Gioia

YinYang la stagione dell’amore è sempre buona

Onestamente trovo estremamente eccitante il cambio di stagione. Ma quando il calendario dichiara ferragosto comincio a recalcitrare mentalmente perché ho la buffa idea, da sempre, di voler influire nel rallentare o invertire il senso di marcia della Natura. Adoro l’estate!

Emozioni contrastanti entrano in me: le giornate che si accorciano mi stupiscono (sempre!), mi pare di avere un senso di limite quando la luce diminuisce, l’immagine del lungo e freddo inverno davanti mi inquieta mentre un germoglio di eccitazione freme pensando al cambio completo di comportamento, situazioni, sensazioni, modi di essere, di opportunità.

Regolarmente mi sento in bilico, ho una leggera e malinconica nostalgia per la stagione piena appena trascorsa ancora prima che finisca e lei, che fa comunque il suo percorso con o senza le mie piccole proteste, mi fa cambiare idea semplicemente avanzando.

Ovviamente il percepire che mi sto muovendo in un ciclo di completamento, il naturale adattamento alla proposta e alla direzione armonica mi fa fluire automaticamente  nella direzione del Tutto.

In realtà amo profondamente il cambiamento, il susseguirsi di cose, incontri, passioni, desideri, emozioni che in una situazione di “immobilità” o staticità non potrebbero esistere.

La Natura è un esempio imperiale da cui prendere spunto per perdonarci il senso di onnipotenza manipolatoria, e relative aspettative, in ogni ambito della nostra vita. Noi siamo onnipotenti per quello che riguarda noi stessi, se ciò è in accordo con il Flusso Armonico dell’intero Universo che è sempre in espansione nella direzione del meglio personale e collettivo.

La vita di coppia, come ogni altra dimensione che possiamo osservare oltre che vivere, ha insito un suo proprio bioritmo, fatto di una somma di energie: quella propria, quella del compagno/a, quella del rapporto, quella dell’ambiente in cui la relazione esiste e si evolve, quella del mondo intero dentro e fuori il contesto. Pertanto è impossibile pensare che nel tempo il nostro legame sia o possa mantenersi uguale a come è nato. Come tutto in ogni adesso è altro.

Ogni componente nel tempo cambia, le regole si sono espanse e diversificate (o tenute con i denti e impedite), l’amore si è dilatato (o retratto e irrigidito).

L’attenzione e la cura, in sottile e in concreto, della relazione matureranno e frutteranno a seconda del nostro concederci aperti, o meno, a un’alleanza sentimentale vincente in accordo nel divenire.

Molte persone trovano intoppi nel fluire a livello personale, attribuendo al fuori la colpa delle tensioni e dei disagi che sperimentano. Avanzare insieme rimanendo due individui completi, liberi e decisionisti ha ulteriori livelli di difficoltà ma tutto sta a valutare quanta ricchezza abbiamo accolto, percepito e coltivato insieme al nostro partner.

Quello che spesso non si fa a sufficienza è parlare e chiarire a costo di litigare o spaventarci pensando durante l’uragano “con questa è finita”. Una relazione è viva se non è ovvia e paurosa, se non è legata da un contratto ma da intenti, se lascia all’altro la stessa aria di cui abbiamo bisogno, quella che sperimentiamo quando siamo in profonda connessione con noi stessi e che è di ciascuno per diritto di esistenza.

Io e il mio partner (l’Io scritto prima non è casuale) abbiamo una linea comune di pensieri, modi di vivere, passioni, interessi, intenti e il medesimo sguardo sull’esistenza. Ma ci vuole sempre tanta attenzione per rendersi conto che il valore di un rapporto si rinforza “essendolo” e onorandolo nella quotidianità e non “agendolo” con un filtro opacizzato da aspettative, preconcetti, influenzamenti, posizioni rigide, pretese, senso del possesso, binari permessi o no e credenze popolari.

Da tempo facciamo un gioco per ripristinare l’armonia della nostra coppia. Dopo che abbiamo esternato con coraggio e apertura le spine emotive o torcimenti di budella di qualsiasi forma o causa che talvolta si manifestano nel nostro rapporto. A turno senza interromperci dopo che ci siamo svuotati dei fastidi, non vietandoci di esprimerci liberamente ma vivendo la bagarre anche a toni accesi (e spesso finiamo ridicolizzando l’argomento con battute che ci fanno morire dal ridere) concludiamo la sfuriata  raccontandoci reciprocamente le cose belle di noi.

Del perchè stiamo insieme e di cosa c’è nel piacere irrinunciabile di farlo, di cosa ci sorprende nell’altro, di quanto si è orgogliosi, gratificati e grati di poter condividere la vita con lui/lei. Questo ci porta in una dimensione di amore incondizionato reincarnandoci nell’armonia e nel senso originale della nostra relazione.

E’ meraviglioso dare e ricevere questo esercizio, dona una profonda fiducia in sè stessi e nella propria individualità, l’autopercezione di essere costantemente parte attiva dei propri accadimenti e successi e la potenza di un’alleanza sacra col proprio compagno.

Silvia Paola

Tra marito e amante: io chi e dove sono?

Una lettera di un’amica lettrice mi porta a fare alcune considerazioni tra l’amarsi, come punto di partenza e fulcro del nostro essere, e il lasciarsi travolgere da sentimenti, fatti e situazioni al di fuori di noi stessi.

E’ capitato a tutti, e sempre capiterà, è l’opportunità per una grande lezione: la creazione di un proprio centro di gravità permanente che non ci faccia sballottare dalla nostra mente che si perde nel dirige un’orchestra senza nessun maestro. Il maestro siamo noi che passo dopo passo dobbiamo accordare (dare al cuore) la sinfonia più adeguata nella piena realizzazione dell’armonia più sublime: essere felici sempre e comunque.

Cara Silvia sono arrivata ad un punto di ”confusione”…è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono forse per questo, mi sono ”infilata” nei ”guai”!!
Leggendo i vostri post, e spaziando anche in altre cose, inerenti la crescita spirituale mi è sorto un altro interrogativo, o forse appunto mi trovo davanti a qualcosa che non riesco a ”decifrare”…

Da quello che ho ”compreso” fino adesso, ma spaziando appunto tra un post e l’altro leggo anche di situazioni ”difficili” da sostenere, e che,ad esempio, faccio riferimento a un commento di una cantante, proprio su un tuo post che parla di un uomo, di cui lei era presa, ma quest’uomo non faceva altro che parlare di un’altra persona, alla fine lei si è stufata e lo ha mandato a ”benedire”…”quando ci vuole ci vuole”….


Ma al contempo, privi di giudizio, capire, comprendere pronti al perdono ma soprattutto appunto l’assenza di giudizio.
E qui,forse mi sento un pò ”persa” cioè concordo con l’assenza di giudizio ma ora non distinguo più il ”limite” tra quello che è ”accettabile” o meno, per un essere umano.

Ho capito,che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?

O è ”giusto” scendere a ”compromessi” perdonare e accettare l’altro a priori per quello che accettando il ”comunque” si comporta con noi?
La mia situazione, ormai la conosci, dentro di me sò cosa voglio, sono consapevole ma non mancano le paure, i rimorsi e i sensi di colpa (lo so che non servono a niente).

Con Ho-oponopono ho avuto il ”coraggio” di fare anche certi passi e sentirmi ”meglio” ma forse manco di ”costanza” e a volte di ”fiducia” voi siete splendidi, raggianti e trasmettete tanta solarità delle volte ho salito quella cima ma poi, delle circostanze, da cui ancora ”non mi libero” mi fanno ”ricadere”.

Il rapporto con mio marito è diventato ”amicale” ma solo da parte mia, lui vorrebbe che io gli andassi ”incontro” in altra maniera io non me la sento non sò come sentirmi in relazione a questo. Lui da parte sua, giustamente, mi ha detto di non riuscire più a starmi vicino, per cui vorrebbe andarsene ma la situazione economica al momento non ce lo consente.

Io ho ancora le mie paure legate alle ”stampelle” quando pensi che da solo non sei in grado di ”camminare”…e ti appoggi all’altro è anche vero che contestualmente si ha comunque ”bisogno” di un aiuto e finanziario e di gestione familiare in tutto. Ho il ”pensiero” delle mie bimbe, di non essere in grado da sola di occuparmi di loro e delle ”insicurezze” che mio marito stesso mi menziona.

Dall’altro canto, lo chiamo col suo nome ho un amante ma anche con lui non c’è una ”regolarità” o meglio questa persona, con cui appago il lato sentimentale e sessuale che comunque continuamente mi cambia versione delle cose.

Abbiamo sfiorato la ”realizzazione” quello in cui, anche io speravo uscire alla luce del sole, e andare a vivere sotto lo stesso tetto, non per ”mettere le catene” ma per vivere una relazione alla luce del sole, senza le paure di essere visti, e così via.

Ma poi, qualcosa si è ”bloccato” ho iniziato ad avere paura anche qui sono stata invasa dai dubbi perchè comunque questa persona non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine.

”Senza giudizio” lui appare immaturo, ancora giocarella, si appaga di sentirsi piacente, si dichiara pure infedele.
Capisco che non vuole ”’legami” a questo punto, però io purtroppo me ne sono ”innamorata” e in ogni caso, me ne sento attratta molto fisicamente. Ma ogni volta mi propina gelosie e infedeltà ma quello che davvero mi rende più ”difficile” il capire è proprio riferito ai ”segni”. Ogni qualvolta che chiedo all’Universo, inerente questa storia i ”segni” che ho sono ”di buon auspicio” ma a questo punto mi domando? Forse non sono in grado di discernere? O di interpretarli veramente…

Io sto cercando di essere felice, e di non farmi ”coinvolgere” da quello che mi turba ma quando ripetutamente una persona ha con te atteggiamenti contraddittori (mi ha detto di amarmi, ma che è infedele…). Il giorno prima, mi dice che non vede l’ora di fare l’amore con me il giorno che mi vede riparte con le… vorrei chiamarle in altro modo… ma non mi sembra educato….ma credo tu abbia capito!

Ho letto, e ora lo rifarò, il post in cui parli della sincronicità ma, appunto, questi segni che chiedo, lo faccio inerenti all’uomo di cui mi sono innamorata e per me sono un riscontro positivo ma se lui però continua a darmi messaggi contraddittori… sono io che non capisco?

Un’altra mia ”curiosità” è sulla questione ”anima” sempre viaggiando nel web, ho sentito dire e letto, di alcune persone che asseriscono, che se non realizziamo quello che l’anima veramente vuole, non c’è legge dell’attrazione che tenga e nemmeno i ”mantra” aiuterebbero in questo, tu che ne pensi?

Io penso che la FEDE possa smuovere davvero le montagne e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere, in riferimento a questo discorso, lo scrittore asserisce che l’anima non prenderà comunque mai il ”sopravvento” lasciando liberi nelle decisioni.

Daniela

Daniela cercherò di essere breve e crudele 🙂 abbiamo già affrontato più volte di questa situazione in stallo da molto tempo, troppo. Intanto esordisci con “è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono” e a fine lettera scrivi: “(…) e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere (…)”.

Ma secondo te chi si deve prendere la responsabilità del TUO percorso e della tua vita? Della tua gioia e della tua pace? Tuo marito, l’amante, io…?

Il tuo nick, che non riporto, rappresenta il modo con cui guardi ed esisti il mondo (e non è un caso): timorosa, fragile, disneyana, bisognosa di cure e protezione.

Sei in continuo e pieno marasma con oasi di pace in mezzo a milioni di pensieri e congetture. Tu vuoi tutto, ma vuoi che tutti ti diano tutto quello che ti serve, o ti sembra ti serva per “essere felice”, e realizzare la tua missione di nascita. Intanto una considerazione è che “la missione di nascita” è personale, la devi cercare tu in te stessa e mettere in atto. Gli altri sono specchi, collaboratori e mezzi per arrivarci, possibilmente tramite l’amore che è molto più vasto, possibilista e generoso di quello che pensiamo o speriamo.

Riguardo i “segni”… Se sono “veri” sono fluidi e portano con facilità a destinazione, ma non dove noi vogliamo arrivare (aspettative). Ho amiche che si fanno fare le carte e cambiano divinatore finchè non hanno il risultato che vogliono a cui si attaccano come piovre oppure guardano le “coincidenze” solo dal lato favorevole alle loro speranze e (quando ci sono aspettative) questo modo di agire permette loro di rimanere a crogiolarsi nella propria ossessione senza prendersi il 100% della responsabilità di se stesse.

Tu hai letto “Amore da conquistare e conquistare” dove mi apro a costo di scorticarmi, e sai di cosa parlo, e stai facendo un percorso di crescita ma finchè non metti prima te, e non quello che pensi di volere, attrarrai solo frustrazione, confusione e nodi da sciogliere. Che sono tue creazioni perchè li riannodi tu, giorno dopo giorno, per non fluire verso e con l’Amore per te.

Dici: “Ho capito, che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?” Dico io: “investiti?”. Ma tu dove sei? A fare da bersaglio a ciò che non vorresti?
E scrivi anche anche “(…) perchè cmq questa persona (il tuo amante) non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine” (io dico: ???)

Daniela la tua certezza, il tuo centro, la tua meta, il tuo Amore sei sempre e comunque TU! La Pace comincia da Te, come tutto il resto. Concludendo: decidi tu come vuoi stare e non cosa devono, dovrebbero fare gli altri per “assicurarti” una buona vita.
So che capisci il come e il perchè delle mie parole.

Ti abbraccio forte e ti auguro sempre il meglio.

L’autonomia dell’Io per creare sempre un nuovo noi

Le vacanze separate sono mancanza o abbondanza di rispetto?

 

Tema di alcune discussioni, tra amiche e coaching è l’abitudine e la “noia” che vivere insieme spesso impantana la coppia come in un calmo lago cristallizzato.

Non si argomenta qui di problemi da risolvere, discussioni, conflitti o contrasti, ma del bisogno di poter avere oasi personali nelle quali riappropriarsi del singolo Sé e ricaricare la propria individuale personalità.
E’ importante poter trascorrere del tempo fuori dalla relazione e riuscire a ricompattare la propria essenza in libertà, fuori dai medesimi schemi e quotidianità, fuori dalle aree consolidate e ripetitive.

Come per qualsiasi altro vissuto, anche il più piacevole, l’abitudine tende a livellare le emozioni, sminuendo il significato dell’intento di condividere, stancandoci energeticamente e svuotando l’importanza della scelta, anche se questa è la migliore che possiamo mettere in atto.

Questo lo possiamo sperimentare in molti ambiti, quello che diventa “normale” e ovvio diventa anche poco desiderabile e apprezzabile. Io adoro il sushi ma se ogni giorno mangio sushi dopo un pò lo troverò normale, poi noioso e quindi potrei davvero sviluppare un’intolleranza al sapore, all’odore o anche alla vista. Idem per qualsiasi cosa a cui ho accesso in modo continuo e ripetitivo.

La scelta di fare vacanze separate, o almeno una parte di esse, non è solo un atto di coraggio anticonvenzionale ma la comprensione e la messa a fuoco che “io” non sono un noi, io sono un Io che sceglie di essere anche un “noi”.

Molte relazioni subiscono grossi inciampi e in alcuni casi vere e proprie crisi quando uno dei due esprime il desiderio di godere di un momento più o meno lungo di sana individualità, in porzioni e spazi assolutamente sacrosantamente personali. E molti rapporti vanno in scompenso per l’incapacità di esprimere i reciproci personali bisogni utilizzando compromessi che, con l’intenzione razionale di non destabilizzare un ritmo acquisito, depotenziano e rendono insofferenti entrambi i partner portando a stati di tensione ingiustificata semplicemente ovviabile da un vero e sincero amore per se stessi e per l’altro come esseri integri e indipendenti sempre e  comunque.

Come ho scritto nel mio ebook “Amore da conquistare e con cui stare” io non potrei più vivere una relazione dove fosse sottinteso un qualche “dover” faticosamente giustificare o chiedere il permesso per gestire il mio tempo o i miei bisogni, e questo vale anche per i miei desideri. Il fatto di sapere che in ogni momento posso scegliere cosa, come e dove andare o essere mi rende quasi superfluo il fatto di usufruirne ma a volte è necessario per quella parte di me che ha bisogno di sentirsi viva e in piena ricezione delle energie destinate esclusivamente a me.

Questo tipo di rispetto, condiviso, mi fa amare profondamente il mio partner.

Naturalmente il concetto vale per entrambe le parti, nel modo più assoluto e comprensivo.
Dedicarci del tempo, degli spazi e del nuovo quando occorre e quando lo desideriamo ridarà il pieno valore al quotidiano che riprenderà quota e significato proprio per la consapevolezza che la propria libertà è a portata di mano sempre e comunque. E sempre e comunque possiamo avere ed essere l’io e il noi. Senza l’io non ci può essere un noi pieno, reciproco, entusiasta e grato.

Quale è  la tua opinione in proposito? Scrivimi un commento visto che l’argomento è emotivamente delicato e soggettivo. Allarghiamo le sensazioni e condividiamo i pareri?

Coppia: “usiamoci” al Meglio!

Tutto quello che ci fa crescere come individui fa bene all’amore. Ecco alcune libere opinioni per l’armonia ottimale di una relazione.

Nell’ amore mai fare cose per forza. L’essere spontanei è la prima essenziale qualità di una buona intesa: più si evitano comportamenti non chiari, i secondi fini, tanto più il rapporto potrà essere in grado di esprimere tutte le potenzialità e la relazione essere ricca e prospera.

Quindi fare calcoli è la prima cosa che disturba l’Amore, di qualsiasi tipo essi siano anche se li intendiamo “per giuste cause”.
L’atteggiamento meno corretto che possiamo avere in una relazione è quello di voler farla andare bene le cose a tutti i costi: per cui magari per non dispiacere o non turbare un presunto equilibrio, a volte si cerca di essere “quello che vorrebbe il partner”, anche a costo di rinunciare ai propri desideri e ai propri gusti per assecondare quelli dell’altro. Posizione fallimentare: si accumuleranno velocemente frustrazioni ed insofferenze che si ritorceranno in modo esplosivo nei confronti della rapporto.

Bisogna aver serenamente chiaro che tutto ciò che fa bene all’amore (e alla coppia) passa prima per la nostra realizzazione come individui che hanno compreso che avere uno stato di dipendenza è un percorso che porta sicuramente ad una serie di squilibri. E’ importantissimo coltivare la propria autonomia, l’autostima, a volte organizzarsi in momenti di una giusta distanza dal partner, non dare mai nulla per scontato.

Il qui e ora in amore è fondamentale. Ogni giorno accogliamo con Gioia ed Entusiasmo chi sceglie di dividere con noi la sua vita: a volte il fine principale sembra il poter avere la sicurezza che una relazione duri per sempre.
L’amore si nutre di slanci, di intensità momentanee, di fantasie. E’ bello essere in grado di provocare questi stati anche se qualche volta si è tentati di avere comportamenti pilotanti verso l’aspettativa del “vissero per sempre felici e contenti” con il risultato di vivere in un rapporto di coppia apparentemente solido, sicuro e… paralizzato dai limiti delineati per una serie di paure.

Avere propri percorsi e difenderli: non è vero che l’avere un profondo rapporto di coppia significa avere in comune ogni azione ed ogni pensiero. Và bene la complicità ma che non diventi dipendenza il fatto di volersi assolutamente coinvolgere in ogni dettaglio delle reciproche esistenze! Raccontiamoci solo quando è una libera scelta e altrettanto sentiamoci liberi di non farlo. Si possono avere piccoli segreti perchè a volte il volersi dire tutto asseconda continuamente un bisogno di consenso che conduce verso la dipendenza.

Qualche periodo di sana solitudine intensifica piacere e desiderio in modo speciale: non rinunciamo mai a coltivare amicizie ed hobby personali, un week end lontani o anche una breve vacanza da soli. E non solo durante i periodi in cui abbiamo “bisogno” di questo magari sull’orlo di una fase critica. Abituarsi alla normalità che due individui pur scelgliendo di stare assieme hanno anche sempre la libertà di potersi “vivere” come individui che hanno accesso ad ogni esigenza  crea forti legami di fiducia, desiderio e rispetto in una coppia che ha intenzione di procedere insieme.
Spesso appena si conosce qualcuno di particolarmente piacevole ci si lascia prendere dal bisogno di pianificare, di confrontare, di incasellarlo in esperienze date dalle memorie passate. Sarà proprio il grande amore? Sarà per sempre? Sarà un momento o magari starò così male dopo che forse sarebbe meglio non viverlo? Pensiamo che incastrare un incontro dentro un tassello dove possiamo definirlo ci possa far vivere meglio questo momento? Sarebbe un grande errore!

La magia e l’opportunità dell’amore è confrontarsi e poterci aprire dalle abitudini che abbiamo vissuto fino a questo momento costruendo quella parte di noi in sintonia con ciò che può scaturire da un nuovo incontro. Potrebbe rivelarci cose di noi inaspettate, livelli di sorprendenti libertà interiori da coltivare, nostre evoluzioni di cui non ci eravamo neppure accorti. L’accesso ad una parte di noi pura, nuova dalle infinite possibilità.
Viviamolo e basta e senza fare confronti e creiamo da qui e ora la nostra nuova storia.

Amore Gratitudine e Gioia

Silvia Paola

Agisci come se fossi Amore: relazioni e rapporti

E’ un mondo così vasto e articolato quello delle relazioni che si può creare una “regola” a riguardo per ogni persona e per ogni relazione che questi ha con tutti gli esseri con cui entra in contatto. E forse anche di più, perché ogni momento che viviamo viene arricchito (a volte impoverito) da umori, memorie e stati d’animo che divengono il nostro “qui e ora” , soprattutto tramite l’ego che spesso parla per noi.

Le affinità elettive sono un insieme di preziose sensazioni che riescono a trascendere anche la migliore parte di noi stessi connettendoci tramite la nostra energia a quella di chi ci sta accanto. Sicuramente il “volere” andare d’accordo, il focalizzarci sulle qualità, parlare e pensare “bene”, apprezzare i pregi e sinceramente gioirne sono un allenamento quotidiano che ci consente di migliorare i nostri geni (che poi vedendola sotto l’aspetto di Ho’oponopono sono semplicemente la nostra montagna di memorie e di paure) rendendoci esseri liberi soprattutto da noi stessi.

Coppia o  Amicizia non hanno grosse differenze sempre di Amore si tratta, lo stesso Amore con cui osserviamo noi stessi e ogni altro essere (animale, vegetale, minerale) esistente e nel trattare esattamente nella stessa misura ogni forma di vita. E anche ogni forma di vita “che non è più”  in questo piano temporale poiché  “Vita” qualsiasi cosa sia esistita rimane sempre e comunque.

Non ci sono molte “regole” effettive, solo stili di approccio e comportamento una volta scavalcata la parte di noi che sostanzialmente filtra, dà giudizi e trova difetti (che sono solo il nostro specchio) e questo “stile” si può riassumere in pochi passi:

– Benedire ogni essenza del creato
– Godere del miracolo di essere vivi e di poter partecipare a questa meravigliosa esperienza
– Sentire forte e chiaro la propria Libertà e il proprio Potere
– Sentire forte e chiaro la Libertà e i Diritti di Ogni Essere
– Comprendere in ogni nostra cellula che non abbiamo limiti
– Esistere qui e ora

– Aspettarsi sempre il Meglio

– Essere Sempre Infinitamente Grati di tutto questo.

“Agisci come se fossi Amore” è diventare un Grok, nello Sciamanesimo Hawaiano un “cambia forma”, un “imitazione”, semplicemente un “essere”,  dove calarci, godendone come il regalo più prezioso che riusciamo a farci, e sentire la potente immensità che riusciamo a raggiungere quando questo Siamo.
Da questa dimensione Tutto è possibile perché, inizialmente con una euforica vertigine, sentiamo che il Tutto è Amore, Io Sono il Tutto, Io Sono Amore, e davvero i confini sono sconfinati.

Amore Gratitudine e Gioia

Silvia Paola

AMORE da conquistare e con cui stare








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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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