Rapporto

RELAZIONE DI COPPIA: LE QUATTRO FASI che si susseguono e si ripetono

per un San Valentino… scatenato !

In questi giorni mi è arrivata una lettera da un’amica di Facebook, e ne approfitto per celebrare San Valentino e fare alcune considerazioni sull’amore e sulle aspettative (e gli schemi e le memorie) che ognuno di noi ha per “tradizione” e consuetudine. Con ciò, riguardo al contenuto del messaggio che G. mi ha inviato, non c’è ovviamente giudizio o presa di posizione ma la constatazione data dalla mia esperienza in una relazione durata “una vita” e da quella di molte altre che amiche (o sessioni di Josaya coaching) mi fanno conoscere spesso perdendosi disperatamente in mille perché.

Qui tiro delle conclusioni, in realtà di “concluso” non c’è mai nulla visto la meravigliosa e inarrestabile fluidità dell’esistenza, ma un opinione sul come guardare al mondo dei sentimenti con il giusto distacco ci possa aprire ad un universo di libertà interiore reciproca e a un Amore davvero senza limiti. Scateniamoci… togliamoci e togliamo agli altri le catene, sperimenteremo e condivideremo la vera Gioia nel rapporto, nella relazione, nella coppia, nella vita. La Pace comincia da me.

Mi dispiace, ti prego perdonami,ti ringrazio, ti voglio molto  bene. Se ti fa piacere puoi rispondere ad una mia domanda? Ho incontrato il grande amore circa 20 anni fa, ci siamo sposati e abbiamo 1 figlio di 15 anni. L’anno scorso ho proposto a mio marito un percorso di consapevolezza (psicoterapia di coppia) perche’ negli ultimi 5 anni eravamo un’ po’ sulle sabbie mobili. Io amo la vita sono felice e libera nella testa, lui no. Desideravo che aprisse gli occhi per amare tutto quello che lo circonda, desideravo che mi amasse. In sintesi il risultato e’ stato: io ci risposiamo? Lui no, ci separiamo?

Io Amo, lui no. Domanda: che si fa, dove metto tanto amore?

Come si puo’ non esser amati se si ama? Cara Silvia sento che la tua risposta mi aiutera’ ti ringrazio di cuore, ti amo
G.

G…. mi chiedi una cosa che io non posso sapere…

La mia storia, come hai letto (scarica l’ebook gratuito L’HUNA NUOVA per leggere la mia storia)  è stata che io, dopo 20 anni di matrimonio, sono cambiata e ho dovuto scegliere per il mio “equilibrio” mentale di riappropriarmi di me stessa, ma l’amore “non c’entra” o meglio c’entra l’Amore.

Nel senso che io amo ancora immensamente il mio ex marito (forse adesso più che mai) ma non ero più allineata con le “esigenze” che aveva lui, con la sua idea di relazione. Come dice il Tao, tutto è in costante movimento, evolve e si trasforma.

Dopo tanto tempo (7anni) vedo che anche lui sta benissimo, ha riconsiderato cose “sue” (e non dico in relazione ad altri rapporti) ma il “legame” che c’era in un certo senso limitava anche lui.

Ora so (sappiamo) che l’amore è davvero volere il bene dell’amato, anche favorire la sua libertà se questo per lui/lei è importante. Non finisce niente, finiscono solo certi nostri schemi.

Sarebbe un discorso lungo o forse davvero così breve. Ognuno di noi si deve domandare le ragioni e i “bisogni” che ha nei confronti dell’altro. E vivere giorno per giorno senza imporsi, senza preconcetti e senza paure  ma fluendo con i cambiamenti che la vita ci porta. Ti abbraccio forte, e credi in te.
Silvia Paola

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Riconoscere l’Amore

Siamo in un epoca in cui i rapporti si consumano con una velocità e una facilità che ha dello straordinario più precisamente “fuori dall’ordinario” di quello che in teoria potremmo desiderare. Tutti cerchiamo l’amore, la felicità, la considerazione, la condivisione ma non siamo per niente disposti a sentirci “prevaricati” dall’altro, termine che è l’altra faccia della accondiscendente morbidezza che avevamo quando ci siamo conosciuti.

La coppia per sua natura è un gigantesco “compromesso”, un serbatoio comune dove ampliare le nostre caratteristiche e fonderle con quelle dell’altro, aggiustando, smussando e godendo di questo. E’ la sensazione dell’aver trovato qualcuno con cui fortificarci, il coraggio di aprirci all’intimità, il desiderio di andare oltre i reciproci limiti e formare un’energia unica e potente che si nutre di due poli opposti e complementari.

All’inizio il classico tutto bello e tutto bene. La vita diventa una nuvola e lo stato di grazia si impossessa di noi, il noi è proprio noi, un singolare plurale che ha un potenziale infinito. Il “normale”, l’ordinario, le abitudini, il tempo e lo spazio, ogni cosa che riguarda noi e l’altro hanno una sovversione, intesa come rivoluzione, che ci fa vedere, capire, sentire e sapere davvero “oltre”.

Diventiamo magnifici e generosi, attingiamo al meglio dell’universo interiore ed esteriore. Niente ci fa paura poichè l’amore (che è l’esatto contrario della paura) si impossessa, con nostra meraviglia, di ogni nostra cellula allineandoci alla nostra vera natura di essere il tutto.

Piano piano, spesso, le cose cambiano, l’altro cambia e soprattutto, anche se non ci sembra, noi cambiamo. Quello che prima era oro puro comincia a diventare più simile all’acciaio e spesso prende la forma di una lama che invece di essere usata per una protezione e alimentazione della coppia, diventa un’arma di attacco reciproco senza fondamentalmente un vero perchè. Senza che ne riusciamo a gestire i confini e soprattutto, tra stupori e risentimenti, constatiamo che l’intimità, che non è propriamente o solamente l’atto sessuale, sparisce lasciando il posto alla delusione, alle aspettative e ai rancori se queste sono disattese.

A quel punto la coppia è ritornata a essere “un due” che devono riconsiderare molte cose e confrontarsi con una (in molti casi) ricorrente disillusione.

Perchè accade questo? Perchè ci troviamo a ripeterci “incontro sempre le persone sbagliate?” o più cinicamente “lo sapevo che le cose belle non durano e l’amore è solo uno stato alterato, momentaneo dei primi tempi”.

Il perchè è semplice e immenso allo stesso momento: non stiamo agendo e vivendo come fossimo amore. Non come se davvero l’amore fosse connaturato ad ogni nostro atomo, non come fossimo Uno con la Fonte da cui tutto origina. Questo eravamo all’inizio della storia. Lì abbiamo potuto sperimentare che non solo questo stato esiste ma fa parte di noi perchè lo abbiamo attraversato, perchè la parte più vera e pulita di noi “è stata” in quel momento una cosa sola con Tutto il creato.

L’altro è uno specchio, un tramite, un’opportunità per capire quanto potere abbiamo noi personalmente di “provare” la nostra immensità quando non abbiamo aspettative ma diventiamo Amore. L’Amore non ha richieste, programmi e regole, l’amore è nutrimento, è un dare senza pensare e pesare quello che sta donando. L’Amore è sopra qualsiasi ragionamento, è un’azione che si autorigenera e si con-moltiplica quando siamo nel suo stato. Ma questo deve partire innanzitutto da noi. Non dobbiamo lasciarci scalfire e corrodere dai dubbi e dalle attese per essere felici.

Possiamo decidere di esserlo, di stare integri nel nostro desiderio e nel nostro progetto di vivere la gioia pienamente a prescindere dagli altri. E questo accade quando siamo disposti a scegliere di emanare Amore senza “pretendere” di dare una logica a questa espansione. Diventeremo innanzitutto l’amore più grande che possiamo sperimentare, non avremo mai più delusioni perchè non avremmo “limiti” da imporre nè a noi nè all’altro. E come causa generante di Amore potremmo solo essere circondati da persone che accettano e vivono questo condursi nello stesso modo. Quelli che non sono in questa onda si allontaneranno in modo naturale senza alcuna possibilità di ferirci proprio perchè due poli per essere magnetici devono avere un presupposto di comune attrazione subito e soprattutto strada facendo.

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Dirlo o non dirlo (quest’ultimo è il problema)

A volte per rendere il nostro rapporto ancora migliore bisogna avere una dose di coraggio molto alta. Il coraggio di Parlare e a volte anche di litigare. Sembra una cosa ovvia ma esprimere ciò che realmente “sentiamo” magari col rischio di “rompere” un equilibrio (o che tale ci sembra) abituale e poter sperimentare la facilità di disfarci anche della deleteria paura di sbagliare…

Spesso per “quieto vivere” o per la matura decisione di essere persone democratiche e superiori ai piccoli fatti dell’esistenza si tralasciano chiarimenti o puntualizzazzioni che poi ritroviamo come appassionati roditori alle prese del nostro stomaco e dei nostri pensieri.

Piccoli fatti quotidiani che possono essere generati dalla vita normale, gestione dei figli o incomprensioni con i suoceri. O può essere per una frase che abbiamo considerato poco delicata nei nostri confronti, o qualcosa che riguarda il lavoro, le vacanze, un trasloco. Piccoli nodi che pesano sul cuore e sulla fiducia di essere una coppia ideale che cerca di costruire il miglior terreno su cui fiorire al meglio.

Insieme a questo peso di “non dire” sentiamo a volte un’intima limitazione, un calo di energia e di entusiasmo per il noi e per quello che stiamo vivendo.
Insomma essere aperti o ingoiare piccoli bocconi amari che sicuramente faranno più danni a chiunque sia coinvolto in questa situazione di quello che possiamo immaginare?

Dobbiamo rilassarci e decidere da esseri responsabili al 100% quali siamo delle nostre vite accettando con comprensione qualsiasi parte ci componga. A volte lo stesso episodio ci trova in condizioni differenti, magari con una battuta focosa potremmo risolvere il tutto e quindi puntualizziamo alcuni veloci step.

L’Amore che sentiamo per noi stessi deve sempre prevalere. Nel momento in cui abbiamo questa certezza dobbiamo fare in modo di agire di conseguenza perchè il nostro allineamento sia vero e costante. Solo così potremmo condividere sentimenti e tempi comunicando lo stesso tipo di possibilità per il nostro partner. Essere chiari, con la sensibilità che ci piacerebbe usassero nei nostri confronti è sempre vincente.

Il “dirsi Tutto”a volte è denso di chiacchiere superflue, l’amore è fatto anche di cose non dette ma se sono pregne di conflitti o risentimento sono faccende che portano ad una corrosione e una sfiducia (soprattutto in se stessi) che si allargherà al nostro rapporto. Lo stare male è contagioso, poco producente e fuorviante.
Quando sentiamo impellente un bisogno di chiarire e puntualizzare prendendo una posizione conviene sempre farlo, la faccendo si sgonfierà veloce riportandoci quasi immediatamente sul piano della comprensione e della complicità.

Dobbiamo ricordare che “vivere felici e contenti” può essere verissimo a piccole porzioni, momento per momento, il resto è “vita” che ha bisogno di continui riassestamenti e prove di coraggio perchè la nostra esistenza non è l’equilibrismo del dover fare contenti tutti. Non è possibile, soprattutto non è giusto a discapito della nostra integrità.

E’ naturale e fisiologico sperimentare sincere fasi di riassestamento del rapporto che possono coinvolgere anche le amicizie ed il rapporto con i parenti, e queste devono essere veicolo di opportunità per non correre il rischio più grave di tutti: stare dentro ad una relazione stagnante, sofferta e per certi versi irreale.

Amore Gratitudine e Gioia

Silvia Paola

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Ben venga la crisi !


Ben radicata nell’immaginario collettivo anche delle donne del nuovo millennio, con cui mamme attente ai nostri futuri traumi e nonne amorevoli ci hanno cresciuto, che il “vissero felici e contenti” è ciò che da sempre inseguiamo per poter considerare quella in corso “la relazione perfetta”.

E riteniamo impossibile e grave quando la fiamma della passione tremula incerta e noi ci ritoviamo a correre ai ripari per ristabilire l’atmosfera precedente, che a volte è un’abitudine di momenti molto uniformi e codificati, (rassicuranti) e non per niente si è giunti all’istante attuale in cui uno dei due partner ha la sensazione gli ci vorrebbe “una boccata d’aria” e ritovare i propri confini.

Spesso e volentieri si è arrivati in questa zona rischio perchè non si è colto una serie di segnali precedenti e non è quasi mai un improvviso cambiamento del partner. Come in ogni scambio sempre ciò che accade viene manifestato con piccoli input, comportamenti, parole, che a volte non si colgono o non si ha abbastanza attenzione per capire che potrebbero diventare una valanga di cui avere preoccupazione.

Ciò che dobbiamo comprendere è la normalità di questi cicli che alternano momenti di grande armonia ad altri di maggiore distacco che a volte rasentano l’insofferenza. In questi momenti ci identifichiamo come persone “in mezzo a una crisi”.
La ricchezza di un rapporto è tanto più vasta quanta varietà conosce e riesce a gestire. Il comportamento peggiore sarebbe quello di voler ristabilire un comportamento ideale per immergersi nel modello “coppia perfettamente e perennemente innamorata”.

La cosa migliore che possiamo fare è non contrastare, nè lamentarsi così da non aggiungere atmosfere cupe e pesanti al momento di insofferenza già in corso. Anzi assecondare il percorso non lineare di ogni rapporto a volte piò essere estremamente salutare ed arricchente. Accettare con serenità che la vita è fatta di energie non classificabili e soprattutto non immutabili ed estraniarsi dal coinvolgimento eccessivo rimanendo oggettivi: ogni giorno è in atto una trasformazione del rapporto e la crisi è un veicolo interessantissimo dove salire per ristabilire la propria energia e la propria personalità che ogni tanto ha bisogno di essere “riparata”.
E fare capire ad ognuno di noi che è un individuo “individuale” che sceglie di stare in coppia. Quindi siamo dentro ad una fase di rinnovamento e trasformazione da cui dobbiamo trarre il meglio.

Imparare durante questi tempi a svuotarsi uno dell’altra, ristabilire i proprio contorni per poter aggiungere di nuovo i propri contenuti e poterli offrire e condividere,  liberi di scegliere ogni giorno noi stessi e ancora il proprio compagno, fino magari alla prossima crisi che ci porterà sicuramente più in profondità nella conoscenza di sé stessi.

Quindi godere del rapporto nella buona e nella cattiva sorte, avendo ben presente che quando tira brutta aria abbiamo una potenzialità enorme di trasformare noi, la coppia e tutto il nostro vissuto. I momenti “buoni” sono propulsuri per la nostra crescita, per fare un pieno di amore in ogni cellula e pensiero, ad ogni livello e con ogni piano di realtà con cui interagiamo, trasformandola con la nostra intenzione creativa.
Liberi da schemi ed abitudini possiamo reincontraci e risceglierci sempre Nuovi e pieni di entusiasmo.
Amore Gratitudine e Gioia

Silvia Paola

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AMORE da conquistare e con cui stare

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Cerchio d’Amore

L’amore non è una passione. L’amore non è un’ emozione. Non solo.L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.Qualcuno ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato.

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