L’autonomia dell’Io per creare sempre un nuovo noi
Le vacanze separate sono mancanza o abbondanza di rispetto?
Tema di alcune discussioni, tra amiche e coaching è l’abitudine e la “noia” che vivere insieme spesso impantana la coppia come in un calmo lago cristallizzato.
Non si argomenta qui di problemi da risolvere, discussioni, conflitti o contrasti, ma del bisogno di poter avere oasi personali nelle quali riappropriarsi del singolo Sé e ricaricare la propria individuale personalità.
E’ importante poter trascorrere del tempo fuori dalla relazione e riuscire a ricompattare la propria essenza in libertà, fuori dai medesimi schemi e quotidianità, fuori dalle aree consolidate e ripetitive.
Come per qualsiasi altro vissuto, anche il più piacevole, l’abitudine tende a livellare le emozioni, sminuendo il significato dell’intento di condividere, stancandoci energeticamente e svuotando l’importanza della scelta, anche se questa è la migliore che possiamo mettere in atto.
Questo lo possiamo sperimentare in molti ambiti, quello che diventa “normale” e ovvio diventa anche poco desiderabile e apprezzabile. Io adoro il sushi ma se ogni giorno mangio sushi dopo un pò lo troverò normale, poi noioso e quindi potrei davvero sviluppare un’intolleranza al sapore, all’odore o anche alla vista. Idem per qualsiasi cosa a cui ho accesso in modo continuo e ripetitivo.
La scelta di fare vacanze separate, o almeno una parte di esse, non è solo un atto di coraggio anticonvenzionale ma la comprensione e la messa a fuoco che “io” non sono un noi, io sono un Io che sceglie di essere anche un “noi”.
Molte relazioni subiscono grossi inciampi e in alcuni casi vere e proprie crisi quando uno dei due esprime il desiderio di godere di un momento più o meno lungo di sana individualità, in porzioni e spazi assolutamente sacrosantamente personali. E molti rapporti vanno in scompenso per l’incapacità di esprimere i reciproci personali bisogni utilizzando compromessi che, con l’intenzione razionale di non destabilizzare un ritmo acquisito, depotenziano e rendono insofferenti entrambi i partner portando a stati di tensione ingiustificata semplicemente ovviabile da un vero e sincero amore per se stessi e per l’altro come esseri integri e indipendenti sempre e comunque.
Come ho scritto nel mio ebook “Amore da conquistare e con cui stare” io non potrei più vivere una relazione dove fosse sottinteso un qualche “dover” faticosamente giustificare o chiedere il permesso per gestire il mio tempo o i miei bisogni, e questo vale anche per i miei desideri. Il fatto di sapere che in ogni momento posso scegliere cosa, come e dove andare o essere mi rende quasi superfluo il fatto di usufruirne ma a volte è necessario per quella parte di me che ha bisogno di sentirsi viva e in piena ricezione delle energie destinate esclusivamente a me.
Questo tipo di rispetto, condiviso, mi fa amare profondamente il mio partner.
Naturalmente il concetto vale per entrambe le parti, nel modo più assoluto e comprensivo.
Dedicarci del tempo, degli spazi e del nuovo quando occorre e quando lo desideriamo ridarà il pieno valore al quotidiano che riprenderà quota e significato proprio per la consapevolezza che la propria libertà è a portata di mano sempre e comunque. E sempre e comunque possiamo avere ed essere l’io e il noi. Senza l’io non ci può essere un noi pieno, reciproco, entusiasta e grato.
Quale è la tua opinione in proposito? Scrivimi un commento visto che l’argomento è emotivamente delicato e soggettivo. Allarghiamo le sensazioni e condividiamo i pareri?
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L’Amore è mobile
Pensa a quando hai scelto la tua auto.
Hai individuato la marca, il modello, il colore e le caratteristiche che ritenevi fossero il meglio per te. Dopo aver guidato l’auto per un paio di mesi, ti rendi conto che forse avresti dovuto acquistare una macchina più grande, o che forse i sedili in pelle sarebbero stati meglio, o che in giornate di sole e caldo, il tetto apribile sarebbe stato meraviglioso.
Tuttavia è troppo tardi, quindi scegli di tenere l’auto e apprezzarla per i vantaggi iniziali per cui ti è piaciuta tanto.
In un certo senso è lo stesso per la tua relazione.
I primi tempi è tutto perfetto, poi le cose potrebbero cambiare un pò… Oltre ai piaceri ci sarà qualche ostacolo da superare e da mettere a punto. Il vantaggio è che il partner non è una macchina e si può trovare a percepire le tue stesse sensazioni, magari senza dirtelo.
Se riuscite a comprendere la preziosa scelta che avete fatto incontrandovi potete scegliere di far sì che tutto tra voi funzioni al meglio.
Non solo ma che questa relazione diventi l’espressione di due unicità che alleandosi diventino un accordo di profonda Forza e Felicità senza limiti e confini.
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Coppia: conoscerò i suoi genitori. La prima relazione con i suoceri
Una fetta agrodolce della relazione è quella che si affaccia sul versante dei suoceri e del resto della sua famiglia, due pianeti che si mettono in moto per esplorare le reciproche orbite. A volte con rispetto ma spesso con il rischio e il timore di invadenza, preoccupazione che solitamente vive la coppia (nello specifico è il timore più diffuso della nuora e del genero) che è l’elemento momentaneamente estraneo. La coppia si apre e si allarga in un mondo sconosciuto. Vediamo di affrontare al meglio la questione.
Quasi mai si è rilassati in vista del primo esame e si parte, anche senza volerlo, con dei programmi, dei preconcetti, dei luoghi comuni o anche delle preoccupazioni nell’affrontare il grande giorno della presentazione ai genitori del partner.
Anche se non sono più i tempi dei fidanzamenti ufficiali, che in certe zone d’Italia e in ambienti tradizionali perdurano, la conoscenza è permeata ancora di grande emozione dove abbiamo il naturale desiderio di piacere e di fare la figura migliore.
Tantissimi film e libri, e vite vissute, hanno le loro scene più divertenti, o imbarazzanti, nello straordinario spazio emotivo che si crea quando abbiamo di fronte per la prima volta la sua mamma (la suocera!) e il suo papà.
Quando l’incontro è informale, la solita scusa di una tazza di caffè, la tensione si può ridurre al minimo ma indubbiamente è una delle fette più emozionanti della realtà del partner che diventerà in modo più o meno “invasivo” anche la nostra realtà. Finchè nessuno conosce nessuno queste famiglie di origine sono solo fantasmi che ci incuriosiscono e ci affascinano e in cui in un certo senso non vediamo l’ora di mettere il piede per stabilizzare la nostra relazione.
Conoscere i suoi genitori è sempre un’immaginata concretizzazione del rapporto, che stiamo facendo sul serio e che vogliamo rendere partecipi gli altri della consacrazione ufficiale della coppia.
Come in ogni relazione la prima impressione è quella più importante e caricarci di aspettative e tensione sicuramente non ci farà essere naturali e rilassati nel mostrare il nostro lato più sincero e reale.
Generalmente per tutti questi carichi emotivi diamo un’idea diversa da ciò che siamo, proprio perchè l’emozione e il desiderio di piacere porta a essere un pò artificiosi come quando facciamo un colloquio di lavoro ma ciò vale anche per i suoceri, di cui non dobbiamo sottovalutare l’emozione e l’identica voglia di fare buona figura,
L’alleanza della coppia sarà necessaria poichè l’arbitro di tutta la faccenda sarà il nostro partner a cui spetterà il compito di mettere le parti a proprio agio non favorendo nessuna delle due. Ognuna ha spazi e tempi diversi, perchè diverso è il contesto in cui nascono e crescono. Non è sempre semplice perchè la posizione della nostra anima gemella è la più delicata dovendo riuscire ad esprimere il suo amore e il suo supporto ad entrambe le parti distinguendo da subito i ruoli di tutti i partecipanti nel nuovo rapporto allargato che sta nascendo.
Non sottovalutiamo anche la sua di tensione, diamogli una mano e stiamo connessi col cuore e non sulla “recita” formale, facciamogli sentire il nostro sostegno dimostrandogli che siamo in due a condividere e a beneficare quello che sarà per un pò o per tutta parte integrante della vita di entrambi.
Messa così sembra complicata ed eccessivamente calcolata ma per quanto la cosa sia naturale resta un patto celebrativo emotivamente importante. E i primi approcci ci mettono nella condizione di non aver future lamentele perchè non abbiamo giocato bene le regole di un rispettoso e civile relazionarsi.
Non dobbiamo piacere per forza o non è detto che gli altri ci piacciano per forza, scegliamo di guardare noi stessi, e di vedere il tutto, come fonte e conseguenza di amore. Se non ci fosse la sua famiglia non ci sarebbe il nostro partner e già questo è un grande motivo per provare e dimostrare gratitudine e benedizioni nei loro confronti.
Possiamo vivere tutto nel migliore dei modi mettendo in primo piano l’amore e il rispetto per le abitudini e le esigenze altrui tenendo sempre le nostre necessità allo stesso livello di importanza, senza timori o attaccamenti a posizioni rigide. Come sempre fluire ascoltando con la parte migliore di noi, cercando di non parlare troppo, almeno in quest”occasione, consente di sintonizzarci e captare in pochi momenti come poter indirizzare proficuamente la nostra posizione all’interno della nuova famiglia con la maggior soddisfazione per tutti per molto tempo a venire.
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Che cos’è l’Amor
L’Amore… Tutti cerchiamo l’amore, ci disperiamo se siamo single, ci raccontiamo (e raccontiamo a destra e a manca) che se trovassimo l’anima gemella la nostra vita andrebbe a posto, passiamo la maggior parte della nostra esistenza a sognare il grande amore e quando abbiamo una storia troviamo milioni di motivi per non viverla pienamente e al meglio. Oddio i primi tempi non fanno testo, siamo in un onda decisamente anomala e nell’entusiasmo della nuova situazione passiamo sopra a parecchie cose, anche nei riguardi di noi stessi. Ci immedesimiamo nel sogno della coppia ideale e viviamo, innamorati cotti o solo sollevati di aver trovato una relazione, passando anche del buon tempo. Ma dopo poco ci sentiamo in dovere di rovinarci la vita con le nostre mani (soprattutto, ahimè, noi donne).
Le sovrastrutture di credenze e memorie con cui siamo cresciuti, i paragoni, le aspettative, le chiacchiere della mamma o degli amici, l’ideale irreale del principe o principessa azzurri ci fanno guardare alla persona al nostro fianco come un essere migliorabile e mettiamo in moto una serie di comportamenti e strategie per riuscire a farlo. Cosa? A cambiarla! E adattarla a quello che pensiamo sarebbe meglio per lui/lei e per noi. E arriviamo in un momento dove nulla ci va bene, dove ci aspettiamo altre cose, altri comportamenti o semplicemente di più. Spesso non sappiamo neppure noi cosa, siamo appigliati a sogni irreali o a nebulosi desideri che non ci sembra abbiano a che fare con la persona che stiamo frequentando.
Quando le cose prendono questa piega quasi sempre il problema .. siamo noi. Certo che se ci rendiamo conto una volta passati i fumi dell’innamoramento passionale che la persona in questione è violenta, irrimediabilmente cafona o ha delle gravissime mancanze nei nostri confronti o in quelli della società… ok, prendiamo atto che abbiamo attratto qualcosa di assolutamente inadeguato, una ragione per riflettere c’è sempre (e sempre nei nostri confronti per capire le lezione cosmica che abbiamo materializzato) prendiamo il largo lasciandolo al suo destino prima di avere drammi maggiori. Ma spesso, fortunatamente, non è così. Semplicemente una serie di dettagli che non ci piacciono (più) e che viviamo in modo disturbato. E la serenità che pensavamo di avere conquistato svanisce.
La cosa peggiore è che ci stiamo rovinando la vita e il nostro tempo con le nostre stesse mani. Nessuno può essere cambiato e nessuno può essere diverso da ciò che è. Nessuno può cambiarci senza snaturarci, senza farci costruire una barriera invisibile per non essere costretti o infastiditi. Quando qualcuno ci vuole manipolare (magari senza accorgersene “è per il suo bene”, “è per migliorare”) nasce una relazione dove l’intimità che dona l’essere accettati per quello che si è svanisce poichè alziamo dei muri per difenderci dall’invasore.
Il centro del problema è una questione di autostima. Se io mi amo e mi accetto per quello che sono lo farò anche con le persone che mi sono accanto. Se ho le idee poco chiare sulla mia libertà personale cercherò il modo di limitare anche quella degli altri. Se non sono in grado di accogliere un altro essere e trattarlo da pari, con la sua personalità e la sua unicità sicuramente non ho trovato neppure la mia.
Se agisco come fossi amore la mia priorità sarà di volere il bene dell’altro almeno quanto voglio il mio, i confronti saranno alla pari e gli obiettivi quelli del benessere e dell’amorevole collaborazione di due individui che scelgono di crescere insieme.
Morale: mentre aspetto una storia che sia adeguata a quanto credo di valere, devo già essere in grado di saper stare da solo, apprezzare tutto quello che la vita mi offre e godermi ogni momento della mia esistenza senza pregiudizi di forma (quanto meno della forma che il principe o la donzella avrà).
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Marte è di ghiaccio e Venere di fuoco?
Marte torna a casa disfatto dopo una snervante giornata di lavoro, e vorrebbe solo sdraiarsi sul divano davanti alla televisione. L’unico suo pensiero: ora mi godo completamente il mio meritato relax ! Venere intanto in crescente irritazione sbotta tra se’ e se’: “Come sempre mi ignora. Al solito sono ormai praticamente trasparente”.
E allora Marte è di ghiaccio e Venere di fuoco? Secondo John Gray è principalmente una questione chimica quello che influenza il mondo dell’ amore di coppia. Ma non in modo così asettico e algido come il termine ci potrebbe far interpretare. La chimica lega in modo importante tutto ciò che è fatto di noi e conduce i nostri ormoni in danze alleate o sciamannate, e questo è dato da un imponente numero di fattori: da ciò che pensiamo, a come ci alimentiamo, a quanto riusciamo a riposare, a tutte le scelte facciamo in ogni settore della nostra esistenza. Il vero nemico è lo stress e ciò non vuole solo dire stanchezza da duro lavoro o da esauriti equilibri, può essere semplicemente un dislivello nella biochimica dell’organismo innescata da uno stile di vita poco corretto del corpo e delle emozioni.
Come da tempo si è constatato tutto è uno, il nostro mentale è un potente laboratorio alchemico e le dinamiche vissute nella relazione amplificano e stimolano reciprocamente l’attuazione di un rapporto amoroso idilliaco o la guerra dei Roses. Certo ci sono anche le vie di mezzo ma quelle forse sono le strade peggiori che possiamo percorrere fatte di noia, indifferenza, a volte malcelata insofferenza.
Già nel primo libro (Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere) 25 anni fa John Gray indagava, facendoci sorridere e riflettere, i conflitti psicologici di milioni di esseri aiutandoci a dipanare anche con una divertita risata le distanze anni luce tra i sessi. Oggi supportato da ricerche scientifiche focalizza ancora di più le indicazioni che possono aiutarci a mantenere su tonici binari i picchi che tra psiche e fisico ci fanno spesso sballare senza apparenti motivazioni.
Il delicato equilibrio fra testosterone e ossitocina sono i detentori degli equilibri biochimici personali e delle gioie del rapporto ideale e quando questi livelli sono ottimali ci danno lo sprint giusto nel mantenere felicemente la visione comune e l’entusiasmo dell’essere insieme.
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