Paura

Ho’oponopono nella Reale Identità della coppia

Ciao Silvia

non ci conosciamo ma ho avuto l’istinto di scriverti dopo aver letto un post sulla tua pagina che mi e’ piaciuto molto ma che mi produce anche tanta amarezza: “Temere l’amore è temere la vita. B. Russell”

Nonostante io lavori come theta healer su molta gente, nonostante la mia attivita’ lavorativa sia improntata alle tecniche energetiche e psicospirituali e nonostante abbia fatto e continui a fare tanti percorsi di crescita interiore, la mia vita e’ tutt’ora un grande paradosso.

Da una parte aiuto le persone a stare meglio e a far fluire la propria vita aprendosi alle meraviglie dell’esistenza (amore compreso), dall’altra parte (ti prego di non giudicarmi per questo, lo faccio gia abbastanza da sola) l’amore per me e’ una sofferenza infinita, le mie relazioni sentimentali e gli uomini che ho incontrato nella mia vita raccontano sempre la stessa storia e la stessa energia: quando mi innamoro mi annullo dentro e smetto di esserci come donna, come identita’, l’uomo che ho sempre incontrato in tanti corpi e sembianze diverse e’ quello che s’innamora di me nella misura in cui mi sente sfuggente e poco disponibile ad “esserci”, e’ quello che mi ama chiedendomi subliminalmente di non amarlo e nel momento questo si realizza… il finale e’ scontato, da manuale psicoanalitico: coazione a ripetere o evitamento.

Da due anni evito qualunque relazione, affettiva in particolare, le rifuggo come la peste perche’ non riesco a trasformare la mia energia per poter attirare uomini differenti, una relazione piena e sana.

So che tutto parte da me, ho praticato anche l hoponopono per qualche mese, ma non e’ cambiato nulla.

Prima, per anni ho lavorato sui rancori e sui risentimenti fortissimi che avevo per mio padre e grazie ai lavori fatti… sono riuscita persino ad accompagnarlo durante il suo trapasso quando e’ mancato. Nonostante cio’, le mie relazioni col maschile non sono cambiate.

Sto valutando una psicoterapia convenzionale, ma ne ho gia’ provate tante in passato anche di quelle… e alla fine non ho ottenuto molto.
Se puoi, mi farebbe piacere ricevere un consiglio da te. Grazie di cuore e scusami.

G.

P.S.: Scusami forse mi sono espressa male, volevo dire che attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare. Eppure ho lavorato sui miei programmi, sulle vite passate, ho fatto anche qualche costellazioni familiare… ma dove devo ancora guardare che mi sfugge ?

ombra e luce

Carissima G.

quello che è più straordinario è che spesso ‘insegniamo’ o supportiamo gli altri dove ne abbiamo più necessità noi stessi. Ma ‘accorgersi’ è sempre bene anche se questo ci pone davanti a un conflitto interiore: cosa sto facendo, lo sto facendo ‘bene’ se neppure io l’ho ancora compreso?

Sono convinta che tu lavori con coscienza su queste tematiche nei confronti altrui, proprio perchè ‘sai’ davvero quanto è vasto e insidioso il problema e sicuramente anche tu, parallelamente, percorri la tua strada mentre la mostri.

Partendo dal ‘fondo’ del tuo scritto, se continui ad attrarre uomini con la stessa energia è perchè non hai ancora scelto (o avuto il coraggio) di esporti con un’energia differente. Molto probabilmente la teoria ti è chiara ma nella pratica hai ancora bisogno di ‘battere il muso’ prima di disintegrare e ricreare completamente la nuova te.

La mia esperienza è stata che quando mi sono detta ‘adesso basta!’ (basta con gli ‘innamoramenti’ passionali e ossessivi, basta con le aspettative, basta con i vecchi schemi, basta star male) d’improvviso mi sono accorta che la mia libertà (mentale, professionale ed emotiva) era la cosa più preziosa di cui potessi godere, e quasi contemporaneamente è arrivato un uomo simile a me. Inizialmente anche questa relazione non è stata indolore, il passaggio nella nuova me ha avuto bisogno di farmi sperimentare ulteriori contraddizioni, scorie, richiami al mio vecchio modo di pormi e di pensare (e creare), a tutta quella spazzatura emozionale che mi aveva intasata fino a quel momento. Per un po’ pur con l’uomo giusto ho continuato a vivere interiormente tra il paradiso e il caos. Ma ero sempre io che continuavo a percepire dalla parte storta, per paura di volare senza paracadute.

Nel frattempo era arrivata anche la conoscenza di Ho’oponopono e questa pratica ha dato il via ad una pulizia profonda, che non finisce mai, al di là di ogni aspettativa. Noto che tu scrivi più volte ‘ho provato’, ‘provo’. E’ poco. ‘Provare’ è fare qualcosa con metà Intenzione e con metà fiducia e quindi metà dei dubbi, delle paure e delle montagne invalicabili rimangono.

E quando dici “attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare”, sono uomini attratti (e che supportano) quella parte di te che mantiene quella tua stessa vibrazione, sarebbe impossibile sennò portarli nella tua orbita.

Evidentemente sei ancora, e sai che non è un giudizio, finta (che vuol dire protetta), inconsistente (stai a metà) e sfuggente (hai pre giudizi) almeno in quella parte di te che ha ancora bisogno di attenzione nel porsi come figlia e principessa e non come donna adulta pronta a costruire mettendo in conto di poter perdere ma non più di perdersi. E quindi un parte di te indossa un make up per paura di non essere accolta per ciò che esattamente sei, pertanto ti nascondi dietro te stessa mandando avanti la maschera che hai (inconsciamente) creato per non soffrire.

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Quello che è certo che ancora in quest’epoca siamo in contatto con echi di comportamenti e memorie che non ci appartengono ma ci influenzano, e queste suggestioni perlopiù contrastano con la nostra Reale Identità, che è la nostra naturale integrità.

Perciò per ‘essere’ (e non solo provare) Ho’oponopono è un ponte di decollo, una partenza verso altro, un simbolo, un mezzo, una faccenda inaspettatamente magica che trasmuta ciò che siamo, ciò che viviamo e ciò con cui abbiamo a che fare.

Diventiamo uno stato che ci lancia in orbite sconosciute alla razionalità umana per accedere oltre. Oltre quelle zone inesplorate e altrettanto ‘sporche’ di informazioni, abitudini, concetti e preconcetti accumulati anche nel cercare di comprendere. Nozioni che certo ci soddisfano intellettualmente ma contemporaneamente ricoprono e confondono con il risultato di velare il canale intuitivo (divino) dell’Ispirazione ad integrarci con il nostro reale Sè.

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TE

Coppia e Relazione: Essere Felice in Amore

Una sana e felice vita di relazione è uno stato a due che ha bisogno di una ricetta fondamentalmente semplice ma estremamente raffinata. E ognuno dei partecipanti deve fare del suo meglio perchè questa delicata alchimia non vada mai a male, a far male, a farci stare male. Perchè di stare male capita a molti, e molto spesso, portandoci via per troppo tempo gioia, allegria e benessere sia a livello emotivo che fisico. E’ davvero così difficile essere una coppia felice?

Sembra impossibile si possa soffrire per Amore. E’ una contraddizione, un tempo drammatico e ingiusto, un errore che comincia in modalità sottile e può rovinarci la vita. Ci sono persone abbonate a meccanismi crudeli che continuano a scambiare e a interpretare l’amore come una sorta di guerra di territori (principalmente emotivi) e se non di entrambi almeno di uno dei soggetti della coppia.
Ma la cosa più sconveniente, e falsa, è credere che sia la normalità.

Abituati a sentire lamentele e problematiche da parte di amiche, amici, conoscenti ma anche chiacchiere di mamme o persone che consideriamo sagge, risolte o “fuori zona”, ormai alla percezione di molti sembra una prassi dell’esistenza che i dolori dell’amore non evitino nessuno, anzi che siano regolari e inevitabili come il raffreddore (ma molto più dolorosi e terribili) e che essere destabilizzati e piegati dal sentimento più bello e buono del mondo sia un tempo che arriva per tutti. Per alcuni chi non soffre per amore non è normale, sensibile, sentimentale e forse neanche… umano.

Lo stato di smarrimento, e talvolta ossessione, che i problemi in amore ci procurano non sono la norma. E lo stare male non è ovviamente ciò che speriamo o vorremmo quando siamo in una relazione di coppia, ufficiale o meno che sia, recente o di lunga data, eterosessuale o no.

Perchè l’Amore è fatto di comprensione e attenzione oltre che di passione e desiderio ma certo mettere in pratica la personale disponibilità alla soluzione, o tendere la mano e la mente all’altro, non è sempre facile quando qualcosa ci destabilizza nel profondo.

Spesso troppe dinamiche si accavallano non permettendoci lucidità, dialogo e neppure “buon senso”. Lo abbiamo sperimentato tutti. Quando si è “dentro” al marasma difficilmente si riesce a vivere con gioia almeno le cose “al di fuori”. E non ci si riesce neppure a distrarre perchè l’amore solitamente assorbe tutte le energie e le focalizza nel bersaglio del nostro dolore di cuore.

La relazione con il suo complesso abbraccio emotivo è un prisma che accoglie ben oltre i nostri ragionamenti e le nostre intenzioni e quando “stiamo male in amore” tutto è filtrato dalla nebbia triste e gonfia di dolore (o densa di paura, rabbia, scontento, aspettative, risentimento, vendetta, desiderio non condiviso, ossessioni) che viviamo e contribuiamo inconsapevolmente a diffondere e a far lievitare riuscendo a stare sempre più male.

Ovviamente ogni caso di disagio nelle relazioni è soggettivo e allacciato alle infinite variabili messe in moto, coscientemente o meno, dai componenti della coppia. Ogni situazione è una situazione unica e a se stante, con una propria angolazione e come tale va vista e indagata per arrivare a sciogliere innanzitutto la percezione del dolore che ciò che “non sopportiamo” ci provoca.

La prima cosa da fare è dare sollievo al nostro cuore e alla nostra mente, poi si può affrontare il resto con forza e lucidità e indubbiamente la centratura di accedere alla soluzione più felice.

La vita è troppo breve per sprecarla in dolore, recriminazioni, paure o infelicità. E l’Amore merita davvero tutta la nostra attenzione, la nostra passione, la nostra gioia e il nostro piacere. In ogni senso.

Silvia Paola Mussini
Silvia Paola Mussini

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Causa effetto dell’amore nella coppia: forza e potenza… se mi sveglio

Ieri sera sono stata a cena con alcune amiche che non vedevo da tempo. E’ bello reincontrarsi e raccontarsi cose e fatti che il lavoro, la lontananza o le faccende quotidiane di ciascuna portano a perderne il filo del discorso e delle confidenze.

Io ho un carattere molto individualista da sempre sto molto bene da sola e non so se sia per affetto o per mancanza di chiacchiere free che le amiche tutte le volte si raccomandano di rivederci presto, mi sgridano dicendo che sono sempre troppo impegnata e mi fanno capire il loro piacere di stare con me.

Ne sono sempre molto grata ma mi sembra di capire che il loro affetto sia anche “interessato”… interessato alle visuali che ho verso me stessa, nei confronti degli altri, del mondo e delle relazioni. Al “perchè” io sono da molto tempo serena, molto più che spesso felice.

E mi rendo conto che questo stato dell’essere è una rarità.

 

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di benessere
quando gli sei vicino
Charles Bukowski

Oltre al piacere di abbracciare le mie amiche quello che, quasi ogni volta constato, è la mole di problemi che ognuno raccoglie strada facendo, e si trascina nella vita, condividendo quando può sperando in un comprensibile alleggerimento emotivo o almeno di averne una schiarita alle idee.

Mi stupisce come incredibilmente molte persone ricreino senza sosta in ogni qui e ora, ogni volta in modo differente, un carico di problematiche doloranti e a mio parere inutili.

Possibile “non essere mai a posto”? Possibile non riuscire a imparare – e mettere in pratica – che il centro della propria vita è “me” qualsiasi altra persona, cosa o situazione entri, ci sia o esca dalla mia esistenza?

Nel percorso di crescita comprendiamo molte dinamiche e anche con una certa fatica le riteniamo giuste e sensate ma spesso quando si parla di relazioni sentimentali saltano tutte le buone intenzioni e tutto torna teoria che a molti investe come un uragano.

Il risveglio spirituale o consapevolezza che dir si voglia, non va a compartimenti stagni, è un punto di vista che parte da se stessi, maturato sulla propria pelle, sull’intenzione che si ha di stare bene, concetto che si estende agli altri, che è un volere il bene con e nel Tutto.


Siamo un bel gruppo, ci conosciamo da tempo, donne mature, più o meno tutte della mia età, colte e sveglie – almeno ci pare 🙂 – che per passione o professione siamo in percorsi spirituali o di crescita personale si può dire da sempre. La cena, anche sdrammatizzando da parte di tutte, è stata dedicata a indagare, e a consolare, una delle 4 che innamorata da qualche tempo si crea enormi problemi, e domande, nel cercare di capire se il lui la ama, se è sincero e lineare – ovvero è fedele – come le assicura e dice.

Lei è una donna molto bella e intelligente, autonoma e indipendente e si rende benissimo conto dell’assurdità di passare l’esistenza di dolore in dolore, che sia per l’ex fidanzato tiranno, per il padre despota e castrante o per l’apprensione alla salute dei suoi tre cani che appena hanno una minima defaillance mettono in ansia il suo equilibrio e la sua vita. Per lei ogni situazione è “buona” per non stare mai bene, per preoccuparsi, per stazionare su rimuginazioni, elucubrazioni, problemi di qualsiasi tipo e genere.

Ovvio che non lo fa apposta, anzi, oltretutto è una docente in crescita aziendale per cui di cose ne sa, ne vede e ne corregge, con successo,  per professione. Ma tant’è…

I suoi racconti sono stati al limite del razionale, quasi inconsapevoli, lei sta (sceglie di stare) “dentro” la faccenda, avviluppata nel suo “delirio” interiore. Ha cercato, ogni volta che ha potuto avere la parola di raccontarci delle sue indagini sul fidanzato che a suo dire le istilla dubbi che lei somma alla sua preoccupazione, ai suoi ragionamenti fatti di paragoni e congetture in una sbalorditiva strada e tempo investito nel procurarsi dolore.

Il tempo dedicato a questi pensieri eccessivi, ossessivi e… inconcludenti è il peggior tempo investito che possiamo vivere nella nostra esistenza.

Il Potere che deleghiamo agli altri nel desiderare/pretendere il loro amore, la loro benevolenza, l’accettazione, l’aspettativa alla “fedeltà” (che non è solo un fatto fisico sessuale, a volte c’è la stessa situazione nelle amicizie o sul lavoro) è un campo che non dovremmo neppure considerare. Per il nostro bene, per la nostra energia che ci investe su ogni livello, per l’idea di “libertà” di cui ogni essere ha diritto e che nessuno può pensare di indirizzare o decidere. Questo, a mio parere, vale anche per le coppie conclamate in matrimoni o convivenze.

Chiunque, se vuole, fa ciò che desidera fare “giusto o sbagliato” che sia, e nessuno ha il diritto di vietarglielo o di perdere a causa di questo la propria serenità. Non è questo il punto. Il discorso è che io non posso essere costantemente “fuori centro” nell’investire energie e forza nel controllare che tutto vada come vorrei.

Ovvio che una coppia trasparente e coerente è la situazione amorosa ideale. La ricchezza interiore ed energetica che ci pervade quando siamo in una relazione appagante e chiara è il percorso ideale che sarebbe giusto tutti vivessimo, ma non tutti siamo uguali, e preziosi sono gli insegnamenti che ogni situazione ci porta per imparare a generare da noi la nostra pace e la nostra fiduciosa energia.

Qui e Ora, io sono il centro di me.

“Stare male” – vero o immaginato che sia – perchè le cose non vanno come vorremmo è il peggior atto di disamore che possiamo dare a noi stessi. E non riguarda “gli altri”, loro, gli altri, chiunque essi siano, hanno la responsabilità personale di ciò che fanno e di come si conducono, tanta quanta ne abbiamo noi stessi nei confronti della nostra felicità e del nostro potere.

 

Nuova ogni giorno

Il nostro stato psicofisico sente nell’aria il nuovo, il cambiamento, l’immenso che si riapre nelle prime tiepide giornate. Lo desidera, ne ha bisogno, si fa prezioso liquido organico connesso al Tutto malgrado noi stessi. La nuova stagione crea nuovi pensieri, nuovi desideri, nuove speranze, nuove visioni, nuova linfa. Ci sono momenti in cui ci appare tutto “stretto”, siamo noi che restringiamo le nostre potenzialità. La parte vitale di noi, il nostro sapere profondo, è più intelligente dei nostri terreni calcoli e si lancia adolescenzialmente avanti nell’avventura, mentre noi (esseri razionali) tendiamo a circoscrivere, a  reincasellare, a moderare invece che fluire. Avere un sogno o una serie di sogni aiutano indubbiamente a vivere, e a farlo molto meglio dei programmi “giudiziosi” e impauriti che ci (im)poniamo.

Il sogno è da creare utilizzando la nostra parte infantile, quella che si emoziona, quella zona di noi che sa vibrare e ci riconnette all’esistenza. Qualsiasi cosa è bene se ci emoziona, se ci fa stare bene. Se ci da senso all’esistenza. Il peggio è il procrastinare, spostare l’azione dell’essere nel qui e ora con quello che la nostra parte più allineata chiede. Per un insieme di motivi i cambiamenti spesso ci paiono capricci, ci lasciamo influenzare dalle situazioni e dalle persone attorno. Mettiamo il loro giudizio, le loro aspettative, la loro immagine che hanno di noi prima di quella che è la nostra vera identità. Ogni essere umano è libero, e solo conoscendo a fondo la nostra libertà e la possibilità di metter in opera tutto quello che ci passa per la mente possiamo instaurare relazioni con gli altri e con il mondo libere e potenti.

Qualsiasi cosa che mi trattiene, che mi ferma è un errore. Il peggior oppressore sono io. Qualsiasi relazione che mi ingabbia, che mina il mio entusiasmo, che mi affossa nei sensi di colpa è un errore. Siamo noi, e non l’altro, a costruire la gabbia in cui ci sentiamo costretti. Spesso ogni scusa è buona per dare la responsabilità a qualcun altro, immensa è la paura di sperimentare il nostro potere, di dimostrare chi siamo soprattutto a noi stessi.

Guardiamo dentro e poi guardiamo fuori: la Natura ci insegna Tutto. Fluisce di stagione in stagione dal letargo si sveglia fiorendo e fruttando e maestosamente generosa regala ovunque i suoi doni a piene mani.

AMORE da conquistare e con cui stare








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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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