Problemi di coppia? Io me la rido!
Divertirsi insieme è fondamentale, allunga la vita confermando che ridere davvero e sempre fa buon sangue, a noi e nello specifico anche alla nostra relazione di coppia.
Quante volte di fronte ai problemi o nei momenti di tensione scegliamo un sovversivo “E io invece con te me la rido”?
Quando ci dimentichiamo di nutrire il rapporto con delle sane risate il livello dello stesso prende una piega meno colorata e propositiva e siamo più inclini a drammatizzare situazioni che potrebbero essere sgonfiate semplicemente scoppiando entrambi a ridere. Quando la scelta del compagno ha tenuto in considerazione, oltre a quelle affinità che riteniamo irrinunciabili, che la piacevolezza di stare bene insieme vuole dire sdrammatizzare e divertirsi più che si può, la qualità della nostra vita in primis e parallelamente quella della coppia, prende una consistenza di gioioso benessere che ci fa davvero godere della strada che stiamo percorrendo insieme.
Una risata positiva contiene complicità, amicizia, fiducia, comprensione, brio, buonumore, entusiasmo, voglia di vivere e un immediato ottimismo anche in quelle situazioni non proprio idilliache che di quando in quando si affacciano in qualunque tandem anche se ben affiatato.
Iniziare la giornata con un bel sorriso sul volto e la predisposizione al buonumore è il miglior elisir che possiamo autoprodurre e l’abitudine alla capacità di aumentarne l’efficacia in maniera esponenziale. E’ provata la realtà concreta dei benefici delle risate, migliorano la circolazione con vantaggi che toccano ogni cellula dell’organismo: fanno bene al cuore, rendono la carnagione luminosa, ci danno pensieri più limpidi, le arterie più forti ed elastiche, aiutano a rassodare l’addome bruciando calorie, eliminano le tossine e lo stress e molto altro, proprio come praticare un costante esercizio fisico. Controindicazioni? Nessuna! Il miglior sport della coppia insieme a una buona sessualità. E quando anche questa fosse in quei momenti di bassa fisiologica, che capitano, poter ridere (e a volte anche riderne) rafforza un rapporto di stima, recupero, fiducia e profondo bene reciproco.
Ridere insieme è un legame che va oltre molti altri contenuti di un rapporto, allenta le tensioni e può sanare mille e una situazioni.

Da ricerche sull’argomento sembra stabilito che l’uomo, nella fase della conoscenza, è magneticamente attratto da una donna che sorride e ride, e che soprattutto sa divertirsi alle sue battute. Lo è un pò meno quando è lei che fa la boutade, soprattutto se in modo ironico. Il maschio medio, soprattutto inizialmente, ha bisogno di ammirazione e rassicurazione e vorrebbe essere lui e solo lui il protagonista dello show. In realtà di maschi evoluti, sicuri e centrati ce ne sono davvero tanti e sono quelli che apprezzano da subito una compagna che non deve limitare la propria personalità per soccorrere la carenza di autostima con bisogno di considerazione ammirata e rassicurazioni da mamma col cucciolo. L’autoironia è sempre apprezzata da entrambi e riporta ad una parità nel divertirsi e nel mostrarsi senza vergogna o paura del giudizio. Importante che non sia lesiva o magari nasconda un contorto modo per essere costantemente consolati e supportati sulle proprie presunte mancanze. Pertanto ridere di sè stessi va bene ma che sia fatto sempre anche qui con autostima e un certo amor proprio, giusto il desiderio di giocare insieme.
E’ naturale che il senso dell’umorismo, per divertire entrambi, per fare da carburante, deve essere sulla “stessa lunghezza d’onda” questa non si può forzare ma si può armonizzare con la conoscenza, il rispetto e la voglia di un’intimità giocosa che va oltre ogni confine, senza sentirsi presi di mira, sminuiti o beffeggiati. L’amorevolezza è sempre rassicurante e sostiene il legame, è adorabile essere presi e prendere in giro stuzzicando con leggerezza, rinforza e unisce e rende desiderabile poter giocare ancora di più.
Insomma chi vuole campare cent’anni in una relazione stabile… se la rida complice, con la propria anima gemella, sempre e comunque!
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Il sesso è ingrediente fondamentale in ogni relazione di coppia.

Può essere il buon segnale dell’intimità che vige tra i partner. In questo caso i sentimenti di amore ed il desiderio vanno di pari passo dando un grande contributo all’armonia della relazione. Non è sempre al servizio di una vicenda qualitativa.
In molte coppie il sesso ha altre valenze e ne risaltano le sue funzioni non sessuali. C’è chi gli attribuisce la funzione di sonnifero. Chi di sedativo. Chi di antidepressivo. Chi, anche, di momento di rassicurazione e di possesso. In quest’ultimo caso il sesso è una mina vagante che difficilmente porta ad entrambi piacere e quindi sintonia.
Occorre distinguere tra sesso e sessualità

Molte coppie, infatti, fanno sesso senza riuscire ad esprimere una sessualità piacevole. Quest’ultima è fatta di ingredienti che vanno ben oltre il coito, rispettando tutti i suoi momenti preparatori: di gioco, di comunicazione, di intimità.
Tra queste coppie vi sono quelle nelle quali il sesso ha la funzione di sanatoria di litigi aspri e delle conseguenti tensioni.
Vi sono anche quelle nelle quali uno dei due partner gli attribuisce la funzione di essere una prova dell’amore dell’altro nei suoi confronti. Insomma, malgrado il sesso sia necessario alla vita di coppia, non è sufficiente.
Occorre che gli sia dato il dovuto spazio, la dovuta attenzione, la dovuta cura, perché sia funzionale al piacere e alla felicità della coppia. Di fatto la sessualità si prepara fuori dal letto, negli atteggiamenti della vita quotidiana.
E’ molto difficile che essa sia un vero terreno di incontro quando lo scontro, l’ostilità, la lotta per il potere o per affermare il proprio ruolo sono nel repertorio consueto dei partner.

Evidentemente ancor più problematica è la situazione in cui tra i partner non c’è più sesso e, di solito, neppure intimità. Questo distacco, che nasce da un disimpegno emotivo e lo alimenta, porterà i due attori sempre più lontani uno dall’altro anche nelle cose della vita quotidiana.
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Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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L’Amore è Nutrimento

Da: Cos’è l’amore?
Domanda: Perché la gente ha così paura di essere amata?
Bhagwan: La domanda è stata posta da Krishna Gopa.
La gente ha paura di essere amata, perché l’amore porta infelicità.
L’amore porta con sé bugie. L’amore porta con sé prigionia; l’amore comporta schiavitù, l’amore distrugge la libertà. Per questo la gente ha paura.
E allo stesso tempo la gente non può restare senza amore perché è un nutrimento indispensabile. Per questo ricercano spasmodicamente l’amore, desiderano amare ed essere amati. Non riescono a restare soli. Ma nel momento in cui incontrano una persona, l’altro – l’uomo, la donna – si impauriscono, perché sanno che ora stanno entrando in una gabbia.
E questo accade perché l’amore non è ancora libero da condizioni: ecco perché la gente ha paura dell’amore.
E poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi, la gente ne ha ancora più paura: si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.
E allo stesso tempo non possono restarne senza, perché è un nutrimento indispensabile all’anima. E di fatto è proprio per questo che la gente ha imparato a sfruttarlo; proprio perché è un nutrimento indispensabile per l’anima.
Se non fosse stato un bisogno così primario, non ci sarebbe stato nessuno sfruttamento.
L’amore è un bisogno così essenziale che lo puoi sfruttare, puoi porre delle condizioni. Puoi dire: «Ti amerò solo se fai questo. Ti amerò solo se amerai unicamente me, nessun altro, e questo per sempre. E ti amerò solo se accetterai queste mie condizioni».
Questo è un mettere condizioni.
E un uomo affamato le accetterà inevitabilmente.
Inizierà a dire bugie, giocherà dei trucchi, inizierà ad essere falso. Inizierà a fare cose che non avrebbe mai voluto fare, e smetterà di fare le cose che avrebbe sempre voluto fare. E prima o poi arriverà a pensare che questo amore costa troppo caro; è meglio non essere in amore, è meglio essere solo.
Di conseguenza la gente continua a spostarsi dalla solitudine all’amore, e dall’amore alla solitudine. Quando sono soli sentono la fame, e quando sono insieme ne vedono la bruttura.
Mi hanno raccontato:
Il vecchio prete arrivò, alla fine, in paradiso e disse a San Pietro: «Basta lavoro. Ora posso riposarmi».
San Pietro assentì: «Scegliti la nuvoletta più soffice, e dormi. Te lo sei meritato».
Con un sospiro il sacerdote si tuffò nel tepore della nuvoletta scelta e si addormentò. Ma non riuscì a riposarsi perché ogni tanto una campanella, o una campana suonavano, svegliandolo. Per alcune ore riuscì a resistere, alla fine, prossimo ad una crisi di nervi, si alzò, corse da San Pietro a lamentarsi: «Riposo, riposo, ma come posso riposarmi? Questo è un inferno… e la campana più grossa suona proprio quanto sto per addormentarmi!!!».
«Mi dispiace, amico mio, ma non posso farci nulla. Dovrai abituarti. Vedi, in questo modo noi registriamo tutte le bugie che si dicono sulla terra. Ma ora che sai di che cosa si tratta, non ci farai più caso, vedrai… sogni d’oro!».
E fu proprio così: il prete si rituffò nella sua nuvoletta e si addormentò profondamente.
Ma all’improvviso, nel cuore della notte, venne un’esplosione di tuoni, e l’eco di milioni di campane soffocarono l’urlo di terrore del nostro povero pretino, che corse da San Pietro, tappandosi le orecchie come poteva. « Pietro, Pietro, salvami! Cosa succede?».
E Pietro è pronto a coprire le orecchie del povero prete con le sue amorevoli mani: «Povero caro. Vedi, questa è l’ora in cui gli amanti si incontrano e si sussurrano le loro bellissime frasi d’amore … » .
L’amore porta nella vita mille ed una bugia. È umiliante. Ci si sente in gabbia, imprigionati, compromessi. Ci si sente paralizzati, storpiati. In mille ed un modo ci si sente incatenati. Per questo, Gopa, la gente ha paura dell’amore.
Uno dei miei messaggi fondamentali è: non sfruttate mai l’amore.
Questa sarà un’immensa rivoluzione religiosa nella vostra vita.
Non sfruttate mai l’amore. Se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione.
Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.
Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori.
In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.
Non sfruttate l’amore. Ricordatelo, ogni volta che sei in amore. E dovrete sforzarvi di ricordarlo, perché per migliaia di anni l’uomo ha sfruttato l’amore, e questa è diventata un’abitudine.
Osho Rajneesh
Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Le dimensioni dell’amore.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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