Amore incondizionato

Omo Amore: Amare oltre la norma della forma

Manuel Lucchini mi ha chiesto l’amicizia su facebook nel dicembre 2012 e ci siamo sentiti via messaggio privato tantissime volte, più di 650 messaggi!, nei quali mi ha reso partecipe della sua crescita chiedendomi costantemente, con deliziosa faccia tosta, supporto, sostegno e chiarimenti riguardo l’applicazione di Ho’oponopono nei suoi piccoli grandi dolori della sua giovane esistenza. E poi ci siamo finalmente abbracciati quest’anno, poichè ha partecipato al nostro seminario  “Ho-oponopono – la Pace comincia da te”, che abbiamo tenuto a Roma il 24 maggio 2014.

Manuel è un ragazzo diverso, al quale voglio molto bene. Diverso perchè è speciale. Perchè è sensibile, sveglio, esuberante, molto affettuoso, coraggioso, intraprendente e anche molto intelligente.

Della sua omosessualità (argomento che mi sta a cuore tanto che avevo già dedicato un capitolo titolato ‘La gaya coppia’ in ‘Amore da conquistare e con cui stare’) me ne scrisse quando ancora era nel pieno del suo travaglio interiore, nell’urgenza di riuscire a esprimersi senza timori e vergogna, in un mondo che ancora teme, giudica e talvolta castiga, chi di se stesso sente e agisce, con ciò che chiede il proprio cuore, in allineamento con il proprio  corpo.

Quel tagliente o ridicolizzante giudizio che ancora a troppi viene spontaneo soprattutto se l’agire altrui non si conforma a quelle regole sociali considerate “normali” dalla massa. Ma l’Amore è Amore, e ogni essere un universo amorevole e già perfettamente perfetto.

Silvia Paola Mussini

Se tante persone seguono qualcosa,

è una prova sufficiente che è una cosa sbagliata.

La verità accade agli individui, non alle masse.

Osho

bacio

Manuel: “L’Arcobaleno è stato scelto come simbolo della vita omossessuale e anche come simbolo della pace. Perchè l’Arcobaleno?

Forse perchè in natura è uno dei fenomeni che si avvicinano di più ad essere qualcosa di tanto strano ma nel contempo di tanto magico. E’ un modo diverso che usano i colori della terra per esprimersi, e questo loro esprimersi trasforma le nostre facce, regalandoci uno stupore di un bel paio di minuti.

Forse è per questo che è stato scelto questo simbolo… perchè Omo-Amore parla dell’Amore visto con gli occhi dello stupore, come quello causato da un Arcobaleno nel cielo!

Una delle più grandi sfide che mi sono dovuto trovare davanti nella mia vita, è stato affrontare la rivelazione della mia omosessualità al mondo. Sono cresciuto con un padre tendenzialmente omofobo, in un paesino calabrese dove la mentalità beh… non era di ampie vedute.

Eppure è stato ciò che per me era necessario. Adesso, con il senno di poi, mi rendo conto di come doveva essere il mio percorso ovvero quello affrontato, perchè se io non avessi scelto quella strada, quella sfida, quella chiarezza oggi probabilmente non potrei parlare così liberamente e con leggerezza di questo argomento che mi sta molto a cuore.

A quasi 20 anni mi rendo conto di come questo tema, sia ancora un tabù, ma è arrivato il momento di rompere quelle che ci hanno date come sotto intese regole e parlare, perchè solo attraverso la conoscenza e la normalizzazione possiamo illuminare il buio della nostra paura!

In principio credo che esista l’Amore. Dal mio punto di vista l’Amore non ha forma, nè sesso, nè religione, nè giudizio, nè preferenze, nè colore.

L’Amore è, semplicemente perchè è. Purtroppo le parole possono spiegare poco perchè appunto, l’Amore va oltre, quello che il nostro amato Ego può esprimere.

La potenza dell’Amore possiamo valutarla in molte situazioni della vita ma credo che la sua straordinaria forza possiamo percepirla, quando riesce a scindere i dettagli della forma estetica e apparente, ed a unire due cuori, con un involucro della stessa forma.

Omo Amore è di questo che tratta, dell’Amore tra persone dello stesso sesso.

Voglio essere un esempio, per tutti quelli che ahimè vivono la loro sessualità in modalità repressa!

Perchè nasce la repressione? Questa è una domanda che mi è stata rivolta spesso.

Beh la repressione nasce perchè la nostra condizione di paura e necessità delle regole ci ha portato a dividere e a catalogare ogni cosa.

Quindi sono nate le dottrine, e le condizioni sociali, e le forme sessuali. Perciò oggi la gente è divisa in: “Eterosessuale, bisessuale, transessuale, omosessuale”.

Ma alla domanda perchè nasce la repressione, la risposta la si ritrova proprio qui! La repressione nasce perchè l’appartenere ad una categoria diversa dall’eterosessuale (definito normale) crea ahimè ennesima divisione, colpa, o peggio fobia!

Allora il mio vuole essere un messaggio forte e chiaro, rivolto a chi sta cercando il coraggio di uscire allo scoperto, o semplicemente il coraggio di accettarsi. Non siamo diversi, Non esiste la diversità. Siamo e restiamo Amore, da sempre e per sempre!

Manuel Lucchini Silvia Paola Mussini

Essere omosessuale è una condizione naturale di vita, che ci permette di sperimentare semplicemente un altro modo di Amare! Pensate che l’Energia e l’intesa che scorre tra due persone dello stesso sesso sia davvero tanto differente? Cosa c’è di diverso? Forse il coraggio. Il coraggio di uscire e riuscire a dire io Amo la mia stessa forma.

Lavoro con le persone dall’età di 16 anni. Ho sentito una marea di storie a livello sentimentale, la maggior parte con un fondo di repressione, non solo a livello sessuale, anche perchè la mia passione è sempre stata fare le carte, un contesto dove ci si apre con fiducia.

Il problema nasce dal timore del giudizio, dal timore di essere considerati “diversi”, sì va bene. Ma diversi ma da chi?

Anch’io ho vissuto una storia di 7 anni con un ragazzo con una base di repressione. Questa storia mi ha formato e mi ha insegnato, quanto sia importante divulgare un messaggio di uguaglianza al mondo.

E questo messaggio lo rivolgo a tutti, in particolar modo alle famiglie e a tutti i ragazzi adolescenti in fase di ri scoperta della propria identità!

Siate voi stessi, esprimete voi stessi in qualsiasi forma, abbiate il coraggio di essere da esempio per tutti quelli che ancora non sono pronti, o credono di non esserlo. Lo faccio perchè so, con dolore e caos interiore, quanto timore può celarsi dietro la vita omosessuale segreta.

Ogni cosa che si vive e si assapora deve essere affrontata con profondo spirito di osservazione e attenzione per evitare di uscire allo scoperto, so con dolore cosa significa. E so che ci si può ritrovare, come è accaduto a me, di vivere in famiglie che non vogliono nemmeno sentire la premessa all’argomento.

L’unica strada e la miglior opportunità che abbiamo è avere o ritovare il coraggio di vivere la nostra reale Identità. Tutti hanno e abbiamo bisogno di tutto l’amore e l’incoraggiamento necessario, perchè il mondo è pronto se noi lo siamo!

Evviva l’Amore, indipendetemente dalla sua forma.

Ricevete tutto il mio Amore!”

Manuel Akele Andrea Lucchini

Chi vuol esser lieto sia perchè l’Amore è sconfinato

Ieri su un nostro gruppo di Facebook  (bel gruppo affollato di oltre 25.000 iscritti), nel quale si posta e si discute di tutto e di più con interessanti fuori tema (pertanto evviva la libertà finchè è etica e costruttiva) Francesco B. ha pubblicato questa affermazione:

“Vorrei che tutti stampassero in testa queste parole: quando una persona tiene a voi vi cercherà in qualsiasi modo. ..non esisteranno scuse del lavoro, degli impegni e cavolate varie! Quindi smettiamola di essere ipocriti e non assecondiamo chi vuole giustificarsi con scuse che non reggono!”

Le considerazioni sono ancora in atto e attualmente oltre 60 le condivisioni, oltre 350 i mi piace e tantissimi i commenti, ne riporto alcuni per riflettere insieme:

“Poco piu’ di un mese fa mi e’ proprio successo di avere a che fare con una persona che si e’ nascosto dietro la scusa del non tempo… del lavoro… di una crisi personale! e mi fa sempre molto arrabbiare questa balla gigante perchè offende la mia intelligenza e la mia sensibilità!! Ste persone vanno a intermittenza..! Che delusione incontrarle! Credo anche io che bisogna scegliere persone belle … belle dentro che abbiano voglia di donare e donarsi!” Chiara M.

Piera B.: “Hai ragione! Dobbiamo alimentarci di amore e sentimenti puri e sinceri. I falsi affetti ostacolano la nostra crescita “sana” e genuina!!!

Lorena A.: “Eh già…. trovano tempo per tutto e poi ti dicono che non hanno tempo…. mi dispiace ti prego perdonami grazie ti amooo… mi assumo la responsabilità al 100% quello che e in voi e in me….”

Lia M.: “Verissimo ragazzi! È proprio per questo è un bel po’ che sto sola soletta, ma meglio sola che solo per metà accompagnata!!!!”

Teresa G.: “Concordo con te siamo noi per primi che dobbiamo pretendere persone migliori vicino a noi !!!”

Beate Z.: “Anch’io sono d’accordo …. Anche se spesso sento la solitudine che si fa strada. Specialmente durante il fine settimana … Mi dispiace, perdonami …”

Simonetta P.: “Fatto …anche se sono morta dentro un anno fa ho “eliminato” chi aveva un po’ troppe “scuse ” e piano piano guarirò anche se fa tuttora un male cane!”

Lydia J. N.: “È vero semplicemente! Giustificare chi gioca con i nostri sentimenti la vedo come una mancanza di autostima! Però Siamo tutti un po’ egoisti e a volte, inconsapevolmente, giochiamo con i sentimenti degli altri, forse perché dovremmo imparare a stare da soli per comprendere prima di tutto noi stessi…”

Nausikaa K.: “Quanto sono vere queste parole e lo sappiamo tutti !!!! Ma il cuore non va allo stesso passo con cervello gli piacciono i SE i MA, insomma trova sempre una scusa quando non vuole ammettere l’evidente!”

Sandra B.: “Ho capito, a leggere tutti questi commenti mi convinco sempre più che é meglio lasciare nel nascere. ………ognuno di noi si merita il meglio…..questo non é il mio meglio.”

Edy B. S.: “Anche perché io tengo a mente questo :
Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo.!!!!!! Se ti tradisce….. è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che…ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.
E Tu, Tu di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. ……Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo!!”

Sabrina C.: “Edy sei grande hai espresso chiaramente il concetto purtroppo è quello che sta capitando a me dopo mesi di giustificazione ora ho la certezza che di me non gliene frega niente non gliene è mai fregato niente mentre io aspettavo un qualsiasi gesto ma ora basta io voglio di più… grazie ancora.”

Daniela B.: “Complimenti Edy…hai descritto così bene la realtà che molti di noi hanno vissuto in prima persona.
L’importante é aver capito la lezione di vita e metterla in pratica ogni giorno.
Ognuno di noi merita rispetto.”

 

E sempre ieri rientrando in auto con Sandro da una settimana trascorsa in Liguria, ho riascoltato dopo ‘secoli’ l’emozionante “Piccolo uomo” dell’indimenticabilmente malinconica (ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie) Mia Martini.

E proprio ri ascoltandola mi sono resa conto quanto, eoni fa, mi risuonasse naturale questa lacerante parte di dolore sperimentata visceralmente in più di una relazione, all’interno di quella remota dimensione pressochè inconsapevole, ossia quando ero perennemente in balia delle mie violente emozioni e sensazioni.

Quindi posso immaginare, e lo constato nei miei coaching  ma anche nella media dei rapporti, quanto questo vivere nel dolore sia sempre un ‘naturale’ e largamente utilizzato costume umano. Una modalità di afflizione che ancora risuona in eserciti di persone che si trovano in un amore in bilico, e soprattutto che intendono loro stessi come cuori persi ai margini di un dirupo (mentre all’altro, il soggetto del proprio desiderio, scelgono di dare molta più responsabilità e potere di quello che credono e vogliono avere per sè).

E ieri, con orecchie nuove di qualche decennio, ho capito come ‘non a caso’ il geniale paroliere abbia utilizzato i termini ‘piccolo uomo e piccola donna’, ed è facile ormai comprendere il perchè, o meglio come la mia interpretazione attuale è, e sarebbe adesso completamente diversa.

Certo è che vivere appassionatamente ogni incontro è giusto, soprattutto quando gli ormoni ribollono in una fascia di età durante la quale la Natura ha stabilito che l’ardente passione sia necessaria all’evoluzione della specie. Perchè alla natura, all’istinto, non importa del nostro cuore e dei nostri malesseri emotivi, di quelli dobbiamo averne sempre cura noi, ma solo come farci incontrare e possibilmente proliferare con altri esseri, mettendo in moto il meraviglioso strumento/corpo che nell’umano è collegato a tutti gli altri sensi, talvolta anche alla testa, intesa come consapevolezza.

Ma, strada facendo, abbiamo l’opportunità di imparare anche il ruolo dell’osservatore, di dar vita e autonomia a quella parte di noi che esiste ogni sentimento e ogni sensazione in posizione corretta nell’accogliere e nel donare, domandolo, Amore.

Perchè comunque se ancora vogliamo evolvere, almeno nel pensiero, a ‘destabilizzarci’ ci sono visioni anche differenti, più radicali, ampie e infinite, come quella di Paolo Barnard. Che possono essere discutibili dalla nostra ‘morale’, quella scomoda faccenda acquisita dalle regole sociali (più o meno imposte) che copre la nostra immensa paura d’essere Esseri totali in totale Amore incondizionato:

Amore

“Quanti cieli ha un falco libero? Infiniti. Quanti mari ha un delfino libero? Non si contano. Quanti amori può vivere un cuore libero? Tanti.

L’umanità ha messo lacci alle zampe dei falchi, paraocchi neri, e li ha costretti a un solo ripetitivo volo, egoistico, per soddisfare la bramosità predatoria dell’uomo.

L’umanità ha chiuso i delfini in vasche, li ha costretti a ripetitivi balli clowneschi, per soddisfare la meschina emozionalità dell’uomo.

L’umanità ha costretto i cuori a un solo amore secondo la leggenda della fedeltà, per soddisfare la bramosia del possesso dell’uomo.
Tutto questo è mostruoso.

Pensateci. Oggi, e da sempre, la persona che vorrebbe donare il suo cuore d’amore a più di un singolo essere umano; che vorrebbe col suo cuore far sorridere, piangere di gioia, salvare, emozionare, proteggere, baciare, rendere felice più di un singolo essere umano, è chiamata bastarda, bastardo… un traditore, una traditrice… fedifrago, fedifraga… puttana, puttaniere. Il suo crimine è amare più di un cuore. Il suo crimine è saper rendere felici più di una singola persona.

Abbiamo reso l’amare tanto, tanti, un crimine.

No, l’umanità vuole un cuore coi lacci, chiuso in vasca, solo, a tu per tu con un unico altro cuore, sempre e per sempre, e tutti gli altri cuori, tutti gli altri cieli, tutti gli altri mari saranno dietro un muro di piombo, filo spinato, lame mortali, eretti contro le bastarde, i bastardi… i traditori, le traditrici… i fedifraghi, le fedifraghe… le puttane, i puttanieri, che amano tanto e tanti.

Abbiamo reso l’amare tanto e l’amare tanti un crimine, odiato, vilipeso, condannato. E crediamo di saper amare… “Amore mi sei fedele?” “Certo tesoro!”… E invece siete due mostri al di qua di un orrendo muro di piombo. Amare in un’unica direzione non può mai essere un giuramento, solo una scelta, e chi non la condivide non merita la crocifissione al muro di piombo. Mostri.
Al di là di esso sono i cieli, i mari, gli amori. Ma lì non vive quasi nessuno di noi.
Siamo mostri che hanno resto l’amare tanto, tanti, un crimine.”

 

Quindi ognuno di noi ha il non sempre semplice compito, ma anche la piena facoltà di decidere, chi e come essere in ogni momento della propria esistenza, possibilmente in profonda sincerità con se stesso e con tutti gli esseri con i quali si sta relazionando

Per concludere queste considerazioni a tutto raggio, ecco le parole di ‘Ti troverò’ – 1986 – di Andrea Mingardi (Premio Lunezia alla Carriera 2014) perchè a mio parere è la più bella canzone (parole e musica) sul tema, e anche perchè in rete il testo non si trova da nessuna parte.

L’autore canta e racconta il sentimento di un cuore attento alla propria ricerca d’Amore, e lo fa con quelle parole e quel desiderio che il cuore di ognuno di noi ha già autonomamente pensato, maschi o femmine che si sia. Perchè per quanto sembrino principalmente le donne quelle sempre dolorantemente tese verso una storia appagante, Amare è l’anelito di ogni individuo che cammina questo straordinario Viaggio, che alla fine, ma pure all’inizio, è l’unica cosa che conta.

 

Ti troverò – Andrea Mingardi

Ti troverò
dovessi metterci una vita
ormai è quasi una partita
solo tra me e il destino.

E 1000 storie non fanno neanche un vero amore
conosco già questo sapore amaro, tra noi è già finita.

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò.

Ti troverò in fondo non ho rinunciato
e chi si è poi accontentato
ora invidia un Amore.

Restare soli è meglio che buttarsi via
tanto ormai so cosa sia
una barca senza il molo.

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ma, chissà dove sei, e poi se mi vuoi

Dovessi metterci una vita

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò

Dovessi metterci una vita…

“Ti troverò” è contenuta anche nel cd “Sogno” (1993) altra perla finalmente premiata qualche giorno fa con il premio Lunezia 2014, con la Menzione Speciale al Valore Musical-Letterario.

Silvia Paola Mussini

Amare davvero è volere il Bene dell’amato

Nel 1984 uscì China Blue un film che fece scalpore per l’esplicito racconto di una storia che voleva – e riusciva – a essere trasgressiva ai limiti del fastidio. Era ancora un’epoca in cui ci si stupiva di molte cose e si aveva bisogno di storie forti più che per eccitarsi – per quanto mi riguarda – per captare la propria propensione, e l’allenamento, alla larghezza di vedute e dimensioni oltre il tramandato.

Kathleen Turner era una delle mie attrici preferite, sicuramente l’ho preferita nel romantico e avventuroso “Alla ricerca della pietra verde”, ma in questo film, al limite della follia, dove la cosa più indisponente è un Anthony Perkins che fa il verso allo psicopatico che spesso ha interpretato in altre pellicole più coinvolgenti, è commovente in una scena che ricordo emotivamente molto intensa e in realtà è l’unico brivido che ho di questo film.

China Blue, la Turner, ha una doppia vita: di giorno un’algida e riservata stilista e di notte una prostituta senza limiti alla propria ricerca e messa in pratica del piacere più estremo in ogni senso. E infatti in tutto il film c’è un voluto eccesso denso di colpi di scena a volte quasi patetici nel tentativo di destabilizzare e stupire lo spettatore. A un certo punto China Blue si ritrova ad accettare di passare qualche ora di sesso a pagamento con un uomo anziano col quale invece che fare l’amore trascorre quel tempo a parlare. E così si capisce che lei è il regalo che la moglie del vecchio, malato terminale, fa al marito per donargli ancora qualche ora di piacere e di bellezza.

Non ricordo come sia oggettivamente la scena ma il senso è questo. E mi commuove. E mi fa rimanere ammirata dall’ampiezza del cuore di quella moglie che ha cercato, e messo in atto, qualcosa che sicuramente al marito, in un epoca in cui la salute lo sosteneva e lo faceva splendere nella sua vitalità, avrebbe desiderato magari di nascosto, o magari no. Non è una questione di morale, mi colpisce che ci possa essere un amore così grande e che sia così facile amare, come riesce a fare quella moglie che va oltre se stessa e desidera il bene dell’uomo che è suo marito. E desidera che qualche ora, delle poche che rimangono “dell’adesso” di lui, possa essere ancora felice e viva anche se lei non è coinvolta direttamente in quell'”adesso”.

E’ che spesso neanche momenti d’emergenza, come una crisi, una malattia o una presunta morte imminente ma anche uno smarrimento, riescono a farci fare il salto che fa vivere una coppia, come poi sono la maggior parte delle relazioni, da “malata di possessivismo” a una generosa visione di libertà e rispetto e a reali ampiezze di orizzonti.

Spesso si preferisce il “male comune” piuttosto che la felicità dell’altro. Siamo disposti a non chiarire, a non donare, a non condividere, a non permettere se con ciò rischiamo di perdere il controllo o la gestione delle situazioni. Se abbiamo la sensazione che l’altro non ci tenga in considerazione come vorremmo o non si comporti come siamo abituati a conoscerlo o possa reagire in modo inaspettato, perchè tutto questo ci fa paura.

Paura di non essere amati, paura di aver fallito e di essere abbandonati. In realtà questa paura è disistima di se stessi perchè ci si percepisce come “la metà” di qualcosa>qualcuno e non un intero che conmoltiplica vita e possibilità. Perchè siamo integri e interi sempre e comunque, qualunque cosa accada.

Anche se l’amore a volte diventa un terreno di proprietà che può essere anche sanguinario quando riesce a impugnare il lato crudele e autoritario della legge per far quadrare tutto come vorremmo, come ci sembra “giusto” come ci hanno insegnato e tramandato riguardo i figli, l’orgoglio, i soldi, le proprietà, lo status sociale, gli affari comuni, le promesse, i presunti diritti, il passato. Quando ci si dimentica di avere un cuore.

Non dimentichiamo mai di avere un cuore libero e vibrante: l’amore è volere il bene dell’amato almeno tanto quanto vogliamo il nostro.

Silvia Paola Mussini

Innamorati di Te Stesso

Innamorarti di te stesso

(2° PARTE)
All’inizio

All’inizio, un pensiero di Dio emetteva un raggio di quella che chiamiamo luce. Il raggio di luce nel vostro essere fisico viene percepito come amore. Lo percepite come emozione d’amore, perciò è possibile per noi dire che l’amore è l’energia di base della luce. Useremo quel termine per un momento. Adesso come funziona questo? E’ molto semplice perché nel momento in cui una persona o un essere di natura divina ha un pensiero, un raggio di energia proviene da loro ed entra nel loro campo energetico ed interagisce con il mondo e l’Energia Universale intorno a loro.

Il campo viene magnetizzato per attirare la creazione. E se poi aveste un altro pensiero di Dio che fosse un altro modo di osservare quella stessa creazione? Immaginate adesso questa creazione da molti punti di percezione. Avete allora raggi multipli di luce provenienti da diverse angolazioni per incontrarsi come un unico raggio. Questo dà l’illusione di un oggetto fisico a tre dimensioni. Nella vostra realtà lo conoscete come ologramma. Raggi multipli di luce che si intersecano in un punto creano l’illusione di oggetti tridimensionali reali. Questo è tutto ciò che è necessario, perché tutta la vita non è null’altro che un’illusione. La Terra iniziò come un ologramma di luce, come l’universo.

Questo fu l’inizio e da quel punto intorno ad esso venne creato un universo, incluso un big bang per metterlo in moto. La Terra fu creata intenzionalmente con due sorelle, Venere e Marte. Le tre sorelle condividevano l’equilibrio di quella che chiamate anidride carbonica e crearono la vita su tutti e tre i pianeti. Ad un certo punto soltanto un pianeta fu in grado di bilanciare l’anidride carbonica sufficiente a mantenerlo, così le due sorelle misero la loro energia nella sorella di mezzo ed infusero la vita in un pianeta che iniziò come un ologramma di luce. In qualche modo è come se le tre luci avessero creato un ologramma addizionale che riprodusse la Terra. Formare un ologramma d’Amore.

Parliamo adesso dell’amore. L’amore confonde molti Operatori di Luce, carissimi. Permetteteci di parlarvi dell’energia d’amore. Consideriamo l’amore come l’energia di base di tutta la vita. Paragonate questo alla definizione umana dell’amore e vedrete come varia. Vi diciamo che l’amore è una forma di energia all’interno dello spettro che chiamiamo luce. Perciò, un ologramma che può essere creato con la luce può anche essere creato con l’amore. Desideriamo condividere con voi come fare un ologramma d’amore. Il modo in cui vediamo l’espressione dell’amore umano è nell’atto di bilanciamento. Ognuno di voi è leggermente fuori equilibrio con qualche parte della propria energia.

Trovate una persona che possa aiutarvi ad equilibrare quell’energia ed avrete un grande potenziale per una relazione profonda, duratura. Fondamentalmente, le relazioni sono un specchio. Vedete voi stessi attraverso i loro occhi e li riflettete. Quando due persone si uniscono e formano una connessione ed una persona guarda l’altra negli occhi e vede se stessa attraverso quegli occhi, quello è il vero riflesso del cuore. Se vi piace la persona che vedete attraverso i suoi occhi, diventate un amico. Se amate la persona che vedete attraverso i suoi occhi, stabilite un rapporto sentimentale. La parola amore ha significato così tanto eppure così poco.

E’ stata così circoscritta in piccoli ambiti, compreso il piccolo ambito della sessualità e delle relazioni. L’amore condizionato ha funzionato molto bene nelle dimensioni inferiori della vostra esistenza. Mentre progredite, non è un segreto che uscirete dall’amore condizionato ed entrerete nell’amore incondizionato. Scoprirete che l’amore condizionato è piuttosto un’invenzione umana senza eguali. Perciò, non è possibile fare un ologramma dell’amore condizionato.
– DA ESPAVO –

Amore Gratitudine e Gioia

Silvia Paola

http://www.facebook.com/lpmaurizio#!/photo.php?pid=30599723&id=1179837928

AMORE da conquistare e con cui stare

 VUOI PARTECIPARE AL PROSSIMO WEBINAR HO'OPONOPONO?

è mensile e gratuito!

Iscriviti alla nostra mailinglist per ricevere tutte le info sui webinar Ho'oponopono e scarichi subito l'omaggio di benvenuto: le prime 24 pagine di Pulisco Vedo e Agisco - Ho'oponopono postmoderno.

Riceverai tutte le news e l’accesso al webinar mensile gratuito in diretta dalla Casa 108.

Potrai cancellarti dalla mailinglist in qualunque momento con un semplice clic.

Pulisco Vedo e Agisco

il mio Ho’oponopono

Mala 108 grani

Amore da conquistare

Lui Sa nel Grande Disegno

La perfetta pulizia di Ho’oponopono

Meditazione del Bosco Interiore

Libro consigliatissimo

Al Posto Tavola dell'Anima
Il cibo è un nostro prezioso amico che ci può aiutare a scoprire parti di noi ancora inesplorate
€ 11

Archivio

Visualizzazione guidata a 432hz

Meditazione guidata

Coaching con me

Armonizzarsi è connettersi, collegarsi al Tutto.

Bruno Groening

Sessione Ho’oponopono di coppia

Cerchio d’Amore

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

Il mio sito principale

ℒℴ√ℰ ♡

antiparassitari cani e gatti

ℒℴ√ℰ ℳ ﻉ ♡

vendita cosmetici on-line