Coppia

L’Amore è gentilezza

La gentilezza delle parole crea fiducia.

La gentilezza di pensieri crea profondità.

La gentilezza nel donare crea amore.

Lao-Tzu

Sono sempre stata convinta che uno degli ingredienti più preziosi dell’Amore sia la gentilezza. Ognuno ha il proprio carattere e ciò è sacrosanto e tale deve esprimere ed espandere ma ci sono persone che rovinano tante relazioni e situazioni solo perchè non hanno, o non usano a sufficienza, disponibilità, sensibilità e gentilezza.

“Gentilezza” sembra un termine antico e fuori moda, talvolta lo si travisa con debolezza, sdolcinatezza o affettazione, in realtà è quel modo empatico, rispettoso ed amorevole di porsi e di relazionarsi che hanno certe persone che saranno tra quegli esseri che non dimenticheremo mai anche se li avessimo incontrati una volta soltanto. Perché per gentilezza non si intende solo come un parlare armonioso (nel suono e nella sostanza e già ciò è meraviglioso) ma è un’emanazione dell’anima in accordo col cuore e quando si è centrati capiamo dove, se c’è e davvero chi ce l’ha o è solo un atteggiamento di superficie.

Come nella vita e nell’amicizia la gentilezza nella relazione di coppia è indispensabile, è quella base di attenzione, armonia e coerenza che dovremmo prima imparare nei nostri confronti per poterla utilizzare anche in quelli degli altri. Anche se talvolta potrebbe essere più facile essere delicati con gli estranei che con noi stessi (se siamo immersi nella disistima) ma questo è un altro discorso.

Per il mio tipo di sensibilità chi non sa essere gentile, e che questo stato gli provenga dal cuore pertanto non a intermittenza a seconda dell’umore e delle situazioni, ha una marcia in meno. E, personalmente, non riesco ad avere un rapporto profondo con questo tipo di persone perché la mia psiche non gli si allinea mentre la mia anima resta in allerta e in timore, soprattutto se con quella persona ci sono precedenti. Se la gentilezza è altalenante non la sento sincera ma un razionale calcolo e opportunismo del momento, finchè non ci siano intoppi differenti.

Indubbiamente lavorare su noi stessi ha un grande valore, ogni crisi personale è un’esperienza per migliorarci e migliorare il mondo anche se talvolta qualche vittima la potremmo fare.

Anna e Claudio si misero insieme dopo il fallimento dei precedenti matrimoni, due persone adulte dal carattere formato che si incontrarono in quest’amore importante a un’età nella quale non è da tutti né l’aver fiducia del nuovo né l’aver così voglia di rinunciare alla propria libertà per ricominciare da capo qualcosa.

Ma l’amore è magico per questo, non guarda in faccia nessuno e quando l’attrazione esplode lo fa come la più gradita bomba possibile alla quale non si pensa quasi neanche per un attimo di sottrarsi.

Per entrambi il problema che aveva disintegrato i rapporti precedenti era il loro carattere determinato e reattivo. Certo i fallimenti erano avvenuti con partner diversi, in tempi e situazioni diverse ma qualcosa non consentiva loro di portare avanti questo attuale rapporto nel meglio che avrebbero “voluto”.

Quando tutto andava bene erano molto affiatati e si divertivano un mondo insieme ma appena nasceva un problema comune nessuno dei due era propenso a cedere e quando accadeva non era mai una situazione definitivamente appianata. Lui era più astuto e cercava di tirare Anna dalla sua con ragionamenti al limite della manipolazione. Lei comunque riteneva di avere le idee chiare e se decideva che era no era no, ancor più vedendo come lui cercava di approfittare prima sottilmente poi impetuosamente sia per avere ragione che nella conduzione della questione in conflitto.
Spesso, e neppure capivano come accadesse, non riuscivano a gestire la situazione senza arrivare al limite della separazione tra urla da una parte e musi dall’altra e gran finale, una quantità di taglienti dichiarazioni reciproche e inopportune quando la situazione degenerava.

Entrambi sostenevano che quello era il loro carattere, lui era per indole più furioso di lei quindi Anna era quella che capitolava più spesso, ma nel frattempo aveva accumulato frustrazione e rancore sia per non riuscire a gestire come avrebbe voluto la situazione che nell’aver incamerato un numero più imponente di frasi incancellabili che a freddo lui non le avrebbe mai detto. Rabbia, rancore, sfiducia e demotivazione erano parte della loro relazione.

La gentilezza per loro era una sorta di formalità finché non arrivavano a situazioni nelle quali avrebbero entrambi voluto primeggiare e quindi lasciavano da parte il cuore e andavano tutti e due, in modo diverso, fuori di testa.

Una cosa importante da ricordare: vero è che ognuno ha il suo “carattere” ma star attenti alle parole è il primo atto di gentilezza, sia nei propri confronti che in quelli dell’altro. Per quanto ci si possa poi scusare o dispiacere le parole hanno un loro peso, sono energia espressa e solidificata che crea muri per certi versi invalicabili nel caso non fossero adeguate alla pulizia e alla probabilità credibile di un futuro comune.

Nessun atto di gentilezza, non importa quanto piccolo, è mai sprecato.

E, altra cosa importantissima, quando la situazione si fa dura se proprio non si riesce a staccare dalla propria opinione considerandola “giusta” si deve arrivare a cedere entrambi nella stessa proporzione (una volta io, una volta tu) anche “se non lo capiamo” o “non ci andrebbe”. Se si vuole stare insieme, o meglio se stare con “quella” persona lo riteniamo importante a turno si deve imparare ad essere gentili che vuol dire relazionarsi con rispetto, comprensione, compassione, valutazione (parola che non è astratta, vuol dire dar valore) di un altro punto di vista senza voler vincere o condurre a proprio modo poiché sarebbe assoluta presunzione pensare di essere sempre, o più che spesso, nel “giusto”.

Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile. Gandhi

Anna e Claudio dopo vent’anni sono ancora insieme, di certo non hanno vissuto al meglio di come avrebbero potuto fare ma ce l’hanno fatta, a modo loro. Entrambi hanno rancori, amarezza e sfiducia sotto la pelle, entrambi hanno troppo spesso preferito portare nella relazione il “carattere” piuttosto che il “dare” per paura che l’altro potesse abituarsi a “prendere” e per l’incapacità di essere davvero coppia.

La domanda che dovremmo da porre a noi stessi è: “Preferisco aver ragione o essere felice?” E con ciò costruire una strada comune di tolleranza e accortezza, di generosità e leggerezza. Oppure decidere di stare da soli perché una coppia felice e longeva è, tra le tante altre cose, elastica e in perenne “aggiustamento” sempre nel reciproco rispetto.

“L’amore non è materia. È energia. È la sensazione che si prova in una stanza, in una situazione, con una persona. Il denaro non può comprarlo. Il sesso non lo garantisce. Non ha nulla a che vedere con il mondo fisico, ma ciononostante può essere espresso concretamente. Lo sperimentiamo attraverso la gentilezza, il dare, la pietà, la compassione, la pace, la gioia, l’accettazione, l’assenza di giudizio, l’unione e l’intimità.”
Marienne Williamson da Ritorno all’amore

Ritorno all'Amore
Come creare Miracoli vivendo con Amore la vita di tutti i giorni

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

€ 15
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Ogni relazione è sperimentare e coltivare il proprio Sé

Essere innamorati, essere in relazione, essere coppia non solo è una delle esperienze più emozionanti che si possa sperimentare ma è anche la strada più grande per conoscere noi stessi.

Generalmente ogni persona nel corso della propria vita ha una serie di relazioni amorose. Che siano reali, potenziali, ufficiali, clandestine, parallele, simulate, univoche, sovrapposte o immaginarie ognuno di noi ha un mondo di sensazioni a getto continuo nel cuore, nella mente e nella carne che distillano e creano costantemente l’essenza del nostro individuale qui e ora. L’immaginazione non ha limiti ed è in un certo senso corrispondente alla rappresentazione dei nostri bisogni forse più  che dei nostri desideri.

Tutte le realzioni che intrecciamo, reali o virtuali che siano, sono riti di guarigione che fanno parte della nostra crescita personale e spirituale.

Ci sono storie passionali, vissute principalmente col corpo che ci fanno prendere confidenza con la nostra fisicità, con le nostre ossessioni, con l’impossibilità a gestirci razionalmente, con gli abissi che rapiscono e fanno esprimere il nostro sé. Non sono solo relazioni fisiche, nessun rapporto anche se principalmente sessuale è “banalmente” solo una storia di letto.

Il sesso è sempre un tramite immensamente più vasto e sacro anche quando non ce ne rendiamo conto, è quella parte che ci connette all’altro ma ancor più a noi stessi dandoci modo di conoscerci, osservarci e prendere le misure alla propria dimensione viscerale, al proprio fervore, alla nostra capacità di abbandono a noi stessi e all’altro e a un’altra serie infinita di tendenze che fanno parte di noi.

L’altro è un contatto necessario, e spesso più che piacevole, che tramite e attraverso l’esplosione chimica con noi può accedere alle stesse consapevolezze.

Non è semplicissimo che un rapporto nato per favorire questo tipo di conoscenza si trasformi nel vissero felici e contenti. Perchè l’eros per sua definizione ha bisogno di canali anche “estremi” che spesso hanno pochi punti comuni con la quotidianità.

Quante volte passata la sbornia di una passione durante la quale, soprattutto noi donne, immaginavamo anche un rapporto di matrimonio e forse figli e poi, magari due anni dopo la fine della storia, ci si è resi conto con oggettività della situazione “vedendo” quel partner con occhi totalmente differenti e capiamo che non ci sarebbe stato un accordo diverso da quello che quella relazione aveva portato a termine.

Siamo tutti un po’ strani e la vita è un po’ strana, e quando troviamo qualcuno la cui stranezza è compatibile con la nostra, ci uniamo a loro e cadiamo nella reciproca stranezza e la chiamiamo Amore. Dr. Seuss

Pertanto tutte le relazioni che abbiamo avuto sono state necessarie anche quelle che sembrano sbagliate e o lo sono state su qualche livello. Tutto è amore anche quando ci pare male perchè queste riflessioni ci porteranno a considerazioni e comprensioni successive.

Le conoscenze relazionali sono il nostro bagaglio concreto, quell’esperienza che ci è necessaria per avere il massimo delle informazioni su chi siamo veramente e cosa vogliamo.

“Nessuna relazione è una perdita di tempo. Se non ti ha portato quello che vuoi, ti ha insegnato quello che non vuoi”

Ma a volte prevalgone le barriere e i timori che sono fondamentalmente chiusure alla vita e all’energia che questo piano fisico e concreto ci può donare.

E quindi c’è chi rimane bloccato nel mentale da memorie collettive create da una spiritualità repressiva esterna e preferisce rimanere nella teoria delle relazioni virtuali. Come chi ha paura di mettersi in gioco, di sperimentarsi, di aprirsi alla vitalità per milioni di motivi. Per paura di farsi male, paura di non piacere, paura di essere un passatempo, paura di non avere il corpo adatto, paura di perdersi, paura di prendere una qualsiasi decisione. E quindi rinuncia agli impulsi non traducendo il proprio pensiero in azione. C’è chi sceglie di chiudere con la vita per delusioni ricevute (quasi mai calcoliamo quelle date, quelle riguardano sempre chi le ha avute…), quelli che diffidano di tutto e tutti, quelli che la fisicità è “sporca”, quelli che non hanno tempo, quelli che si raccontano che comunque va bene così e poi si ritrovano a rimpiangere il passato e il buono che qualsiasi rapporto avrebbe potuto avere.

Ogni storia relazionale nasce per interesse, che sia di esperienza, di curiosità, di scegliere l’accesso alla conoscenza del proprio piacere, di rigenerarci, di apportarci creatività. Interessi misti che possono includere quelli mentali, spirituali, economici, sperimentali, idealisti, illogici o pragmatici. Ma ogni relazione è conoscenza, è vita, è alla fine necessaria per dirci chi siamo.

Con questo non è che tutto sia “lecito”, il margine lo decidiamo sempre noi raffinandoci alla nostra percezione che include le variabili che stiamo esistendo e che sono l’insieme della nostra vita attuale. Dalle nostre scelte, da ogni scelta, nasce una nuova direzione che porterà alla proiezione di una nuova realtà. Tutto serve per imparare a misurare cosa ci può portare o togliere il nuovo.

Ma cosa più importante è non tradire mai se stessi, non amputare il proprio entusiasmo e la nostra creatività sapendoci osservare con generosa comprensione. Tutte queste angolazioni sono da considerare almeno quanto lo riusciamo a fare nei confronti degli altri.

Vivere all’insegna della creatività e dell’amore è il modo più sano di affrontare la vita. Fare ciò che ci rende felici, guarisce e protegge. Richard Bach

In pratica? Indaghiamo senza giudizi, pregiudizi e paure e senza eccessivi tormenti quello che ci incuriosisce, quello che ci fa sussultare, quello che ci rende vivi.

Tutto quello che arriva alla nostra attenzione ha un suo motivo e un suo perchè. In ogni fatto, situazione e persona c’è un seme utile alla propria personale evoluzione e mai nessuno e niente approda a noi per inutilità o per caso.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

L’Amore è un’unione di libertà

Coppia felice, coppia infelice, relazione giusta o sbagliata, pregiudizi, felicità, passione, disperazioni, obblighi, libertà, catene, gelosie, tradimenti, ricatti, separazioni, lotte e battaglie.  Ma c’entrano qualcosa tutte queste definizioni schematiche e talvolta traballanti con l’Amore?

Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un’azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.
da wikipedia


I momenti di riflessione per noi umani, e senza essere settari magari non solo per noi umani, sono continui. Riflessione intesa sia come analisi del pensiero che come il continuo specchiarsi in altri esseri, situazioni e momenti, tutte esperienze che paiono impalpabili ma sono decisamente più che concrete. E diventano noi.

A due giorni dalla data più temuta ma anche più desiderata dall’intero pianeta per l’opportunità evolutiva, almeno da parte di quelli che sanno qualcosa dei Maya e soprattutto del loro Calendario, qualche riflessione in più la si fa.

Ormai giunti davanti a un momento così risonante a livello planetario non si può che essere invasi dolcemente da una disposizione d’animo di completo amore e comprensione.
Per tutto e per tutti. Potrebbe accadere di tutto e perchè ragionare ancora con le piccole miserie che a volte contraddistinguono quasi tutti gli umani, perlopiù quelli infelici (ovvero bloccati, bisognosi, risentiti, addolorati, rigidi, disperati, vendicativi in una parola impauriti) tra l’altro?

Io sono sempre più serena, e ringrazio il TuttoUno ben più intelligente di me, ritengo che tutto ciò che verrà sarà perfetto, sarà la giusta situazione per l’intero Sistema che è entrato da tempo in un’epoca Nuova, e come tali dovrebbero essere ora i nostri pensieri e i nostri sentimenti.

Nuovi come puliti, sinceri, attenti e coerenti nell’adesso del mente/cuore. E Nuovi noi, nel percepire il sottile, che non vuol dire stare misticamente rapiti in una qualche vetta dell’Io a mugolare canti sacri. Nuovi come allineati al Ritmo della Natura in evoluzione che è ben di più che stare o abitare in campagna anche se quell’ambiente sempre può facilitare la messa a punto della nostra armonia (e contemporaneamente disperare la mente dei cittadini abituati a presunte comodità che spesso neppure utilizzano).

Tutto è uno stato mentale prima che oggettivo, i pensieri creano cose e tutto il mondo che poi sperimentiamo.

Dobbiamo essere nuovi con una mente nuova, un’immaginazione nuova, una creatività nuova e un’Intenzione Nuova.

Cominciare dall’essere a noi più vicino e importante per creare il Nuovo Mondo è una grande idea, cioè esattamente dal “dentro di noi”, partendo semplicemente da noi stessi e poi parallelamente dalle/alle nostre relazioni.

Pertanto “ama il prossimo tuo come te stesso”, sì ammesso che sappiamo finalmente amare profondamente noi stessi; “fai al tuo prossimo quello che vorresti fosse fatto a te” assolutamente sì quando sappiamo abitualmente trattarci con pazienza, comprensione e affetto; “sii generoso, flessibile e abbi una visuale ampia” che vuol semplicemente dire “lascia agli altri la loro libertà, il loro spazio, la loro porzione di sperimentazione”, esattamente quella che vorremmo, e vogliamo, per noi.

Più che “dare” la generosità è non prendere o pretendere ciò che non è nostro. Questo è valido anche nei confronti dei bambini e una palestra straordinaria sono i propri figli, a qualsiasi età.

Coltiviamo quella zona personale di ossigeno che è sorgente di vitalità, creatività ed è necessaria per qualsiasi essere umano, per la sua personale gioia e per la propria salute.
Quell”ambiente che porta tutto in armonia e diventa la sostanza della vibrazione da condividere e ci consente di con moltiplicarne all’infinito.

Amare è libertà, questa è la più grande forma di generosità che possiamo offrire, e dobbiamo ottenere, in una relazione che possa considerarsi sana, viva e longeva.

Essere esseri liberi e concedere libertà ha un significato personale e concordato all’interno della coppia, dove le regole sono stabilite esclusivamente dai partner ed elasticamente riformulate con l’obiettivo di condividere amore incondizionato, cioè “senza condizioni” (come impongono invece i contratti, le aspettative, gli obblighi, i ricatti sentimentali).

Io non ho formule da dare, sì certo posso accompagnarti a trovare la tua migliore modalità, perchè ognuno deve trovare la propria, ma, la definizione che più amo dell’Amore è lo slogan di questo blog dedicato alle relazioni, tre quarti è di Osho con una mia piccola aggiunta:

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo.

L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.

Qualcuno che i rende un Cerchio perfetto.
La presenza dell’altro rinforza la tua presenza.
L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere

il Bene dell’amato almeno quanto il proprio.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Amore è… non aver bisogni o necessità

L’Amore è la faccenda che più preme a ciascuno di noi. E, a volte non lo focalizziamo, l’Amore è tutto quello che facciamo ed esistiamo. E’ tutto importante nella vita di ciascun essere: la propria soddisfazione è fondamentale e a ruota la professione (che vuol dire indipendenza), le amicizie, i rapporti interpersonali e naturalmente una buona relazione di coppia. Chissà perchè quando si parla di “amore” spesso ci si riferisce per automatismo a quest’ultima situazione. Forse perchè è quella su cui investiamo più ascolto/desiderio/immaginazioni/emozioni… e bisogni.

Si può avere tutto e tutto al meglio? Sì, magari a fasi alternate, come ogni vita che vive davvero, propone. Perchè a volte le relazioni non saranno esattamente come vorremmo, capiterà di sperimentare momenti di sconforto e incomprensioni, ma se davvero siamo consapevoli che Amore è in tutto ciò che esistiamo avremo il lavoro e la carriera su cui spostare l’energia e la creatività. Viceversa quando la professione potesse riservarci momenti down, le relazioni e l’affettività ci sosterranno nel nostro viaggio terrestre con tutto il loro calore e le loro certezze. Tutto è necessario per un buon Viaggio nel tempo dell’adesso ma tutto deve essere vissuto come una danza, una festa e dobbiamo mettere in modo le cose perche così sia.

Quando siamo allineati alla più onesta e aperta fluidità ci aspettiamo, e facciamo bene, sempre e solo il meglio, ma questa speranza a volte sconfina con logoranti aspettative e queste sono spesso sinonimo di bisogno. Ma bisogno può essere ancora letto in due dimensioni molto diverse, come “necessità” o “opportunità”. Sta sempre e solo a noi la scelta di indirizzare i nostri desideri e le nostre creazioni nella maniera più utile e meno dolorosa possibile.

Sembra facile e soprattutto sembra comprensibile da tutti e attuabile da molti. E allora perchè c’è ancora tanto dolore quando si parla e si condivide il vissuto che stiamo portando avanti? Perchè molti anche quando  raccontano “tutto bene o non c’è male” c’è sempre uno o una serie di “ma e però”?

Modalità donna versione base, ovvero lagna verso bisogno:

“Andrebbe tutto bene ma lui esce sempre troppo con i suoi amici!”, “Però non si ricorda mai del mio compleanno e di nessuna ricorrenza”, “E’ una buona relazione ma c’è sempre prima il calcetto, la palestra o i suoi figli”. Però, ma, però…

Modalità principessa autosufficiente:

“Va tutto bene e ho anche parecchi momenti per me, lui per fortuna non ha abbandonato i suoi amici, come io non ho intenzione di fare con i miei”, “Gli uomini sono pianeti a parte, daltronde ci piacciono proprio per questo! Ma io come tutte le donne uso strategia! Al mio ultimo compleanno ho organizzato una seratina a sorpresa con i suoi piatti preferiti e solo all’ultimo gli ho detto perchè… Il giorno dopo mi sono arrivate rose rosse con un biglietto di amorevoli scuse perchè si era al solito dimenticato… e, da buona regina che sono, mi sono anche fatta promettere un week end noi due da soli per rimediare in pieno!”
“E’ un uomo indipendente, proprio come me! Mantiene le sue abitudini come piace fare anche a me, cura il suo corpo, e questo mi piace davvero molto!, e lo stimo perchè trova anche il tempo di coltivare il rapporto con i figli (del suo precedente matrimonio)”.

Ecco l’opportunità che prende il posto della “necessità”. Necessità di controllo, di esprimere aspettative in modo soffocante, di dirigere i tempi e i modi della relazione, di non essere mai contente (perchè di solito siamo noi donne ad aver queste malate visioni, se un uomo si riconosce in questo è decisamente più grave!), di non fluire con amorevole libertà nell’esistenza.

Perchè il “bisogno” non ci fa vedere l’insieme ma la personale interpretazione della realtà dove il famoso “fluire” si limita a quello che funziona nell’ottica personale (nostra) impedendoci la gioia, la comprensione e di approfittare di tutta la libertà che possiamo donare e ricevere per fare di ogni nostro momento di vita una festa dell’Amore concentrandosi esclusivamente su tutto il buono che c’è.

 

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

YinYang la stagione dell’amore è sempre buona

Onestamente trovo estremamente eccitante il cambio di stagione. Ma quando il calendario dichiara ferragosto comincio a recalcitrare mentalmente perché ho la buffa idea, da sempre, di voler influire nel rallentare o invertire il senso di marcia della Natura. Adoro l’estate!

Emozioni contrastanti entrano in me: le giornate che si accorciano mi stupiscono (sempre!), mi pare di avere un senso di limite quando la luce diminuisce, l’immagine del lungo e freddo inverno davanti mi inquieta mentre un germoglio di eccitazione freme pensando al cambio completo di comportamento, situazioni, sensazioni, modi di essere, di opportunità.

Regolarmente mi sento in bilico, ho una leggera e malinconica nostalgia per la stagione piena appena trascorsa ancora prima che finisca e lei, che fa comunque il suo percorso con o senza le mie piccole proteste, mi fa cambiare idea semplicemente avanzando.

Ovviamente il percepire che mi sto muovendo in un ciclo di completamento, il naturale adattamento alla proposta e alla direzione armonica mi fa fluire automaticamente  nella direzione del Tutto.

In realtà amo profondamente il cambiamento, il susseguirsi di cose, incontri, passioni, desideri, emozioni che in una situazione di “immobilità” o staticità non potrebbero esistere.

La Natura è un esempio imperiale da cui prendere spunto per perdonarci il senso di onnipotenza manipolatoria, e relative aspettative, in ogni ambito della nostra vita. Noi siamo onnipotenti per quello che riguarda noi stessi, se ciò è in accordo con il Flusso Armonico dell’intero Universo che è sempre in espansione nella direzione del meglio personale e collettivo.

La vita di coppia, come ogni altra dimensione che possiamo osservare oltre che vivere, ha insito un suo proprio bioritmo, fatto di una somma di energie: quella propria, quella del compagno/a, quella del rapporto, quella dell’ambiente in cui la relazione esiste e si evolve, quella del mondo intero dentro e fuori il contesto. Pertanto è impossibile pensare che nel tempo il nostro legame sia o possa mantenersi uguale a come è nato. Come tutto in ogni adesso è altro.

Ogni componente nel tempo cambia, le regole si sono espanse e diversificate (o tenute con i denti e impedite), l’amore si è dilatato (o retratto e irrigidito).

L’attenzione e la cura, in sottile e in concreto, della relazione matureranno e frutteranno a seconda del nostro concederci aperti, o meno, a un’alleanza sentimentale vincente in accordo nel divenire.

Molte persone trovano intoppi nel fluire a livello personale, attribuendo al fuori la colpa delle tensioni e dei disagi che sperimentano. Avanzare insieme rimanendo due individui completi, liberi e decisionisti ha ulteriori livelli di difficoltà ma tutto sta a valutare quanta ricchezza abbiamo accolto, percepito e coltivato insieme al nostro partner.

Quello che spesso non si fa a sufficienza è parlare e chiarire a costo di litigare o spaventarci pensando durante l’uragano “con questa è finita”. Una relazione è viva se non è ovvia e paurosa, se non è legata da un contratto ma da intenti, se lascia all’altro la stessa aria di cui abbiamo bisogno, quella che sperimentiamo quando siamo in profonda connessione con noi stessi e che è di ciascuno per diritto di esistenza.

Io e il mio partner (l’Io scritto prima non è casuale) abbiamo una linea comune di pensieri, modi di vivere, passioni, interessi, intenti e il medesimo sguardo sull’esistenza. Ma ci vuole sempre tanta attenzione per rendersi conto che il valore di un rapporto si rinforza “essendolo” e onorandolo nella quotidianità e non “agendolo” con un filtro opacizzato da aspettative, preconcetti, influenzamenti, posizioni rigide, pretese, senso del possesso, binari permessi o no e credenze popolari.

Da tempo facciamo un gioco per ripristinare l’armonia della nostra coppia. Dopo che abbiamo esternato con coraggio e apertura le spine emotive o torcimenti di budella di qualsiasi forma o causa che talvolta si manifestano nel nostro rapporto. A turno senza interromperci dopo che ci siamo svuotati dei fastidi, non vietandoci di esprimerci liberamente ma vivendo la bagarre anche a toni accesi (e spesso finiamo ridicolizzando l’argomento con battute che ci fanno morire dal ridere) concludiamo la sfuriata  raccontandoci reciprocamente le cose belle di noi.

Del perchè stiamo insieme e di cosa c’è nel piacere irrinunciabile di farlo, di cosa ci sorprende nell’altro, di quanto si è orgogliosi, gratificati e grati di poter condividere la vita con lui/lei. Questo ci porta in una dimensione di amore incondizionato reincarnandoci nell’armonia e nel senso originale della nostra relazione.

E’ meraviglioso dare e ricevere questo esercizio, dona una profonda fiducia in sè stessi e nella propria individualità, l’autopercezione di essere costantemente parte attiva dei propri accadimenti e successi e la potenza di un’alleanza sacra col proprio compagno.

 

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

AMORE da conquistare e con cui stare

Regalo per Te

Archivio

Cerchi d’Oro audio 432hz

www.ArmoniCoach.com

Armonizzarsi è connettersi collegarsi al Tutto.
Scopri il Coaching Armonico.

Cerchio d’Amore

L’amore non è una passione. L’amore non è un’ emozione. Non solo.L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato.

www.coppiafelice.com

Lui Sa nel Grande Disegno

Vendo i miei bijoux, libri e…

Agenda degli Angeli

Macrolibrarsi.it presenta: Agenda degli Angeli di Igor Sibaldi

Il mio sito principale