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Amore dalle molte sfaccettature
Ologramma d’Amore
(3°PARTE)
Innamorarti di te stesso
Ogni persona ha molte sfaccettature. Ci sono diverse parti di voi dentro ogni realtà interdimensionale. Se siete in grado di innamorarvi dell’artista e del guaritore in qualcuno – diverse dimensioni di quella persona …- allora siete in grado di riconoscere i diversi aspetti della stessa persona.
Anche questo può essere usato per creare un ologramma d’amore che è estremamente magico. Vi permette di vedere voi stessi in un modo unico – un modo che diventerà più forte soltanto quando vi spostate da un livello ad un altro.

Ma questo significa cercare quelle possibilità. Significa cercare di questa persona quelle parti diverse delle quali potete innamorarvi. Significa anche lasciar andare le restrizioni. Significa lasciar andare la paura di innamorarsi e la paura di essere feriti. Sarete nuovamente feriti? Sì, ve lo garantiamo. Sì, almeno una volta e forse di più, se siete fortunati.
Più amore incondizionato da diverse angolazioni potete portare in ogni relazione, più profonde e facili saranno le comunicazioni e la tendenza a crescere indipendentemente non sarà un problema. Questo vi permetterà di avere una visione di voi stessi unica e speciale, e di innamorarvi alla fine di voi stessi. Quando questo accade, inizierete ad abbandonare il bisogno d’amore al di fuori di voi.

Questo è in realtà il punto migliore da cui costruire un rapporto, con due individui molto forti che possono camminare fianco a fianco e sostenersi a vicenda incondizionatamente. Più amore incondizionato potete portare in una relazione – che sia una relazione d’amore, con i vostri figli a casa, o con il capo al lavoro, trovate quelle parti che vi riflettono bene ed amplificatele.

Forse chiedete: “Come posso innamorarmi completamente di questa persona? Come posso apprezzare ogni aspetto di questa persona? Come posso trovare nuove cose alle quali non sono attaccato, ma che posso amare perché vedo il mio riflesso in esse?”
Adesso siete ad un livello di vibrazione dove potete creare quest’energia ed andare avanti con una nuova forma d’amore, che facilmente si sposterà da un livello al successivo.
Non abbiamo condizioni. Questo è ciò che ci aspettiamo da voi: nulla.
Vi amiamo per essere chi siete.
DA ESPAVO
da una nota di Nazario Cannella
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
LiberTàntra
Dal sesso all’amore universale

Intervista di Tarisha
SEMPRE PIÙ SPESSO SENTIAMO PARLARE DI SESSO CONSAPEVOLE E TANTRA. MA COS’È IL TANTRA VERAMENTE? LO ABBIAMO CHIESTO A RADHA C. LUGLIO, INSEGNANTE DI MEDITAZIONE CHE HA VISSUTO E LAVORATO PER 20 ANNI COL MAESTRO ILLUMINATO OSHO A PUNE, INDIA, E DA OLTRE 10 ANNI CONDUCE CORSI DI TANTRA IN TUTTO IL MONDO.
Radha, cosa significa la parola Tantra esattamente ?
La parola Tantra viene dal sanscrito ed è composta da due parti: Tan che significa Espansione e Tra che significa Metodo.
II Tantra, quindi, non è una religione né una filosofia ma è un metodo per espandere la consapevolezza.
Che cosa ha a che fare il Tantra col sesso ?
Il Tantra è un metodo olistico, cioè si occupa della trasformazione dell’individuo nella sua totalità. Normalmente, a causa dei condizionamenti sociali, culturali e religiosi, pensiamo che l’energia sessuale sia un’energia “bassa” o “sporca”.
Il Tantra, invece, accetta questa energia come parte integrante dell’individuo. Nasciamo dal sesso e tutto ciò che facciamo ogni giorno è spinto dall’energia sessuale. Il sesso quindi è visto come fonte di vitalità, gioia e amore. Il lavoro col Tantra è essenzialmente un lavoro di “pulizia” dell’energia sessuale, pulizia dai tabù, condizionamenti, falsi preconcetti e idee che non ci consentono di vivere una sessualità sana e libera.

E’ così che il sesso diventa sacro, spirituale ?
Esattamente. Tutto ciò che ci aiuta a vivere bene nel presente, nel corpo, qui-e-ora è sacro. Nel Tantra la spiritualità non è una vetta da raggiungere, non è qualcosa per pochi eletti o da praticare in un tempio. Nel Tantra il corpo è il tempio di Dio e questo è il primo passo da fare: imparare ad amare se stessi, il proprio corpo per poi estendere questo amore e questo rispetto ad un altro essere umano, poi al nostro amato, poi all’intera umanità, poi a tutti gli esseri viventi, ed infine a tutto il creato.
Quindi dal sesso all’amore universale ?
Il Tantra è la via del cuore, la via del coraggio …. che poi è l’elemento fondamentale per ogni trasformazione.
Ma in pratica nei tuoi corsi si impara a fare meglio l’amore ?
Diciamo che questo avviene come una conseguenza della trasformazione interiore che accade ai partecipanti. Vedi, intanto l’espressione fare l’amore in sé non è corretta. L’amore non si fa, l’amore accade.
Nel Tantra ciò che impariamo è proprio il non-fare. Solamente quando siamo completamente abbandonati e fiduciosi che l’esistenza ci darà ciò di cui abbiamo bisogno, solo allora possiamo veramente goderci quello che c’è qui-e-ora. Ed è sempre la cosa giusta.
Ma la nostra mente è abituata a giudicare, a separare, a dire “questo è giusto e quello no” oppure “dovrei fare questo o quello”, anche mentre facciamo l’amore!
Grazie al Tantra possiamo imparare ad entrare più in contatto col nostro corpo, coi nostri sensi, rivolgendo l’attenzione a ciò che accade a noi, dentro …e finalmente comprendere che andiamo bene così come siamo e non c’è nulla da fare.
Come conseguenza, ovviamente, cambia anche il modo in cui amiamo…

Questo metodo può essere praticato solo in coppia ?
No, anzi, io consiglio a chi è interessato ad un percorso tantrico di iniziare con dei corsi individuali. In questo modo si ha l’opportunità di esplorare più liberamente la propria energia sessuale, di conoscerla e accettarla.
Spesso pensiamo che la fonte del nostro piacere sia da attribuire al partner o, viceversa, crediamo che lui o lei non siano abbastanza “bravi” sessualmente per farci provare piacere.
In realtà la nostra capacità di sentire la nostra energia non dipende dall’altro, il partner è solo la scintilla che può accendere il nostro fuoco. Quindi nel tantra si comincia da se stessi e se poi si ha la fortuna di condividere una parte del percorso con un partner tanto meglio!
Pensi che il tantra possa essere un metodo utile anche per chi non ha problemi sessuali o pensa di vivere già bene la propria sessualità ?
Vedi, quando lavori sulla tua energia sessuale in realtà stai lavorando su tutto il tuo essere, a tutti i livelli.
Il tantra non è un metodo rivolto esclusivamente a chi vuole migliorare la propria vita sessuale.
Come dicevo prima, è un metodo olistico. Praticando tantra si porta la qualità della meditazione in tutte le cose della vita quotidiana: nel lavoro, nelle relazioni, in tutto! E’ per questo che ho chiamato il mio lavoro “Tantralife”.
Quanto dura in media il percorso tantrico ?
Nella mia esperienza non ci sono limiti all’esplorazione. Dopo 30 anni di meditazione e di tantra non mi sono ancora annoiata e trovo sempre nuovi stimoli nella ricerca.
Insomma, un metodo senza limiti ?
Si. Una volta il mio Maestro ha detto: “Il Tantra ti permette di essere totale e di fluire totale. II Tantra ti dà libertà incondizionata, qualsiasi cosa tu sia e qualsiasi cosa tu possa essere”.
Il Tantra non ti impone dei confini, non ti definisce, semplicemente ti dà totale libertà.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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Una guida per la felicità sessuale della coppia
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La Buona educazione ci rende Liberi

L’educazione alla LIBERTA’ nella dinamica di coppia.
Per porre il problema educativo della libertà nella coppia, bisogna prima capire che cos’è la libertà individuale e poi come si può educare ad essere veramente liberi. Infatti prima di dare inizio alla vita di coppia, è fondamentale che si “formi” il singolo.
Quest’ultimo dovrebbe esperire personalmente il senso della libertà per essere in grado di vivere un rapporto a due sereno ed equilibrato.
Quando due persone si costituiscono in coppia, si uniscono due forme di libertà che devono imparare a convivere rispettandosi a vicenda.
Impostiamo il problema. Poniamo una delle domande fondamentali: che cos’è la Libertà per l’uomo? Quando un uomo si sente libero? Un uomo si sente libero quando non è condizionato nelle sue possibilità di scelta.
Infatti la libertà è una condizione, tipicamente umana, che ci pone continuamente davanti a delle scelte che ci definiscono come persone e ci differenziano. In questo senso la libertà convive con la possibilità: più possibilità di scelta ho, più mi sento libero.
Quindi devo educarmi ad ampliare le mie alternative di scelta, a saperle riconoscere.
La Libertà è anche un valore che implica l’autonomia e la responsabilità. Rappresenta una necessità della coscienza, una direzione ideale (doverosità), che tenga conto della coerenza interna (doverosità verso se stessi) e del rispetto dei bisogni degli altri (doverosità verso gli altri).
Quindi l’educazione alla scelta diventa una educazione all’autonomia e alla responsabilità, imparando, di volta in volta, a scoprire nelle situazioni concrete dell’esistenza le giuste priorità interiori ed esterne. E’ un allenamento quotidiano che si realizza nel prendere posizione e nell’agire. In questo senso educare alla libertà significa educare all’azione.

Il senso di responsabilità cammina di pari passo col senso di libertà. La persona impara a voler fare qualcosa che deve fare per raggiungere il suo obiettivo e per acquisire ciò deve tener sempre presente l’obiettivo da raggiungere e considerare che il suo percorso è irto di ostacoli che vuole superare: quasi a sfidarne la prepotenza.
Nella coppia, il singolo che ha dato vita a questa consapevolezza dentro di sé può essere in grado di aiutare l’altro nella ricerca del senso di libertà non ancora scoperto.
Partendo dal presupposto che non esiste libertà senza l’interiorizzazione delle norme, per scoprire ed alimentare il proprio e l’altrui senso di libertà, è bene prescindere sempre da quelle norme e da quei vincoli esterni che hanno generato reazioni oppositive durante l’età infantile ed adolescenziale. Quelle reazioni antagoniste nei confronti dei genitori e delle loro regole, devono trovare la loro giusta modalità espressiva.
La persona adulta deve chiedersi se ha interiorizzato quelle regole perché c’era il desiderio di
“diventare” quelle norme, quei valori, quei principi o se l’ha fatto solo per spirito di emulazione.
“Accorgersi” di un valore o una norma nell’Altro ed imparare a “farlo proprio” determina una libera scelta che condizionerà il comportamento futuro che verrà poi vissuto nel rapporto Io-Tu. Educarsi ed educare al senso della libertà è un processo continuo che forma la mente dell’uomo.
In questa dinamica, la persona prende coscienza dei propri limiti e inizia prima a “liberarsi da” preconcetti che limitano le sue scelte e, piano piano, percepisce la propria “libertà per” quella
cosa vissuta come “scelta libera”.
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Il senso autentico di libertà si vive nella consapevolezza di scegliere ed eseguire un’attività o coltivare una situazione che produca una risposta piacevole per il singolo che sceglie. Anche la coppia che vive autenticamente in libertà non fa ciò che vuole ma vuole fare ciò che ha deciso di fare di comune accordo.
Una coppia così assortita può e deve imparare ad educarsi reciprocamente al senso di libertà creando un dialogo continuo in quanto la libertà del singolo si modifica in base alle esigenze interne (del singolo stesso) ed esterne (dell’altro).
Nella coppia queste esigenze si moltiplicano; è importante, dunque, imparare ad ascoltare e a parlare all’altro cercando di trovare sempre una soluzione ad ogni crisi.
La soluzione non deve mai essere proposta né imposta ma dev’essere scoperta dal singolo stesso che vive la crisi.
L’Altro lo aiuterà soltanto ad attivare in sé le proprie potenzialità di superamento della crisi. In questa ricerca reciproca di soluzioni i due singoli interiorizzano il senso di responsabilità che si
traduce, nel tempo, in libertà di coppia.
Nel dialogo Io-Tu devono venir rispettate le priorità di scelta dei singoli senza mai sottovalutare i VALORI reciproci. Solo così si scopre la possibilità di raggiungere quell’equilibrio sereno che sproni i due partners al raggiungimento dei propri obiettivi sia individuali che di coppia.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
http://magdamarconi.myblog.it/ Magda Maddalena Marconi
Psicologo Psicoterapeuta Libera professionista
Perdonare per fare entrare l’amore nella nostra esistenza
• Perdonare per guarire
• Perdonare per lasciare andare
• Perdonare per essere liberi
• Perdonare per essere felici
• Perdonare per aprirsi alla vita
• Perdonare per fare entrare solo l’amore nella nostra esistenza
Talvolta durante la nostra esistenza continuiamo a farci carico di antiche ferite causate da sensazioni di sofferenza e da rancori provati, vecchi o recenti che vengono perpetuati nei confronti di qualcuno qualche volta anche vicino a noi e alla nostra esistenza. In questo modo l’anima (che è la nostra parte energetica, quindi il nostro magnete) viene appesantita dal vissuto che interpretiamo come negativo e dal blocco della sensazione.
Fino a quando non risolviamo le ferite dell’ anima esse rimangono aperte continuando a nutrire sentimenti negativi di rabbia e frustrazione dannose per la nostra esistenza attuale e per il nostro benessere psico-fisico.
Spesso avviene che la reale causa della ferita è celata nel profondo del nostro inconscio e quindi noi non la vediamo.
In questo modo tendiamo a dare la colpa agli altri di ciò che non va anziché guardarci dentro e sanare gli antichi dolori semplicemente lasciandoli andare.
Sono molte le persone che rimangono prigioniere del passato non risolto.
Per essere liberi è importante iniziare a guarire la nostra vita risolvendo gli antichi rancori che ancora ci tengono inconsapevolmente intrappolati a quelle situazioni, talvolta ripetendole e quindi richiamandole alla nostra esistenza.
Come un magnete.
Il primo passo per liberarci dal passato è prendere consapevolezza delle ferite e sanarle dentro di noi, lasciandole andare senza più preoccuparcene.
In questo modo possiamo vivere liberi e responsabilmente la nostra esistenza.
Dobbiamo innanzitutto comprendere quale insegnamento abbiamo tratto dalle esperienze di sofferenza.
In cosa le esperienze “forti” volevano “rafforzarci”? Perché la nostra anima le ha attratte, le ha cercate inconsciamente?
Dobbiamo ringraziare coloro che ci hanno offerto l’opportunità di crescere ed ora possiamo lasciarli andare, perdonarli.
Mantenendo il rancore verso qualcuno restiamo legati e ad ancorati a queste sofferenze, richiamandole ed impedendoci di essere LIBERI!
Questo atteggiamento ci impedisce di vivere un esistenza serena anche se spesso non ne siamo consapevoli. Dobbiamo imparare a perdonare coloro che pensiamo ci abbiano causato sofferenza, sembra strano o difficile, ma è l’unica medicina che può curare la nostra esistenza e renderci liberi e felici.
E soprattutto è importante ricordarci che la persona per la quale proviamo rancore non ha colpa,
la sofferenza è nostra e siamo solo noi abbiamo provato quell’emozione,
ad averla interpretata come tale, noi l’abbiamo attratta e la persona o le persone che a noi sembrano avere provocata la sofferenza erano soltanto un mezzo senza reali colpe personali.
Non esistono reali colpe ma solo interpretazioni della realtà a seconda della propria mappa mentale e della propria visione.
Carnefici e vittime si fondono in un unico richiamo energetico e si scambiano i ruoli fino a quando non sono realmente liberi.
Il rimedio è il perdono che porta amore e serenità. Dobbiamo imparare a sostituire l’odio con l’amore, sempre, e la guerra con la pace, non esiste intervento migliore per sanare le ferite dell’anima.
Dobbiamo innanzitutto perdonare noi stessi.
Viviamo in una società ed in una cultura in cui il senso di colpa per ogni caduta o disagio è la prima cosa che ci viene inculcata da piccoli.
Purtroppo tormentarsi non serve e ad ogni decisione che abbiamo preso nell’arco della nostra vita esiste una motivazione ed un insegnamento da trarre e al quale dobbiamo essere grati.
Il senso di colpa abbassa la nostra autostima e l’amore per se stessi. Non lasciamoci ingannare!
Un vecchio proverbio citava cosi: “Se c’è rimedio perché ti arrabbi? E se non c’è rimedio perché ti arrabbi?”
Possiamo sempre rimediare a delle scelte che riteniamo inadeguate e cambiare il nostro percorso per percorrrere la strada della libertà emozionale e del miglioramento.
Le esperienze passate negative dobbiamo solo lasciarle andare e lasciare che si sciolgano come neve al sole. Per sempre!
Non permettiamo che le nostre stesse emozioni ci possano trarre in inganno abbassando la nostra energia, MAI!
Non preoccupiamoci delle emozioni altrui, di ciò che gli altri pensano di noi, di come gli altri vorrebbero che fossimo e dei loro comportamenti a riguardo.
Lasciamo andare e andiamo verso l’ indipendenza emozionale, la libertà di scegliere la nostra vita, cosi come noi la desideriamo!
E SOLO NOI! In prima persona!
Dobbiamo liberarci dalla trappola del senso di colpa e non formulare critiche o giudizi né nei nostri confronti né nei confronti di altre persone.
Evitiamo di giudicare gli altri per le loro azioni, qualcosa in loro li ha mossi in una certa direzione, comprendiamoli, diamogli amore e pace.
I rancori rimangono dentro di noi disturbandoci, influenzando negativamente le nostre scelte e la nostra vita attuale, bloccandola proprio dove noi non vorremmo che fosse. Ed ecco che in questo modo si attrae ciò che non si vuole. Il senso di colpa ci carica di dubbi.
Liberiamoci di questi fardelli negativi che non fanno che appesantire la nostra esistenza come una zavorra che non fa decollare la nostra anima, la nostra energia e quindi tutta la nostra vita.
Iniziamo a visualizzare la parola PERDONO e la parola AMORE ed a inviarla a noi stessi per primi e a tutte quelle persone che pensiamo possano avere contrbuito alla sofferenza e alla non comprensione.
Liberiamo loro ma soprattutto liberiamo noi stessi da quel peso che ci portiamo appresso e che rende faticoso il cammino.
Rendiamo la nostra anima più leggera, la nostra vita più leggera, rendiamoci liberi e lasciamo andare ciò che non ci serve più, che è diventato inutile per la nostra crescita e per il nostro miglioramento.
Con le mani sul plesso solare, una mano sullo stomaco ed una mano sotto, sulla pancia, facciamo 3 respiri profondi e poi recitiamo il seguente mantra:
Io, “nome” merito amore…
Io, “nome” mi amo completamente…
Io, “nome” mi accetto così come sono…
Io, “nome” merito di essere libero/a…
Io, “nome” mi perdono di tutto e sono felice…
Lo stesso mantra lo possiamo recitare sostituendo l’ “Io” con il “Tu” e quindi sostituendo il nostro nome col nome dell’altra persona.
E’ un ottimo esercizio per imparare a perdonare e che porta noi quindi la nostra anima ad essere libera dal peso dei rancori, leggera, libera di proseguire il cammino della serenità e della realizzazione personale.
L’Amore è Nutrimento

Da: Cos’è l’amore?
Domanda: Perché la gente ha così paura di essere amata?
Bhagwan: La domanda è stata posta da Krishna Gopa.
La gente ha paura di essere amata, perché l’amore porta infelicità.
L’amore porta con sé bugie. L’amore porta con sé prigionia; l’amore comporta schiavitù, l’amore distrugge la libertà. Per questo la gente ha paura.
E allo stesso tempo la gente non può restare senza amore perché è un nutrimento indispensabile. Per questo ricercano spasmodicamente l’amore, desiderano amare ed essere amati. Non riescono a restare soli. Ma nel momento in cui incontrano una persona, l’altro – l’uomo, la donna – si impauriscono, perché sanno che ora stanno entrando in una gabbia.
E questo accade perché l’amore non è ancora libero da condizioni: ecco perché la gente ha paura dell’amore.
E poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi, la gente ne ha ancora più paura: si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.
E allo stesso tempo non possono restarne senza, perché è un nutrimento indispensabile all’anima. E di fatto è proprio per questo che la gente ha imparato a sfruttarlo; proprio perché è un nutrimento indispensabile per l’anima.
Se non fosse stato un bisogno così primario, non ci sarebbe stato nessuno sfruttamento.
L’amore è un bisogno così essenziale che lo puoi sfruttare, puoi porre delle condizioni. Puoi dire: «Ti amerò solo se fai questo. Ti amerò solo se amerai unicamente me, nessun altro, e questo per sempre. E ti amerò solo se accetterai queste mie condizioni».
Questo è un mettere condizioni.
E un uomo affamato le accetterà inevitabilmente.
Inizierà a dire bugie, giocherà dei trucchi, inizierà ad essere falso. Inizierà a fare cose che non avrebbe mai voluto fare, e smetterà di fare le cose che avrebbe sempre voluto fare. E prima o poi arriverà a pensare che questo amore costa troppo caro; è meglio non essere in amore, è meglio essere solo.
Di conseguenza la gente continua a spostarsi dalla solitudine all’amore, e dall’amore alla solitudine. Quando sono soli sentono la fame, e quando sono insieme ne vedono la bruttura.
Mi hanno raccontato:
Il vecchio prete arrivò, alla fine, in paradiso e disse a San Pietro: «Basta lavoro. Ora posso riposarmi».
San Pietro assentì: «Scegliti la nuvoletta più soffice, e dormi. Te lo sei meritato».
Con un sospiro il sacerdote si tuffò nel tepore della nuvoletta scelta e si addormentò. Ma non riuscì a riposarsi perché ogni tanto una campanella, o una campana suonavano, svegliandolo. Per alcune ore riuscì a resistere, alla fine, prossimo ad una crisi di nervi, si alzò, corse da San Pietro a lamentarsi: «Riposo, riposo, ma come posso riposarmi? Questo è un inferno… e la campana più grossa suona proprio quanto sto per addormentarmi!!!».
«Mi dispiace, amico mio, ma non posso farci nulla. Dovrai abituarti. Vedi, in questo modo noi registriamo tutte le bugie che si dicono sulla terra. Ma ora che sai di che cosa si tratta, non ci farai più caso, vedrai… sogni d’oro!».
E fu proprio così: il prete si rituffò nella sua nuvoletta e si addormentò profondamente.
Ma all’improvviso, nel cuore della notte, venne un’esplosione di tuoni, e l’eco di milioni di campane soffocarono l’urlo di terrore del nostro povero pretino, che corse da San Pietro, tappandosi le orecchie come poteva. « Pietro, Pietro, salvami! Cosa succede?».
E Pietro è pronto a coprire le orecchie del povero prete con le sue amorevoli mani: «Povero caro. Vedi, questa è l’ora in cui gli amanti si incontrano e si sussurrano le loro bellissime frasi d’amore … » .
L’amore porta nella vita mille ed una bugia. È umiliante. Ci si sente in gabbia, imprigionati, compromessi. Ci si sente paralizzati, storpiati. In mille ed un modo ci si sente incatenati. Per questo, Gopa, la gente ha paura dell’amore.
Uno dei miei messaggi fondamentali è: non sfruttate mai l’amore.
Questa sarà un’immensa rivoluzione religiosa nella vostra vita.
Non sfruttate mai l’amore. Se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione.
Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.
Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori.
In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.
Non sfruttate l’amore. Ricordatelo, ogni volta che sei in amore. E dovrete sforzarvi di ricordarlo, perché per migliaia di anni l’uomo ha sfruttato l’amore, e questa è diventata un’abitudine.
Osho Rajneesh
Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Le dimensioni dell’amore.
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola






















