Coppia

Ho-oponopono nella Reale Identità della coppia

Ciao Silvia

non ci conosciamo ma ho avuto l’istinto di scriverti dopo aver letto un post sulla tua pagina che mi e’ piaciuto molto ma che mi produce anche tanta amarezza: “Temere l’amore è temere la vita. B. Russell”

Nonostante io lavori come theta healer su molta gente, nonostante la mia attivita’ lavorativa sia improntata alle tecniche energetiche e psicospirituali e nonostante abbia fatto e continui a fare tanti percorsi di crescita interiore, la mia vita e’ tutt’ora un grande paradosso.

Da una parte aiuto le persone a stare meglio e a far fluire la propria vita aprendosi alle meraviglie dell’esistenza (amore compreso), dall’altra parte (ti prego di non giudicarmi per questo, lo faccio gia abbastanza da sola) l’amore per me e’ una sofferenza infinita, le mie relazioni sentimentali e gli uomini che ho incontrato nella mia vita raccontano sempre la stessa storia e la stessa energia: quando mi innamoro mi annullo dentro e smetto di esserci come donna, come identita’, l’uomo che ho sempre incontrato in tanti corpi e sembianze diverse e’ quello che s’innamora di me nella misura in cui mi sente sfuggente e poco disponibile ad “esserci”, e’ quello che mi ama chiedendomi subliminalmente di non amarlo e nel momento questo si realizza… il finale e’ scontato, da manuale psicoanalitico: coazione a ripetere o evitamento.

Da due anni evito qualunque relazione, affettiva in particolare, le rifuggo come la peste perche’ non riesco a trasformare la mia energia per poter attirare uomini differenti, una relazione piena e sana.

So che tutto parte da me, ho praticato anche l hoponopono per qualche mese, ma non e’ cambiato nulla.

Prima, per anni ho lavorato sui rancori e sui risentimenti fortissimi che avevo per mio padre e grazie ai lavori fatti… sono riuscita persino ad accompagnarlo durante il suo trapasso quando e’ mancato. Nonostante cio’, le mie relazioni col maschile non sono cambiate.

Sto valutando una psicoterapia convenzionale, ma ne ho gia’ provate tante in passato anche di quelle… e alla fine non ho ottenuto molto.
Se puoi, mi farebbe piacere ricevere un consiglio da te. Grazie di cuore e scusami.

G.

P.S.: Scusami forse mi sono espressa male, volevo dire che attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare. Eppure ho lavorato sui miei programmi, sulle vite passate, ho fatto anche qualche costellazioni familiare… ma dove devo ancora guardare che mi sfugge ?

ombra e luce

Carissima G.

quello che è più straordinario è che spesso ‘insegniamo’ o supportiamo gli altri dove ne abbiamo più necessità noi stessi. Ma ‘accorgersi’ è sempre bene anche se questo ci pone davanti a un conflitto interiore: cosa sto facendo, lo sto facendo ‘bene’ se neppure io l’ho ancora compreso?

Sono convinta che tu lavori con coscienza su queste tematiche nei confronti altrui, proprio perchè ‘sai’ davvero quanto è vasto e insidioso il problema e sicuramente anche tu, parallelamente, percorri la tua strada mentre la mostri.

Partendo dal ‘fondo’ del tuo scritto, se continui ad attrarre uomini con la stessa energia è perchè non hai ancora scelto (o avuto il coraggio) di esporti con un’energia differente. Molto probabilmente la teoria ti è chiara ma nella pratica hai ancora bisogno di ‘battere il muso’ prima di disintegrare e ricreare completamente la nuova te.

La mia esperienza è stata che quando mi sono detta ‘adesso basta!’ (basta con gli ‘innamoramenti’ passionali e ossessivi, basta con le aspettative, basta con i vecchi schemi, basta star male) d’improvviso mi sono accorta che la mia libertà (mentale, professionale ed emotiva) era la cosa più preziosa di cui potessi godere, e quasi contemporaneamente è arrivato un uomo simile a me. Inizialmente anche questa relazione non è stata indolore, il passaggio nella nuova me ha avuto bisogno di farmi sperimentare ulteriori contraddizioni, scorie, richiami al mio vecchio modo di pormi e di pensare (e creare), a tutta quella spazzatura emozionale che mi aveva intasata fino a quel momento. Per un po’ pur con l’uomo giusto ho continuato a vivere interiormente tra il paradiso e il caos. Ma ero sempre io che continuavo a percepire dalla parte storta, per paura di volare senza paracadute.

Nel frattempo era arrivata anche la conoscenza di Ho-oponopono e questa pratica ha dato il via ad una pulizia profonda, che non finisce mai, al di là di ogni aspettativa. Noto che tu scrivi più volte ‘ho provato’, ‘provo’. E’ poco. ‘Provare’ è fare qualcosa con metà Intenzione e con metà fiducia e quindi metà dei dubbi, delle paure e delle montagne invalicabili rimangono.

E quando dici “attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare”, sono uomini attratti (e che supportano) quella parte di te che mantiene quella tua stessa vibrazione, sarebbe impossibile sennò portarli nella tua orbita.

Evidentemente sei ancora, e sai che non è un giudizio, finta (che vuol dire protetta), inconsistente (stai a metà) e sfuggente (hai pre giudizi) almeno in quella parte di te che ha ancora bisogno di attenzione nel porsi come figlia e principessa e non come donna adulta pronta a costruire mettendo in conto di poter perdere ma non più di perdersi. E quindi un parte di te indossa un make up per paura di non essere accolta per ciò che esattamente sei, pertanto ti nascondi dietro te stessa mandando avanti la maschera che hai (inconsciamente) creato per non soffrire.

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Quello che è certo che ancora in quest’epoca siamo in contatto con echi di comportamenti e memorie che non ci appartengono ma ci influenzano, e queste suggestioni perlopiù contrastano con la nostra Reale Identità.
Perciò ‘essere’ (e non solo provare) Ho-oponopono, è un ponte di decollo, una partenza verso altro, un simbolo, un mezzo, una faccenda inaspettatamente magica che trasmuta ciò che siamo, ciò che viviamo e ciò con cui abbiamo a che fare.

Diventiamo uno stato che ci lancia in orbite sconosciute alla razionalità umana per accedere oltre. Oltre quelle zone inesplorate e altrettanto ‘sporche’ di informazioni, abitudini, concetti e preconcetti accumulati anche nel cercare per comprendere. Nozioni che certo ci soddisfano intellettualmente ma contemporaneamente ricoprono e confondono con il risultato di velare il canale intuitivo (divino) dell’Ispirazione ad integrarci con il nostro reale Sè.

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Se non rido non ti amo (al meglio)

In questo periodo ho avuto modo, attraverso diverse riflessioni e qualche concreto colpo di scena inaspettato, di approfondire una volta di più quello che “per me” significa Amore.

O meglio quali ingredienti fondamentali deve avere una relazione che non finirà mai anche se si rarefacessero le occasioni di incontro e di condivisione.

Per relazione intendo non solo quella di coppia ma anche quelle amicali e collaborative, ma ciò è poi così diverso da un rapporto a due?

A causa appunto di alcune faccende inaspettate ho rifatto per l’ennesima volta un tuffo panoramico nel mio vissuto fino all’adesso ed è emerso forte e chiaro qual’è il tratto di unione con tutte le persone, in questa esistenza o passate nel sottile, che rimangono stabilmente nel mio cuore: il divertimento.

Nulla è stato mai realizzato con le lacrime dice il Brucaliffo ad Alice nel paese delle meraviglie

“Nulla è stato mai realizzato con le lacrime” dice il Brucaliffo ad Alice nel paese delle meraviglie

Parlare di divertimento è un po’ come farlo del “piacere” qualificazioni spesso sottovalutate e sotto stimate, sanno di roba scadente, poco intellettuale e dubbiamente etica. Chi si diverte è leggero e in diversi contesti anche questa lievezza è guardata con sospetto quasi fosse un sinonimo di vacuità. E anche questo termine porta ancora ulteriore ambiguità… cerchiamo il vuoto ma ci riempiamo senza sosta di tutto e di più, di impegni, di informazioni, di cibo, di pensieri e quando siamo un po’ più evoluti di tecniche per… svuotarci.

Abbiamo compreso di dover far di tutto per abitare il qui e ora e contemporaneamente essere così sottili da riuscire a stare a cavallo dei due piani di esistenza e poi ci carichiamo regolarmente sulle spalle pensieri, aspettative, situazioni e persone pesanti (e spesso siamo noi il macigno più indigesto) che ci pare diano un senso alla solenne gravità che in certi contesti sembra debba avere la vita. …o almeno così ci dissero i genitori, gli insegnanti, e gli altri luminari sapienti preposti a stabilire le regole.

E mentre cerchiamo di istruirci per riportarci alla spensieratezza dell’infanzia guardiamo con curiosità mista a fastidio (una specie di non riconosciuta invidia) quegli esseri leggeri che sembra sappiano godersi davvero la vita. Naturalmente mai potremmo sapere fino dove siano così “disimpegnati” come sembrano perchè, ricordiamolo sempre, ognuno vive le sue di complessità da sgrovigliare e c’è chi riesce a farlo sembrando anche in un certo senso superficiale. Ma la nostra mente contorta invece di riconoscere in quegli esseri un sano modello di salute emotiva ci suggerisce il pre giudizio invece di fare altrettanto leggeri.. i fatti nostri.

Le persone che più ho amato e che più amo sono quelle con le quali rido, quelle con cui ogni percorso, discorso o esperienza ha una sdrammatizzazione almeno a triplo senso.

Jo Sa e Ya

Il rapporto col mio compagno è nato ridendo e così si è sviluppato e si mantiene, è la nostra base e forza, e con la nostra socia si lavora ridendo tutti insieme come matti. Mia sorella diceva sempre “devo sentirti e vederti più spesso possibile perchè come con te non rido con nessuno!”, con Franco, il mio miglior amico, una relazione 30nnale, ci vediamo poche volte l’anno ma ogni volta prepariamo i fazzoletti perchè ogni discorso affrontato ci fa lacrimare dal ridere tra battute e scientifiche dissacrazioni.

“E falsa chiamo ogni verità che non fu espressa con una risata”. Friedrich Nietzsche

Guardo con una certa pena, poco e velocemente, l’investimento più sprecato che ho esistito: i momenti del mio passato dove ho galleggiato in bolle di dolore esistenziali, emozionali e o sentimentali. Il tempo non torna, prima lo focalizziamo meglio riusciremo a stare in ogni adesso. Se proprio mi capita di dilapidarne ancora, il che naturalmente capita, ho imparato a farlo col massimo divertimento possibile unito alla massima stima per me stessa per questa auto istruzione così elementare da apparire perfino… ridicola! :D

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L’Amore è gentilezza

La gentilezza delle parole crea fiducia.

La gentilezza di pensieri crea profondità.

La gentilezza nel donare crea amore.

Lao-Tzu

Sono sempre stata convinta che uno degli ingredienti più preziosi dell’Amore sia la gentilezza. Ognuno ha il proprio carattere e ciò è sacrosanto e tale deve esprimere ed espandere ma ci sono persone che rovinano tante relazioni e situazioni solo perchè non hanno, o non usano a sufficienza, disponibilità, sensibilità e gentilezza.

“Gentilezza” sembra un termine antico e fuori moda, talvolta lo si travisa con debolezza, sdolcinatezza o affettazione, in realtà è quel modo empatico, rispettoso ed amorevole di porsi e di relazionarsi che hanno certe persone che saranno tra quegli esseri che non dimenticheremo mai anche se li avessimo incontrati una volta soltanto. Perché per gentilezza non si intende solo come un parlare armonioso (nel suono e nella sostanza e già ciò è meraviglioso) ma è un’emanazione dell’anima in accordo col cuore e quando si è centrati capiamo dove, se c’è e davvero chi ce l’ha o è solo un atteggiamento di superficie.

Come nella vita e nell’amicizia la gentilezza nella relazione di coppia è indispensabile, è quella base di attenzione, armonia e coerenza che dovremmo prima imparare nei nostri confronti per poterla utilizzare anche in quelli degli altri. Anche se talvolta potrebbe essere più facile essere delicati con gli estranei che con noi stessi (se siamo immersi nella disistima) ma questo è un altro discorso.

Per il mio tipo di sensibilità chi non sa essere gentile, e che questo stato gli provenga dal cuore pertanto non a intermittenza a seconda dell’umore e delle situazioni, ha una marcia in meno. E, personalmente, non riesco ad avere un rapporto profondo con questo tipo di persone perché la mia psiche non gli si allinea mentre la mia anima resta in allerta e in timore, soprattutto se con quella persona ci sono precedenti. Se la gentilezza è altalenante non la sento sincera ma un razionale calcolo e opportunismo del momento, finchè non ci siano intoppi differenti.

Indubbiamente lavorare su noi stessi ha un grande valore, ogni crisi personale è un’esperienza per migliorarci e migliorare il mondo anche se talvolta qualche vittima la potremmo fare.

Anna e Claudio si misero insieme dopo il fallimento dei precedenti matrimoni, due persone adulte dal carattere formato che si incontrarono in quest’amore importante a un’età nella quale non è da tutti né l’aver fiducia del nuovo né l’aver così voglia di rinunciare alla propria libertà per ricominciare da capo qualcosa.

Ma l’amore è magico per questo, non guarda in faccia nessuno e quando l’attrazione esplode lo fa come la più gradita bomba possibile alla quale non si pensa quasi neanche per un attimo di sottrarsi.

Per entrambi il problema che aveva disintegrato i rapporti precedenti era il loro carattere determinato e reattivo. Certo i fallimenti erano avvenuti con partner diversi, in tempi e situazioni diverse ma qualcosa non consentiva loro di portare avanti questo attuale rapporto nel meglio che avrebbero “voluto”.

Quando tutto andava bene erano molto affiatati e si divertivano un mondo insieme ma appena nasceva un problema comune nessuno dei due era propenso a cedere e quando accadeva non era mai una situazione definitivamente appianata. Lui era più astuto e cercava di tirare Anna dalla sua con ragionamenti al limite della manipolazione. Lei comunque riteneva di avere le idee chiare e se decideva che era no era no, ancor più vedendo come lui cercava di approfittare prima sottilmente poi impetuosamente sia per avere ragione che nella conduzione della questione in conflitto.
Spesso, e neppure capivano come accadesse, non riuscivano a gestire la situazione senza arrivare al limite della separazione tra urla da una parte e musi dall’altra e gran finale, una quantità di taglienti dichiarazioni reciproche e inopportune quando la situazione degenerava.

Entrambi sostenevano che quello era il loro carattere, lui era per indole più furioso di lei quindi Anna era quella che capitolava più spesso, ma nel frattempo aveva accumulato frustrazione e rancore sia per non riuscire a gestire come avrebbe voluto la situazione che nell’aver incamerato un numero più imponente di frasi incancellabili che a freddo lui non le avrebbe mai detto. Rabbia, rancore, sfiducia e demotivazione erano parte della loro relazione.

La gentilezza per loro era una sorta di formalità finché non arrivavano a situazioni nelle quali avrebbero entrambi voluto primeggiare e quindi lasciavano da parte il cuore e andavano tutti e due, in modo diverso, fuori di testa.

Una cosa importante da ricordare: vero è che ognuno ha il suo “carattere” ma star attenti alle parole è il primo atto di gentilezza, sia nei propri confronti che in quelli dell’altro. Per quanto ci si possa poi scusare o dispiacere le parole hanno un loro peso, sono energia espressa e solidificata che crea muri per certi versi invalicabili nel caso non fossero adeguate alla pulizia e alla probabilità credibile di un futuro comune.

Nessun atto di gentilezza, non importa quanto piccolo, è mai sprecato.

E, altra cosa importantissima, quando la situazione si fa dura se proprio non si riesce a staccare dalla propria opinione considerandola “giusta” si deve arrivare a cedere entrambi nella stessa proporzione (una volta io, una volta tu) anche “se non lo capiamo” o “non ci andrebbe”. Se si vuole stare insieme, o meglio se stare con “quella” persona lo riteniamo importante a turno si deve imparare ad essere gentili che vuol dire relazionarsi con rispetto, comprensione, compassione, valutazione (parola che non è astratta, vuol dire dar valore) di un altro punto di vista senza voler vincere o condurre a proprio modo poiché sarebbe assoluta presunzione pensare di essere sempre, o più che spesso, nel “giusto”.

Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile. Gandhi

Anna e Claudio dopo vent’anni sono ancora insieme, di certo non hanno vissuto al meglio di come avrebbero potuto fare ma ce l’hanno fatta, a modo loro. Entrambi hanno rancori, amarezza e sfiducia sotto la pelle, entrambi hanno troppo spesso preferito portare nella relazione il “carattere” piuttosto che il “dare” per paura che l’altro potesse abituarsi a “prendere” e per l’incapacità di essere davvero coppia.

La domanda che dovremmo da porre a noi stessi è: “Preferisco aver ragione o essere felice?” E con ciò costruire una strada comune di tolleranza e accortezza, di generosità e leggerezza. Oppure decidere di stare da soli perché una coppia felice e longeva è, tra le tante altre cose, elastica e in perenne “aggiustamento” sempre nel reciproco rispetto.

“L’amore non è materia. È energia. È la sensazione che si prova in una stanza, in una situazione, con una persona. Il denaro non può comprarlo. Il sesso non lo garantisce. Non ha nulla a che vedere con il mondo fisico, ma ciononostante può essere espresso concretamente. Lo sperimentiamo attraverso la gentilezza, il dare, la pietà, la compassione, la pace, la gioia, l’accettazione, l’assenza di giudizio, l’unione e l’intimità.”
Marienne Williamson da Ritorno all’amore

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Ogni relazione è sperimentare e coltivare il proprio Sé

Essere innamorati, essere in relazione, essere coppia non solo è una delle esperienze più emozionanti che si possa sperimentare ma è anche la strada più grande per conoscere noi stessi.

Generalmente ogni persona nel corso della propria vita ha una serie di relazioni amorose. Che siano reali, potenziali, ufficiali, clandestine, parallele, simulate, univoche, sovrapposte o immaginarie ognuno di noi ha un mondo di sensazioni a getto continuo nel cuore, nella mente e nella carne che distillano e creano costantemente l’essenza del nostro individuale qui e ora. L’immaginazione non ha limiti ed è in un certo senso corrispondente alla rappresentazione dei nostri bisogni forse più  che dei nostri desideri.

Tutte le realzioni che intrecciamo, reali o virtuali che siano, sono riti di guarigione che fanno parte della nostra crescita personale e spirituale.

Ci sono storie passionali, vissute principalmente col corpo che ci fanno prendere confidenza con la nostra fisicità, con le nostre ossessioni, con l’impossibilità a gestirci razionalmente, con gli abissi che rapiscono e fanno esprimere il nostro sé. Non sono solo relazioni fisiche, nessun rapporto anche se principalmente sessuale è “banalmente” solo una storia di letto.

Il sesso è sempre un tramite immensamente più vasto e sacro anche quando non ce ne rendiamo conto, è quella parte che ci connette all’altro ma ancor più a noi stessi dandoci modo di conoscerci, osservarci e prendere le misure alla propria dimensione viscerale, al proprio fervore, alla nostra capacità di abbandono a noi stessi e all’altro e a un’altra serie infinita di tendenze che fanno parte di noi.

L’altro è un contatto necessario, e spesso più che piacevole, che tramite e attraverso l’esplosione chimica con noi può accedere alle stesse consapevolezze.

Non è semplicissimo che un rapporto nato per favorire questo tipo di conoscenza si trasformi nel vissero felici e contenti. Perchè l’eros per sua definizione ha bisogno di canali anche “estremi” che spesso hanno pochi punti comuni con la quotidianità.

Quante volte passata la sbornia di una passione durante la quale, soprattutto noi donne, immaginavamo anche un rapporto di matrimonio e forse figli e poi, magari due anni dopo la fine della storia, ci si è resi conto con oggettività della situazione “vedendo” quel partner con occhi totalmente differenti e capiamo che non ci sarebbe stato un accordo diverso da quello che quella relazione aveva portato a termine.

Siamo tutti un po’ strani e la vita è un po’ strana, e quando troviamo qualcuno la cui stranezza è compatibile con la nostra, ci uniamo a loro e cadiamo nella reciproca stranezza e la chiamiamo Amore. Dr. Seuss

Pertanto tutte le relazioni che abbiamo avuto sono state necessarie anche quelle che sembrano sbagliate e o lo sono state su qualche livello. Tutto è amore anche quando ci pare male perchè queste riflessioni ci porteranno a considerazioni e comprensioni successive.

Le conoscenze relazionali sono il nostro bagaglio concreto, quell’esperienza che ci è necessaria per avere il massimo delle informazioni su chi siamo veramente e cosa vogliamo.

“Nessuna relazione è una perdita di tempo. Se non ti ha portato quello che vuoi, ti ha insegnato quello che non vuoi”

Ma a volte prevalgone le barriere e i timori che sono fondamentalmente chiusure alla vita e all’energia che questo piano fisico e concreto ci può donare.

E quindi c’è chi rimane bloccato nel mentale da memorie collettive create da una spiritualità repressiva esterna e preferisce rimanere nella teoria delle relazioni virtuali. Come chi ha paura di mettersi in gioco, di sperimentarsi, di aprirsi alla vitalità per milioni di motivi. Per paura di farsi male, paura di non piacere, paura di essere un passatempo, paura di non avere il corpo adatto, paura di perdersi, paura di prendere una qualsiasi decisione. E quindi rinuncia agli impulsi non traducendo il proprio pensiero in azione. C’è chi sceglie di chiudere con la vita per delusioni ricevute (quasi mai calcoliamo quelle date, quelle riguardano sempre chi le ha avute…), quelli che diffidano di tutto e tutti, quelli che la fisicità è “sporca”, quelli che non hanno tempo, quelli che si raccontano che comunque va bene così e poi si ritrovano a rimpiangere il passato e il buono che qualsiasi rapporto avrebbe potuto avere.

Ogni storia relazionale nasce per interesse, che sia di esperienza, di curiosità, di scegliere l’accesso alla conoscenza del proprio piacere, di rigenerarci, di apportarci creatività. Interessi misti che possono includere quelli mentali, spirituali, economici, sperimentali, idealisti, illogici o pragmatici. Ma ogni relazione è conoscenza, è vita, è alla fine necessaria per dirci chi siamo.

Con questo non è che tutto sia “lecito”, il margine lo decidiamo sempre noi raffinandoci alla nostra percezione che include le variabili che stiamo esistendo e che sono l’insieme della nostra vita attuale. Dalle nostre scelte, da ogni scelta, nasce una nuova direzione che porterà alla proiezione di una nuova realtà. Tutto serve per imparare a misurare cosa ci può portare o togliere il nuovo.

Ma cosa più importante è non tradire mai se stessi, non amputare il proprio entusiasmo e la nostra creatività sapendoci osservare con generosa comprensione. Tutte queste angolazioni sono da considerare almeno quanto lo riusciamo a fare nei confronti degli altri.

Vivere all’insegna della creatività e dell’amore è il modo più sano di affrontare la vita. Fare ciò che ci rende felici, guarisce e protegge. Richard Bach

In pratica? Indaghiamo senza giudizi, pregiudizi e paure e senza eccessivi tormenti quello che ci incuriosisce, quello che ci fa sussultare, quello che ci rende vivi.

Tutto quello che arriva alla nostra attenzione ha un suo motivo e un suo perchè. In ogni fatto, situazione e persona c’è un seme utile alla propria personale evoluzione e mai nessuno e niente approda a noi per inutilità o per caso.

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L’Amore è un’unione di libertà

Coppia felice, coppia infelice, relazione giusta o sbagliata, pregiudizi, felicità, passione, disperazioni, obblighi, libertà, catene, gelosie, tradimenti, ricatti, separazioni, lotte e battaglie.  Ma c’entrano qualcosa tutte queste definizioni schematiche e talvolta traballanti con l’Amore?

Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un’azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.
da wikipedia


I momenti di riflessione per noi umani, e senza essere settari magari non solo per noi umani, sono continui. Riflessione intesa sia come analisi del pensiero che come il continuo specchiarsi in altri esseri, situazioni e momenti, tutte esperienze che paiono impalpabili ma sono decisamente più che concrete. E diventano noi.

A due giorni dalla data più temuta ma anche più desiderata dall’intero pianeta per l’opportunità evolutiva, almeno da parte di quelli che sanno qualcosa dei Maya e soprattutto del loro Calendario, qualche riflessione in più la si fa.

Ormai giunti davanti a un momento così risonante a livello planetario non si può che essere invasi dolcemente da una disposizione d’animo di completo amore e comprensione.
Per tutto e per tutti. Potrebbe accadere di tutto e perchè ragionare ancora con le piccole miserie che a volte contraddistinguono quasi tutti gli umani, perlopiù quelli infelici (ovvero bloccati, bisognosi, risentiti, addolorati, rigidi, disperati, vendicativi in una parola impauriti) tra l’altro?

Io sono sempre più serena, e ringrazio il TuttoUno ben più intelligente di me, ritengo che tutto ciò che verrà sarà perfetto, sarà la giusta situazione per l’intero Sistema che è entrato da tempo in un’epoca Nuova, e come tali dovrebbero essere ora i nostri pensieri e i nostri sentimenti.

Nuovi come puliti, sinceri, attenti e coerenti nell’adesso del mente/cuore. E Nuovi noi, nel percepire il sottile, che non vuol dire stare misticamente rapiti in una qualche vetta dell’Io a mugolare canti sacri. Nuovi come allineati al Ritmo della Natura in evoluzione che è ben di più che stare o abitare in campagna anche se quell’ambiente sempre può facilitare la messa a punto della nostra armonia (e contemporaneamente disperare la mente dei cittadini abituati a presunte comodità che spesso neppure utilizzano).

Tutto è uno stato mentale prima che oggettivo, i pensieri creano cose e tutto il mondo che poi sperimentiamo.

Dobbiamo essere nuovi con una mente nuova, un’immaginazione nuova, una creatività nuova e un’Intenzione Nuova.

Cominciare dall’essere a noi più vicino e importante per creare il Nuovo Mondo è una grande idea, cioè esattamente dal “dentro di noi”, partendo semplicemente da noi stessi e poi parallelamente dalle/alle nostre relazioni.

Pertanto “ama il prossimo tuo come te stesso”, sì ammesso che sappiamo finalmente amare profondamente noi stessi; “fai al tuo prossimo quello che vorresti fosse fatto a te” assolutamente sì quando sappiamo abitualmente trattarci con pazienza, comprensione e affetto; “sii generoso, flessibile e abbi una visuale ampia” che vuol semplicemente dire “lascia agli altri la loro libertà, il loro spazio, la loro porzione di sperimentazione”, esattamente quella che vorremmo, e vogliamo, per noi.

Più che “dare” la generosità è non prendere o pretendere ciò che non è nostro. Questo è valido anche nei confronti dei bambini e una palestra straordinaria sono i propri figli, a qualsiasi età.

Coltiviamo quella zona personale di ossigeno che è sorgente di vitalità, creatività ed è necessaria per qualsiasi essere umano, per la sua personale gioia e per la propria salute.
Quell”ambiente che porta tutto in armonia e diventa la sostanza della vibrazione da condividere e ci consente di con moltiplicarne all’infinito.

Amare è libertà, questa è la più grande forma di generosità che possiamo offrire, e dobbiamo ottenere, in una relazione che possa considerarsi sana, viva e longeva.

Essere esseri liberi e concedere libertà ha un significato personale e concordato all’interno della coppia, dove le regole sono stabilite esclusivamente dai partner ed elasticamente riformulate con l’obiettivo di condividere amore incondizionato, cioè “senza condizioni” (come impongono invece i contratti, le aspettative, gli obblighi, i ricatti sentimentali).

Io non ho formule da dare, sì certo posso accompagnarti a trovare la tua migliore modalità, perchè ognuno deve trovare la propria, ma, la definizione che più amo dell’Amore è lo slogan di questo blog dedicato alle relazioni, tre quarti è di Osho con una mia piccola aggiunta:

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo.

L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.

Qualcuno che i rende un Cerchio perfetto.
La presenza dell’altro rinforza la tua presenza.
L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere

il Bene dell’amato almeno quanto il proprio.

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L’amore non è una passione. L’amore non è un’ emozione. Non solo.L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato.

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