La relazione del Sesso nell’Amore
Testo di Hoseki Vannini
Chi percorre un cammino spirituale, che ha come priorità la comprensione e la pratica dell’amore, naturalmente indaga anche le problematiche legate all’amore di coppia e non può, dunque, esimersi dall’esprimere la sua opinione in materia di sessualità. Difatti, la sessualità è, giocoforza, un elemento fondante della vitalità del rapporto amoroso.
Ma come si compone questo aspetto del nostro essere prettamente legato alla felicità del corpo con le esigenze cosiddette “asessuate” della spiritualità e che dipendono, invece, dall’appagamento dell’anima? Come si mettono in relazione i bisogni del corpo e dell’anima nei riguardi di questo tema? Finché saremo ancorati ad un concetto di dualità corpo-anima, sarà davvero difficile sanare questa apparente dicotomia, ma quando allargheremo il nostro orizzonte speculativo, forse, sarà semplice capire il significato ultimo che la sessualità ha da aggiungere al concetto dell’amore in sé.

L’essere umano ha avuto in dono i cinque sensi per interagire con un reale creato dal nostro pensiero, per dare forma alle nostre idee senza forma e Ognuno di noi, santo o delinquente, deve fare i conti con la fisicità che i cinque sensi veicolano. Anche un uomo votato all’ascesi, disinteressato a quanto lo circonda, prima di isolarsi in un eremo, ha dovuto sfidare i sensi, ha dovuto sperimentarli per poi sublimarli. A maggior ragione, dobbiamo farci i conti noi che cerchiamo di capire chi siamo e cosa stiamo a fare qui. Solo nel momento in cui avremo afferrato la connessione corpo–anima nella sua intima essenza, saremo in grado di sperimentare il fascino di questa unica entità, di questo sistema di percezione fisico e spirituale che è stato programmato per ricongiungerci con la divinità e per superare ogni concetto che rimandi alla separazione.
E proprio il sesso, quale delizioso strumento di comunicazione è, molto probabilmente, il mezzo più adeguato, per aiutarci a ricompattare quella supposta ed innaturale dualità. Nel tempo, posizioni religiose, filosofiche e politiche hanno costretto la sessualità ad un ruolo non consono alla sua natura, un ruolo divenuto, in seguito a capziose manipolazioni, se non dannoso, certamente non adeguato alla valorizzazione della sua essenza e per certi versi sconcio.
Tutto questo lavorio culturale, morale, e sociale è servito per tenere sotto controllo gli esseri umani, per tenerli lontani dall’autodeterminazione e per arginare comportamenti non utili all’economia di una società fondata sul potere di pochi a scapito di molti.
Tuttavia, le emozioni, che da sempre sono patrimonio del cuore e della sessualità, sono quanto di più difficile si possa tenere a freno. La mente, invece, rifugge le emozioni, le giudica, le cataloga e cerca di eliminarle a vantaggio di atteggiamenti riconducibili non all’individuo, alla sua speciale singolarità, ma ad un disegno collettivo di ordine e controllo. Il ruolo della mente, quindi, è utile ad un Corpus ideologico che privilegia comportamenti standardizzati e dunque controllabili in ogni frangente, ragion per cui, in ogni settore del consesso civile, si è cercato di dare il minimo spazio possibile all’emotività a favore, altresì, della razionalità.
Questo modo di procedere ha fatto sorgere una serie di credenze, divenute, poi, convinzioni, che hanno influenzato, non poco e non solo, la nostra condotta sessuale ed hanno generato una percezione distorta della sessualità che, da allora, è considerata come una parente sciagurata del sentimento d’amore.
Quanta confusione, quanti drammi hanno preso vita a causa di queste pretese teorie e quanti rapporti d’amore sono naufragati in virtù di questo stato di cose, quante emozioni sono state represse e mortificate.
Invece, la Spiritualità, che ha come suo obiettivo quello di migliorare la qualità della vita degli individui, di esaltare il valore dell’esistenza, della vita tout court, non si è accontentata di relegare la sessualità ad una funzione riproduttiva, ad un momento a sé stante della fisiologia umana, ad una istintiva e rozza prerogativa fisica, ed è andata, come sempre, oltre il sentito dire, oltre le apparenze ed ha esplorato, perciò, dal suo punto di vista, il compito primario della sessualità.
È stato allora che il sesso ha perso i suoi connotati morbosi ed indecenti ed ha svelato la sua reale identità. Allora, finalmente, il tanto dannoso e vituperato sesso si è mostrato per ciò che è: semplicemente un modo per dare corpo alle emozioni dell’anima, meglio, del cuore! In ultima analisi, quindi, si è scoperto che è proprio il sesso la dimostrazione di come ogni parte di noi sia preposta a dare un senso compiuto all’originalità dell’essere umano.
Nell’atto sessuale la separazione di due persone si annulla, si dissolve in una perfetta sintesi che è sì fisica, ma che comporta una scomparsa del sé e, pertanto, trasferisce le emozioni da un cuore ad un altro in un amplesso, che fa nascere non solo una nuova vita, ma un nuovo sé… Un sé, frutto della comunione fisica e spirituale di due identità, due entità idealmente separate, che, nell’atto sessuale, si scoprono una! E questo “essere uno” lo sentiamo come primordiale unione, come scomparsa di una divisione sofferta, una divisione che trascende i suoi limiti per creare un’apertura sull’immensità del concetto che chiamiamo amore. Amore che, comunque si esprima, è assenza di sé, è sparizione del sé, dell’ego! Se riflettiamo sull’estasi di un orgasmo, sull’assoluta mancanza di pensieri di quell’attimo, sullo stato di dimenticanza di noi stessi, possiamo spiegarci, a grandi linee, cosa sarà, l’amplesso con Dio, l’unione con lui, nell’istante in cui rimetteremo a Lui il nostro corpo per ri-diventare Lui.
Quando Dio (l’Universo, l’Energia creatrice, o come meglio ci piace denominarlo) ci ha “immaginato” come corpi, ci ha permesso di amare questo strumento fino al punto di donarlo ad un altro, in quanto il dono di sé è l’espressione più alta dell’amore. Pertanto, nell’attimo in cui decideremo di fare a meno del corpo, di donarlo a Lui e di dissolverci nella Sua luce – realizzando ciò che, appunto, è amore – allora sapremo, con dolce certezza, chi davvero siamo. Ecco che, da questa ottica, il sesso acquista una dimensione completamente diversa e da azione fisica diviene un atto spirituale, diviene il tramite per conoscere profondamente la divinità che è in noi e per avvicinarci “concretamente” a Dio. Soprattutto, la sessualità si riappropria del suo connotato più decisivo: la libertà di essere! E libertà è libertà di pensiero, dunque, è fantasia, è creazione!
Ma, cosa ancor più bella, libertà è essere sempre sé stessi, è essere e diventare amore e, quindi, significa ritrovare in noi i tratti dell’amore divino: è celebrare la nostra Divinità in ogni nostra umana manifestazione cosicché, senz’altro, sesso fa rima con amore!
modella e fotografa Yasmina Rossi
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Amore da conquistare e con cui stare: una testimonianza coraggiosa
Io e Samanta ci stimiamo e ci vogliamo bene. Pur frequentandoci pochissimo sappiamo capire che non ci conosciamo “per caso”. E’ una Donna eccezionale, madre di due splendide adolescenti e un’artista ipnotica: cantante, sassofonista, ballerina. Tanto bella fuori quanto bella dentro. Le sono davvero grata di questa testimonianza “senza rete”, coraggiosa e obiettiva in pieno rispetto di se stessa, come i contenuti e i vissuti da me, completamente e con sollievo, condivisi nell‘ebook in questione. Neanch’io sapevo di questa sua relazione, ciò lo ritengo ancora più prezioso.
Una persona che stimo e amo profondamente è Louise Hay. Non semplicemente per i suoi insegnamenti illuminati, ma soprattutto per essersi totalmente denudata condividendo parti del suo passato difficili da esporre in pubblico, in diversi dei suoi tanti libri. Questi fatti per lei dolorosi e anche imbarazzanti, e il suo trasparente mostrarsi, me l’hanno fatta consacrare come un essere da rispettare e amare senza confini.
Condividere quei fatti, mentali o reali, con cui a dispetto degli echi delle nonne che intimorivano convinte “I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA” (proverbio inteso a segnalare l’inopportunità di portare a conoscenza di estranei tutto ciò che potrebbe esporci alle loro critiche ed anche a disonorarci) può essere un modo per restare incatenati a memorie e ricordi in un qui e ora infelice e paralizzato.
Spesso spartire svuota ulteriormente la parte energetica in stallo, ci libera.
Inoltre riuscendo a gestire la difficoltà dell’esporsi mette altre persone nelle condizioni di confrontare i propri “segreti” e di rendersi conto che davvero “siamo Uno”, (piccoli grandi eroi che fanno del proprio meglio, nelle grandi e nelle disdicevoli cose dell’esistenza), riuscendo a disinvestirsi emotivamente dal “problema”.
Ma la parte più concreta è il ritorno di energia trasformata e attivata nel proprio nucleo centrale dall’atto umile e pubblico dell’apertura del sé, che ci lancia nella Vita alla conquista dell’Amore più duraturo e potente (noi stessi) che ci consentirà di attrarre solo relazioni adeguate alla nostra vibrazione primaria.
Grazie Samanta, di cuore.
“Ho finito il libro… mi ci è voluto un pò.. perchè durante la lettura mi sono successe tante cose…. che mi hanno fatto riflettere e addirittura prendere delle decisioni importanti… già per questo dico GRAZIE.
Più che dire la mia sul libro vorrei raccontare dove mi ha portato la lettura e l’ascolto dei due mp3… Visto che una coppia felice nasce da un single felice ho cominciato ad ascoltare i due mp3 ininterrottamente…per ore… fino a quando una frase in particolare mi ha colpito … “la mia relazione comincia da me“.
Mi sono resa conto che SONO innamorata di un uomo da circa 2 anni… è un rapporto un pò strano…credo di averlo riconosciuto nell’istante in cui ho visto i suoi occhi, in un video… non parliamo poi di quando è entrato in casa mia x sentirmi cantare (ha poi confessato poco tempo fa che lui sapeva chi c’era dietro quella porta, che io ho aperto, che il viso era il mio… anche se non mi vedeva da più di 20 anni… anche se non ci siamo mai conosciuti ne frequentati, io ero semplicemente il contralto vicino a sua sorella.. e avevo 15 anni) mamma mia mi tremano la mani e le braccia nello scrivere, per fortuna non uso la penna!!!!!Bene da quel giorno per me è diventato un’ossessione.
Lui però non arrivava mai… diceva un giorno ti spiegherò, un giorno ti racconterò e non lo faceva mai..
Beh, lo ha fatto qualche mese fa… così ho capito perchè non “arrivava” e non sarebbe mai arrivato. Lui single, intrappolato in una storia che definisce di amicizia (x me di assoluta dipendenza), che non gli avrebbe permesso di avere nessun tipo di rapporto con altre, se non superficiale o di “amicizia”… bene dico io, cominciamo con quello..essere amici è pur sempre qualche cosa..così abbiamo cominciato a frequentarci… abbiamo cominciato a passare ore e ore a chiacchierare e a raccontarci… e a conoscerci in modo più intimo… L’ombra pesante di lei era sempre pesante… presente… mi impediva di uscire da quel ruolo… AMICA… macchè amica, gli dico un giorno anche un pò arrabbiata, io ho un milione di amici ma non passo con loro le nottate a svelarci nell’intimo..ACCIDENTI!!! Più andavo avanti nella lettura del libro e nell’ascolto degli mp3 più mi rendevo conto che non era quello che volevo… avevo un dolore atroce al piede destro, che mi impediva quasi di camminare, e un mattone sul cuore… era ora di agire.
Così, quasi incredula,ma fermamente decisa,ho detto no ad un suo invito… ho fatto ancora di più.. gli ho detto che mi faceva stare male passare ore a sentirgli raccontare che non sarebbe mai uscito da quella situazione, e che non sarebbe cambiato mai niente per lui (di conseguenza per noi)… gli ho detto che era meglio se non si faceva più sentire… se non quando avesse fatto il primo passo per stare meglio (volevo che capisse che è lui il padrone della sua vita, che è lui il solo ed unico che poteva cambiare la sua situazione)…
Insomma… Ho pensato… è finita.. era sparito il dolore al piede, era sparito il mattone sul cuore.. lo avevo lasciato andare.
Ero orgogliosa di me, avevo rispettato per prima cosa il mio sentire.. non stavo bene in quella situazione, volevo altro, volevo essere libera di amarlo… volevo essere amata, da lui che non ama nemmeno se stesso.
Ora sono serena, consapevole del fatto che se dovesse tornare lo farà da persona libera… e da lì si può ricominciare.
Tutto si è svolto con l’intensità e la velocità di un uragano!!! come se non ci fosse più tempo per la confusione…tu dici chiarezza e amore…è vero dico io! è proprio questo che voglio nella mia vita in questo momento CHIAREZZA E AMORE!
Grazie per l’effetto che le tue parole hanno avuto su di me… mi hanno liberata… GRAZIE SILVIA, GRAZIE GRAZIE GRAZIE”.
Samanta Balzani
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L’autonomia dell’Io per creare sempre un nuovo noi
Le vacanze separate sono mancanza o abbondanza di rispetto?
Tema di alcune discussioni, tra amiche e coaching è l’abitudine e la “noia” che vivere insieme spesso impantana la coppia come in un calmo lago cristallizzato.
Non si argomenta qui di problemi da risolvere, discussioni, conflitti o contrasti, ma del bisogno di poter avere oasi personali nelle quali riappropriarsi del singolo Sé e ricaricare la propria individuale personalità.
E’ importante poter trascorrere del tempo fuori dalla relazione e riuscire a ricompattare la propria essenza in libertà, fuori dai medesimi schemi e quotidianità, fuori dalle aree consolidate e ripetitive.
Come per qualsiasi altro vissuto, anche il più piacevole, l’abitudine tende a livellare le emozioni, sminuendo il significato dell’intento di condividere, stancandoci energeticamente e svuotando l’importanza della scelta, anche se questa è la migliore che possiamo mettere in atto.
Questo lo possiamo sperimentare in molti ambiti, quello che diventa “normale” e ovvio diventa anche poco desiderabile e apprezzabile. Io adoro il sushi ma se ogni giorno mangio sushi dopo un pò lo troverò normale, poi noioso e quindi potrei davvero sviluppare un’intolleranza al sapore, all’odore o anche alla vista. Idem per qualsiasi cosa a cui ho accesso in modo continuo e ripetitivo.
La scelta di fare vacanze separate, o almeno una parte di esse, non è solo un atto di coraggio anticonvenzionale ma la comprensione e la messa a fuoco che “io” non sono un noi, io sono un Io che sceglie di essere anche un “noi”.
Molte relazioni subiscono grossi inciampi e in alcuni casi vere e proprie crisi quando uno dei due esprime il desiderio di godere di un momento più o meno lungo di sana individualità, in porzioni e spazi assolutamente sacrosantamente personali. E molti rapporti vanno in scompenso per l’incapacità di esprimere i reciproci personali bisogni utilizzando compromessi che, con l’intenzione razionale di non destabilizzare un ritmo acquisito, depotenziano e rendono insofferenti entrambi i partner portando a stati di tensione ingiustificata semplicemente ovviabile da un vero e sincero amore per se stessi e per l’altro come esseri integri e indipendenti sempre e comunque.
Come ho scritto nel mio ebook “Amore da conquistare e con cui stare” io non potrei più vivere una relazione dove fosse sottinteso un qualche “dover” faticosamente giustificare o chiedere il permesso per gestire il mio tempo o i miei bisogni, e questo vale anche per i miei desideri. Il fatto di sapere che in ogni momento posso scegliere cosa, come e dove andare o essere mi rende quasi superfluo il fatto di usufruirne ma a volte è necessario per quella parte di me che ha bisogno di sentirsi viva e in piena ricezione delle energie destinate esclusivamente a me.
Questo tipo di rispetto, condiviso, mi fa amare profondamente il mio partner.
Naturalmente il concetto vale per entrambe le parti, nel modo più assoluto e comprensivo.
Dedicarci del tempo, degli spazi e del nuovo quando occorre e quando lo desideriamo ridarà il pieno valore al quotidiano che riprenderà quota e significato proprio per la consapevolezza che la propria libertà è a portata di mano sempre e comunque. E sempre e comunque possiamo avere ed essere l’io e il noi. Senza l’io non ci può essere un noi pieno, reciproco, entusiasta e grato.
Quale è la tua opinione in proposito? Scrivimi un commento visto che l’argomento è emotivamente delicato e soggettivo. Allarghiamo le sensazioni e condividiamo i pareri?
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L’Amore è mobile
Pensa a quando hai scelto la tua auto.
Hai individuato la marca, il modello, il colore e le caratteristiche che ritenevi fossero il meglio per te. Dopo aver guidato l’auto per un paio di mesi, ti rendi conto che forse avresti dovuto acquistare una macchina più grande, o che forse i sedili in pelle sarebbero stati meglio, o che in giornate di sole e caldo, il tetto apribile sarebbe stato meraviglioso.
Tuttavia è troppo tardi, quindi scegli di tenere l’auto e apprezzarla per i vantaggi iniziali per cui ti è piaciuta tanto.
In un certo senso è lo stesso per la tua relazione.
I primi tempi è tutto perfetto, poi le cose potrebbero cambiare un pò… Oltre ai piaceri ci sarà qualche ostacolo da superare e da mettere a punto. Il vantaggio è che il partner non è una macchina e si può trovare a percepire le tue stesse sensazioni, magari senza dirtelo.
Se riuscite a comprendere la preziosa scelta che avete fatto incontrandovi potete scegliere di far sì che tutto tra voi funzioni al meglio.
Non solo ma che questa relazione diventi l’espressione di due unicità che alleandosi diventino un accordo di profonda Forza e Felicità senza limiti e confini.
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Amore da conquistare e con cui stare
E’ oltre un anno che ci penso e scrivo, che sgorgano idee, elaborazioni e focalizzazioni e da pochi giorni l’ho terminato: “Amore da conquistare e con cui stare” è un testo dedicato all’amore di coppia. O meglio alle relazioni di coppia. O meglio ancora su quelle che sono le mie esperienze e opinioni in relazione alla relazione e ai suoi componenti e a come viverla al meglio iniziando da se stessi.
In un certo senso una psicoterapia collettiva, il merito va anche alle situazioni delle persone che scrivono nelle sessioni di Josaya Coaching, alla mia esperienza di crescita personale e spirituale (di cui non modificherei una virgola, neanche dei momenti più bui) e soprattutto va alla Vita che continuamente e instancabilmente (ci) mette nelle condizioni di capire, riaggiustare il tiro e di esistere nel modo migliore in un Qui e Ora davvero straordinario, se lo vogliamo.
Stare “male” è sempre una scelta e, come stare favolosamente bene, tutto dipende da noi. Che lo vogliamo credere o meno, non abbiamo la più piccola scusa per non vivere alla grande con ogni nostra capacità e talento. Anche nell’Amore.
La faccenda è seriamente… semplice, di una semplicità tale che osservare quelli dai più percepiti come “problemi sentimentali” o “dolori d’amore” da una diversa prospettiva, quella del vero IO, ci farà istantaneamente capire, d’aver “sprecato” una montagna di tempo adagiati nei luoghi comuni e nell’autosabotaggio. Siamo rimasti immersi nella folla del “noi” collettivo e irrealistico della propria mente, nelle abitudini e nelle credenze sociali e dintorni. Abbiamo guardato e indagato dappertutto anzichè rafforzare la connessione con noi stessi.
Questo “accorgerci” ci darà l’urgenza di non perdere neppure un ulteriore minuto facendoci fare del male (o/e facendolo agli altri).
Inizialmente un’ansia glaciata ci fulminerà nella comprensione dell’assurdo meccanismo a cui abbiamo volontariamente partecipato e dallo stesso modus che ci siamo aspettati nelle nostre storie di “amore”. Ottimo prendere atto e ri partire immediatamente nell’Adesso.
In realtà lo “spreco” non esiste. Ognuno fa del proprio meglio con quello che la propria mente elabora e con quello che sa o crede di sapere. Ogni vissuto e ogni relazione hanno un’importanza capitale al nutrimento e alla conoscenza di noi stessi.
Ogni evento a cui ci apriamo porta, tassello dopo tassello, a qualcosa di immensamente chiaro e potente, ci consegna alla nostra conoscenza. Un’illustre faccenda. Sta sempre ed esclusivamente a noi scegliere, momento per momento, quello che stiamo esistendo ma soprattutto quello che stiamo percependo come sensazione, che poi creerà ulteriori attrazioni di coordinata vibrazione su tutti i livelli a cui abbiamo accesso.
Un concetto di Osho è illuminate (come molti dei suoi pensieri, ma ci tengo a non essere considerata una sua “discepola”, io non voglio e non mi sento associata a niente e nessuno e allo stesso tempo con tutti e Tutto)
“…l’Amore non è una passione. L’Amore non è un’emozione. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività” e mi piace aggiungere “Amare davvero è volere il Bene dell’amato” qualunque che sia questo “bene”. L’amato è l’altro ma soprattutto noi.
Noi non siamo di nessuno e nessuno è nostro, è molto più ampia la portata e la potenza dell’Amore, è qualcosa di immenso. Difficile pensare questo quando tutti i sensi e tutte le emozioni ci riportano solo ed esclusivamente ad un’altra persona con i limiti che ci imponiamo e pretendiamo. “Vivo per te” o “Muoio per te” l’abbiamo provato tutti. Era a suo modo uno stato meraviglioso, paradossalmente anche nel dolore. Le grandi emozioni fanno sentire vivi e immortali. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra le grandi emozioni (percezioni) mantenendoci unici, integri, forti e immensi. Non c’è da “scartare” nulla, solo da integrare in una diversa concezione.
“L’efficacia è la misura della verità” il terzo principio Huna, che a noi Josaya piace tanto citare è ciò con cui procedo nella vita. Se sto bene, bene davvero e non che “mi racconto che sto bene”, tutto è perfetto. Se sto male, se lascio che ciò che esperimento mi “devasti”, mi ossessioni, mi schiavizzi e mi procuri eccessive aspettative (che mi porteranno inevitabili frustrazioni) ciò non è “efficace”.
Siamo in questa dimensione per vivere, per gioire e per dare un senso a questo tempo che ci è concesso. L’amore è un fattore primario per la felicità dell’essere umano, per l’espansione di ogni essere vivente.
L’Amore nel rapporto di coppia è una delle esperienze più magnifiche e importanti che possiamo fare. Due unicità alleate saranno invincibili, e questa alleanza va molto oltre quello che immaginiamo o che spesso vediamo nei nostri rapporti o in quelli di chi ci sta accanto.
E’ possibile, è fattibile, è la cosa più grande che possiamo mettere in atto, per la nostra gioia e quella dell’intero Universo.
A breve vi darò i dettagli sull’uscita del mio ebook “Amore da conquistare e con cui stare”, con la prefazione di Andrea Panatta.
Silvia Paola
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