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Coppia e Relazione: Essere Felice in Amore

Una sana e felice vita di relazione è uno stato a due che ha bisogno di una ricetta fondamentalmente semplice ma estremamente raffinata. E ognuno dei partecipanti deve fare del suo meglio perchè questa delicata alchimia non vada mai a male, a far male, a farci stare male. Perchè di stare male capita a molti, e molto spesso, portandoci via per troppo tempo gioia, allegria e benessere sia a livello emotivo che fisico. E’ davvero così difficile essere una coppia felice?

Sembra impossibile si possa soffrire per Amore. E’ una contraddizione, un tempo drammatico e ingiusto, un errore che comincia in modalità sottile e può rovinarci la vita. Ci sono persone abbonate a meccanismi crudeli che continuano a scambiare e a interpretare l’amore come una sorta di guerra di territori (principalmente emotivi) e se non di entrambi almeno di uno dei soggetti della coppia.
Ma la cosa più sconveniente, e falsa, è credere che sia la normalità.

Abituati a sentire lamentele e problematiche da parte di amiche, amici, conoscenti ma anche chiacchiere di mamme o persone che consideriamo sagge, risolte o “fuori zona”, ormai alla percezione di molti sembra una prassi dell’esistenza che i dolori dell’amore non evitino nessuno, anzi che siano regolari e inevitabili come il raffreddore (ma molto più dolorosi e terribili) e che essere destabilizzati e piegati dal sentimento più bello e buono del mondo sia un tempo che arriva per tutti. Per alcuni chi non soffre per amore non è normale, sensibile, sentimentale e forse neanche… umano.

Lo stato di smarrimento, e talvolta ossessione, che i problemi in amore ci procurano non sono la norma. E lo stare male non è ovviamente ciò che speriamo o vorremmo quando siamo in una relazione di coppia, ufficiale o meno che sia, recente o di lunga data, eterosessuale o no.

Perchè l’Amore è fatto di comprensione e attenzione oltre che di passione e desiderio ma certo mettere in pratica la personale disponibilità alla soluzione, o tendere la mano e la mente all’altro, non è sempre facile quando qualcosa ci destabilizza nel profondo.

Spesso troppe dinamiche si accavallano non permettendoci lucidità, dialogo e neppure “buon senso”. Lo abbiamo sperimentato tutti. Quando si è “dentro” al marasma difficilmente si riesce a vivere con gioia almeno le cose “al di fuori”. E non ci si riesce neppure a distrarre perchè l’amore solitamente assorbe tutte le energie e le focalizza nel bersaglio del nostro dolore di cuore.

La relazione con il suo complesso abbraccio emotivo è un prisma che accoglie ben oltre i nostri ragionamenti e le nostre intenzioni e quando “stiamo male in amore” tutto è filtrato dalla nebbia triste e gonfia di dolore (o densa di paura, rabbia, scontento, aspettative, risentimento, vendetta, desiderio non condiviso, ossessioni) che viviamo e contribuiamo inconsapevolmente a diffondere e a far lievitare riuscendo a stare sempre più male.

Ovviamente ogni caso di disagio nelle relazioni è soggettivo e allacciato alle infinite variabili messe in moto, coscientemente o meno, dai componenti della coppia. Ogni situazione è una situazione unica e a se stante, con una propria angolazione e come tale va vista e indagata per arrivare a sciogliere innanzitutto la percezione del dolore che ciò che “non sopportiamo” ci provoca.

La prima cosa da fare è dare sollievo al nostro cuore e alla nostra mente, poi si può affrontare il resto con forza e lucidità e indubbiamente la centratura di accedere alla soluzione più felice.

La vita è troppo breve per sprecarla in dolore, recriminazioni, paure o infelicità. E l’Amore merita davvero tutta la nostra attenzione, la nostra passione, la nostra gioia e il nostro piacere. In ogni senso.

Silvia Paola Mussini
Silvia Paola Mussini

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Siamo liberi o prigionieri di noi stessi?

E’ sempre interessante conoscere e aver a che fare in diretta con le persone, che spesso sono specchi di noi stessi e sicuramente riflessi del mondo ben più delle statistiche dei media e di quello che a volte ci sembra l’evoluzione della specie. Lo dico con rispetto, perchè ognuno di noi ha una strada da compiere e indubbiamente fa del proprio meglio con le informazioni, le credenze, le scelte e il bagaglio che vuole avere.

A fine giugno ho trascorso una piacevole settimana alle terme da sola mentre Sandro rientrava a casa dopo aver passato una settimana con i suoi in Puglia. Per noi che lavoriamo gomito a gomito 365 giorni all’anno è importante e fondamentale avere qualche intermezzo di “solitudine” nel cui tempo ritrovare il ritmo dell’essere che si è, che non è la coppia per quanto rispettosa, scherzosa, amabile e piacevole che noi siamo. Uno dei motivi, simbolico e reale, per cui stiamo insieme è che entrambi potremmo decidere senza preavviso (a meno che non ci siano impegni di lavoro comuni) di partire immediatamente per un viaggio senza dover giustificare assolutamente nulla, come due adulti e veri compagni che scelgono di stare insieme nella massima trasparenza e apertura della reciproca crescita con la visione alle proprie esigenze. Di più, la priorità per entrambi è stare nella gioia e questo è ancor più se l’altro è appagato, entusiasta e motivato nella e alla propria crescita. Questa è l’armonia che noi consideriamo il non plus ultra della convivenza.

Tornando ai mie giorni trascorsi alle terme avevo vicina di tavolo a pranzo e cena, anche lei singola, una signora avanti negli anni (qualcuno in più della mia mamma) con un invidiabile carnagione freschissima. Pertanto abbiamo chiacchierato molte volte e una volta di più mi sono resa conto come le scelte e le credenze personali siano abitualmente scambiate per ineluttabile carattere.

La signora, di cui non so il nome perchè tutti continuavano a chiamarla come lei desiderava per cognome inchinandosi al suo passaggio “Buongiorno Signora XX”, mi ha raccontato tutta la sua vita, esistenza costellata da fatti particolari e ordinari come tutte le vite, molto sincera, molto desiderosa di chiacchierare, molto giustificativa nel sè e molto poco nei confronti degli altri. Ne aveva per la società, per i figli, per il cibo, per tutto ciò che non andava come avrebbe voluto, anche in modo intransigente.

Della serie “Io sono fatto così” malgrado il desiderio (intellettuale) di cambiare o migliorare, o quanto meno di essere sereni ma la maggior parte degli umani sposta questo desiderio fino al margine di non averne più tempo, voglia e motivazione, “perchè il mio carattere è questo, sono nato così”. E comunque più di una volta volta è uscita con una frase più introspettiva (o almeno mi pareva che non fosse solo un’ovvietà alle mie considerazioni pacifiche) “E comunque lo sa? I soldi non danno al felicità!”.

Ritengo molto importante osservare e non giudicare. Il mio modo di captare la vita mi fa constatare che le persone si dividono in esempi utili o contrari, è tutta esperienza da mettere a frutto per migliorare i propri lati e portarci al nostro fulcro di verità, gratis tra l’altro, per chi è in connessione al proprio sé e decide di vedere.

La cosa che mi ha colpito che “il suo essere fatta così” metteva innanzi a tutto l’opinione degli altri. Il matrimonio non si disfa mai, succeda quello che succeda all’interno, il rispetto della gente è fondamentale, vivere negli agi molto importante, sposare un uomo benestante comunque un parametro abbastanza… essenziale. Discorsi di una persona nata in altre epoche e oggi si ragiona in modo diverso? Mia nonna, classe 1910, aveva voluto studiare da infermiera contro il parere dei suoi genitori, anche perchè significava andare a stare in convitto lontana da casa, cosa che lei ha fatto a 16 anni. I miei bisnonni avrebbero preferito una tranquilla ragazza dei suoi tempi ma lei ha dimostrato ben presto di non ragionare nè con i tempi nè con la testa di altri, facendo esattamente tutto quello che desiderava per attuare le sue scelte, stabilire la sua professione e la sua vita e rimarrà sempre per me un esempio di indipendenza, coraggio, forza e chiarezza.

Quello che noto è che ancora troppe donne ragionano con l’eco romantica (o scientifica) del principe azzurro possibilmente abbiente e questo le indirizza quasi sempre in situazioni lontanissime dal proprio sentire e dai propri talenti. Questo vale anche se ci si appoggia a un uomo non necessariamente benestante ma magari decisionista, delegando a lui, all’uomo che ci pare forte, le presunte difficoltà dell’esistenza. Si entra così in un’orbita dove non si sceglie ma si assecondano situazioni opportunistiche perchè non dipendono da noi, si delega, si va a ruota di qualcuno per mancanza di coraggio e di fiducia in se stesse. In un certo senso si vende la propria integrità per avere quel “rispetto sociale” che ancora troppe donne non ritengono di essere in grado di procurarsi da sole, magari con accanto un compagno evoluto che le sproni ad essere completamente se stesse e dirigersi insieme verso il meglio. Di se stessi innanzitutto. Tutto questo discorso è ovviamente rigirabile al maschile, accade e forse più spesso di una volta.

La vita è viva perchè è mobile e fluida. Noi siamo vivi quando siamo integri e liberi nel pensiero, nell’azione e nelle scelte.

Succeda quello che succeda.

Silvia Paola Mussini
Silvia Paola Mussini

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Cosa c’è di più misterioso dell’amore ?

A ben guardare, ogni sentimento che gli Esseri umani sono in grado di concepire ha sempre un addentellato con la realtà, con un frangente esistenziale verificabile, ma l’amore no…

L’amore sfugge ad ogni umana considerazione, non ha regole, né limiti, l’Amore si esprime con una fantasia incredibile ed ha incessantemente un effetto sorpresa. Soprattutto, l’Amore ci lascia indifesi, incapaci di reazioni razionali, ci consegna al mondo delle possibilità senza fornirci un manuale di istruzione. È come se si concretizzasse in circostanze per forza di cose assurde e prive di ogni spiegazione, eppure sembra assolutamente… normale.

Ed invece nulla è normale in Amore, anzi, quando l’amore è normale, in genere, tutto è meno che amore. Si può ingaggiare qualunque battaglia contro qualsiasi evenienza esistenziale ed uscirne vittoriosi, ma, quando si prova a combattere con l’Amore, per quanto astuti, coraggiosi o preparati si possa essere, se ne esce sempre “vincitori sconfitti” perché, alla fine, sarà sempre Lui a decidere per noi, sarà sempre Lui a reggere le sorti del suo gioco.

E non potrebbe essere altrimenti perché l’Amore è creatività, meglio, è creazione, l’Amore deve sorvegliare e stimolare l’evoluzione dell’Universo e non può avvalersi di norme certe, facilmente intuibili, perché, altrimenti, potrebbe essere impedito nella sua azione, o peggio, indirizzato o condizionato e questo non può ammettere l’amore in quanto la sua capacità di espressione deve avvenire in libertà.

L’Amore, difatti, dà il meglio di sé solo quando è libero di sovvertire abitudini e condizioni ormai consolidate, l’Amore deve, in ogni istante, rimescolare le sue carte per cambiare tutto senza cambiare nulla. È un lavoro incessante quello dell’Amore, è un lavoro di distruzione e costruzione che siamo abituati a chiamare vita: il mistero della vita!

Hoseki Vannini

Coppia nuova, coppia felice: Essenza non convenzione

Piacere Eros Magma Diamante: Io Sono

Il Piacere in ogni sua forma è ciò a cui istintivamente ogni essere è predisposto. Per un fiore il farsi imbevere dalla pioggia e poi, lo immagino eroticamente, lasciarsi asciugare e scaldare dal sole è puro godimento. Per un animale stirarsi, essere amato, benvoluto e accarezzato è piacere,  per gli umani fortunatamente il piacere è declinato in milioni di sfumature.

Vivere con eros è, a mio parere, ben più di una faccenda sessuale. A volte la definizione di “amore”, pur così importante e profonda manca di qualcosa di viscerale, di denso, di pulsante, di travolgente.

Mentre ci si “evolve” qualcuno ritiene sia saggio lasciare da parte quella spinta, che sembra pericolosa, che fa accelerare il pensiero e l’azione, quella sensazione di stare a cavallo di un sentimento selvatico da cui arrivano informazioni fisiche e psichiche su noi stessi. L’emozione, a detta di certi illuminati, sembra qualcosa di superficiale, di eccessivamente “animale”.

L’ideale completezza è essere risucchiati dal languore e dal desiderio senza esserne dominati e ossessionati, potervi attingere come a una Fonte di Spirito terreno, un misto tra un’idea rinvigorente, una sana bevanda alcolica e quel senso di mancanza che porta a cercarne la soddisfazione.

L’eros parte da un punto di fuoco e si propaga ad ogni cellula come spinta vitale, come desiderio che coinvolge e ci immerge nella vita, verso la creazione, verso la guarigione, verso una dimensione più ampia.

E questa spinta conduce nutrendo ed è ininfluente che si conclami o no, anzi spesso il desiderio non appagato rimane vivo e bruciante e può essere usato come una lama sulla quale surfare con passione attraverso e verso altro, un carburante liquido, incandescente e benedetto.

Forse bisognerebbe coniare un altro termine per la sua “troppa” comunanza sessuale ma io trovo che sia qualcosa di assolutamente parallelo e altrettanto coinvolgente, qualcosa che radica e sradica contemporaneamente e propone un verso, un senso, una trasformazione.


Il giovarsi, il piacere e l’eros, a mio avviso, sono un’idea, una luce invitante che indirizza verso l’oltre, verso l’avvenire che avvenga o no. E’ un cibo che accelera il metabolismo, fa compagnia, da’ conforto, fortifica e rende brillanti, riempe di supporto e vitalità l’intero organismo, e questo che sia diretto verso un progetto, una persona, un’ideologia, un desiderio del corpo o della mente, o di entrambi.

Quando si è colmi di eros – fuoco, emozione, senso, direzione, luce, voluttà, desiderio, pienezza, piacereci si sente invincibili e indomabili (“adamas”) nei confronti del mondo e contemporaneamente trasparenti (“diaphanes” ) a noi stessi, proprio come dall’etimologia dei termini greci da cui nasce la parola diamante, la pietra più preziosa, brillante, pura e forte al quale gli Indù uira attribuivano la definizione di “frammento d’eternità”.

Vivere fremendo di piacere è una dimensione che indirizza e soddisfa, trovare erotismo in qualche dettaglio della vita è la spinta a fare con piacere anche altre cose, anche quelle “doverose” e ripetitive, come quei lati della professione scelta con amore ma che in tutti i contesti ha compiti meno gradevoli di altri.

Perchè erotico può essere un hobby, uno sport, un interesse che interessa solo noi, un sogno che alimenta la giornata, un pensiero che riempie e rapisce la razionalità e riporta in uno spazio personale e privato dove attingere energia, fantasia e piacere.

L’eros è segreto, soggettivo e magico, una dimensione da esplorare in silenzio. Come per il mago la cui magia è agita tacendo, vivere con erotismo non è un qualcosa da condividere e raccontare, e come per le fantasie erotiche o i sogni, quando se ne parla divengono polvere, evaporano banalizzandosi nella realtà. Una parte delle donne, e quando accade agli uomini è più grave, ha troppo bisogno di chiacchiere, sfoghi e confronti, questo depotenzia e annacqua il proprio potere, da’ in pasto ad altri quello che è il proprio cibo che ognuno deve trovare e coltivare dentro di sé.

Fino ad arrivare, nei corsi e ricorsi, a quell’altro qualcosa che ci trasformi, riparta e si riconsolidi nella direzione della nostra inscalfibile integrità, nata dalla lava liquida del piacere del nostro vulcano che si trasmuta in diamante.

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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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