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Male d’Amore: nel silenzio la coppia scoppia
Più di tre ore di parole al giorno da innamorati, appena 15 minuti dopo sette anni di matrimonio. Col tempo la coppia “scoppia” nel silenzio.
Al lento ma inesorabile declino della comunicazione all’interno della coppia è dedicato lo studio dell’ultimo numero della rivista Riza Psicosomatica, che ha indagato le abitudini di 512 coppie sposate o conviventi, di età compresa tra i 20 e i 50 anni.
Risultato: tra lui e lei con il procedere del matrimonio o della convivenza risulta sempre più difficile parlare di sé, dei propri sentimenti e dei propri problemi. E quando si parla è sempre più difficile dire la verità.
Tanto che Riza calcola che una coppia su due si fondi sulla “bugia istituzionalizzata”, che tocca l’apice del momento critico subito dopo aver fatto l’amore.

Non è un caso che per il 36% degli intervistati la persona con cui sarebbe più difficile comunicare alla lunga è proprio il partner. Più dei figli (21%) e più dei genitori (16%).
Tra le coppie, il 46% sostiene che si litiga molto più facilmente e proprio per questo è difficile confrontarsi e discutere; il 31% dice che si parla sempre delle solite cose, quindi tanto vale tacere; il 18% trova che il partner è diventato sempre più noioso, per cui ogni giorno si recita sempre la stessa scena. Solo il 22% delle coppie dice che capirsi col tempo è diventato più semplice e appena il 9% delle coppie (in pratica una su dieci) afferma che il rapporto è ancora come ai primi tempi.
Nelle coppie si parla sempre meno ma si dicono più bugie.

Il 37% degli intervistati confessa di non essere quasi mai, almeno sulle cose importanti, davvero onesto.
Il 13% non lo è praticamente mai.
Le bugie abbondano dopo aver fatto l’amore (29%), in qualsiasi momento (22%), dopo un litigio (16%), dopo una giornata particolarmente pesante (13%), quando si è a letto la sera prima di addormentarsi (9%). Tra gli argomenti più difficili da affrontare per la coppia ci sono i propri sogni e i propri desideri individuali (52%), il sesso (48%), i problemi di coppia in genere (34%), il lavoro (28%).
Così, tra lui e lei si parla più che altro di figli per circa 2 ore alla settimana; di problematiche relative alla casa per 91 minuti alla settimana; di lavoro per 77 minuti; di soldi e di spese per 63 minuti; di parenti e suocere per 62 minuti; di sesso per 33 minuti; di salute per 21 minuti. Il declino della comunicazione di coppia – conclude Riza Psicosomatica – è ben illustrato da un percorso in cui all’inizio dell’innamoramento lui e lei sono un vero e proprio fiume in piena di parole e parlano di cose personali fino a un totale di 205 minuti al giorno (circa tre ore).
Dopo un solo anno di convivenza i minuti sono scesi a 96 (circa un’ora e mezza).
Dopo due anni di convivenza si va sotto l’ora (51 minuti per l’esattezza). Dopo 4 anni si parla per 38 minuti.
Infine, dopo sette anni il crollo: lui e lei parlano di sè per 15 minuti al giorno.
…infinite riflessioni sul vivere davvero la coppia e non sopravviverla…
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Dirlo o non dirlo (quest'ultimo è il problema)
A volte per rendere il nostro rapporto ancora migliore bisogna avere una dose di coraggio molto alta. Il coraggio di Parlare. Sembra una cosa ovvia ma esprimere ciò che realmente “sentiamo” magari col rischio di “rompere” un equilibrio (o che tale ci sembra) abituale e poter sperimentare la facilità di disfarci anche della deleteria paura di sbagliare…
Spesso per “quieto vivere” o per la matura decisione di essere persone democratiche e superiori ai piccoli fatti dell’esistenza si tralasciano chiarimenti o puntualizzazzioni che poi ritroviamo come appassionati roditori alle prese del nostro stomaco e dei nostri pensieri.
Piccoli fatti quotidiani che possono essere generati dalla vita normale, gestione dei figli o incomprensioni con i suoceri. O può essere per una frase che abbiamo considerato poco delicata nei nostri confronti, o qualcosa che riguarda il lavoro, le vacanze, un trasloco. Piccoli nodi che pesano sul cuore e sulla fiducia di essere una coppia ideale che cerca di costruire il miglior terreno su cui fiorire al meglio.
Insieme a questo peso di “non dire” sentiamo a volte un’intima limitazione, un calo di energia e di entusiasmo per il noi e per quello che stiamo vivendo.
Insomma essere aperti o ingoiare piccoli bocconi amari che sicuramente faranno più danni a chiunque sia coinvolto in questa situazione di quello che possiamo immaginare?

Dobbiamo rilassarci e decidere da esseri responsabili al 100% quali siamo delle nostre vite accettando con comprensione qualsiasi parte ci componga. A volte lo stesso episodio ci trova in condizioni differenti, magari con una battuta focosa potremmo risolvere il tutto e quindi puntualizziamo alcuni veloci step.
L’Amore che sentiamo per noi stessi deve sempre prevalere. Nel momento in cui abbiamo questa certezza dobbiamo fare in modo di agire di conseguenza perchè il nostro allineamento sia vero e costante. Solo così potremmo condividere sentimenti e tempi comunicando lo stesso tipo di possibilità per il nostro partner. Essere chiari, con la sensibilità che ci piacerebbe usassero nei nostri confronti è sempre vincente.
Il “dirsi Tutto”a volte è denso di chiacchiere superflue, l’amore è fatto anche di cose non dette ma se sono pregne di conflitti o risentimento sono faccende che portano ad una corrosione e una sfiducia (soprattutto in se stessi) che si allargherà al nostro rapporto. Lo stare male è contagioso, poco producente e fuorviante.
Quando sentiamo impellente un bisogno di chiarire e puntualizzare prendendo una posizione conviene sempre farlo, la faccendo si sgonfierà veloce riportandoci quasi immediatamente sul piano della comprensione e della complicità.
Dobbiamo ricordare che “vivere felici e contenti” può essere verissimo a piccole porzioni, momento per momento, il resto è “vita” che ha bisogno di continui riassestamenti e prove di coraggio perchè la nostra esistenza non è l’equilibrismo del dover fare contenti tutti. Non è possibile, soprattutto non è giusto a discapito della nostra integrità.
E’ naturale e fisiologico sperimentare sincere fasi di riassestamento del rapporto che possono coinvolgere anche le amicizie ed il rapporto con i parenti, e queste devono essere veicolo di opportunità per non correre il rischio più grave di tutti: stare dentro ad una relazione stagnante, sofferta e per certi versi irreale.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Io mi Amo: come gestire un tradimento amando(ci)
Sicuramente una fase della coppia da affrontare nel modo “più indolore” possibile è quella che riguarda il tradimento. Le statistiche a riguardo riportano numeri altissimi e ci si chiede… Come e quante persone riescono ad avere il tempo e la gestione di percorsi paralleli tra i più complicati e pieni di dolore (per se stessi e per la persona che “subisce”) e di sensi di colpa.
E’ un dato di fatto che può accadere e può succedere a tutti. Ma quando ci si trova dalla parte “lesa” fare filosofia è un pò meno semplice.
Imparare a tenere a mente un concetto che và oltre dovrebbe essere la base di un rapporto che guarda all’infinito, non tanto nella durata (il qui e ora è sempre molto saggio in qualunque frangente di vita ci si trovi) ma Amare è volere il bene dell’amato. (che si tratti del partner ma soprattutto di me).
E per assurdo e inconcepibile (per noi ovviamente) chi ha attuato il tradimento evidentemente ha considerato che quello che stava facendo era il “meglio” che poteva fare in quel momento. Non che si debbano fare degli applausi a ciò ma guardare la situazione anche “da sopra”, e visto che siamo Uno ciò ci porterà anche a conoscere ulteriori lati di noi e fare delle nuove considerazioni.
Convinti di questo alcuni suggerimenti alla propria sopravvivenza nel mezzo della tempesta che impazza inevitabilmente quando ci si trovi coinvolti in una faccenda di questo tipo.
Innanzi tutto consentirsi di vivere le emozioni: delusione, paura, incredulità, rabbia, disorientamento, il non avere chiaro dove cominciare per dipanare il conflitto interiore sul da farsi.
A questo punto accogliere il massimo del marasma e vivere senza fretta tutte le reazioni che sgorgano e magari ti sembrano negative o eccessive: nausea, rabbia, sconforto.
Non contenere, non cercare ragionamenti ora, non fingere calma o indifferenza. Non volere fare il forte ad ogni costo.
Trova Te stesso e fai scendere l’energia velenosa che ha intasato il tuo corpo e la tua mente.
Stai disintossicando.
Fai un piano di azione per Te: ritrovati e riportati ad integrità.
Frequenta e conosci persone nuove in indipendenza, che siano solo tue, non situazioni in comune con il partner. La mente sarà facilitata a non avere pensieri ossessivi sul fatto da cui devi prendere la “giusta” distanza e sarà anche più semplice ridefinire i contorni di chi sei Tu.
Utilizza questo momento per ri-crearti facendo cose non abitudinarie: fatti concreti e semplici.
Un week end con un’amica, l’acquisto di qualcosa a cui tieni da tempo, un cambio immagine cominciando dai colori che indossi.
Un’ opportunità a non darsi per scontati (nei confronti di sé stessi) e ritrovare energie per aumentare l’Amore nei propri confronti.
E nei confronti dell’altro e del mondo, calma, MAI:
- Umiliarsi e annullarsi cercando di riconquistare il partner. (io mi amo ed emano questo amore per me attirandone almeno altrettanto)
- Cercare di sfogarsi e chiedere conforto continuo agli amici: mai tanto tempo è perso e carica gli altri delle (NOSTRE) negatività. Risultato vuoto attorno (oppure non osano ma vorrebbero. Siamo attratti dal positivo e dall’evoluzione, non dal dolore e dalle recriminazioni, tantomeno da quelle degli altri)
- Guardare con delusione e sospetto la vita in generale. (il mondo è uno specchio e trasformeremmo a nostro sfavore l’ambiente attorno a noi)
- Fare confronti o mettersi in competizione con l’amante del partner. (l’Energia va dove si mette l’attenzione)
- Stare nel rapporto in un’atmosfera di sospetto e diffidenza. (si attare ciò che si emana)
Amore Gratitudine Gioia
Silvia Paola
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Ben venga la crisi !

Ben radicata nell’immaginario collettivo anche delle donne del nuovo millennio, con cui mamme attente ai nostri futuri traumi e nonne amorevoli ci hanno cresciuto, che il “vissero felici e contenti” è ciò che da sempre inseguiamo per poter considerare quella in corso “la relazione perfetta”.
E riteniamo impossibile e grave quando la fiamma della passione tremula incerta e noi ci ritoviamo a correre ai ripari per ristabilire l’atmosfera precedente, che a volte è un’abitudine di momenti molto uniformi e codificati, (rassicuranti) e non per niente si è giunti all’istante attuale in cui uno dei due partner ha la sensazione gli ci vorrebbe “una boccata d’aria” e ritovare i propri confini.
Spesso e volentieri si è arrivati in questa zona rischio perchè non si è colto una serie di segnali precedenti e non è quasi mai un improvviso cambiamento del partner. Come in ogni scambio sempre ciò che accade viene manifestato con piccoli input, comportamenti, parole, che a volte non si colgono o non si ha abbastanza attenzione per capire che potrebbero diventare una valanga di cui avere preoccupazione.
Ciò che dobbiamo comprendere è la normalità di questi cicli che alternano momenti di grande armonia ad altri di maggiore distacco che a volte rasentano l’insofferenza. In questi momenti ci identifichiamo come persone “in mezzo a una crisi”.
La ricchezza di un rapporto è tanto più vasta quanta varietà conosce e riesce a gestire. Il comportamento peggiore sarebbe quello di voler ristabilire un comportamento ideale per immergersi nel modello “coppia perfettamente e perennemente innamorata”.

La cosa migliore che possiamo fare è non contrastare, nè lamentarsi così da non aggiungere atmosfere cupe e pesanti al momento di insofferenza già in corso. Anzi assecondare il percorso non lineare di ogni rapporto a volte piò essere estremamente salutare ed arricchente. Accettare con serenità che la vita è fatta di energie non classificabili e soprattutto non immutabili ed estraniarsi dal coinvolgimento eccessivo rimanendo oggettivi: ogni giorno è in atto una trasformazione del rapporto e la crisi è un veicolo interessantissimo dove salire per ristabilire la propria energia e la propria personalità che ogni tanto ha bisogno di essere “riparata”.
E fare capire ad ognuno di noi che è un individuo “individuale” che sceglie di stare in coppia. Quindi siamo dentro ad una fase di rinnovamento e trasformazione da cui dobbiamo trarre il meglio.
Imparare durante questi tempi a svuotarsi uno dell’altra, ristabilire i proprio contorni per poter aggiungere di nuovo i propri contenuti e poterli offrire e condividere, liberi di scegliere ogni giorno noi stessi e ancora il proprio compagno, fino magari alla prossima crisi che ci porterà sicuramente più in profondità nella conoscenza di sé stessi.
Quindi godere del rapporto nella buona e nella cattiva sorte, avendo ben presente che quando tira brutta aria abbiamo una potenzialità enorme di trasformare noi, la coppia e tutto il nostro vissuto. I momenti “buoni” sono propulsuri per la nostra crescita, per fare un pieno di amore in ogni cellula e pensiero, ad ogni livello e con ogni piano di realtà con cui interagiamo, trasformandola con la nostra intenzione creativa.
Liberi da schemi ed abitudini possiamo reincontraci e risceglierci sempre Nuovi e pieni di entusiasmo.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Indipendentemente da Tutto …
Alzi la mano chi non ha un (o una) “ex”: un ex fidanzato, una ex moglie, un ex ragazzo, un ex marito o anche un ex passione sentimentale, cioè qualcuno o qualcuna per il quale hai provato una forte attrazione mai sbocciata in una vera storia d’amore…
Tutti abbiamo un “ex”.
Quel che provi per il tuo (o i tuoi) ex determina il tuo presente e il tuo futuro sentimentale.
Nella mia guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi” (scaricala adesso da qui), dedico molto spazio alla questione di chiudere i conti con il passato: oggi vorrei considerare la cosa anche da un altro punto di vista.
Qualche giorno fa ho ricevuto questa mail: “Ciao Ilaria, sono una ragazza di 29 anni che si definisce “mediamente felice”. Ho qualche problema, come tutti, e in più mi piacerebbe tanto trovare la persona giusta per me. Ti scrivo perché la settimana scorsa mi è successa una cosa che mi ha sconvolto. Ho chiesto l’amicizia su Facebook al mio ex: dopo due anni, la nostra storia è finita un anno e mezzo fa e adesso, per come la vedevo io, mi pareva ci stessimo riavvicinando. Beh, sai che cosa è successo? Mi ha rifiutato l’amicizia e, peggio mi sento, quando gli ho mandato un messaggio per chiedergli perché, lui mi ha risposto con un gelido: “Dov’è il problema?”. Ilaria, mi sento terribilmente stupida, ma questa storia mi ha fatto stare davvero male. Che cosa mi sta succedendo? Grazie e a presto. Cinzia”.
Cinzia soffre di qualcosa che è molto comune e che io chiamo “sindrome dell’ex”: anche se credeva di averlo fatto, non ha chiuso nel modo più utile per sé il rapporto con il suo ex, dal punto di vista della sua emotività e autonomia personale.
Quando si affronta una separazione le persone vivono di norma due tipi di sentimenti verso il proprio (o la propria) ex:
il primo è quello dell’amore-rimpianto: l’ex è l’essere umano migliore della terra e niente e nessuno è in grado di rivaleggiare con lei/lui. Se vivi la separazione con questo stato d’animo ti senti completamente perso/a e pensi che nessuno sarà piu in grado di amarti in quel modo, né sarà degno/a del tuo amore. Il bello dell’amore per te è finito per sempre, con la fine di questa storia. Non sarai più in grado di vivere l’amore.
Il secondo è quello della rabbia-rancore-odio. Il tuo ex (la tua ex) è tra le peggiori persone che hanno abitato sul pianeta terra e racchiude in sé tutte le caratteristiche negative che possono appartenere a un essere umano. E’ un bugiardo/a, un traditore o una traditrice, privo/a di valori e di virtù.E tu sei ossessionato/a da una sola domanda: “Come ho fatto a starci per così tanto tempo? Se sono caduta/o in quest’inganno ho qualche limite speciale e dunque il vero amore non fa per me. Morirò sola/o e disperato/a.
In linea generale questi sono atteggiamenti normali e vanno accettati come una parte importante del processo di separazione. Il fatto è che dopo qualche tempo devono essere superati.
E sai perché?
Perché si tratta di sentimenti che nascono da convinzioni negative sul tuo (o sulla tua) ex, ma, soprattutto su di te: rimanere a lungo con questi stati d’animo ti blocca, ti impedisce di uscire davvero dalla storia e di occuparti per davvero di attrarre la persona giusta per te.
Che fare?
Ecco tre passi da compiere progressivamente e con decisione.
1) Datti un tempo limite per dar sfogo alla tua tristezza, alla rabbia e al rimpianto: soffri certo, ma per un tempo limitato, non più di tre settimane o un mese, dopodiché decidi di uscire dal tuo dolore.
2) Analizza la storia passata con distacco e obiettività: se è finita delle ragioni ci sono di sicuro. Che cosa hai imparato da quello che è successo? Che cosa è andato bene e che cosa sei certo/a che non ripeterai più?
3) Dedicati a costruire la tua nuova vita in base alle regole dell’autonomia e dell’indipendenza: esci, divertiti, dedicati alle tue passioni e coltiva amicizie; fallo sempre contando solo sulle tue forze e sulle tue risorse personali, senza cercare appoggio negli altri. E’ questo il modo migliore per preparare il terreno ad attrarre la persona giusta per te.
Cordialmente
puoi scaricare l’ebook gratuito qui
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Coppia: istruzioni per l'uso
Trieste marzo 2010 al Cerchio delle Vita
Tutto quello che ci fa crescere come individui fa bene all’amore. Ecco alcune libere opinioni per l’armonia ottimale di una relazione.
Nell’ amore mai fare cose per forza. L’essere spontanei è la prima essenziale qualità di una buona intesa: più si evitano comportamenti non chiari, i secondi fini, tanto più il rapporto potrà essere in grado di esprimere tutte le potenzialità e la relazione essere ricca e prospera.
Quindi fare calcoli è la prima cosa che disturba l’amore, di qualsiasi tipo essi siano anche se li intendiamo “per giuste cause”.
L’atteggiamento meno corretto che possiamo avere in una relazione è quello di voler farla andare bene le cose a tutti i costi: per cui magari per non dispiacere o non turbare un presunto equilibrio, a volte si cerca di essere “quello che vorrebbe il partner”, anche a costo di rinunciare ai propri desideri e ai propri gusti per assecondare quelli dell’altro. Posizione fallimentare: si accumuleranno velocemente frustrazioni ed insofferenze che si ritorceranno in modo esplosivo nei confronti della rapporto.
Bisogna aver serenamente chiaro che tutto ciò che fa bene all’amore (e alla coppia) passa prima per la nostra realizzazione come individui che hanno compreso che avere uno stato di dipendenza è un percorso che porta sicuramente ad una serie di squilibri. E’ importantissimo coltivare la propria autonomia, l’autostima, a volte organizzarsi in momenti di una giusta distanza dal partner, non dare mai nulla per scontato.
Il qui e ora in amore è fondamentale. Ogni giorno accogliamo con gioia ed entusiasmo chi sceglie di dividere con noi la sua vita: a volte il fine principale sembra il poter avere la sicurezza che una relazione duri per sempre.
L’amore si nutre di slanci, di intensità momentanee, di fantasie. E’ bello essere in grado di provocare questi stati anche se qualche volta si è tentati di avere comportamenti pilotanti verso l’aspettativa del “vissero per sempre felici e contenti” con il risultato di vivere in un rapporto di coppia apparentemente solido, sicuro e… paralizzato dai limiti delineati per una serie di paure.
con Luisa una delle mie migliori amiche ogni anno da lei a san Teodoro: una settimana da sogno
Avere propri percorsi e difenderli: non è vero che l’avere un profondo rapporto di coppia significa avere in comune ogni azione ed ogni pensiero. Và bene la complicità ma che non diventi dipendenza il fatto di volersi assolutamente coinvolgere in ogni dettaglio delle reciproche esistenze! Raccontiamoci solo quando è una libera scelta e altrettanto sentiamoci liberi di non farlo. Si possono avere piccoli segreti perchè a volte il volersi dire tutto asseconda continuamente un bisogno di consenso che conduce verso la dipendenza.
Qualche periodo di sana solitudine intensifica piacere e desiderio in modo speciale: non rinunciamo mai a coltivare amicizie ed hobbiy personali, un week end lontani o anche una breve vacanza da soli. E non solo durante i periodi in cui abbiamo “bisogno” di questo magari sull’orlo di una fase critica. Abituarsi alla normalità che due individui pur scelgliendo di stare assieme hanno anche sempre la libertà di potersi “vivere” come individui che hanno accesso ad ogni esigenza crea forti legami di fiducia, desiderio e rispetto in una coppia che ha intenzione di procedere insieme.
Sandro e me
Per chi non è in coppia: la stagione calda apre la porta al cuore ed ai desideri ed inizia il periodo più propizio per accorgersi di un nuovo amore.
Spesso appena si conosce qualcuno di particolarmente piacevole ci si lascia prendere dal bisogno di pianificare, di confrontare, di incasellarlo in esperienze date dalle memorie passate. Sarà proprio il grande amore? Sarà per sempre? Sarà un momento o magari starò così male dopo che forse sarebbe meglio non viverlo? Pensiamo che incastrare un incontro dentro un tassello dove possiamo definirlo ci possa far vivere meglio questo momento? Sarebbe un grande errore!

La magia e l’opportunità dell’amore è confrontarsi e poterci aprire dalle abitudini che abbiamo vissuto fino a questo momento costruendo quella parte di noi in sintonia con ciò che può scaturire da un nuovo incontro. Potrebbe rivelarci cose di noi inaspettate, livelli di sorprendenti libertà interiori da coltivare, nostre evoluzioni di cui non ci eravamo neppure accorti. L’accesso ad una parte di noi pura, nuova dalle infinite possibilità.
Viviamolo e basta e senza fare confronti e creiamo da qui e ora la nostra nuova storia.
22 aprile giornata d’Amore per la Madre Terra
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Armonia in Due
La relazione di coppia oggi non si limita più alla famiglia e alla procreazione, e non si esaurisce neppure nella sessualità e nei sentimenti, ma mette in gioco molte altre dimensioni che portano inevitabilmente ad un confronto di personalità e di mentalità che può evolversi sia come crescita che come scontro, più spesso entrambi. Questo è valido per ogni tipo di relazione interpersonale ma nella coppia, a causa del forte coinvolgimento emotivo e delle reciproche aspettative ed investimenti, ogni aspetto si accentua al massimo, nel bene e nel male.
Nelle fasi iniziali di una relazione le persone tendono a fare bella figura, a mostrare la parte “migliore” e più accettabile di sé. Se poi tra loro nasce un innamoramento ognuno tende a vedere l’altro ancor più bello e apprezzabile, idealizzandolo. Tuttavia, presto o tardi anche altri aspetti della personalità emergeranno e alla fase iniziale dell’innamoramento, in cui il partner appare splendente come il sole, subentrano fasi meno brillanti in cui si prende coscienza anche dei suoi limiti e dei suoi lati meno lucenti.
E’ qui che nascono le prime incomprensioni, le prime delusioni, i primi conflitti che poi, se manca una approfondita consapevolezza di sé e una reciproca capacità di comunicare (e quasi sempre mancano) inevitabilmente vanno ad accentuarsi fino a portare alla crisi. Alcuni, giunti ad un certo livello, decidono di cessare la relazione per cercare un’altra persona che gli faccia riprovare l’ebbrezza dell’innamoramento e che sia finalmente quella giusta. Tuttavia, per quanto intensa possa essere la fase di innamoramento, per quanto giusto possa apparirci il nuovo partner, prima o poi si manifesteranno anche i suoi limiti e aspetti ombra, rinascerà il conflitto e saremo di nuovo punto e a capo.
Questo percorso dedicato alle coppie, si pone come obiettivo quello di aiutare l’individuo, all’interno della coppia, a riunire i vari aspetti del sè frammentati, esattamente all’interno di se stesso, affinchè una volta tornato nella coscienza dell’UNO, le aspettative verso l’altro si trasformino in accettazione totale, amando la persona così per come è, grati per le sue doti e qualità, piuttosto che continuare ad essere delusi da una immagine inesistente che è soltanto una proiezione della nostra mente, stimolata appunto dalle aspettative.
La verità sta nell’UNO, il due separa.
Prendendoci per mano, ci aiuteremo a ri-trovare quella Armonia necessaria alla realizzazione nella relazione di coppia e, se proprio la situazione risulta difficile alla trasformazione, almeno impariamo a lasciare andare con fiducia, aprendoci agli incontri che l’Universo ha preparato per noi, per aiutarci a crescere attraverso il confronto.
Durante questo percorso, utilizzeremo diverse tecniche energetiche, che vanno dall’approccio al contatto fisico alla consapevolezza di se e avremo l’ausilio di strumenti naturali, straordinari per ridonare Armonia nell’individuo
Elisabeta Ghelber e Massimo Piazza
Siamo una coppia, felice di essere approdata ad un nuovo modo di concepire la vita, non più come vittime passive di quelli eventi che, prima inesorabilmente, facevano della fatalità il motore trainante della nostra vita. Consapevoli della evoluzione della nostra Anima, anche attraverso tutte le necessarie prove della vita, ci piace metterci in discussione quando, sul piano del confronto, le ombre che si manifestano inequivocabilmente, ci aiutano a vedere proprio là, dove ci sembra tutto lontano, cioè verso la Luce, fino a che, camminando per mano, ci rendiamo conto che è proprio da dentro di noi che c’è bisogno di fare spazio, attraverso un processo di purificazione, a quella Scintilla Divina, innata nel nostro Essere.
Come coppia non pretendiamo di mettere insieme rigidamente ed obbligatoriamente le nostre diversità, ma fluidi, come l’acqua, ci fondiamo sull’Uno ed è quì che realizziamo la nostra Unicità, che non verrà mai meno ma, anzi, sarà complementare a quella dell’Altro, sul piano della integrazione e dello scambio. Desideriamo immensamente mettere a disposizione le nostre esperienze con la speranza che possano, a partire da noi stessi aiutare a comprendere che:
l’Amore non possiede nè separa, bensì unisce e rende liberi !
NAMASTE’
http://www.armoniaindue.com/home.html
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Innamorarsi Quadrimensionalmente
L’amore esordisce attraverso uno sguardo fugace, lanciato verso colui o colei che ha attirato il nostro interesse; comincia da una carezza furtiva data, lontano da sguardi indiscreti, con l’intenzione di esprimere in quel gesto, tutto quello che le parole non riescono a comunicare.
Ma cos’è che ci fa innamorare?
L’aspetto fisico? Il titolo di studi? Il conto in banca? No, sebbene alcuni potrebbero rispondere affermativamente, in realtà quelli sono solo alcuni degli strumenti di cui l’amore si serve per catturare e indirizzare l’attenzione su quella determinata persona.
Quando ci si innamora, le nostre barriere difensive e le nostre maschere decadono, e si entra in uno stato dove razionalità, senso pratico e lucidità mentale perdono di sostanza e di significato.
Proprio in questo stato di totale abbandono, si riesce a vedere nell’altro quell’aspetto di noi stessi che crediamo di non possedere e per mezzo del quale ci possiamo considerare completi.
La fase dell’innamoramento prevede che vi sia uno stadio successivo, dove ci si conosce e si impara a collimare le differenze che ci contraddistinguono, per poi sfociare sul piano fisico, in un rapporto carnale.
Ma questa trafila evolutiva della vita di un sentimento è vera per gli amori a “3 dimensioni”.
Ci sono amori vissuti su altri piani dell’esistenza, talvolta paralleli a quelli a 3D, dove non è necessario conoscersi per entrare in sintonia, dove i componenti della stessa famiglia d’anima si riconoscono a pelle e si attirano come calamite.

Per questo tipo d’amore non si parla di attaccamento, non è difatti necessaria la presenza di un legame materiale, non è richiesta una continua dimostrazione di calore e di vicinanza corporea: si tratta di un amore incondizionato, basato su uno scambio energetico spontaneo e naturale come il respiro, dove l’uno si rispecchia in tutto e per tutto nell’altro.
E’ un reciproco percepirsi attraverso un canale preferenziale che la Vita mette a disposizione di tutti coloro che vibrano sulla stessa frequenza.
E’ una cosa speciale che nella sua normalità è unica e irripetibile per il solo fatto che esiste in virtù della tua stessa esistenza e del tuo modo di essere.
Si potrebbe pensare che stia parlando di una forma d’amore astratta, immaginaria, idealizzata, ma non lo è, è più concreta che se fosse vissuta in 3D, solo che i sensi coinvolti sono i corrispettivi eterici dei nostri organi sensoriali.
Chi si è ritrovato in questa vita, sa di cosa sto parlando …
Auguro a ciascuno di voi di rincontrarvi con i vostri fratelli e sorelle d’anima, di riconoscervi e di amarvi l’un l’altro come io amo voi.
Grazie a Chiara Vacchieri che ha scritto questo Messaggio e a Marco Merlo che me lo ha inviato.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Amore dalle molte sfaccettature
Ologramma d’Amore
(3°PARTE)
Innamorarti di te stesso
Ogni persona ha molte sfaccettature. Ci sono diverse parti di voi dentro ogni realtà interdimensionale. Se siete in grado di innamorarvi dell’artista e del guaritore in qualcuno – diverse dimensioni di quella persona …- allora siete in grado di riconoscere i diversi aspetti della stessa persona.
Anche questo può essere usato per creare un ologramma d’amore che è estremamente magico. Vi permette di vedere voi stessi in un modo unico – un modo che diventerà più forte soltanto quando vi spostate da un livello ad un altro.

Ma questo significa cercare quelle possibilità. Significa cercare di questa persona quelle parti diverse delle quali potete innamorarvi. Significa anche lasciar andare le restrizioni. Significa lasciar andare la paura di innamorarsi e la paura di essere feriti. Sarete nuovamente feriti? Sì, ve lo garantiamo. Sì, almeno una volta e forse di più, se siete fortunati.
Più amore incondizionato da diverse angolazioni potete portare in ogni relazione, più profonde e facili saranno le comunicazioni e la tendenza a crescere indipendentemente non sarà un problema. Questo vi permetterà di avere una visione di voi stessi unica e speciale, e di innamorarvi alla fine di voi stessi. Quando questo accade, inizierete ad abbandonare il bisogno d’amore al di fuori di voi.

Questo è in realtà il punto migliore da cui costruire un rapporto, con due individui molto forti che possono camminare fianco a fianco e sostenersi a vicenda incondizionatamente. Più amore incondizionato potete portare in una relazione – che sia una relazione d’amore, con i vostri figli a casa, o con il capo al lavoro, trovate quelle parti che vi riflettono bene ed amplificatele.

Forse chiedete: “Come posso innamorarmi completamente di questa persona? Come posso apprezzare ogni aspetto di questa persona? Come posso trovare nuove cose alle quali non sono attaccato, ma che posso amare perché vedo il mio riflesso in esse?”
Adesso siete ad un livello di vibrazione dove potete creare quest’energia ed andare avanti con una nuova forma d’amore, che facilmente si sposterà da un livello al successivo.
Non abbiamo condizioni. Questo è ciò che ci aspettiamo da voi: nulla.
Vi amiamo per essere chi siete.
DA ESPAVO
da una nota di Nazario Cannella
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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