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Tra marito e amante: io chi e dove sono?

Una lettera di un’amica lettrice mi porta a fare alcune considerazioni tra l’amarsi, come punto di partenza e fulcro del nostro essere, e il lasciarsi travolgere da sentimenti, fatti e situazioni al di fuori di noi stessi.

E’ capitato a tutti, e sempre capiterà, è l’opportunità per una grande lezione: la creazione di un proprio centro di gravità permanente che non ci faccia sballottare dalla nostra mente che si perde nel dirige un’orchestra senza nessun maestro. Il maestro siamo noi che passo dopo passo dobbiamo accordare (dare al cuore) la sinfonia più adeguata nella piena realizzazione dell’armonia più sublime: essere felici sempre e comunque.

Cara Silvia sono arrivata ad un punto di ”confusione”…è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono forse per questo, mi sono ”infilata” nei ”guai”!!
Leggendo i vostri post, e spaziando anche in altre cose, inerenti la crescita spirituale mi è sorto un altro interrogativo, o forse appunto mi trovo davanti a qualcosa che non riesco a ”decifrare”…

Da quello che ho ”compreso” fino adesso, ma spaziando appunto tra un post e l’altro leggo anche di situazioni ”difficili” da sostenere, e che,ad esempio, faccio riferimento a un commento di una cantante, proprio su un tuo post che parla di un uomo, di cui lei era presa, ma quest’uomo non faceva altro che parlare di un’altra persona, alla fine lei si è stufata e lo ha mandato a ”benedire”…”quando ci vuole ci vuole”….


Ma al contempo, privi di giudizio, capire, comprendere pronti al perdono ma soprattutto appunto l’assenza di giudizio.
E qui,forse mi sento un pò ”persa” cioè concordo con l’assenza di giudizio ma ora non distinguo più il ”limite” tra quello che è ”accettabile” o meno, per un essere umano.

Ho capito,che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?

O è ”giusto” scendere a ”compromessi” perdonare e accettare l’altro a priori per quello che accettando il ”comunque” si comporta con noi?
La mia situazione, ormai la conosci, dentro di me sò cosa voglio, sono consapevole ma non mancano le paure, i rimorsi e i sensi di colpa (lo so che non servono a niente).

Con Ho-oponopono ho avuto il ”coraggio” di fare anche certi passi e sentirmi ”meglio” ma forse manco di ”costanza” e a volte di ”fiducia” voi siete splendidi, raggianti e trasmettete tanta solarità delle volte ho salito quella cima ma poi, delle circostanze, da cui ancora ”non mi libero” mi fanno ”ricadere”.

Il rapporto con mio marito è diventato ”amicale” ma solo da parte mia, lui vorrebbe che io gli andassi ”incontro” in altra maniera io non me la sento non sò come sentirmi in relazione a questo. Lui da parte sua, giustamente, mi ha detto di non riuscire più a starmi vicino, per cui vorrebbe andarsene ma la situazione economica al momento non ce lo consente.

Io ho ancora le mie paure legate alle ”stampelle” quando pensi che da solo non sei in grado di ”camminare”…e ti appoggi all’altro è anche vero che contestualmente si ha comunque ”bisogno” di un aiuto e finanziario e di gestione familiare in tutto. Ho il ”pensiero” delle mie bimbe, di non essere in grado da sola di occuparmi di loro e delle ”insicurezze” che mio marito stesso mi menziona.

Dall’altro canto, lo chiamo col suo nome ho un amante ma anche con lui non c’è una ”regolarità” o meglio questa persona, con cui appago il lato sentimentale e sessuale che comunque continuamente mi cambia versione delle cose.

Abbiamo sfiorato la ”realizzazione” quello in cui, anche io speravo uscire alla luce del sole, e andare a vivere sotto lo stesso tetto, non per ”mettere le catene” ma per vivere una relazione alla luce del sole, senza le paure di essere visti, e così via.

Ma poi, qualcosa si è ”bloccato” ho iniziato ad avere paura anche qui sono stata invasa dai dubbi perchè comunque questa persona non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine.

”Senza giudizio” lui appare immaturo, ancora giocarella, si appaga di sentirsi piacente, si dichiara pure infedele.
Capisco che non vuole ”’legami” a questo punto, però io purtroppo me ne sono ”innamorata” e in ogni caso, me ne sento attratta molto fisicamente. Ma ogni volta mi propina gelosie e infedeltà ma quello che davvero mi rende più ”difficile” il capire è proprio riferito ai ”segni”. Ogni qualvolta che chiedo all’Universo, inerente questa storia i ”segni” che ho sono ”di buon auspicio” ma a questo punto mi domando? Forse non sono in grado di discernere? O di interpretarli veramente…

Io sto cercando di essere felice, e di non farmi ”coinvolgere” da quello che mi turba ma quando ripetutamente una persona ha con te atteggiamenti contraddittori (mi ha detto di amarmi, ma che è infedele…). Il giorno prima, mi dice che non vede l’ora di fare l’amore con me il giorno che mi vede riparte con le… vorrei chiamarle in altro modo… ma non mi sembra educato….ma credo tu abbia capito!

Ho letto, e ora lo rifarò, il post in cui parli della sincronicità ma, appunto, questi segni che chiedo, lo faccio inerenti all’uomo di cui mi sono innamorata e per me sono un riscontro positivo ma se lui però continua a darmi messaggi contraddittori… sono io che non capisco?

Un’altra mia ”curiosità” è sulla questione ”anima” sempre viaggiando nel web, ho sentito dire e letto, di alcune persone che asseriscono, che se non realizziamo quello che l’anima veramente vuole, non c’è legge dell’attrazione che tenga e nemmeno i ”mantra” aiuterebbero in questo, tu che ne pensi?

Io penso che la FEDE possa smuovere davvero le montagne e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere, in riferimento a questo discorso, lo scrittore asserisce che l’anima non prenderà comunque mai il ”sopravvento” lasciando liberi nelle decisioni.

Daniela

Daniela cercherò di essere breve e crudele 🙂 abbiamo già affrontato più volte di questa situazione in stallo da molto tempo, troppo. Intanto esordisci con “è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono” e a fine lettera scrivi: “(…) e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere (…)”.

Ma secondo te chi si deve prendere la responsabilità del TUO percorso e della tua vita? Della tua gioia e della tua pace? Tuo marito, l’amante, io…?

Il tuo nick, che non riporto, rappresenta il modo con cui guardi ed esisti il mondo (e non è un caso): timorosa, fragile, disneyana, bisognosa di cure e protezione.

Sei in continuo e pieno marasma con oasi di pace in mezzo a milioni di pensieri e congetture. Tu vuoi tutto, ma vuoi che tutti ti diano tutto quello che ti serve, o ti sembra ti serva per “essere felice”, e realizzare la tua missione di nascita. Intanto una considerazione è che “la missione di nascita” è personale, la devi cercare tu in te stessa e mettere in atto. Gli altri sono specchi, collaboratori e mezzi per arrivarci, possibilmente tramite l’amore che è molto più vasto, possibilista e generoso di quello che pensiamo o speriamo.

Riguardo i “segni”… Se sono “veri” sono fluidi e portano con facilità a destinazione, ma non dove noi vogliamo arrivare (aspettative). Ho amiche che si fanno fare le carte e cambiano divinatore finchè non hanno il risultato che vogliono a cui si attaccano come piovre oppure guardano le “coincidenze” solo dal lato favorevole alle loro speranze e (quando ci sono aspettative) questo modo di agire permette loro di rimanere a crogiolarsi nella propria ossessione senza prendersi il 100% della responsabilità di se stesse.

Tu hai letto “Amore da conquistare e conquistare” dove mi apro a costo di scorticarmi, e sai di cosa parlo, e stai facendo un percorso di crescita ma finchè non metti prima te, e non quello che pensi di volere, attrarrai solo frustrazione, confusione e nodi da sciogliere. Che sono tue creazioni perchè li riannodi tu, giorno dopo giorno, per non fluire verso e con l’Amore per te.

Dici: “Ho capito, che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?” Dico io: “investiti?”. Ma tu dove sei? A fare da bersaglio a ciò che non vorresti?
E scrivi anche anche “(…) perchè cmq questa persona (il tuo amante) non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine” (io dico: ???)

Daniela la tua certezza, il tuo centro, la tua meta, il tuo Amore sei sempre e comunque TU! La Pace comincia da Te, come tutto il resto. Concludendo: decidi tu come vuoi stare e non cosa devono, dovrebbero fare gli altri per “assicurarti” una buona vita.
So che capisci il come e il perchè delle mie parole.

Ti abbraccio forte e ti auguro sempre il meglio.

Nuova ogni giorno

Il nostro stato psicofisico sente nell’aria il nuovo, il cambiamento, l’immenso che si riapre nelle prime tiepide giornate. Lo desidera, ne ha bisogno, si fa prezioso liquido organico connesso al Tutto malgrado noi stessi. La nuova stagione crea nuovi pensieri, nuovi desideri, nuove speranze, nuove visioni, nuova linfa. Ci sono momenti in cui ci appare tutto “stretto”, siamo noi che restringiamo le nostre potenzialità. La parte vitale di noi, il nostro sapere profondo, è più intelligente dei nostri terreni calcoli e si lancia adolescenzialmente avanti nell’avventura, mentre noi (esseri razionali) tendiamo a circoscrivere, a  reincasellare, a moderare invece che fluire. Avere un sogno o una serie di sogni aiutano indubbiamente a vivere, e a farlo molto meglio dei programmi “giudiziosi” e impauriti che ci (im)poniamo.

Il sogno è da creare utilizzando la nostra parte infantile, quella che si emoziona, quella zona di noi che sa vibrare e ci riconnette all’esistenza. Qualsiasi cosa è bene se ci emoziona, se ci fa stare bene. Se ci da senso all’esistenza. Il peggio è il procrastinare, spostare l’azione dell’essere nel qui e ora con quello che la nostra parte più allineata chiede. Per un insieme di motivi i cambiamenti spesso ci paiono capricci, ci lasciamo influenzare dalle situazioni e dalle persone attorno. Mettiamo il loro giudizio, le loro aspettative, la loro immagine che hanno di noi prima di quella che è la nostra vera identità. Ogni essere umano è libero, e solo conoscendo a fondo la nostra libertà e la possibilità di metter in opera tutto quello che ci passa per la mente possiamo instaurare relazioni con gli altri e con il mondo libere e potenti.

Qualsiasi cosa che mi trattiene, che mi ferma è un errore. Il peggior oppressore sono io. Qualsiasi relazione che mi ingabbia, che mina il mio entusiasmo, che mi affossa nei sensi di colpa è un errore. Siamo noi, e non l’altro, a costruire la gabbia in cui ci sentiamo costretti. Spesso ogni scusa è buona per dare la responsabilità a qualcun altro, immensa è la paura di sperimentare il nostro potere, di dimostrare chi siamo soprattutto a noi stessi.

Guardiamo dentro e poi guardiamo fuori: la Natura ci insegna Tutto. Fluisce di stagione in stagione dal letargo si sveglia fiorendo e fruttando e maestosamente generosa regala ovunque i suoi doni a piene mani.

per un San Valentino… scatenato !

In questi giorni mi è arrivata una lettera da un’amica di Facebook, e ne approfitto per celebrare San Valentino e fare alcune considerazioni sull’amore e sulle aspettative (e gli schemi e le memorie) che ognuno di noi ha per “tradizione” e consuetudine. Con ciò, riguardo al contenuto del messaggio che G. mi ha inviato, non c’è ovviamente giudizio o presa di posizione ma la constatazione data dalla mia esperienza in una relazione durata “una vita” e da quella di molte altre che amiche (o sessioni di  coaching) mi fanno conoscere spesso perdendosi disperatamente in mille perché.

Qui tiro delle conclusioni, in realtà di “concluso” non c’è mai nulla visto la meravigliosa e inarrestabile fluidità dell’esistenza, ma un opinione sul come guardare al mondo dei sentimenti con il giusto distacco ci possa aprire ad un universo di libertà interiore reciproca e a un Amore davvero senza limiti. Scateniamoci… togliamoci e togliamo agli altri le catene, sperimenteremo e condivideremo la vera Gioia nel rapporto, nella relazione, nella coppia, nella vita. La Pace comincia da me.

Mi dispiace, ti prego perdonami,ti ringrazio, ti voglio molto  bene. Se ti fa piacere puoi rispondere ad una mia domanda? Ho incontrato il grande amore circa 20 anni fa, ci siamo sposati e abbiamo 1 figlio di 15 anni. L’anno scorso ho proposto a mio marito un percorso di consapevolezza (psicoterapia di coppia) perche’ negli ultimi 5 anni eravamo un’ po’ sulle sabbie mobili. Io amo la vita sono felice e libera nella testa, lui no. Desideravo che aprisse gli occhi per amare tutto quello che lo circonda, desideravo che mi amasse. In sintesi il risultato e’ stato: io ci risposiamo? Lui no, ci separiamo?

Io Amo, lui no. Domanda: che si fa, dove metto tanto amore?

Come si puo’ non esser amati se si ama? Cara Silvia sento che la tua risposta mi aiutera’ ti ringrazio di cuore, ti amo
G.

G…. mi chiedi una cosa che io non posso sapere…

La mia storia, come hai letto è stata che io, dopo 20 anni di matrimonio, sono cambiata e ho dovuto scegliere per il mio “equilibrio” mentale di riappropriarmi di me stessa, ma l’amore “non c’entra” o meglio c’entra l’Amore.

Nel senso che io amo ancora immensamente il mio ex marito (forse adesso più che mai) ma non ero più allineata con le “esigenze” che aveva lui, con la sua idea di relazione. Come dice il Tao, tutto è in costante movimento, evolve e si trasforma.

Dopo tanto tempo (7anni) vedo che anche lui sta benissimo, ha riconsiderato cose “sue” (e non dico in relazione ad altri rapporti) ma il “legame” che c’era in un certo senso limitava anche lui.

Ora so (sappiamo) che l’amore è davvero volere il bene dell’amato, anche favorire la sua libertà se questo per lui/lei è importante. Non finisce niente, finiscono solo certi nostri schemi.

Sarebbe un discorso lungo o forse davvero così breve. Ognuno di noi si deve domandare le ragioni e i “bisogni” che ha nei confronti dell’altro. E vivere giorno per giorno senza imporsi, senza preconcetti e senza paure  ma fluendo con i cambiamenti che la vita ci porta. Ti abbraccio forte, e credi in te.
Silvia Paola

Riconoscere l’Amore

Siamo in un epoca in cui i rapporti si consumano con una velocità e una facilità che ha dello straordinario più precisamente “fuori dall’ordinario” di quello che in teoria potremmo desiderare. Tutti cerchiamo l’amore, la felicità, la considerazione, la condivisione ma non siamo per niente disposti a sentirci “prevaricati” dall’altro, termine che è l’altra faccia della accondiscendente morbidezza che avevamo quando ci siamo conosciuti.

La coppia per sua natura è un gigantesco “compromesso”, un serbatoio comune dove ampliare le nostre caratteristiche e fonderle con quelle dell’altro, aggiustando, smussando e godendo di questo. E’ la sensazione dell’aver trovato qualcuno con cui fortificarci, il coraggio di aprirci all’intimità, il desiderio di andare oltre i reciproci limiti e formare un’energia unica e potente che si nutre di due poli opposti e complementari.

All’inizio il classico tutto bello e tutto bene. La vita diventa una nuvola e lo stato di grazia si impossessa di noi, il noi è proprio noi, un singolare plurale che ha un potenziale infinito. Il “normale”, l’ordinario, le abitudini, il tempo e lo spazio, ogni cosa che riguarda noi e l’altro hanno una sovversione, intesa come rivoluzione, che ci fa vedere, capire, sentire e sapere davvero “oltre”.

Diventiamo magnifici e generosi, attingiamo al meglio dell’universo interiore ed esteriore. Niente ci fa paura poichè l’amore (che è l’esatto contrario della paura) si impossessa, con nostra meraviglia, di ogni nostra cellula allineandoci alla nostra vera natura di essere il tutto.

Piano piano, spesso, le cose cambiano, l’altro cambia e soprattutto, anche se non ci sembra, noi cambiamo. Quello che prima era oro puro comincia a diventare più simile all’acciaio e spesso prende la forma di una lama che invece di essere usata per una protezione e alimentazione della coppia, diventa un’arma di attacco reciproco senza fondamentalmente un vero perchè. Senza che ne riusciamo a gestire i confini e soprattutto, tra stupori e risentimenti, constatiamo che l’intimità, che non è propriamente o solamente l’atto sessuale, sparisce lasciando il posto alla delusione, alle aspettative e ai rancori se queste sono disattese.

A quel punto la coppia è ritornata a essere “un due” che devono riconsiderare molte cose e confrontarsi con una (in molti casi) ricorrente disillusione.

Perchè accade questo? Perchè ci troviamo a ripeterci “incontro sempre le persone sbagliate?” o più cinicamente “lo sapevo che le cose belle non durano e l’amore è solo uno stato alterato, momentaneo dei primi tempi”.

Il perchè è semplice e immenso allo stesso momento: non stiamo agendo e vivendo come fossimo amore. Non come se davvero l’amore fosse connaturato ad ogni nostro atomo, non come fossimo Uno con la Fonte da cui tutto origina. Questo eravamo all’inizio della storia. Lì abbiamo potuto sperimentare che non solo questo stato esiste ma fa parte di noi perchè lo abbiamo attraversato, perchè la parte più vera e pulita di noi “è stata” in quel momento una cosa sola con Tutto il creato.

L’altro è uno specchio, un tramite, un’opportunità per capire quanto potere abbiamo noi personalmente di “provare” la nostra immensità quando non abbiamo aspettative ma diventiamo Amore. L’Amore non ha richieste, programmi e regole, l’amore è nutrimento, è un dare senza pensare e pesare quello che sta donando. L’Amore è sopra qualsiasi ragionamento, è un’azione che si autorigenera e si con-moltiplica quando siamo nel suo stato. Ma questo deve partire innanzitutto da noi. Non dobbiamo lasciarci scalfire e corrodere dai dubbi e dalle attese per essere felici.

Possiamo decidere di esserlo, di stare integri nel nostro desiderio e nel nostro progetto di vivere la gioia pienamente a prescindere dagli altri. E questo accade quando siamo disposti a scegliere di emanare Amore senza “pretendere” di dare una logica a questa espansione. Diventeremo innanzitutto l’amore più grande che possiamo sperimentare, non avremo mai più delusioni perchè non avremmo “limiti” da imporre nè a noi nè all’altro. E come causa generante di Amore potremmo solo essere circondati da persone che accettano e vivono questo condursi nello stesso modo. Quelli che non sono in questa onda si allontaneranno in modo naturale senza alcuna possibilità di ferirci proprio perchè due poli per essere magnetici devono avere un presupposto di comune attrazione subito e soprattutto strada facendo.

Diamo a noi stessi il nostro valore

Un alunno presentò al suo professore un problema: – Sono qui, professore, perchè sono tanto debole, e non ho la forza per fare niente. Dicono che non servo a nulla, che non faccio bene niente, che sono lento e molto stupido. Come posso migliorare? Che posso fare per valorizzarmi di più?

Il professore senza guardarlo, disse: – Sono molto spiacente mio caro, ma ora non posso aiutarti, devo prima risolvere il mio problema. Forse dopo. E facendo una pausa parlò: Se mi aiuterai, potrò risolvere il mio problema con più rapidità e dopo forse potrò aiutarti a risolvere il tuo.

– Chiaro, professore, balbettò il giovane, ma si sentì un’altra volta sminuito.

Il professore prese un anello che portava al mignolo, lo dette al ragazzo e disse: Monta a cavallo e vai fino al mercato. Devi vendere questo anello perchè devo pagare un debito. È necessario che tu ottenga per l’anello il massimo possibile, ma non accettare meno di una moneta d’oro. Va e torna con la moneta il più velocemente possibile.


Il giovane prese l’anello e partì. Arrivò al mercato e cominciò a offrire l’anello ai commercianti. Essi lo guardavano con interesse, fino a quando il giovane diceva quanto pretendeva per l’anello.

Quando il giovane menzionava una moneta d’oro, alcuni ridevano, altri andavano via senza nemmeno guardarlo, e solo un vecchietto fu amabile al punto di spiegargli che una moneta d’oro era molto preziosa per comprare un anello.

Tentando di aiutare il giovane, arrivarono a offrire una moneta d’argento e una tazza di rame, ma il giovane ricusava le offerte seguendo le istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro.

Dopo aver offerto il gioiello a tutti coloro che passavano al mercato e abbattuto per l’insuccesso, montò a cavallo e ritornò. Il giovane avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per comprare egli stesso l’anello, liberando così il suo professore dalla preoccupazione e poter poi ricevere il suo aiuto e i suoi consigli.

Entrò in casa e disse: – Professore, mi dispiace molto, ma è impossibile ottenere ciò che ha chiesto. Forse si potrebbero ottenere 2 o 3 monete d’argento, ma non credo che si possa ingannare nessuno sul valore dell’anello.

È importante quello che mi dici, ragazzo, obiettò sorridendo. Prima si deve sapere il valore dell’anello. Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere. Chi meglio di lui può sapere il valore esatto dell’anello? Digli che vuoi venderlo e domanda quanto ti può dare. Ma non importa quanto ti offre, non lo vendere. Torna qui con il mio anello.

Il giovane arrivò dal gioielliere e gli dette l’anello da esaminare. Il gioielliere lo esaminò con una lente d’ingrandimento, lo pesò e disse: – Dica al suo professore che, se vuole venderlo ora, non posso dargli più di 58 monete d’oro. – 58 MONETE D’ORO! Esclamò il giovane. – Si, replicò il gioielliere, io so che col tempo potrei offrire circa 70 monete, ma se la vendita è urgente…

Il giovane corse emozionato a casa del professore per raccontare quelle che era successo. – Il professore dopo aver udito quanto offerto dal gioielliere, disse: – Tu sei come questo anello, una gioia preziosa e unica che può essere valutata solo da uno specialista. Pensavi che chiunque potesse scoprire il tuo vero valore ? E così dicendo tornò a collocare il suo anello nel dito.

Tutti noi siamo come questa gioia. Preziosi e unici e andiamo per tutti i mercati della vita pretendendo che persone inesperte ci valorizzino. Ricomincio da Me!

(grazie a Likena)

AMORE da conquistare e con cui stare








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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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