Coppia Felice.

La Forza dell’Amore

Il vero Spirito del Natale alberga nel tuo cuore

“Viaggiare è il mio peccato” scriveva Agatha Christie. Ed il nostro Viaggio è anche la faccenda più eccitante che ci sia, fuori e dentro di noi. Siamo alla continua ricerca di emozioni, di sensazioni, di motivazioni e di entusiasmo con cui rigenerare e rinnovare il nostro curioso, assetato e complesso Corpo Mente Spirito.

Tutto ciò che facciamo, pensiamo e inseguiamo serve essenzialmente ad agganciarci alla Forza vitale che il carburante Amore, in ogni sua declinazione, ci offre. Perchè siamo esseri che si accendono solo tramite l’Amore anche quando questo sentimento sembra lontano anni luce dalla sostanza delle nostre aspirazioni.

Per certo non potremmo vivere in solitudine, anche l’essere più individualista ha bisogno di reciprocità per ottenere e mantenere quest’energia necessaria alla propria sopravvivenza, attingendo e scambiandola con e attraverso altri o altro.

E quindi ci sono personalità orientate alla passionalità fisico emotiva, spesso le donne, mentre, generalizzando, gli uomini sono maggiormente stimolati dall’ambizione e dalla riuscita professionale. Per quanto possano sembrare mire opposte l’obiettivo è sempre una necessità del ‘nutrimento Amore’ nelle sue infinite sfaccettature.

Il succo di tutto il nostro ‘cercare soddisfazione’ è la creazione di un allaccio costante alla Fonte Vitale perchè anche quando non riusciamo ad armonizzare il nostro agire, e soprattutto non riusciamo a comprendere/accettare quello altrui, sappiamo per istinto che senza Amore non c’è vita, e che l’opposto di questa condizione è inevitabilmente la morte.

E’ una semplificazione che può sembrare ingenua ma senza entrare nella considerazione che in realtà la “vita”, come la intendiamo su questo piano non finisce qui, l’ideale è riuscire ad indirizzarci verso l’atteggiamento più corretto e produttivo, per allinearci all’energia di Vita Amore, in qualsiasi forma siamo predisposti a nutrircene.

Un ostacolo potrebbe diventare l’ego, porzione fondamentale di ogni essere umano, con il quale dobbiamo riuscire a stringere una perpetua alleanza senza cedere troppo alle sue lusinghe prepotenti, parziali e sostanzialmente ‘predatorie’.

Non è difficile come sembra, anche se questo stato necessita di continua attenzione, amorevolezza e pulizia. Quando stabiliamo una costante connessione al nostro Sè Superiore automaticamente riusciamo a sentire il coro dei nostri tre Sè, in armonioso rispetto dei ruoli, nell’intento del meglio per noi e per tutto ciò che sperimentiamo.

alleanza con l'ego

L’ego è quel personaggio in noi che ci mette urgenza, che ci confonde le idee, che ce la racconta dalla parte del “bisogno”, della competizione o della bramosia, che ci fa muovere come opportunisti impauriti di perdere il treno del momento, disposti a guardare ciò che ci circonda come un mezzo per trionfare più che come un fine in favore dell’armonia del Tutto.

L’ego vorrebbe condurre la nostra esperienza terrestre con suoi ragionamenti presuntuosi che perlopiù stanno dalla parte opposta dell’anima e del cuore. O almeno ci prova attraverso suadenti auto giustificazioni costi quel che costi, se gli lasciamo carta bianca.

E qui cominciano i guai perchè esso è così abile, calcolatore e convincente che riesce a primeggiare sulla visione d’insieme dell’Uno che siamo, quel sacro Corpo Mente Spirito che ha la missione di evolvere in proporzionata e amorevole cooperazione.

E quindi molto spesso quando desideriamo qualcosa o qualcuno, diventiamo prede del pensiero ossessivo verso quell’obiettivo, o quella persona, che vorremmo possedere quanto prima alle nostre condizioni, smania da cui ci lasciamo riempire come un’idea fissa e dominante.

E così ci sembra normale soffrire, perchè scegliamo di vivere nella zona della mancanza, perchè abbiamo la sensazione che ciò che c’è (quello che siamo e quello che abbiamo adesso) ‘non sia sufficiente per essere completamente felici’. Un’interpretazione distorta di quell’energia positiva di Amore che genera qualsiasi situazione che ci stimola, che ci scalda e che ci piace visceralmente.

amore

Appena impariamo ad utilizzare quell’energia di piacere (che è Amore) per auto alimentarci senza l’esigenza del ‘possesso’ tutto prende luce, noi per primi, e possiamo istantaneamente trasmettere questa vibrazione di gioia in un flusso d’Amore senza confini. Diventiamo immediatamente quel battito del cosmo al quale dobbiamo necessariamente accordarci per essere vivi, coerenti e liberi davvero dalle nostre ossessioni, per poter felicemente godere di ogni nostro qui e ora.

Quindi anche il solo pensiero, che quella persona che ci piace così tanto ‘esiste’, se fluiamo in Amore e  gratitudine, già ci riempirà di gioia soddisfacendo istantaneamente tutte le nostre cellule. E anche quell’obiettivo ambizioso che ‘vorremmo a tutti i costi’, che sia un sogno, un lavoro o quel che ci preme, diventerà anch’esso una luce che ci attrarrà creativamente nella sua orbita e non più una fiamma che brucia e può far male finchè non lo raggiungiamo, finchè non lo possediamo.

Quello che è nato per noi, perchè sia nostra esperienza diretta, ci arriva sempre, soprattutto se manteniamo calma e centratura, ma quando o come non sta a noi deciderlo o forzarlo, neppure nella nostra mente. Perchè è proprio la mente tramite l’ego che fa i peggiori pasticci creando pretesa, mancanza e separazione.

A noi sta semplicemente imparare, allenandoci giorno per giorno, a godere di ogni scintilla dell’adesso trasmutando gli assilli e le urgenze in gratitudine, nutrimento, gioia e piacere, sempre e comunque. E ciò che ci spetta avrà finalmente campo libero di raggiungerci nel momento perfetto.

E’ questo il mio augurio per te, per me, per noi tutti. Buon Natale, adesso.

יֹיֹזָ

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La coppia felice nasce dal singolo felice

“Conosco un paio di coppie che funzionano. Ma funzionano sul serio, nel senso che vedi due persone felici, che condividono tutto, dalle preoccupazioni per il conto in banca al tovagliolo a tavola, pur mantenendo le rispettive identità, amicizie, passioni.

Sono persone che vedi felici anche quando l’altro non c’è, perché sono risolte e piene anche nei giorni d’assenza. Persone che si amano e che ridono molto, che vivono una vita insieme continuando a tifare l’uno per la vita dell’altro. Che non si sentono monche se l’altro non c’è, ma con un braccio in più se l’altro c’è.

Io la felicità l’ho vista lì.

danzo con te

Il resto, ossessioni, ansie, struggimenti, sono robe che hanno a che fare con l’affanno. E l’amore felice non s’affanna. L’amore felice respira lentamente, a pieni polmoni. Avrei dovuto capirlo, quando mi credevo felice col fiato corto”.

Selvaggia Lucarelli

 

 

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La relazione più complessa e preziosa che c’è

La nostra esistenza, nell’arco di questo passaggio terrestre, è principalmente ricerca. Una ricerca continua, a volte faticosa, per comprendere “chi siamo”. Perchè la relazione più complessa e preziosa è sempre quella che riguarda noi stessi.

Quando “troviamo” un amore, un partner col quale condividere la nostra strada, oltre all’essere immersi nel desiderio e nella passione reciproca spesso lasciamo che il nostro “io” sia spezzato da emozioni che sono fuori dal vero stato di Amore. Ci lasciamo coinvolgere in sentimenti dolorosi come il possesso, la paura, il controllo, la gelosia emozioni che sono le peggiori manifestazioni dello stato che ci sembra far parte dell’amore.

Amore dovrebbe avere sempre il significato di Uno, solo “un Uno” centrato e in armonia con il sé e l’ambiente può essere unità con l’altro. Tutto è responsabilità personale e sta a noi stessi coltivare il nostro campo terrestre in comunione con le energie del Tutto, nei confronti nostri e di tutti. Incluso il partner con cui stiamo attraversando la Vita, che sia per un esperimento di crescita o per l’intera esistenza che ci è data.

Portiamo presenza e potere a noi stessi e diamone esempio a chi cammina con noi. Siamo molto più immensi e connessi di quanto la nostra mente in tempesta ci lasci vedere quando lasciamo spazio a energie depotenzianti.

La saggia Nonna Margarita Nunez, che ha il bellissimo nome della mia nonna paterna, è un esempio di leggerezza e gratitudine nell’adesso. E usa parole preziose sull’estrema semplicità di esistere il Tempo che abbiamo a disposizione. Solo commettendoci alla nostra natura, che è la Natura del Tutto, ci connettiamo automaticamente al Tutto.

Perchè tutto è Uno, l’Uno è Amore, pertanto Tutto è Amore.

 

Abuela Margarita Nunez: “Quando desidero qualcosa lo chiedo a me”.

Nonna Margherita, guaritrice e guardiana della tradizione maya, é cresciuta con la sua bisnonna, che era guaritrice e faceva miracoli. Pratica e conosce i circoli di danza del sole, della terra, della luna, e la ricerca della visione. Appartiene al consiglio degli anziani indigeni e si dedica a seminare salute e conoscenza in cambio della gioia che le produce il farlo, perchè per mantenersi continua a coltivare la terra.

Quando viaggia in aereo e le assistenti di volo le danno un nuovo bicchiere di plastica, lei si afferra al primo: “No, ragazza, questo va a finire alla Madre Terra”. Sprizza saggezza e potere, é qualcosa che si percepisce nitidamente.

I suoi rituali, come gridare alla terra il nome del neonato, affinché riconosca e protegga il suo frutto, sono esplosioni di energia che fanno bene a chi é presente; e quando ti guarda negli occhi e ti dice che siamo sacri, si muove qualcosa di profondo.

Lei ci dice: Ho 71 anni. Sono nata in campagna, nello stato di Jalisco, Messico e vivo in montagna. Sono vedova, ho due figlie e due nipoti da parte delle mie figlie, però ne ho a migliaia con cui ho potuto imparare l’amore senza attaccamento. La nostra origine sono la madre Terra e il padre Sole. Sono venuta sulla terra per ricordare a voi ciò che c’è dentro ciascuno.’

- Dove andiamo dopo questa vita?

- Oh, figlia mia, a divertirci. La morte non esiste. La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi.

- Come se vuoi…?

-Te lo puoi portare via. Mia bisnonna era chichimeca (ndt: popolazioni seminomadi dell’America centro-sud, termine peggiorativo un po’ come i nostri zingari), sono cresciuta con lei fino ai 14 anni, era una donna prodigiosa, una guaritrice, magica, miracolosa. Ho imparato molto da lei.

- Ormai si nota che lei é una saggia, Nonna.

- Il potere del cosmo, della terra e del grande spirito é lì per tutti, basta prenderlo. Noi guaritori valorizziamo e amiamo molto i 4 elementi (fuoco, acqua, aria, terra), li chiamiamo nonni. Una volta ero in Spagna, accudivo a un fuoco e ci siamo messi a chiacchierare.

- Con chi?

- Con il fuoco. ‘Io sono in te’, mi disse. ‘Lo so già’, risposi. ‘Quando decidi di morire ritornerai allo spirito, perchè non ti porti il corpo?’ disse. ‘Come faccio?’ domandai – ‘Tutto il tuo corpo è pieno di fuoco e anche di spirito – mi disse – occupiamo il cento per cento dentro di te. L’aria sono i tuoi modi di pensare e ascendono se sei leggero. Di acqua abbiamo più dell’80% e sono i sentimenti ed evaporano. E terra siamo meno del 20%, cosa ti costa portarti via questo?”

- E perché vuoi il corpo?

- Ovvio, per godermela, perchè mantieni i 5 sensi e ormai non soffri di attaccamenti. Adesso sono qui con noi gli spiriti di mio marito e di mia figlia. Il morto più recente della mia famiglia è mio suocero, che se ne é andato a più di 90 anni. Tre mesi prima di morire decise il giorno. “Se me ne dimentico – ci disse – ricordatemelo”. Arrivò il giorno e glielo ricordammo. Si lavò, si mise vestiti nuovi e ci disse: “Ora me ne vado a riposare”. Si buttò sul letto e morì. Lo stesso vi posso raccontare di mia bisnonna, dei miei genitori, delle mie zie.

- E lei, nonna, come vuole morire?

- Come il mio maestro Martinez Paredes, un maya poderoso. Andò in montagna: “Al tramonto venite a prendere il mio corpo”. Lo si udì cantare tutto il giorno e quando andarono a cercarlo, la terra era piena di orme. Così voglio morire io, danzando e cantando. Sapete cosa ha fatto mio padre?

- Cosa ha fatto?

- Una settimana prima di morire andò a raccogliere i suoi passi. Percorse i luoghi che amava e visitò la gente che amava e si prese il lusso di salutare. La morte non é morte, é la paura che abbiamo del cambiamento. Mia figlia mi sta dicendo: “Parla di me” e perciò vi parlerò di lei.

- Anche sua figlia decise di morire?

- Sí. C’é molta gioventù che non può realizzarsi, e nessuno desidera vivere senza senso.

- Cosa vale la pena?

- Quando guardi gli occhi e lasci entrare l’altro in te e tu entri nell’altro e diventate uno. Questa relazione di amore é per sempre, lì non c’é noia. Dobbiamo capire che siamo esseri sacri, che la Terra è nostra madre e il Sole nostro padre. Fino a pochissimo tempo fa gli Huicholes (ndt: detti anche Wirrarika o Wixarika o Huichol, sono nativi americani della Sierra Madre Occidentale del Messico, adorano il cactus allucinogeno peyote) non accettavano contratti di proprietà della terra. Come sarei proprietario della madre Terra?’, dicevano. – Qui la terra si sfrutta, non si venera. – La felicità é tanto semplice! Consiste nel rispettare ciò che siamo, e siamo terra, cosmo e grande spirito. E quando parliamo della madre terra, parliamo anche della donna che deve occupare il suo posto di educatrice.

- Qual’é la missione della donna?

- Insegnare all’uomo ad amare. Quando avranno imparato, avranno un’altra maniera di comportarsi con la donna e con la madre terra. Dobbiamo vedere il nostro corpo come sacro e sapere che il sesso é un atto sacro, quello è il modo per renderlo dolce e ci riempie di senso. La vita arriva per mezzo di questo atto d’amore. Se banalizzi questo, cosa ti resta? Restituire il potere sacro alla sessualità cambia la nostra attitudine verso la vita. Quando la mente si unisce al cuore tutto é possibile.
Voglio dire qualcosa a tutto il mondo..

- …?

- Che possono usare il potere del Grande Spirito nel momento in cui lo vogliano. Quando capisci chi sei, i tuoi pensieri diventano realtà. Io, quando ho bisogno di qualcosa, lo chiedo a me stessa. E funziona.

Ci sono molti credenti che pregano Dio, e Dio non concede. Perché una cosa é chiedere l’elemosina e un’altra ordinare a se stessi, sapere cos’é ciò di cui hai bisogno. Molti credenti son diventati dipendenti, e lo spirito é totalmente libero; di questo bisogna convincersi. Ci hanno insegnato ad adorare immagini invece di adorare noi stessi e adorarci tra di noi. Senza sentirsi imbarazzati. Dobbiamo utilizzare la nostra ombra, essere più leggeri, affinare le capacità, capire. Allora é facile curare, esser telepatici e comunicare con gli altri, le piante, gli animali. Se decidi di vivere tutte le tue capacità per fare il bene, la vita é piacere.

Abuela Margarita Nunez

- Da quando lo sa?

- Alcuni momenti prima di morire mia figlia mi disse: ‘Mamma, prendi la tua pipa sacra, devi condividere la tua saggezza e viaggerai molto. Non temere, io ti accompagnerò’. Io vidi con grande sorpresa come lei si incorporava al cosmo. Sperimentai che la morte non esiste. L’orizzonte si ampliò e le percezioni persero i limiti, per questo ora posso vederla e ascoltarla, lo crede possibile?

- Sí.

- I miei antenati hanno lasciato a noi nonni la custodia della conoscenza: ‘Verrà il giorno in cui si ritornerà a condividere in circoli aperti’. Credo che questo tempo é arrivato.

Intervista di Ima Sanchez per il quotidiano “La contra” di La Vanguardia

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Abbracciamo l’Amore

Tanti anni fa, circa 25, partecipai al seminario “Puoi guarire la tua vita” tenuto da docenti italiani che erano stati formati direttamente da Louise Hay. Adesso sono cose risapute ma all’epoca ero ancora in uno stato di involuzione e la ricordo come un’esperienza di grande apertura. Un passaggio complesso fu quello di imparare ad abbracciare “con la pancia”. Molti degli allenamenti preliminari furono dedicati a prendere confidenza con se stessi, esercizi personali allo specchio alternati ad altri con i compagni del corso, e passo dopo passo ci siamo ritrovati sempre più intimi nelle confidenze e nelle condivisioni.

La maggior parte di noi ha dovuto mollare molte riserve quando il secondo giorno abbiamo iniziato prima, durante e dopo ogni esercizio, a donarci dei lunghissimi abbracci con la persona con la quale interagivamo. Ad ogni esercizio si cambiava compagno – era un gruppo misto, in prevalenza donne pertanto molto importante fu lo scambio tra femmine – ed era sostanzialmente vietato rimanere con lo stesso partner per lo step seguente. Quindi in quei 3 giorni ci siamo comunque conosciuti abbastanza profondamente tutti.

 

 

Dal timore iniziale, anche solo di dire a voce alta il proprio nome e il motivo della scelta di quel corso ci siamo trovati al termine di quel bel week end pieni di entusiasmo e quasi più che fratelli. Questo accade ad ogni workshop o seminario che abbia l’intenzione anche di oltrepassare quelle barriere fisiche che noi umani abitualmente costruiamo e in cui dimoriamo la maggior parte del tempo.

Questo fine settimana a Modena ho partecipato insieme ai miei soci Josaya, ad un evento splendido, Il Cerchio della Vita e mi sono resa conto una volta di più di quante persone che, pur essendo immerse in un percorso di condivisione, e che magari lo insegnano, hanno un reale disagio nell’abbracciare i propri simili. Di abbracciarli veramente intendo.

Socialmente siamo abituati come prassi a tenere le distanze, agiamo “in difesa” e in modo razionale, intimoriti di dare quella confidenza che potrebbe essere scambiata per un’intimità difficile da gestire. Spesso anche dagli amici si ricevono quelli che definisco “abbracci di testa” attuati con la volontà del dover/voler farlo ma in velocità, sbrigativamente e frettolosamente, senza quella sensazione di abbandono, di tempo amorevole che è sempre bello dare e ricevere. C’è una sorta di paura o disagio che tiene gli esseri distanti e solo in caso di eventi eccezionali (come le giornate degli abbracci, note come “free hugs“) o momenti pericolosi (come durante un terremoto o un incidente) riusciamo a vederci come quel TuttoUno di cui spesso parliamo e “pensiamo” (con la testa) sia l’umanità intera.

 

 

In questo week end ho abbracciato molte persone, mi piace farlo, e mi piace ricevere abbracci veri ed è sempre interessante “sentire” e guardare come gli esseri si abbracciano.

Apprezzo il coraggio di chi lo fa visceralmente, di chi si da, di chi lo fa con la pancia o ci prova almeno per qualche attimo. Che vuol dire mettere a contatto davvero “le pance” e non solo le braccia o le spalle.

Certo non è facile farlo “a freddo”, con chi non si conosce o per quel tempo giusto che non è troppo e non è poco, che poi è un accordo che devono decidere i corpi che si stanno salutando a seconda di cosa sentono e scoprono reciprocamente. Ci vuole allenamento a trovare in questa pratica quell’attimo di piacere assoluto che è lo stabilire il “contatto” che sta tra pancia e braccia, il contatto anche dei cuori.

 

Allenamento (al contatto, al passare dalla mente al cuore), comprensione (che la persona che sto abbracciando ne ha bisogno/piacere umanamente quanto me), abbandono (del razionale, della paura, dei preconcetti) e fiducia (che non sono in pericolo, anzi), mentre si riesce a “vedere” l’altro semplicemente come parte di quel prezioso e delicato “siamo Uno” che in realtà siamo sempre e non solo durante le recite o le catastrofi.

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L’Amore è un’unione di libertà

Coppia felice, coppia infelice, relazione giusta o sbagliata, pregiudizi, felicità, passione, disperazioni, obblighi, libertà, catene, gelosie, tradimenti, ricatti, separazioni, lotte e battaglie.  Ma c’entrano qualcosa tutte queste definizioni schematiche e talvolta traballanti con l’Amore?

Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un’azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.
da wikipedia


I momenti di riflessione per noi umani, e senza essere settari magari non solo per noi umani, sono continui. Riflessione intesa sia come analisi del pensiero che come il continuo specchiarsi in altri esseri, situazioni e momenti, tutte esperienze che paiono impalpabili ma sono decisamente più che concrete. E diventano noi.

A due giorni dalla data più temuta ma anche più desiderata dall’intero pianeta per l’opportunità evolutiva, almeno da parte di quelli che sanno qualcosa dei Maya e soprattutto del loro Calendario, qualche riflessione in più la si fa.

Ormai giunti davanti a un momento così risonante a livello planetario non si può che essere invasi dolcemente da una disposizione d’animo di completo amore e comprensione.
Per tutto e per tutti. Potrebbe accadere di tutto e perchè ragionare ancora con le piccole miserie che a volte contraddistinguono quasi tutti gli umani, perlopiù quelli infelici (ovvero bloccati, bisognosi, risentiti, addolorati, rigidi, disperati, vendicativi in una parola impauriti) tra l’altro?

Io sono sempre più serena, e ringrazio il TuttoUno ben più intelligente di me, ritengo che tutto ciò che verrà sarà perfetto, sarà la giusta situazione per l’intero Sistema che è entrato da tempo in un’epoca Nuova, e come tali dovrebbero essere ora i nostri pensieri e i nostri sentimenti.

Nuovi come puliti, sinceri, attenti e coerenti nell’adesso del mente/cuore. E Nuovi noi, nel percepire il sottile, che non vuol dire stare misticamente rapiti in una qualche vetta dell’Io a mugolare canti sacri. Nuovi come allineati al Ritmo della Natura in evoluzione che è ben di più che stare o abitare in campagna anche se quell’ambiente sempre può facilitare la messa a punto della nostra armonia (e contemporaneamente disperare la mente dei cittadini abituati a presunte comodità che spesso neppure utilizzano).

Tutto è uno stato mentale prima che oggettivo, i pensieri creano cose e tutto il mondo che poi sperimentiamo.

Dobbiamo essere nuovi con una mente nuova, un’immaginazione nuova, una creatività nuova e un’Intenzione Nuova.

Cominciare dall’essere a noi più vicino e importante per creare il Nuovo Mondo è una grande idea, cioè esattamente dal “dentro di noi”, partendo semplicemente da noi stessi e poi parallelamente dalle/alle nostre relazioni.

Pertanto “ama il prossimo tuo come te stesso”, sì ammesso che sappiamo finalmente amare profondamente noi stessi; “fai al tuo prossimo quello che vorresti fosse fatto a te” assolutamente sì quando sappiamo abitualmente trattarci con pazienza, comprensione e affetto; “sii generoso, flessibile e abbi una visuale ampia” che vuol semplicemente dire “lascia agli altri la loro libertà, il loro spazio, la loro porzione di sperimentazione”, esattamente quella che vorremmo, e vogliamo, per noi.

Più che “dare” la generosità è non prendere o pretendere ciò che non è nostro. Questo è valido anche nei confronti dei bambini e una palestra straordinaria sono i propri figli, a qualsiasi età.

Coltiviamo quella zona personale di ossigeno che è sorgente di vitalità, creatività ed è necessaria per qualsiasi essere umano, per la sua personale gioia e per la propria salute.
Quell”ambiente che porta tutto in armonia e diventa la sostanza della vibrazione da condividere e ci consente di con moltiplicarne all’infinito.

Amare è libertà, questa è la più grande forma di generosità che possiamo offrire, e dobbiamo ottenere, in una relazione che possa considerarsi sana, viva e longeva.

Essere esseri liberi e concedere libertà ha un significato personale e concordato all’interno della coppia, dove le regole sono stabilite esclusivamente dai partner ed elasticamente riformulate con l’obiettivo di condividere amore incondizionato, cioè “senza condizioni” (come impongono invece i contratti, le aspettative, gli obblighi, i ricatti sentimentali).

Io non ho formule da dare, sì certo posso accompagnarti a trovare la tua migliore modalità, perchè ognuno deve trovare la propria, ma, la definizione che più amo dell’Amore è lo slogan di questo blog dedicato alle relazioni, tre quarti è di Osho con una mia piccola aggiunta:

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo.

L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.

Qualcuno che i rende un Cerchio perfetto.
La presenza dell’altro rinforza la tua presenza.
L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere

il Bene dell’amato almeno quanto il proprio.

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L’amore non è una passione. L’amore non è un’ emozione. Non solo.L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato.

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