Coppia Felice.

Chi vuol esser lieto sia perchè l’Amore è sconfinato

Ieri sul nostro gruppo Josaya di Facebook “Legge di attrazione & Ho-oponopono” (bel gruppo affollato, oltre 25.000 iscritti), nel quale si posta e si discute di tutto e di più con interessanti fuori tema pertanto evviva la libertà finchè è etica e costruttiva, Francesco B. ha pubblicato questa affermazione:

“Vorrei che tutti stampassero in testa queste parole: quando una persona tiene a voi vi cercherà in qualsiasi modo. ..non esisteranno scuse del lavoro, degli impegni e cavolate varie! Quindi smettiamola di essere ipocriti e non assecondiamo chi vuole giustificarsi con scuse che non reggono!”

Le considerazioni sono ancora in atto e attualmente oltre 60 le condivisioni, oltre 350 i mi piace e tantissimi i commenti, ne riporto alcuni per riflettere insieme:

“Poco piu’ di un mese fa mi e’ proprio successo di avere a che fare con una persona che si e’ nascosto dietro la scusa del non tempo… del lavoro… di una crisi personale! e mi fa sempre molto arrabbiare questa balla gigante perchè offende la mia intelligenza e la mia sensibilità!! Ste persone vanno a intermittenza..! Che delusione incontrarle! Credo anche io che bisogna scegliere persone belle … belle dentro che abbiano voglia di donare e donarsi!” Chiara M.

Piera B.: “Hai ragione! Dobbiamo alimentarci di amore e sentimenti puri e sinceri. I falsi affetti ostacolano la nostra crescita “sana” e genuina!!!

Lorena A.: “Eh già…. trovano tempo per tutto e poi ti dicono che non hanno tempo…. mi dispiace ti prego perdonami grazie ti amooo… mi assumo la responsabilità al 100% quello che e in voi e in me….”

Lia M.: “Verissimo ragazzi! È proprio per questo è un bel po’ che sto sola soletta, ma meglio sola che solo per metà accompagnata!!!!”

Teresa G.: “Concordo con te siamo noi per primi che dobbiamo pretendere persone migliori vicino a noi !!!”

Beate Z.: “Anch’io sono d’accordo …. Anche se spesso sento la solitudine che si fa strada. Specialmente durante il fine settimana … Mi dispiace, perdonami …”

Simonetta P.: “Fatto …anche se sono morta dentro un anno fa ho “eliminato” chi aveva un po’ troppe “scuse ” e piano piano guarirò anche se fa tuttora un male cane!”

Lydia J. N.: “È vero semplicemente! Giustificare chi gioca con i nostri sentimenti la vedo come una mancanza di autostima! Però Siamo tutti un po’ egoisti e a volte, inconsapevolmente, giochiamo con i sentimenti degli altri, forse perché dovremmo imparare a stare da soli per comprendere prima di tutto noi stessi…”

Nausikaa K.: “Quanto sono vere queste parole e lo sappiamo tutti !!!! Ma il cuore non va allo stesso passo con cervello gli piacciono i SE i MA, insomma trova sempre una scusa quando non vuole ammettere l’evidente!”

Sandra B.: “Ho capito, a leggere tutti questi commenti mi convinco sempre più che é meglio lasciare nel nascere. ………ognuno di noi si merita il meglio…..questo non é il mio meglio.”

Edy B. S.: “Anche perché io tengo a mente questo :
Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo.!!!!!! Se ti tradisce….. è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che…ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.
E Tu, Tu di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. ……Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo!!”

Sabrina C.: “Edy sei grande hai espresso chiaramente il concetto purtroppo è quello che sta capitando a me dopo mesi di giustificazione ora ho la certezza che di me non gliene frega niente non gliene è mai fregato niente mentre io aspettavo un qualsiasi gesto ma ora basta io voglio di più… grazie ancora.”

Daniela B.: “Complimenti Edy…hai descritto così bene la realtà che molti di noi hanno vissuto in prima persona.
L’importante é aver capito la lezione di vita e metterla in pratica ogni giorno.
Ognuno di noi merita rispetto.”

 

E sempre ieri rientrando in auto con Sandro da una settimana trascorsa in Liguria, ho riascoltato dopo ‘secoli’ l’emozionante “Piccolo uomo” dell’indimenticabilmente malinconica (ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie) Mia Martini.

E proprio ri ascoltandola mi sono resa conto quanto, eoni fa, mi risuonasse naturale questa lacerante parte di dolore sperimentata visceralmente in più di una relazione, all’interno di quella remota dimensione pressochè inconsapevole, ossia quando ero perennemente in balia delle mie violente emozioni e sensazioni.

Quindi posso immaginare, e lo constato nei miei coaching  ma anche nella media dei rapporti, quanto questo vivere nel dolore sia sempre un ‘naturale’ e largamente utilizzato costume umano. Una modalità di afflizione che ancora risuona in eserciti di persone che si trovano in un amore in bilico e soprattutto che si intendono loro stessi come cuori persi ai margini di un dirupo (mentre all’altro, il soggetto del proprio desiderio, scelgono di dare molta più responsabilità e potere di quello che credono e vogliono avere per sè).

E ieri, con orecchie nuove di qualche decennio, ho capito come ‘non a caso’ il geniale paroliere abbia utilizzato i termini ‘piccolo uomo e piccola donna’, ed è facile ormai comprendere il perchè, o meglio come la mia interpretazione attuale è e sarebbe adesso completamente diversa.

Certo è che vivere appassionatamente ogni incontro è giusto, soprattutto quando gli ormoni ribollono in una fascia di età durante la quale la Natura ha stabilito che l’ardente passione sia necessaria all’evoluzione della specie. Perchè alla natura, l’istinto, non importa del nostro cuore e dei nostri malesseri emotivi, di quelli dobbiamo averne sempre cura noi, ma solo come farci incontrare e possibilmente proliferare con altri esseri, mettendo in moto il meraviglioso strumento/corpo che nell’umano è collegato a tutti gli altri sensi, talvolta anche alla testa, intesa come consapevolezza.

Ma, strada facendo, abbiamo l’opportunità di imparare anche il ruolo dell’osservatore, di dar vita e autonomia a quella parte di noi che esiste ogni sentimento e ogni sensazione in posizione corretta nell’accogliere e nel donare Amore.

Perchè comunque se ancora vogliamo evolvere, almeno nel pensiero, a ‘destabilizzarci’ ci sono visioni anche differenti, più radicali, ampie e infinite, come quella di Paolo Barnard. Che possono essere discutibili dalla nostra ‘morale’, quella scomoda faccenda acquisita dalle regole sociali (più o meno imposte) che copre la nostra immensa paura d’essere Esseri totali in totale Amore incondizionato:

Amore

“Quanti cieli ha un falco libero? Infiniti. Quanti mari ha un delfino libero? Non si contano. Quanti amori può vivere un cuore libero? Tanti.

L’umanità ha messo lacci alle zampe dei falchi, paraocchi neri, e li ha costretti a un solo ripetitivo volo, egoistico, per soddisfare la bramosità predatoria dell’uomo.

L’umanità ha chiuso i delfini in vasche, li ha costretti a ripetitivi balli clowneschi, per soddisfare la meschina emozionalità dell’uomo.

L’umanità ha costretto i cuori a un solo amore secondo la leggenda della fedeltà, per soddisfare la bramosia del possesso dell’uomo.
Tutto questo è mostruoso.

Pensateci. Oggi, e da sempre, la persona che vorrebbe donare il suo cuore d’amore a più di un singolo essere umano; che vorrebbe col suo cuore far sorridere, piangere di gioia, salvare, emozionare, proteggere, baciare, rendere felice più di un singolo essere umano, è chiamata bastarda, bastardo… un traditore, una traditrice… fedifrago, fedifraga… puttana, puttaniere. Il suo crimine è amare più di un cuore. Il suo crimine è saper rendere felici più di una singola persona.

Abbiamo reso l’amare tanto, tanti, un crimine.

No, l’umanità vuole un cuore coi lacci, chiuso in vasca, solo, a tu per tu con un unico altro cuore, sempre e per sempre, e tutti gli altri cuori, tutti gli altri cieli, tutti gli altri mari saranno dietro un muro di piombo, filo spinato, lame mortali, eretti contro le bastarde, i bastardi… i traditori, le traditrici… i fedifraghi, le fedifraghe… le puttane, i puttanieri, che amano tanto e tanti.

Abbiamo reso l’amare tanto e l’amare tanti un crimine, odiato, vilipeso, condannato. E crediamo di saper amare… “Amore mi sei fedele?” “Certo tesoro!”… E invece siete due mostri al di qua di un orrendo muro di piombo. Amare in un’unica direzione non può mai essere un giuramento, solo una scelta, e chi non la condivide non merita la crocifissione al muro di piombo. Mostri.
Al di là di esso sono i cieli, i mari, gli amori. Ma lì non vive quasi nessuno di noi.
Siamo mostri che hanno resto l’amare tanto, tanti, un crimine.”

 

Quindi ognuno di noi ha il non sempre semplice compito, ma anche la piena facoltà di decidere, chi e come essere in ogni momento della propria esistenza, possibilmente in profonda sincerità con se stesso e con tutti gli esseri con i quali si sta relazionando

Per concludere queste considerazioni a tutto raggio, ecco le parole di ‘Ti troverò’ – 1986 – di Andrea Mingardi (Premio Lunezia alla Carriera 2014) perchè a mio parere è la più bella canzone, parole e musica, sul tema, e anche perchè in rete il testo non si trova da nessuna parte.

L’autore canta e racconta il sentimento di un cuore attento alla propria ricerca d’Amore, e lo fa con quelle parole e quel desiderio che il cuore di ognuno di noi ha già autonomamente pensato, maschi o femmine che si sia. Perchè per quanto sembrino principalmente le donne quelle sempre dolorantemente tese verso una storia appagante, Amare è l’anelito di ogni individuo che cammina questo straordinario Viaggio, che alla fine, ma pure all’inizio, è l’unica cosa che conta.

 

Ti troverò – Andrea Mingardi

Ti troverò
dovessi metterci una vita
ormai è quasi una partita
solo tra me e il destino.

E 1000 storie non fanno neanche un vero amore
conosco già questo sapore amaro, tra noi è già finita.

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò.

Ti troverò in fondo non ho rinunciato
e chi si è poi accontentato
ora invidia un Amore.

Restare soli è meglio che buttarsi via
tanto ormai so cosa sia
una barca senza il molo.

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ma, chissà dove sei, e poi se mi vuoi

Dovessi metterci una vita

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò

Dovessi metterci una vita…

“Ti troverò” è contenuta anche nel cd “Sogno” (1993) altra perla finalmente premiata qualche giorno fa con il premio Lunezia 2014, con la Menzione Speciale al Valore Musical-Letterario.

Silvia Paola Mussini

La Forza dell’Amore

Il vero Spirito del Natale alberga nel tuo cuore

“Viaggiare è il mio peccato” scriveva Agatha Christie. Ed il nostro Viaggio è anche la faccenda più eccitante che ci sia, fuori e dentro di noi. Siamo alla continua ricerca di emozioni, di sensazioni, di motivazioni e di entusiasmo con cui rigenerare e rinnovare il nostro curioso, assetato e complesso Corpo Mente Spirito.

Tutto ciò che facciamo, pensiamo e inseguiamo serve essenzialmente ad agganciarci alla Forza vitale che il carburante Amore, in ogni sua declinazione, ci offre. Perchè siamo esseri che si accendono solo tramite l’Amore anche quando questo sentimento sembra lontano anni luce dalla sostanza delle nostre aspirazioni.

Per certo non potremmo vivere in solitudine, anche l’essere più individualista ha bisogno di reciprocità per ottenere e mantenere quest’energia necessaria alla propria sopravvivenza, attingendo e scambiandola con e attraverso altri o altro.

E quindi ci sono personalità orientate alla passionalità fisico emotiva, spesso le donne, mentre, generalizzando, gli uomini sono maggiormente stimolati dall’ambizione e dalla riuscita professionale. Per quanto possano sembrare mire opposte l’obiettivo è sempre una necessità del ‘nutrimento Amore’ nelle sue infinite sfaccettature.

Il succo di tutto il nostro ‘cercare soddisfazione’ è la creazione di un allaccio costante alla Fonte Vitale perchè anche quando non riusciamo ad armonizzare il nostro agire, e soprattutto non riusciamo a comprendere/accettare quello altrui, sappiamo per istinto che senza Amore non c’è vita, e che l’opposto di questa condizione è inevitabilmente la morte.

E’ una semplificazione che può sembrare ingenua ma senza entrare nella considerazione che in realtà la “vita”, come la intendiamo su questo piano non finisce qui, l’ideale è riuscire ad indirizzarci verso l’atteggiamento più corretto e produttivo, per allinearci all’energia di Vita Amore, in qualsiasi forma siamo predisposti a nutrircene.

Un ostacolo potrebbe diventare l’ego, porzione fondamentale di ogni essere umano, con il quale dobbiamo riuscire a stringere una perpetua alleanza senza cedere troppo alle sue lusinghe prepotenti, parziali e sostanzialmente ‘predatorie’.

Non è difficile come sembra, anche se questo stato necessita di continua attenzione, amorevolezza e pulizia. Quando stabiliamo una costante connessione al nostro Sè Superiore automaticamente riusciamo a sentire il coro dei nostri tre Sè, in armonioso rispetto dei ruoli, nell’intento del meglio per noi e per tutto ciò che sperimentiamo.

alleanza con l'ego

L’ego è quel personaggio in noi che ci mette urgenza, che ci confonde le idee, che ce la racconta dalla parte del “bisogno”, della competizione o della bramosia, che ci fa muovere come opportunisti impauriti di perdere il treno del momento, disposti a guardare ciò che ci circonda come un mezzo per trionfare più che come un fine in favore dell’armonia del Tutto.

L’ego vorrebbe condurre la nostra esperienza terrestre con suoi ragionamenti presuntuosi che perlopiù stanno dalla parte opposta dell’anima e del cuore. O almeno ci prova attraverso suadenti auto giustificazioni costi quel che costi, se gli lasciamo carta bianca.

E qui cominciano i guai perchè esso è così abile, calcolatore e convincente che riesce a primeggiare sulla visione d’insieme dell’Uno che siamo, quel sacro Corpo Mente Spirito che ha la missione di evolvere in proporzionata e amorevole cooperazione.

E quindi molto spesso quando desideriamo qualcosa o qualcuno, diventiamo prede del pensiero ossessivo verso quell’obiettivo, o quella persona, che vorremmo possedere quanto prima alle nostre condizioni, smania da cui ci lasciamo riempire come un’idea fissa e dominante.

E così ci sembra normale soffrire, perchè scegliamo di vivere nella zona della mancanza, perchè abbiamo la sensazione che ciò che c’è (quello che siamo e quello che abbiamo adesso) ‘non sia sufficiente per essere completamente felici’. Un’interpretazione distorta di quell’energia positiva di Amore che genera qualsiasi situazione che ci stimola, che ci scalda e che ci piace visceralmente.

amore

Appena impariamo ad utilizzare quell’energia di piacere (che è Amore) per auto alimentarci senza l’esigenza del ‘possesso’ tutto prende luce, noi per primi, e possiamo istantaneamente trasmettere questa vibrazione di gioia in un flusso d’Amore senza confini. Diventiamo immediatamente quel battito del cosmo al quale dobbiamo necessariamente accordarci per essere vivi, coerenti e liberi davvero dalle nostre ossessioni, per poter felicemente godere di ogni nostro qui e ora.

Quindi anche il solo pensiero, che quella persona che ci piace così tanto ‘esiste’, se fluiamo in Amore e  gratitudine, già ci riempirà di gioia soddisfacendo istantaneamente tutte le nostre cellule. E anche quell’obiettivo ambizioso che ‘vorremmo a tutti i costi’, che sia un sogno, un lavoro o quel che ci preme, diventerà anch’esso una luce che ci attrarrà creativamente nella sua orbita e non più una fiamma che brucia e può far male finchè non lo raggiungiamo, finchè non lo possediamo.

Quello che è nato per noi, perchè sia nostra esperienza diretta, ci arriva sempre, soprattutto se manteniamo calma e centratura, ma quando o come non sta a noi deciderlo o forzarlo, neppure nella nostra mente. Perchè è proprio la mente tramite l’ego che fa i peggiori pasticci creando pretesa, mancanza e separazione.

A noi sta semplicemente imparare, allenandoci giorno per giorno, a godere di ogni scintilla dell’adesso trasmutando gli assilli e le urgenze in gratitudine, nutrimento, gioia e piacere, sempre e comunque. E ciò che ci spetta avrà finalmente campo libero di raggiungerci nel momento perfetto.

E’ questo il mio augurio per te, per me, per noi tutti. Buon Natale, adesso.

יֹיֹזָ

La coppia felice nasce dal singolo felice

“Conosco un paio di coppie che funzionano. Ma funzionano sul serio, nel senso che vedi due persone felici, che condividono tutto, dalle preoccupazioni per il conto in banca al tovagliolo a tavola, pur mantenendo le rispettive identità, amicizie, passioni.

Sono persone che vedi felici anche quando l’altro non c’è, perché sono risolte e piene anche nei giorni d’assenza. Persone che si amano e che ridono molto, che vivono una vita insieme continuando a tifare l’uno per la vita dell’altro. Che non si sentono monche se l’altro non c’è, ma con un braccio in più se l’altro c’è.

Io la felicità l’ho vista lì.

danzo con te

Il resto, ossessioni, ansie, struggimenti, sono robe che hanno a che fare con l’affanno. E l’amore felice non s’affanna. L’amore felice respira lentamente, a pieni polmoni. Avrei dovuto capirlo, quando mi credevo felice col fiato corto”.

Selvaggia Lucarelli

 

 

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Abbracciamo l’Amore

Tanti anni fa, circa 25, partecipai al seminario “Puoi guarire la tua vita” tenuto da docenti italiani che erano stati formati direttamente da Louise Hay. Adesso sono cose risapute ma all’epoca ero ancora in uno stato di involuzione e la ricordo come un’esperienza di grande apertura. Un passaggio complesso fu quello di imparare ad abbracciare “con la pancia”. Molti degli allenamenti preliminari furono dedicati a prendere confidenza con se stessi, esercizi personali allo specchio alternati ad altri con i compagni del corso, e passo dopo passo ci siamo ritrovati sempre più intimi nelle confidenze e nelle condivisioni.

La maggior parte di noi ha dovuto mollare molte riserve quando il secondo giorno abbiamo iniziato prima, durante e dopo ogni esercizio, a donarci dei lunghissimi abbracci con la persona con la quale interagivamo. Ad ogni esercizio si cambiava compagno – era un gruppo misto, in prevalenza donne pertanto molto importante fu lo scambio tra femmine – ed era sostanzialmente vietato rimanere con lo stesso partner per lo step seguente. Quindi in quei 3 giorni ci siamo comunque conosciuti abbastanza profondamente tutti.

 

 

Dal timore iniziale, anche solo di dire a voce alta il proprio nome e il motivo della scelta di quel corso ci siamo trovati al termine di quel bel week end pieni di entusiasmo e quasi più che fratelli. Questo accade ad ogni workshop o seminario che abbia l’intenzione anche di oltrepassare quelle barriere fisiche che noi umani abitualmente costruiamo e in cui dimoriamo la maggior parte del tempo.

Questo fine settimana a Modena ho partecipato insieme ai miei soci Josaya, ad un evento splendido, Il Cerchio della Vita e mi sono resa conto una volta di più di quante persone che, pur essendo immerse in un percorso di condivisione, e che magari lo insegnano, hanno un reale disagio nell’abbracciare i propri simili. Di abbracciarli veramente intendo.

Socialmente siamo abituati come prassi a tenere le distanze, agiamo “in difesa” e in modo razionale, intimoriti di dare quella confidenza che potrebbe essere scambiata per un’intimità difficile da gestire. Spesso anche dagli amici si ricevono quelli che definisco “abbracci di testa” attuati con la volontà del dover/voler farlo ma in velocità, sbrigativamente e frettolosamente, senza quella sensazione di abbandono, di tempo amorevole che è sempre bello dare e ricevere. C’è una sorta di paura o disagio che tiene gli esseri distanti e solo in caso di eventi eccezionali (come le giornate degli abbracci, note come “free hugs“) o momenti pericolosi (come durante un terremoto o un incidente) riusciamo a vederci come quel TuttoUno di cui spesso parliamo e “pensiamo” (con la testa) sia l’umanità intera.

 

 

In questo week end ho abbracciato molte persone, mi piace farlo, e mi piace ricevere abbracci veri ed è sempre interessante “sentire” e guardare come gli esseri si abbracciano.

Apprezzo il coraggio di chi lo fa visceralmente, di chi si da, di chi lo fa con la pancia o ci prova almeno per qualche attimo. Che vuol dire mettere a contatto davvero “le pance” e non solo le braccia o le spalle.

Certo non è facile farlo “a freddo”, con chi non si conosce o per quel tempo giusto che non è troppo e non è poco, che poi è un accordo che devono decidere i corpi che si stanno salutando a seconda di cosa sentono e scoprono reciprocamente. Ci vuole allenamento a trovare in questa pratica quell’attimo di piacere assoluto che è lo stabilire il “contatto” che sta tra pancia e braccia, il contatto anche dei cuori.

 

Allenamento (al contatto, al passare dalla mente al cuore), comprensione (che la persona che sto abbracciando ne ha bisogno/piacere umanamente quanto me), abbandono (del razionale, della paura, dei preconcetti) e fiducia (che non sono in pericolo, anzi), mentre si riesce a “vedere” l’altro semplicemente come parte di quel prezioso e delicato “siamo Uno” che in realtà siamo sempre e non solo durante le recite o le catastrofi.

L’Amore è un’unione di libertà

Coppia felice, coppia infelice, relazione giusta o sbagliata, pregiudizi, felicità, passione, disperazioni, obblighi, libertà, catene, gelosie, tradimenti, ricatti, separazioni, lotte e battaglie.  Ma c’entrano qualcosa tutte queste definizioni schematiche e talvolta traballanti con l’Amore?

Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un’azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.
da wikipedia


I momenti di riflessione per noi umani, e senza essere settari magari non solo per noi umani, sono continui. Riflessione intesa sia come analisi del pensiero che come il continuo specchiarsi in altri esseri, situazioni e momenti, tutte esperienze che paiono impalpabili ma sono decisamente più che concrete. E diventano noi.

A due giorni dalla data più temuta ma anche più desiderata dall’intero pianeta per l’opportunità evolutiva, almeno da parte di quelli che sanno qualcosa dei Maya e soprattutto del loro Calendario, qualche riflessione in più la si fa.

Ormai giunti davanti a un momento così risonante a livello planetario non si può che essere invasi dolcemente da una disposizione d’animo di completo amore e comprensione.
Per tutto e per tutti. Potrebbe accadere di tutto e perchè ragionare ancora con le piccole miserie che a volte contraddistinguono quasi tutti gli umani, perlopiù quelli infelici (ovvero bloccati, bisognosi, risentiti, addolorati, rigidi, disperati, vendicativi in una parola impauriti) tra l’altro?

Io sono sempre più serena, e ringrazio il TuttoUno ben più intelligente di me, ritengo che tutto ciò che verrà sarà perfetto, sarà la giusta situazione per l’intero Sistema che è entrato da tempo in un’epoca Nuova, e come tali dovrebbero essere ora i nostri pensieri e i nostri sentimenti.

Nuovi come puliti, sinceri, attenti e coerenti nell’adesso del mente/cuore. E Nuovi noi, nel percepire il sottile, che non vuol dire stare misticamente rapiti in una qualche vetta dell’Io a mugolare canti sacri. Nuovi come allineati al Ritmo della Natura in evoluzione che è ben di più che stare o abitare in campagna anche se quell’ambiente sempre può facilitare la messa a punto della nostra armonia (e contemporaneamente disperare la mente dei cittadini abituati a presunte comodità che spesso neppure utilizzano).

Tutto è uno stato mentale prima che oggettivo, i pensieri creano cose e tutto il mondo che poi sperimentiamo.

Dobbiamo essere nuovi con una mente nuova, un’immaginazione nuova, una creatività nuova e un’Intenzione Nuova.

Cominciare dall’essere a noi più vicino e importante per creare il Nuovo Mondo è una grande idea, cioè esattamente dal “dentro di noi”, partendo semplicemente da noi stessi e poi parallelamente dalle/alle nostre relazioni.

Pertanto “ama il prossimo tuo come te stesso”, sì ammesso che sappiamo finalmente amare profondamente noi stessi; “fai al tuo prossimo quello che vorresti fosse fatto a te” assolutamente sì quando sappiamo abitualmente trattarci con pazienza, comprensione e affetto; “sii generoso, flessibile e abbi una visuale ampia” che vuol semplicemente dire “lascia agli altri la loro libertà, il loro spazio, la loro porzione di sperimentazione”, esattamente quella che vorremmo, e vogliamo, per noi.

Più che “dare” la generosità è non prendere o pretendere ciò che non è nostro. Questo è valido anche nei confronti dei bambini e una palestra straordinaria sono i propri figli, a qualsiasi età.

Coltiviamo quella zona personale di ossigeno che è sorgente di vitalità, creatività ed è necessaria per qualsiasi essere umano, per la sua personale gioia e per la propria salute.
Quell”ambiente che porta tutto in armonia e diventa la sostanza della vibrazione da condividere e ci consente di con moltiplicarne all’infinito.

Amare è libertà, questa è la più grande forma di generosità che possiamo offrire, e dobbiamo ottenere, in una relazione che possa considerarsi sana, viva e longeva.

Essere esseri liberi e concedere libertà ha un significato personale e concordato all’interno della coppia, dove le regole sono stabilite esclusivamente dai partner ed elasticamente riformulate con l’obiettivo di condividere amore incondizionato, cioè “senza condizioni” (come impongono invece i contratti, le aspettative, gli obblighi, i ricatti sentimentali).

Io non ho formule da dare, sì certo posso accompagnarti a trovare la tua migliore modalità, perchè ognuno deve trovare la propria, ma, la definizione che più amo dell’Amore è lo slogan di questo blog dedicato alle relazioni, tre quarti è di Osho con una mia piccola aggiunta:

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo.

L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.

Qualcuno che i rende un Cerchio perfetto.
La presenza dell’altro rinforza la tua presenza.
L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere

il Bene dell’amato almeno quanto il proprio.

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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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