo vivendo un’altra dimensione dimenticandoci di noi. E dimenticandoci completamente di chi e di ciò che ci è attorno, di quanta vita sta comunque consumando il suo corso…senza di noi, senza la nostra attenzione.

Quando non siamo nell’ adesso stiamo rannicchiati ai margini, indecisi e timorosi sulla sponda di un oceano colmo di benessere e ricchezze che neppure vediamo e se solo  scegliessimo di immergerci un dito immediatamente capiremmo che è quello che il cuore vuole.

L’augurio che voglio fare è quello di desiderare e poi di osare. Ogni pensiero, ogni tormento, ogni assillo quando rimane troppo tempo a consumare la nostra energia vitale è come un letale corto circuito senza alcuna utilità. Implode all’interno del nostro essere diventando un’ossessione che ha l’unica disdicevole potenza di renderci schiavi della nostra mente che non riesce a far altro che a dimenticare l’esistenza della Vita mentre naviga nel mare che non c’è.

Osare e mettere in pratica, qualsiasi cosa essa sia, consuma quella fissazione consentendoci di passare oltre, di entrare finalmente nell’acqua fresca e pura della “presenza” dove poter bere, nuotare, giocare, ripulirsi nella delizia della corrente e a ricordarci finalmente di essere Uno.

Un anno Nuovo fresco e pulito, pieno di desideri da desiderare, da osare, dove farsi fluidi e (tra)scorrere al meglio per il nostro essere.

Per rendersi conto, a volte con sorpresa. che non c’era niente da imparare e forse neanche da capire, solo essere quello che si è, liberaMente.

con Amore Gratitudine e Gioia, di cuore.

Agisco e poi penso

Una storia delicata e quotidiana per riflettere su quanto la parte razionale ci può distogliere dalla verità. Noi siamo quello che pensiamo, e a volte se pensiamo poco siamo ancora meglio. Il nostro cuore parla e ci conduce, lui non sbaglia davvero mai.

Se vuoi cambiare un pensiero radicato, devi agire prima di pensare. Per esempio, stai camminando lungo la strada e arrivi accanto a una vecchia che chiede l’elemosina. Ti rendi conto che è una senzatetto e che vive alla giornata.
Immediatamente sei consapevole che per quanto poco denaro tu abbia, senza dubbio ne hai quanto basta per poterlo dividere con lei.

Il tuo primo impulso è quello di darle qualche spicciolo. C’è anche una parte di te pronta a frugarsi in tasca in cerca di una piccola banconota, un dollaro o addirittura un biglietto da cinque dollari. Che diavolo, per lei sarebbe una gran cosa. La rianimerebbe.
Poi, viene a intromettersi un pensiero. Ma come, sei pazzo? Abbiamo soltanto sette dollari per tirare sera! E gliene vuoi dare cinque? Così continui a frugare per cercare un dollaro. Di nuovo rifletti. Ehi, ehi, andiamo. Non ne hai poi così tanti anche di questi da poterli dar via così! Dalle qualche monetina, per l’amor del cielo, e andiamocene.

Ti affretti a frugare nell’altra tasca per trovare qualche quarto di dollaro. Le tue dita sentono soltanto dei nichelini e qualche centesimo. Sei in imbarazzo. Eccoti qui, ben vestito, ben nutrito e stai per dare a quella poveretta che non ha nulla soltanto qualche
centesimo.

Cerchi invano di trovare uno o due quarti di dollaro. Oh, eccone uno, in fondo alla tasca. Ma ormai ti sei lasciata alle spalle la poveretta, con un debole sorriso, ed è troppo tardi per tornare indietro.

La vecchia non riceve nulla. E tu pure. Invece della gioia di renderti conto della tua ricchezza e di condividerla, ti senti adesso povero come quella donna.
Perché non ti sei limitato a darle la banconota! Era stato il tuo primo impulso, ma il pensiero ci si è messo di mezzo.

La prossima volta decidi di agire prima di pensare.

Naele Donald Walesh “Conversazioni con Dio

Agisci come se fossi Amore

AMORE da conquistare e con cui stare








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