Aspettative

Io nell’adesso sono il viaggio migliore

 

L’unico vero viaggio verso la scoperta

non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi

ma nell’avere nuovi occhi

Marcel Proust

Una lunga e accorata confidenza di una lettrice sull’altro mio blog mi ha fatto fare un’ennesima riflessione sulle scelte che “momento per momento” mettiamo in atto nella nostra vita.

Una saggia amica lettrice, Girasole, le ha già dato la risposta migliore che si potesse. Ma poichè questo sfogo è l’esempio di un meccanismo che talvolta ci impedisce di procedere a causa di blocchi auto depotenzianti, voglio dare anche questa mia che potrebbe interessare altre persone in simili situazioni di stallo.

Sotto il post dove l’amico Giancarlo Gotti racconta come ha scelto di vivere in coraggiosa diretta la propria felicità dando una raddrizzata radicale alla propria esistenza, Flora scrive:

Grazia Silvia per questa testimonianza. Scrivo queste parole con estremo rispetto verso Giancarlo e la sua scelta di vita, ma vorrei sottolineare che non tutti sono in grado di mollare tutto e tutti seguendo la propria strada e vivendo di rendita. Che cosa bellissima questa di vivere di rendita! Ma per quanto ci si prova, solo uno su mille ce la fa!

Leggendo che Giancarlo è guarito dai suoi malanni, mal di testa compreso, grazie alla volontà di conquista della sua indipendenza, non posso non pensare che anch’io soffro di mal di testa, e da ben 40 anni! non posso non pensare che anch’io come tante altre persone soffro di innumerevoli patologie o acciacchi legati purtroppo al tipo di lavoro pesante che da sempre svolgo, ho provato a cambiare si, ma il cambiamento non è stato favorevole per la mia salute.

Non posso non pensare che mollare tutto sarebbe si una scelta, ma una scelta discutibile in quanto sono moglie, madre, figlia e tutto ciò comporta delle responsabilità verso gli altri. Che accadrebbe se all’improvviso decidessi di uscire dalla mia vita e andarmene in qualche terra straniera a godermi il sole, l’aria, la natura? a parte il fatto che non avrei di che vivere, ma poi, che razza di donna sarei se lasciassi la mia famiglia, soprattutto i miei figli privi della mia presenza, della mia rassicurazione e perchè no, anche di quei pochi euro che porto a casa?

Io ammiro le persone come Giancarlo che si sono dimostrate egoiste in senso buono perchè hanno preferito pensare alla propria vita, ma non è così semplice, non per tutti, anzi, diciamocelo chiaramente, non lo è per nessuno! Quando leggo di queste esperienza, lo ammetto, provo una grande invidia! Quanto vorrei poter trovare finalmente la strada giusta per vivere di rendita, starmene a lavorare a casa, curare la mia famiglia, ma soprattutto la mia salute, e dedicarmi alle cose che tanto amo fare e che non riesco mai a fare perchè il tempo per una donna non è mai abbastanza!

E a chi mi dice… basta che te ne freghi di tutti… rispondo, e tu perchè non lo fai? non è facile, lo sappiamo che non è facile. E per quanto riguarda l’allineamento con i propri desideri vorrei dire che oramai sono consapevole che sono solo parole.

Da qualche anno mi dedico quando posso alla lettura di tutti quei “manuali”, sulla crescita personale e sulla legge d’attrazione e all’inizio e per un bel po’ mi sono talmente fatta prendere da questi modi di vivere, (tanto che ho contagiato anche i miei figli), di pensare, di credere, che era proprio così, ci credevo con tutte le mie forze, ogni mio pensiero, ogni mio atteggiamento, facevo di tutto per abbattere le credenze depotenzianti e allinearmi con il mio vero sè, e quindi con la volontà di cambiare la mia vita soprattutto riguardo al lavoro…ma dopo oramai qualche anno senza alcun risultato positivo, sto cominciando ad arrendermi e sto pensando che sono solo parole, e che la vita, quella vera, è altra cosa e ognuno abbiamo la nostra!

Lo so, forse qualcuno leggendo queste righe penserà che non passo proprio per una persona positiva, ma chi se la sente di darmi torto? Grazie

Flora a mio parere all’origine di tutto ci sono le nostre scelte e non possiamo mai dimenticare di averle fatte.

Nessuna direzione che scegliamo di seguire è una pistola puntata alla nostra tempia, e tutto ciò che viviamo adesso è iniziato con una nostra precisa decisione e direzione.

Ognuno di noi, strada facendo, elabora e seleziona quello che è il meglio per se stesso, così crede o almeno così dovrebbe essere. Indubbiamente le scelte precedenti vanno a creare una connessione di (reciproca) responsabilità con tutti gli esseri che sono nella nostra rete relazionale.

Personalmente non credo che la cosa migliore sia azzerare tutto quello che abbiamo fatto solo perchè nei momenti di sconforto ci piacerebbe radere al suolo il nostro passato (comunque scelto, creato, vissuto e goduto). E poi magari immaginare un eventuale futuro affiancandogli cose che riteniamo impossibili, destabilizzanti, troppo complesse e quindi vivere tra frustrazioni e sensi di colpa.

Abbiamo la responsabilità (al100%) di chi siamo adesso e di “cosa e come” la nostra vita è adesso. E solo adesso possiamo raddrizzare quello che ci sembra traballante (o doloroso, duro, impossibile, demotivante, frustrante o nauseante).

“Che tu creda di farcela o non farcela avrai comunque ragione” Henry Ford

Essendo tu, come scrivi, “moglie, madre, figlia” il lavoro migliorativo andrebbe fatto in collaborazione con i tuoi perchè sennò saresti una proprietà a disposizione di “marito, figli e genitori”. E questo stato sarebbe comunque una tua creazione.

Scegliere di comunicare i propri desideri come protagonisti e soggetti della propria esistenza è il valore positivo che i “legami” (definizione abituale data alle relazioni, ma decisamente iconografica) ci donano e contemporaneamente questa chiarezza in noi ci da’ il senso e la forza di sostenere queste relazioni emotivamente, fisicamente ed economicamente.

“Vivere di rendita” è il sogno di molti… ma spesso è anche una definizione che ingloba un certo sacrificio e un retrogusto. Per chi vive come Giancarlo, oltre ad aver fatto delle scelte a monte, questa definizione è anche sinonimo di “leggerezza e responsabilità”.

Perchè la propria Libertà è una situazione da sostenere anche quando ci si rende conto di non avere il calore di una (propria) famiglia, quell’essere sorretti da un ritmo talvolta “noioso” ma stabile e conosciuto. O quando si hanno destabilizzanti solitudini, che ci sono per tutti, qualunque direzione si possa aver preso.

Spesso in questo “vivere di rendita” ci si legge più magia di quanta ce ne sia. Viaggiare col minimo indispensabile e adattarsi a quello che è la vita che si sceglie è sempre una buona scelta.

Come Giancarlo lo fa con i bagagli, e che io sappia non viaggia nelle comodità o soggiorna al Grand Hotel, alleggerire i propri pensieri, soprattutto quelli che parzializzano e ci fanno rasentare l’invidia (come scrivi e può essere comprensibile) è il miglior lavoro di pulizia che possiamo attuare.

Questo è necessario per far spazio a quel canale divino in cui dici di aver ormai perso fiducia quando scrivi “per quanto riguarda l’allineamento con i propri desideri vorrei dire che oramai sono consapevole che sono solo parole (…) sulla crescita personale e sulla legge d’attrazione (…) ma dopo oramai qualche anno senza alcun risultato positivo, sto cominciando ad arrendermi e sto pensando che sono solo parole, e che la vita, quella vera, è altra cosa e ognuno abbiamo la nostra”.

Noi stessi siamo la legge di attrazione, perchè noi siamo l’antenna ricetrasmittente in perenne azione, e tutto ciò che emaniamo porta a noi vibrazioni correlate che si consolidano nella nostra realtà. Ma la reale e potente vibrazione la emette la nostra Anima… ed è qui che tanti cadono (e si stufano di “crederci”) quando si focalizzano principalmente su desideri come vincere all’enalotto o si immaginano in esistenze di scintillante prosperità economica, come gli americani vogliono convincerci che legge di attrazione significhi e faccia ottenere.

La nostra Anima ha desideri spesso diversi da ciò che crediamo con la mente e con l’ego ma se non siamo sintonizzati sui nostri Tre Sè non possiamo neppure immaginarli…

Che accadrebbe nella tua vita invece che sentirti “schiava” (perdona il termine ma è la sensazione che capto nel tuo scritto, “schiava” di te stessa intendo) di una situazione che ti impone un detestato lavoro, una non ascoltata salute, degli obblighi familiari e poche prospettive di gioia, che succederebbe se ti organizzassi a immaginare che ognuno di voi facesse la propria parte? Hai creato una comunità (la tua famiglia) e come gruppo ognuno dovrebbe essere di reciproco sostegno e collaborazione.

Tutto è nelle tue mani. Tutto ciò che hai è già preziosissimo, e l’hai creato tu, ha solo bisogno di una messa a punto perchè ciascuno di voi possa vivere (insieme o singolarmente) momenti di creatività e benessere. Quelli che ogni essere ha il diritto/dovere di manifestare e procurarsi per sentirsi bene dentro e fuori.

Non credere a me, non lasciarti destabilizzare dalle apparenze di nessuno, non credere in nessun altro che a te stessa e nel tuo personale potere di giungere al meglio del tuo adesso. Momento per momento.

Grazie di aver scritto e grazie della tua apertura sincera, grazie di avermi consentito di fare un esame di coscienza personale.
Ti amo, mi dispiace, perdonami, Grazie, ti abbraccio con tutto l’amore che c’è.

 

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Coppia e Relazione: Essere Felice in Amore

Una sana e felice vita di relazione è uno stato a due che ha bisogno di una ricetta fondamentalmente semplice ma estremamente raffinata. E ognuno dei partecipanti deve fare del suo meglio perchè questa delicata alchimia non vada mai a male, a far male, a farci stare male. Perchè di stare male capita a molti, e molto spesso, portandoci via per troppo tempo gioia, allegria e benessere sia a livello emotivo che fisico. E’ davvero così difficile essere una coppia felice?

Sembra impossibile si possa soffrire per Amore. E’ una contraddizione, un tempo drammatico e ingiusto, un errore che comincia in modalità sottile e può rovinarci la vita. Ci sono persone abbonate a meccanismi crudeli che continuano a scambiare e a interpretare l’amore come una sorta di guerra di territori (principalmente emotivi) e se non di entrambi almeno di uno dei soggetti della coppia.
Ma la cosa più sconveniente, e falsa, è credere che sia la normalità.

Abituati a sentire lamentele e problematiche da parte di amiche, amici, conoscenti ma anche chiacchiere di mamme o persone che consideriamo sagge, risolte o “fuori zona”, ormai alla percezione di molti sembra una prassi dell’esistenza che i dolori dell’amore non evitino nessuno, anzi che siano regolari e inevitabili come il raffreddore (ma molto più dolorosi e terribili) e che essere destabilizzati e piegati dal sentimento più bello e buono del mondo sia un tempo che arriva per tutti. Per alcuni chi non soffre per amore non è normale, sensibile, sentimentale e forse neanche… umano.

Lo stato di smarrimento, e talvolta ossessione, che i problemi in amore ci procurano non sono la norma. E lo stare male non è ovviamente ciò che speriamo o vorremmo quando siamo in una relazione di coppia, ufficiale o meno che sia, recente o di lunga data, eterosessuale o no.

Perchè l’Amore è fatto di comprensione e attenzione oltre che di passione e desiderio ma certo mettere in pratica la personale disponibilità alla soluzione, o tendere la mano e la mente all’altro, non è sempre facile quando qualcosa ci destabilizza nel profondo.

Spesso troppe dinamiche si accavallano non permettendoci lucidità, dialogo e neppure “buon senso”. Lo abbiamo sperimentato tutti. Quando si è “dentro” al marasma difficilmente si riesce a vivere con gioia almeno le cose “al di fuori”. E non ci si riesce neppure a distrarre perchè l’amore solitamente assorbe tutte le energie e le focalizza nel bersaglio del nostro dolore di cuore.

La relazione con il suo complesso abbraccio emotivo è un prisma che accoglie ben oltre i nostri ragionamenti e le nostre intenzioni e quando “stiamo male in amore” tutto è filtrato dalla nebbia triste e gonfia di dolore (o densa di paura, rabbia, scontento, aspettative, risentimento, vendetta, desiderio non condiviso, ossessioni) che viviamo e contribuiamo inconsapevolmente a diffondere e a far lievitare riuscendo a stare sempre più male.

Ovviamente ogni caso di disagio nelle relazioni è soggettivo e allacciato alle infinite variabili messe in moto, coscientemente o meno, dai componenti della coppia. Ogni situazione è una situazione unica e a se stante, con una propria angolazione e come tale va vista e indagata per arrivare a sciogliere innanzitutto la percezione del dolore che ciò che “non sopportiamo” ci provoca.

La prima cosa da fare è dare sollievo al nostro cuore e alla nostra mente, poi si può affrontare il resto con forza e lucidità e indubbiamente la centratura di accedere alla soluzione più felice.

La vita è troppo breve per sprecarla in dolore, recriminazioni, paure o infelicità. E l’Amore merita davvero tutta la nostra attenzione, la nostra passione, la nostra gioia e il nostro piacere. In ogni senso.

Silvia Paola Mussini
Silvia Paola Mussini

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Causa effetto dell’amore nella coppia: forza e potenza… se mi sveglio

Ieri sera sono stata a cena con alcune amiche che non vedevo da tempo. E’ bello reincontrarsi e raccontarsi cose e fatti che il lavoro, la lontananza o le faccende quotidiane di ciascuna portano a perderne il filo del discorso e delle confidenze.

Io ho un carattere molto individualista da sempre sto molto bene da sola e non so se sia per affetto o per mancanza di chiacchiere free che le amiche tutte le volte si raccomandano di rivederci presto, mi sgridano dicendo che sono sempre troppo impegnata e mi fanno capire il loro piacere di stare con me.

Ne sono sempre molto grata ma mi sembra di capire che il loro affetto sia anche “interessato”… interessato alle visuali che ho verso me stessa, nei confronti degli altri, del mondo e delle relazioni. Al “perchè” io sono da molto tempo serena, molto più che spesso felice.

E mi rendo conto che questo stato dell’essere è una rarità.

 

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di benessere
quando gli sei vicino
Charles Bukowski

Oltre al piacere di abbracciare le mie amiche quello che, quasi ogni volta constato, è la mole di problemi che ognuno raccoglie strada facendo, e si trascina nella vita, condividendo quando può sperando in un comprensibile alleggerimento emotivo o almeno di averne una schiarita alle idee.

Mi stupisce come incredibilmente molte persone ricreino senza sosta in ogni qui e ora, ogni volta in modo differente, un carico di problematiche doloranti e a mio parere inutili.

Possibile “non essere mai a posto”? Possibile non riuscire a imparare – e mettere in pratica – che il centro della propria vita è “me” qualsiasi altra persona, cosa o situazione entri, ci sia o esca dalla mia esistenza?

Nel percorso di crescita comprendiamo molte dinamiche e anche con una certa fatica le riteniamo giuste e sensate ma spesso quando si parla di relazioni sentimentali saltano tutte le buone intenzioni e tutto torna teoria che a molti investe come un uragano.

Il risveglio spirituale o consapevolezza che dir si voglia, non va a compartimenti stagni, è un punto di vista che parte da se stessi, maturato sulla propria pelle, sull’intenzione che si ha di stare bene, concetto che si estende agli altri, che è un volere il bene con e nel Tutto.


Siamo un bel gruppo, ci conosciamo da tempo, donne mature, più o meno tutte della mia età, colte e sveglie – almeno ci pare 🙂 – che per passione o professione siamo in percorsi spirituali o di crescita personale si può dire da sempre. La cena, anche sdrammatizzando da parte di tutte, è stata dedicata a indagare, e a consolare, una delle 4 che innamorata da qualche tempo si crea enormi problemi, e domande, nel cercare di capire se il lui la ama, se è sincero e lineare – ovvero è fedele – come le assicura e dice.

Lei è una donna molto bella e intelligente, autonoma e indipendente e si rende benissimo conto dell’assurdità di passare l’esistenza di dolore in dolore, che sia per l’ex fidanzato tiranno, per il padre despota e castrante o per l’apprensione alla salute dei suoi tre cani che appena hanno una minima defaillance mettono in ansia il suo equilibrio e la sua vita. Per lei ogni situazione è “buona” per non stare mai bene, per preoccuparsi, per stazionare su rimuginazioni, elucubrazioni, problemi di qualsiasi tipo e genere.

Ovvio che non lo fa apposta, anzi, oltretutto è una docente in crescita aziendale per cui di cose ne sa, ne vede e ne corregge, con successo,  per professione. Ma tant’è…

I suoi racconti sono stati al limite del razionale, quasi inconsapevoli, lei sta (sceglie di stare) “dentro” la faccenda, avviluppata nel suo “delirio” interiore. Ha cercato, ogni volta che ha potuto avere la parola di raccontarci delle sue indagini sul fidanzato che a suo dire le istilla dubbi che lei somma alla sua preoccupazione, ai suoi ragionamenti fatti di paragoni e congetture in una sbalorditiva strada e tempo investito nel procurarsi dolore.

Il tempo dedicato a questi pensieri eccessivi, ossessivi e… inconcludenti è il peggior tempo investito che possiamo vivere nella nostra esistenza.

Il Potere che deleghiamo agli altri nel desiderare/pretendere il loro amore, la loro benevolenza, l’accettazione, l’aspettativa alla “fedeltà” (che non è solo un fatto fisico sessuale, a volte c’è la stessa situazione nelle amicizie o sul lavoro) è un campo che non dovremmo neppure considerare. Per il nostro bene, per la nostra energia che ci investe su ogni livello, per l’idea di “libertà” di cui ogni essere ha diritto e che nessuno può pensare di indirizzare o decidere. Questo, a mio parere, vale anche per le coppie conclamate in matrimoni o convivenze.

Chiunque, se vuole, fa ciò che desidera fare “giusto o sbagliato” che sia, e nessuno ha il diritto di vietarglielo o di perdere a causa di questo la propria serenità. Non è questo il punto. Il discorso è che io non posso essere costantemente “fuori centro” nell’investire energie e forza nel controllare che tutto vada come vorrei.

Ovvio che una coppia trasparente e coerente è la situazione amorosa ideale. La ricchezza interiore ed energetica che ci pervade quando siamo in una relazione appagante e chiara è il percorso ideale che sarebbe giusto tutti vivessimo, ma non tutti siamo uguali, e preziosi sono gli insegnamenti che ogni situazione ci porta per imparare a generare da noi la nostra pace e la nostra fiduciosa energia.

Qui e Ora, io sono il centro di me.

“Stare male” – vero o immaginato che sia – perchè le cose non vanno come vorremmo è il peggior atto di disamore che possiamo dare a noi stessi. E non riguarda “gli altri”, loro, gli altri, chiunque essi siano, hanno la responsabilità personale di ciò che fanno e di come si conducono, tanta quanta ne abbiamo noi stessi nei confronti della nostra felicità e del nostro potere.

 

Tra marito e amante: io chi e dove sono?

Una lettera di un’amica lettrice mi porta a fare alcune considerazioni tra l’amarsi, come punto di partenza e fulcro del nostro essere, e il lasciarsi travolgere da sentimenti, fatti e situazioni al di fuori di noi stessi.

E’ capitato a tutti, e sempre capiterà, è l’opportunità per una grande lezione: la creazione di un proprio centro di gravità permanente che non ci faccia sballottare dalla nostra mente che si perde nel dirige un’orchestra senza nessun maestro. Il maestro siamo noi che passo dopo passo dobbiamo accordare (dare al cuore) la sinfonia più adeguata nella piena realizzazione dell’armonia più sublime: essere felici sempre e comunque.

Cara Silvia sono arrivata ad un punto di ”confusione”…è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono forse per questo, mi sono ”infilata” nei ”guai”!!
Leggendo i vostri post, e spaziando anche in altre cose, inerenti la crescita spirituale mi è sorto un altro interrogativo, o forse appunto mi trovo davanti a qualcosa che non riesco a ”decifrare”…

Da quello che ho ”compreso” fino adesso, ma spaziando appunto tra un post e l’altro leggo anche di situazioni ”difficili” da sostenere, e che,ad esempio, faccio riferimento a un commento di una cantante, proprio su un tuo post che parla di un uomo, di cui lei era presa, ma quest’uomo non faceva altro che parlare di un’altra persona, alla fine lei si è stufata e lo ha mandato a ”benedire”…”quando ci vuole ci vuole”….


Ma al contempo, privi di giudizio, capire, comprendere pronti al perdono ma soprattutto appunto l’assenza di giudizio.
E qui,forse mi sento un pò ”persa” cioè concordo con l’assenza di giudizio ma ora non distinguo più il ”limite” tra quello che è ”accettabile” o meno, per un essere umano.

Ho capito,che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?

O è ”giusto” scendere a ”compromessi” perdonare e accettare l’altro a priori per quello che accettando il ”comunque” si comporta con noi?
La mia situazione, ormai la conosci, dentro di me sò cosa voglio, sono consapevole ma non mancano le paure, i rimorsi e i sensi di colpa (lo so che non servono a niente).

Con Ho-oponopono ho avuto il ”coraggio” di fare anche certi passi e sentirmi ”meglio” ma forse manco di ”costanza” e a volte di ”fiducia” voi siete splendidi, raggianti e trasmettete tanta solarità delle volte ho salito quella cima ma poi, delle circostanze, da cui ancora ”non mi libero” mi fanno ”ricadere”.

Il rapporto con mio marito è diventato ”amicale” ma solo da parte mia, lui vorrebbe che io gli andassi ”incontro” in altra maniera io non me la sento non sò come sentirmi in relazione a questo. Lui da parte sua, giustamente, mi ha detto di non riuscire più a starmi vicino, per cui vorrebbe andarsene ma la situazione economica al momento non ce lo consente.

Io ho ancora le mie paure legate alle ”stampelle” quando pensi che da solo non sei in grado di ”camminare”…e ti appoggi all’altro è anche vero che contestualmente si ha comunque ”bisogno” di un aiuto e finanziario e di gestione familiare in tutto. Ho il ”pensiero” delle mie bimbe, di non essere in grado da sola di occuparmi di loro e delle ”insicurezze” che mio marito stesso mi menziona.

Dall’altro canto, lo chiamo col suo nome ho un amante ma anche con lui non c’è una ”regolarità” o meglio questa persona, con cui appago il lato sentimentale e sessuale che comunque continuamente mi cambia versione delle cose.

Abbiamo sfiorato la ”realizzazione” quello in cui, anche io speravo uscire alla luce del sole, e andare a vivere sotto lo stesso tetto, non per ”mettere le catene” ma per vivere una relazione alla luce del sole, senza le paure di essere visti, e così via.

Ma poi, qualcosa si è ”bloccato” ho iniziato ad avere paura anche qui sono stata invasa dai dubbi perchè comunque questa persona non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine.

”Senza giudizio” lui appare immaturo, ancora giocarella, si appaga di sentirsi piacente, si dichiara pure infedele.
Capisco che non vuole ”’legami” a questo punto, però io purtroppo me ne sono ”innamorata” e in ogni caso, me ne sento attratta molto fisicamente. Ma ogni volta mi propina gelosie e infedeltà ma quello che davvero mi rende più ”difficile” il capire è proprio riferito ai ”segni”. Ogni qualvolta che chiedo all’Universo, inerente questa storia i ”segni” che ho sono ”di buon auspicio” ma a questo punto mi domando? Forse non sono in grado di discernere? O di interpretarli veramente…

Io sto cercando di essere felice, e di non farmi ”coinvolgere” da quello che mi turba ma quando ripetutamente una persona ha con te atteggiamenti contraddittori (mi ha detto di amarmi, ma che è infedele…). Il giorno prima, mi dice che non vede l’ora di fare l’amore con me il giorno che mi vede riparte con le… vorrei chiamarle in altro modo… ma non mi sembra educato….ma credo tu abbia capito!

Ho letto, e ora lo rifarò, il post in cui parli della sincronicità ma, appunto, questi segni che chiedo, lo faccio inerenti all’uomo di cui mi sono innamorata e per me sono un riscontro positivo ma se lui però continua a darmi messaggi contraddittori… sono io che non capisco?

Un’altra mia ”curiosità” è sulla questione ”anima” sempre viaggiando nel web, ho sentito dire e letto, di alcune persone che asseriscono, che se non realizziamo quello che l’anima veramente vuole, non c’è legge dell’attrazione che tenga e nemmeno i ”mantra” aiuterebbero in questo, tu che ne pensi?

Io penso che la FEDE possa smuovere davvero le montagne e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere, in riferimento a questo discorso, lo scrittore asserisce che l’anima non prenderà comunque mai il ”sopravvento” lasciando liberi nelle decisioni.

Daniela

Daniela cercherò di essere breve e crudele 🙂 abbiamo già affrontato più volte di questa situazione in stallo da molto tempo, troppo. Intanto esordisci con “è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono” e a fine lettera scrivi: “(…) e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere (…)”.

Ma secondo te chi si deve prendere la responsabilità del TUO percorso e della tua vita? Della tua gioia e della tua pace? Tuo marito, l’amante, io…?

Il tuo nick, che non riporto, rappresenta il modo con cui guardi ed esisti il mondo (e non è un caso): timorosa, fragile, disneyana, bisognosa di cure e protezione.

Sei in continuo e pieno marasma con oasi di pace in mezzo a milioni di pensieri e congetture. Tu vuoi tutto, ma vuoi che tutti ti diano tutto quello che ti serve, o ti sembra ti serva per “essere felice”, e realizzare la tua missione di nascita. Intanto una considerazione è che “la missione di nascita” è personale, la devi cercare tu in te stessa e mettere in atto. Gli altri sono specchi, collaboratori e mezzi per arrivarci, possibilmente tramite l’amore che è molto più vasto, possibilista e generoso di quello che pensiamo o speriamo.

Riguardo i “segni”… Se sono “veri” sono fluidi e portano con facilità a destinazione, ma non dove noi vogliamo arrivare (aspettative). Ho amiche che si fanno fare le carte e cambiano divinatore finchè non hanno il risultato che vogliono a cui si attaccano come piovre oppure guardano le “coincidenze” solo dal lato favorevole alle loro speranze e (quando ci sono aspettative) questo modo di agire permette loro di rimanere a crogiolarsi nella propria ossessione senza prendersi il 100% della responsabilità di se stesse.

Tu hai letto “Amore da conquistare e conquistare” dove mi apro a costo di scorticarmi, e sai di cosa parlo, e stai facendo un percorso di crescita ma finchè non metti prima te, e non quello che pensi di volere, attrarrai solo frustrazione, confusione e nodi da sciogliere. Che sono tue creazioni perchè li riannodi tu, giorno dopo giorno, per non fluire verso e con l’Amore per te.

Dici: “Ho capito, che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?” Dico io: “investiti?”. Ma tu dove sei? A fare da bersaglio a ciò che non vorresti?
E scrivi anche anche “(…) perchè cmq questa persona (il tuo amante) non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine” (io dico: ???)

Daniela la tua certezza, il tuo centro, la tua meta, il tuo Amore sei sempre e comunque TU! La Pace comincia da Te, come tutto il resto. Concludendo: decidi tu come vuoi stare e non cosa devono, dovrebbero fare gli altri per “assicurarti” una buona vita.
So che capisci il come e il perchè delle mie parole.

Ti abbraccio forte e ti auguro sempre il meglio.

per un San Valentino… scatenato !

In questi giorni mi è arrivata una lettera da un’amica di Facebook, e ne approfitto per celebrare San Valentino e fare alcune considerazioni sull’amore e sulle aspettative (e gli schemi e le memorie) che ognuno di noi ha per “tradizione” e consuetudine. Con ciò, riguardo al contenuto del messaggio che G. mi ha inviato, non c’è ovviamente giudizio o presa di posizione ma la constatazione data dalla mia esperienza in una relazione durata “una vita” e da quella di molte altre che amiche (o sessioni di  coaching) mi fanno conoscere spesso perdendosi disperatamente in mille perché.

Qui tiro delle conclusioni, in realtà di “concluso” non c’è mai nulla visto la meravigliosa e inarrestabile fluidità dell’esistenza, ma un opinione sul come guardare al mondo dei sentimenti con il giusto distacco ci possa aprire ad un universo di libertà interiore reciproca e a un Amore davvero senza limiti. Scateniamoci… togliamoci e togliamo agli altri le catene, sperimenteremo e condivideremo la vera Gioia nel rapporto, nella relazione, nella coppia, nella vita. La Pace comincia da me.

Mi dispiace, ti prego perdonami,ti ringrazio, ti voglio molto  bene. Se ti fa piacere puoi rispondere ad una mia domanda? Ho incontrato il grande amore circa 20 anni fa, ci siamo sposati e abbiamo 1 figlio di 15 anni. L’anno scorso ho proposto a mio marito un percorso di consapevolezza (psicoterapia di coppia) perche’ negli ultimi 5 anni eravamo un’ po’ sulle sabbie mobili. Io amo la vita sono felice e libera nella testa, lui no. Desideravo che aprisse gli occhi per amare tutto quello che lo circonda, desideravo che mi amasse. In sintesi il risultato e’ stato: io ci risposiamo? Lui no, ci separiamo?

Io Amo, lui no. Domanda: che si fa, dove metto tanto amore?

Come si puo’ non esser amati se si ama? Cara Silvia sento che la tua risposta mi aiutera’ ti ringrazio di cuore, ti amo
G.

G…. mi chiedi una cosa che io non posso sapere…

La mia storia, come hai letto è stata che io, dopo 20 anni di matrimonio, sono cambiata e ho dovuto scegliere per il mio “equilibrio” mentale di riappropriarmi di me stessa, ma l’amore “non c’entra” o meglio c’entra l’Amore.

Nel senso che io amo ancora immensamente il mio ex marito (forse adesso più che mai) ma non ero più allineata con le “esigenze” che aveva lui, con la sua idea di relazione. Come dice il Tao, tutto è in costante movimento, evolve e si trasforma.

Dopo tanto tempo (7anni) vedo che anche lui sta benissimo, ha riconsiderato cose “sue” (e non dico in relazione ad altri rapporti) ma il “legame” che c’era in un certo senso limitava anche lui.

Ora so (sappiamo) che l’amore è davvero volere il bene dell’amato, anche favorire la sua libertà se questo per lui/lei è importante. Non finisce niente, finiscono solo certi nostri schemi.

Sarebbe un discorso lungo o forse davvero così breve. Ognuno di noi si deve domandare le ragioni e i “bisogni” che ha nei confronti dell’altro. E vivere giorno per giorno senza imporsi, senza preconcetti e senza paure  ma fluendo con i cambiamenti che la vita ci porta. Ti abbraccio forte, e credi in te.
Silvia Paola

AMORE da conquistare e con cui stare








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