Relazione

Relazionandomi nella mia pulizia

“Bisogna avere un caos dentro di sè per generare una stella danzante.”
Nietzsche.

Le relazioni sono parte essenziale della nostra crescita. Rapportarsi con gli altri è quello stato di intimità che ci permettere di esprimere e di sperimentare noi stessi attraverso l’incontro e il confronto. Non sempre accade in accordo ma l’interazione è sempre preziosa, contando che se  fossimo soli al mondo non servirebbe a nulla il nostro esistere ma neanche le nostre idee, le nostre preferenze, le nostre proposte e neppure il nostro amore.

vedere-comunque

Anche se a causa della nostra turbolenza emotiva sperimentiamo altro, per vibrazione attrarremmo più facilmente chi e ciò che risuona con noi, perché per natura l’essere umano appagato riesce a condividere il meglio di se stesso con i suoi simili.

Ma in un mondo dove la virtualità è diventata predominante, dove la natura e la naturalezza delle cose e dei rapporti è filtrata da “interessi” – per sopravvivenza, per abitudine, per paura, per la nostra interiorizzazione del conflitto invece della collaborazione, per la sfiducia che ci consegnano attraverso informazioni subliminali o non oltre che per contratti mai firmati che hanno trasformato gli individui da esseri umani in qualcosa di differente – ogni incontro è condizionato da una quantità di memorie vecchie e nuove che neanche possiamo immaginare. E quindi viviamo ogni relazione inconsapevoli di essere “contaminati” da un sistema nel quale tutto è suggestionato.

Fin da bambina ho sempre guardato poco la televisione perchè mi ha sempre annoiato, e non ho mai seguito storie a puntate perchè l’aspettativa a me crea disinteresse. Quindi a parte qualche film, guardavo quasi esclusivamente documentari sulla natura, seduta accanto a papà che ne è sempre stato un grande appassionato. All’epoca ce n’erano molti di documentari ma da tempo la produzione di storie scollegate dall’ambiente naturale predomina, come è in aumento chi va troppo raramente a trascorrere qualche ora a rigenerarsi nell’ambiente naturale.

Inoltre da tempo il virtuale ci distrae con ogni tipo di sogni e di irrealtà – cosicchè ora in molti vivono praticamente risucchiati dal proprio telefonino – e nel contempo è come se ci fosse una qualche intenzione per “togliere la bellezza” nel reale. La bellezza dell’ordine e della cura degli spazi comuni ad esempio, che hanno preso il posto del disordinato cantiere in perenne manutenzione, e non solo, ambiente non corretto al quale ci siamo abituati come sfondo “normale” delle nostre città.

il-diritto-negato-2

Città che dovrebbero essere di proprietà dei cittadini e sviluppate per il benessere dei cittadini, pensate, curate e costruite per farli stare bene. Perché ‘i cittadini’ sono coloro che danno il consenso e il proprio contributo economico per “mettere le cose a posto” in tutto ciò che vediamo e viviamo.

Però mancano, o sono al minimo della manutenzione, quei servizi che ci sono dovuti non solo perché il cittadino paga (con una percentuale folle dei propri  guadagni); i servizi ci sono dovuti perchè è “il patto” sottinteso a tutti i sacrifici economici e comportamentali che vengono imposti dalla società. Non ci dobbiamo stupire se il dipendente o l’imprenditore che hanno la fortuna di avere un lavoro e che contribuiscono forzosamente al benessere collettivo, debbano fare qualcosa di alternativo per sopravvivere, sia economicamente che psicofisicamente.

In realtà semplicemente cominciando a curare e a mantenere anche nell’estetica il suolo italico, il lavoro ci sarebbe per tutti. La bellezza e la cura del fuori – insieme a quella del dentro – sicuramente porterebbero del bene su tutti i livelli, e l’ambiente potrebbe riflettere immediatamente l’armonia che noi esseri umani abbiamo insita e portiamo per natura dentro e fuori di noi.

Perciò sempre:

“Grazie per la Bellezza che porti nel mondo!”

Se siamo in pace, se la (banda) governante che ci accudisce ci istruisse su cosa significhi essere e mantenere uno stato di pace così dentro come fuori, sarebbe tutto diverso, e quantomeno saremmo consapevoli di cosa stiamo spesso inconsapevolmente sostenendo.

E quindi ci si rivolge alla spiritualità anche per alleviare lo stress burocratico quotidiano, e perché comunque considerare primario il pensiero rispetto all’azione ci solleva dall’esercitare la nostra responsabilità al 100% di chi siamo e di cosa stiamo costruttivamente facendo per il nostro pianeta.

L’era del desiderare benessere solo per se stessi, anche se la pace comincia da me ma non è la stessa cosa, non mi esime dal fatto che ogni mia intenzione e azione debbano essere volte a favore del benessere collettivo. Non per fare delle comuni, ma perché no?, ma per ritornare alla ri-conoscenza individuale della direzione che sto percorrendo attraverso la mia esistenza.

Perciò pulire, controllare lo stress e essere emotivamente centrati ci consente di cancellare le memorie e poter vedere con chiarezza e consapevolezza tutto quello a cui diamo il consenso.

L’individuazione della nostra scelta migliore – per noi e per tutti – la possiamo fare solo in coordinazione con la nostra anima. Che non deve evolvere, perchè lei, l’anima, è già perfetta a differenza di noi e della nostra auto psicologia, e ci sta aspettando nel giusto e nel corretto per agire insieme. Anche per proseguire con quei compagni che non perdono l’orientamento e che hanno ben chiaro il lascito utile per tutti gli esseri che intendono manifestare attraverso la propria esistenza.

“La preghiera pensata come un mezzo per realizzare un fine personale è una meschinità, è un furto. Suppone un dualismo e non una unità in natura e nella coscienza. Non appena l’uomo sarà tutt’uno con Dio, non pregherà più. Vedrà la preghiera in ogni atto.”  Ralph Waldo Emerson

prego-3-se

La pulizia è un’intenzione di animo, di pensiero e di parola, in direzione del bene comune, ognuno attraverso il proprio canale divino.

La preghiera senza condizioni mette in moto la comunicazione in un circuito energetico non stop, attraverso la linfa vitale che collega questo piano al luogo vibrazionale da cui proveniamo e verso il quale siamo diretti. Ma non vedendolo con gli occhi questo circuito che ci rigenera quotidianamente, tendiamo a dimenticarlo o a sottovalutarlo pur essendoci immersi (e come in tutti i circuiti l’unico aiuto reale che abbiamo, a riguardo della nostra stabilità nella pace, lo riceviamo da noi stessi e dalla nostra pulizia).

La pulizia ci aiuta a non attaccarci alle abitudini e alle credenze, e a mettere in pratica “quell’efficacia che è la misura della verità” con il quale il 7 principio sciamanico Huna conclude i propri punti salienti. Verità che se non mi piace scelgo di manifestare differentemente con il mio intervento, dentro ma anche fuori di me. Non sempre la mia pace è immediata, e spesso per mantenerla stabile devo occuparmene intenzionalmente, perciò non mi stanco mai di pulire me momento per momento.

Allenandomi all’osservazione di me e di ciò che mi circonda mi viene più facile lasciar andare quello che si smuove e si scioglie in me, e quello che non mi è nè utile nè efficace. Non mi ci attacco, non mi lascio diventare parte di ma vedo che tutto accade sempre come qualcosa per contribuire a “mettere le cose al posto giusto”.  Questa consapevolezza necessita però della mia attenzione e della mia presenza.

Restando in osservazione lascio accadere il disegno, accolgo senza oppormi cercando di andare oltre il giudizio, oltre il muro di critica e analisi a causa delle mie memorie e della mia abitudine a voler aver ragione prima che i miei 3 Sé possano manifestare il mio equilibrio.

L’esperienza attraverso le relazioni – anche e paradossalmente ancor di più tramite conflitti e incomprensioni – si fa delicata nel punto dove gli altri mi indispongono, e il primo sguardo lo faccio nei miei stessi confronti per capire se risuona con qualcosa in me che devo ripulire, per poter considerare vedere agire anche diversamente.

Questi momenti sono occasioni speciali che mi consentono sia l’azione che la compassione, mentre sperimento differenti punti di vista che non avevo indagato. Ogni relazione è un’opportunità per mettere le cose a posto, per ripulire, integrare e sviluppare a 360° la mia completa responsabilità dentro con il di fuori di me. Che è sempre me, che è sempre utile e indispensabile per andare al di là di me, e delle mie memorie, abitudini e convenzioni.

stangata-2013aumenti
Accolgo ogni punto di vista perchè attraverso la propria unicità ognuno porta la sfumatura soggettiva per comporre al meglio l’intero disegno, che diventa ricchissimo se combinato attraverso quella dedizione e quel senso di fratellanza che dobbiamo riconquistare, per riconquistare la nostra anima, soggettiva e collettiva.

“Con cura e rispetto dirigo la mia azione, coerente alla realizzazione dello stesso benessere a favore di tutti gli esseri su questo pianeta. La Pace comincia sempre da me, e sono riconoscente ad ogni essere con il quale mi relaziono che mi riflette, mi fa riflettere e proprio per questo mi fa espandere.”

Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie.

Ti amo ma solo per oggi

Quello che ognuno di noi cerca ogni volta che si relaziona – in qualsiasi tipo di relazione – è amore, e dentro questa definizione, che ci piacerebbe sempre senza condizioni, ci stanno tante belle cose, c’è la gioia, la gratitudine, la fiducia, la complicità, l’appartenenza, il piacere di trascorre il tempo migliore possibile tra quelli probabili.

Per giungere a questa ovvia consapevolezza ognuno di noi ha un grande cammino da compiere, e non esistono scorciatoie. Riuscire a osservare e osservarci è già una posizione ottima, ma niente vale quanto l’esperienza sul campo, quell’agirsi dal quale ognuno trarrà l’essenza del vero viaggio personale e della propria gioia condivisa, o meglio con moltiplicata, con un essere altrettanto perfetto quanto noi.

sandro-flora-silvia-paola-mussini-saya

Con Sandro, il mio compagno, stiamo insieme letteralmente 24 ore al giorno dal 2009, è stato davvero l’inizio di una nuova fase sentimentale, innanzitutto nei miei confronti. Un tempo realmente mio, fatto di crescita personale e spirituale, di grande ossigeno e di opportunità reciproche.

E’ stato finalmente il “mettere in pratica”.

Precedentemente sono stata impegnata 20anni in un legame che è finito a conseguenza del mio scegliere me, rapporto che rivivrei mille volte, avendo però più coraggio e chiarezza nel concludere una storia importante e fondamentale. Prima di questo sono cresciuta per tre anni in una relazione troppo complicata, ma ero giovane mi e lo perdono.

Dopo il divorzio ho vissuto per circa due anni un rapporto a tempi matrimoniali (suoi) con un uomo sposato. Relazione intensa che mi ha permesso di conoscere la mia insofferenza nel sentirmi limitata, parzializzata e nascosta al mondo. Un rapporto dove ho potuto conoscere la “disperazione dell’amante”, e capire definitivamente che cos’è l’amore, quello vero e non il raccontarsela con equilibrismi penosi che chi non ha il coraggio delle proprie scelte chiama ‘amore’. In mezzo a tutta questa vita c’è stata qualche altra storia che, anche se con pochi presupposti per essere definita tale da parte mia o dell’altro, mi ha (ogni volta, ogni storia) insegnato in modo leggero o doloroso ulteriori dettagli su di me.

Insomma dopo aver vissuto tutte le angolature della relazione amorosa ho constatato con gratitudine che da ognuna ho tratto illuminanti insegnamenti e per questo sono riconoscente ai compagni del mio passato come a divinità in terra.

Uomini diversissimi tra loro, con una me in cammino confuso e condizionato da un’età fertile, quegli ormoni pazzi che accendono la passione in direzione della continuità della specie talvolta travestita da grande amore (che vedendola dall’età dell’adesso ha il suo peso nella reciproca scelta e nell’interpretazione della ‘verità’). Esseri maschili che partecipando alla mia evoluzione, mi hanno offerto il loro esserci per come sapevano o potevano, e più che spesso è stato un tempo di cui ho ricordi bellissimi. Loro mi hanno amato e hanno agito per come era la loro confidenza con il “meglio” per se stessi, ma in realtà sono stati la mia spada nella roccia, per sgrezzare e svegliare me.

Senza l’esperienza avuta con ciascuno non sarei io, l’attuale me che il loro incontro, confronto e talvolta scontro, mi ha permesso di diventare. La me nel perenne adesso, con tutta l’immensa ricchezza del bagaglio di esperienze che solo una vita pienamente vissuta porta. La me fatta di emozioni, sentimenti, di errori, riposizionamenti del Sè, che i dispiaceri e le delusioni, anche nei confronti di me stessa, hanno spronato ancora di più a non rinunciare mai alla pace interiore e alla mia personale chiamata e direzione.

Così, passo dopo passo, sono arrivate la comprensione del mio valore e del mio spazio, del mio tempo e delle mie scelte. Del mio coraggio, del mio perdonarmi, del mio sapere come cavarmela sola, della mia forza che è cresciuta attraverso ogni nuova situazione a cui ho dato il permesso di espandere. E quindi sono arrivate la creazione e costruzione della mia strada, l’apertura a nuovi entusiasmi e alle vere gioie senza condizioni e condizionamenti dell’oggi. Tutto questo semplicemente lasciando libera quella me in connessione sottile e da sempre alleata nel mio Viaggio.

La mia fiducia, il mio affidarmi – e anche il tempo che diluisce e relativizza tutto – mi hanno portato a vedere con amore e comprensione l’io della me nel costante adesso, figlia di ogni attimo precedente.

“Non sono più quella di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri.”
Alda Merini

Questo per dichiarare una volta di più che non esiste una relazione sbagliata ma sempre e solo incontri che sono dei veicoli sacri e fondamentali, necessari per accedere a grandi opportunità di cambiamento e chiarezza personali, indispensabili per stabilizzare il nostro centro. L’armonia della nostra esistenza è l’unica cosa che davvero ci riguarda e la componiamo noi stessi – sempre e comunque – tramite le nostre scelte, e sta solo a noi farne una musica che ci piace.

Perchè davvero quello che viviamo, di quello con cui risuoniamo e manifestiamo, nulla va perduto, e niente è inutile o è “troppo doloroso”, ma solitamente ce ne accorgiamo nel futuro.

E quindi Grazie uomini della mia vita!

Strada facendo sono diventata una persona realmente aperta, non solo nella teoria, cioè quella presunta saggezza che spesso è di apertura solo nei riguardi delle storie altrui, e quando ci tocca ragionare con la propria vita la faccenda diventa decisamente meno semplice, una zuppa zeppa di giustificazioni, giudizi, drammi… di troppo.

Camminando nella mia storia attraverso le mie storie, ho dato voce a quella me che sa quello che vuole, che sa quello che non vuole, che sa rispettare se stessa e che finalmente non ha (più) aspettative. Che libertà! Mi commuove l’essere diventata una bella persona che ha avuto segni e conferme di verità alla propria irrequietezza, dalla propria confusione, perchè un traguardo c’era, ed era me. Sono felice di conoscermi e di meritare tutto l’amore che sono, che sento, che c’è, sempre e comunque.

La conoscenza (ri conoscenza eterna) di Sandro mi ha fatto risuonare con un compagno gemello, aperto, sensibile, paziente, divertente, profondo, leggero, sdrammatizzante, con il quale è facile ridere, lavorare, giocare, vivere e reagire in purezza con la vera me, che anche per merito suo, è ormai l’unica verità che mi conduce. Per certo non posso sottovalutare che abbiamo avuto la fortuna di conoscerci e di crescere insieme all’inizio della nostra pratica Ho’oponopono, una pulizia che sappiamo non finirà mai.

sandro-flora-silvia-paola-mussini-yin-yang

Nel passato mai continuativamente avevo osato dar sfogo al mio risentimento o alla mia frustrazione in modo chiaro, nè con i miei partner nè con me stessa. Facevo in modo di appianare e smussare, di comprendere e di guardare il mondo da una nuvoletta santa, senza sperimentare apertamente l’opposto nelle relazioni, la sporca e oscura miniera di carbone che sta in fondo a ognuno.

Noi abbiamo imparato insieme a lasciar accadere lo tsunami, quella meteora che dura pochi secondi o qualche minuto, e finisce praticamente subito in un abbraccio e una risata del cuore, dei corpi e delle nostre anime.

Ci vuole sempre tanta attenzione per rendersi conto che il valore di un rapporto si percepisce essendolo completamente e onorandolo nella quotidianità, e non agendolo con un filtro opacizzato da aspettative, preconcetti, segreti, abitudini, consuetudini, influenzamenti, posizioni rigide, pretese, binari permessi o no e credenze popolari.

Nella vecchia me – quella giovane di età – esistevano quasi esclusivamente tolleranza, ascolto, gentilezza e comprensione a costo di avere perenni, e a me inspiegabili, mali di stomaco e dolori fisici di varia natura. Quei dolori (erano preziosi  amici, ora lo so, grazie) si manifestavano con voce stridente per farmi comprendere che era una mia scelta quella di non affrontare cambiamenti o chiarimenti, essendo occupata a osservare le esigenze altrui mi dimenticavo perennemente di qualcuno… della persona più importante, di me.

Io e il mio partner (l’io scritto prima non è casuale nè mai più sostituibile) abbiamo una linea comune di pensieri, di modi di vivere, di passioni, di interessi, di intenti e il medesimo sguardo sull’esistenza.

Sandro è l’essere perfetto per me e la mia gratitudine per lui, e per il tempo meraviglioso che trascorriamo insieme, mi commuove e mi riempie il cuore di verità. Il nostro motto, per tutto ciò che ci riguarda ma anche per tutto il resto, è “solo per oggi”. E il nostro tempo insieme diventa semplice e anche estremamente divertente oltre che prezioso.

Fondamentalmente per intercettare e risuonare con un altro essere “perfetto” dobbiamo solo conoscere e accogliere noi stessi nel profondo, e questo può chiarirsi solo vivendo completamente ogni esperienza, traendone insegnamenti concreti per poter ricevere quel meglio che meritiamo (tutti), e poterne godere con la nostra più trasparente e sincera amorevolezza.

sandro-flora-silvia-paola-mussini-love

Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie

Sono Amore adesso?

“E ti dico ancora: qualunque cosa avvenga di te e di me,

comunque si svolga la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento

in cui tu mi chiami seriamente e senta d’aver bisogno di me,

mi trovi sordo al tuo appello. Mai.”

Hermann Hesse

cuore

 

L’esistenza di tutti noi è un qualcosa che nasce da un’idea. L’idea che abbiamo di noi, degli altri, delle situazioni. Quest’idea, insieme a ogni pensiero successivo, a ogni emozione e sensazione correlati, oltre a diventare ricordo e memoria, diventa quella struttura che tessiamo, momento per momento, per manifestare la creazione di noi stessi nel nostro unico e irripetibile adesso.

Spesso ci sembra piuttosto complicato guardandolo nell’insieme e diviene invece semplicissimo vederlo nel qui e ora.

La domanda più importante che posso pormi è: sono amore adesso?

Fondamentalmente la faccenda più complessa è la gestione delle aspettative. L’umano, a differenza degli altri regni ritenuti ‘inferiori’ (animale, vegetale e anche il più sottovalutato e ignorato, quello minerale di cui i cristalli sono essenze vive e sapienti) vive ‘con l’elastico’. L’essere umano condivide amore, che ritiene incondizionato, principalmente in una fase di entusiasmo e poi quando le cose cambiano, se non sono andate come avrebbe voluto, sperato e desiderato (aspettative), tende a ritirare indietro, in un certo senso cercando di riappropriarsi di quello che era stato così bello, gioioso e generoso donare.

Perché inconsapevolmente l’idea è donare agli altri per goderne insieme, perchè quando si sta insieme ogni dono che facciamo agli altri lo facciamo anche a noi stessi. E, quando siamo in purezza, godiamo direttamente anche semplicemente della gioia di sapere (anche senza vedere o partecipare) un altro essere inaspettatamente felice magari proprio a causa nostra.

Ma l’essere umano è complicato e impaurito e più che tendere alla gioia suprema (aldilà dello spazio e del tempo) persegue il piacere (che è uno stato temporale spesso condizionato da un obiettivo).

E’ la storia di molti matrimoni per vivere i quali abbiamo dovuto inventare un contratto, che non a caso è utile e spesso necessario per delineare il ‘valore’ di una relazione, proteggersene dalla paura dell’incertezza futura o per obbligarci a ricordare che quello che si è vissuto e costruito insieme è un investimento di tempo, sentimenti ed emozioni che ha riguardato entrambi. Che guaio se qualcuno non avesse inventato i patti legali: finito l’amore non ci sarebbe spesso alcuna giustizia, perché invaghiti dal nuovo si tende a dimenticare e rinnegare il passato e a scordare che il trascorso ha fatto di noi ciò che siamo grazie anche alla relazione in questione, in qualunque modo sia andata.

I contratti servono a noi umani, il regno evoluto, perché a un certo punto quando calano – o cambiano – entusiasmi, passione e interesse subentra la mente, che viaggia carburata dell’ego e dalle aspettative, e l’amore rimane in quel passato remoto dove a parlare erano i cuori, i sogni, i progetti comuni, le gioie ma anche l’impegno dei compiti condivisi, in quel momento che era il presente in un luogo e un’energia che adesso sono così lontani.

Ma cos’è poi l’amore? E’ un sentimento, un’emozione o tante piccole grandi sfumature di un’idea?

Amore oltre a tutto quello che sappiamo pensare in termini di profondità e concetti preconfezionati è anche l’ascolto, la generosità, la disponibilità, il tempo, la dedizione, la cura, il conforto, il servizio, il supporto. L’amore è gioia perchè non ha parentela con l’obbligo e il dovere, l’amore non è come decido io, o l’altro, o gli altri.

Amore è quello che è il bene, il buono, il magnifico e il luminoso in maniera equa per tutti gli esseri coinvolti in una relazione.

“Ti amo!”

“Ti amo anch’io!”

E’ iniziato il miracolo e la meraviglia! E’ bellissimo, possiamo essere pari pur nella nostra imprescindibile diversità. Anzi sono proprio le nostre differenze che ci fanno sperimentare tante emozioni e sensazioni importanti. In quell’adesso possiamo e desideriamo condividere tanto con estrema generosità, mettere tutto nel piatto comune perché siamo uno e perchè ognuno di noi porta le energie di cui entrambi usufruiamo, con le quali cresciamo, espandendole, espandendoci. Grazie!

994192_702598349794373_7501514070353770975_n

Ma talvolta accade che l’esperienza termini magari perché la relazione ha svolto il suo compito nel far evolvere le parti ed è ora di andare oltre. E qualcuno dice:

“Mi dispiace… non ti amo più”

E chi ha dimenticato risponde:

“Allora mi ridai indietro tutto l’amore che ti ho dato, perché quell’amore era mio e voglio rientrarne in possesso!”

Forse non è un discorso che l’umano fa esattamente in questi termini, ma quando ci sono aspettative ed egoismi il succo è proprio questo. Non c’è più il siamo e neppure l’eravamo, non c’è più compassione, comprensione, tenerezza, generosità. Non c’è più amore. E forse non c’è mai stato.

La Natura è sempre un grande riferimento, una pura fonte di ispirazione: i piani ‘inferiori’ certo agiscono per istinto di sopravvivenza e mantenimento della specie, stati che potrebbero assomigliare, nelle debite proporzioni e differenze, a quel livello del cuore che noi esseri evoluti ci sforziamo costantemente di raggiungere, e soprattutto che ci piace tanto decantare, insegnare e farcene maestri virtuali.

Una pianta, un frutto o un fiore non solo si offrono attraverso i loro meravigliosi colori, profumi e sapori, aumentando la nostra gioia e la nostra gratitudine di esistere, ma consentono a ‘chiunque’ di godere di loro, dall’insetto che li impollina all’umano che li utilizza, e sostengono con la loro preziosa esistenza quell’infinito piano indispensabile al nostro nutrimento su tutti i livelli. Noi siamo altro, e a volte non meglio, ma questa generosità originaria, insita, manifesta e osservabile, oltre che utilizzabile, ci può insegnare moltissimo.

11

 

Ogni volta che abbiamo la necessità di vederci come testimoni non coinvolti, ogni volta che abbiamo il bisogno di uscire dal nostro ego, dalla nostra rabbia o dalla nostra afflizione leggere e rileggere La piccola anima e il sole di Neale Donald Walsch (la trovi QUI) è sempre rivelatore per tutti, prima di reagire o giudicare noi o gli altri, invece di indagare la nostra totale responsabilità nel silenzio del nostro cuore. E soprattutto per comprendere il perchè abbiamo creato chi e cosa ci circonda e a cosa tutto questo ci serva per evolvere.

Anche se non ne siamo consapevoli emanando la nostra vibrazione di Amore e luce influenziamo benevolmente persone, situazioni e ambienti. Naturalmente è vero anche il contrario:

“Da Adesso, momento per momento, io scelgo di essere una luce armoniosa per me e per tutto ciò che mi circonda. Grazie!”

Chi vuol esser lieto sia perchè l’Amore è sconfinato

Ieri su un nostro gruppo di Facebook  (bel gruppo affollato di oltre 25.000 iscritti), nel quale si posta e si discute di tutto e di più con interessanti fuori tema (pertanto evviva la libertà finchè è etica e costruttiva) Francesco B. ha pubblicato questa affermazione:

“Vorrei che tutti stampassero in testa queste parole: quando una persona tiene a voi vi cercherà in qualsiasi modo. ..non esisteranno scuse del lavoro, degli impegni e cavolate varie! Quindi smettiamola di essere ipocriti e non assecondiamo chi vuole giustificarsi con scuse che non reggono!”

Le considerazioni sono ancora in atto e attualmente oltre 60 le condivisioni, oltre 350 i mi piace e tantissimi i commenti, ne riporto alcuni per riflettere insieme:

“Poco piu’ di un mese fa mi e’ proprio successo di avere a che fare con una persona che si e’ nascosto dietro la scusa del non tempo… del lavoro… di una crisi personale! e mi fa sempre molto arrabbiare questa balla gigante perchè offende la mia intelligenza e la mia sensibilità!! Ste persone vanno a intermittenza..! Che delusione incontrarle! Credo anche io che bisogna scegliere persone belle … belle dentro che abbiano voglia di donare e donarsi!” Chiara M.

Piera B.: “Hai ragione! Dobbiamo alimentarci di amore e sentimenti puri e sinceri. I falsi affetti ostacolano la nostra crescita “sana” e genuina!!!

Lorena A.: “Eh già…. trovano tempo per tutto e poi ti dicono che non hanno tempo…. mi dispiace ti prego perdonami grazie ti amooo… mi assumo la responsabilità al 100% quello che e in voi e in me….”

Lia M.: “Verissimo ragazzi! È proprio per questo è un bel po’ che sto sola soletta, ma meglio sola che solo per metà accompagnata!!!!”

Teresa G.: “Concordo con te siamo noi per primi che dobbiamo pretendere persone migliori vicino a noi !!!”

Beate Z.: “Anch’io sono d’accordo …. Anche se spesso sento la solitudine che si fa strada. Specialmente durante il fine settimana … Mi dispiace, perdonami …”

Simonetta P.: “Fatto …anche se sono morta dentro un anno fa ho “eliminato” chi aveva un po’ troppe “scuse ” e piano piano guarirò anche se fa tuttora un male cane!”

Lydia J. N.: “È vero semplicemente! Giustificare chi gioca con i nostri sentimenti la vedo come una mancanza di autostima! Però Siamo tutti un po’ egoisti e a volte, inconsapevolmente, giochiamo con i sentimenti degli altri, forse perché dovremmo imparare a stare da soli per comprendere prima di tutto noi stessi…”

Nausikaa K.: “Quanto sono vere queste parole e lo sappiamo tutti !!!! Ma il cuore non va allo stesso passo con cervello gli piacciono i SE i MA, insomma trova sempre una scusa quando non vuole ammettere l’evidente!”

Sandra B.: “Ho capito, a leggere tutti questi commenti mi convinco sempre più che é meglio lasciare nel nascere. ………ognuno di noi si merita il meglio…..questo non é il mio meglio.”

Edy B. S.: “Anche perché io tengo a mente questo :
Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo.!!!!!! Se ti tradisce….. è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che…ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.
E Tu, Tu di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. ……Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo!!”

Sabrina C.: “Edy sei grande hai espresso chiaramente il concetto purtroppo è quello che sta capitando a me dopo mesi di giustificazione ora ho la certezza che di me non gliene frega niente non gliene è mai fregato niente mentre io aspettavo un qualsiasi gesto ma ora basta io voglio di più… grazie ancora.”

Daniela B.: “Complimenti Edy…hai descritto così bene la realtà che molti di noi hanno vissuto in prima persona.
L’importante é aver capito la lezione di vita e metterla in pratica ogni giorno.
Ognuno di noi merita rispetto.”

 

E sempre ieri rientrando in auto con Sandro da una settimana trascorsa in Liguria, ho riascoltato dopo ‘secoli’ l’emozionante “Piccolo uomo” dell’indimenticabilmente malinconica (ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie) Mia Martini.

E proprio ri ascoltandola mi sono resa conto quanto, eoni fa, mi risuonasse naturale questa lacerante parte di dolore sperimentata visceralmente in più di una relazione, all’interno di quella remota dimensione pressochè inconsapevole, ossia quando ero perennemente in balia delle mie violente emozioni e sensazioni.

Quindi posso immaginare, e lo constato nei miei coaching  ma anche nella media dei rapporti, quanto questo vivere nel dolore sia sempre un ‘naturale’ e largamente utilizzato costume umano. Una modalità di afflizione che ancora risuona in eserciti di persone che si trovano in un amore in bilico, e soprattutto che intendono loro stessi come cuori persi ai margini di un dirupo (mentre all’altro, il soggetto del proprio desiderio, scelgono di dare molta più responsabilità e potere di quello che credono e vogliono avere per sè).

E ieri, con orecchie nuove di qualche decennio, ho capito come ‘non a caso’ il geniale paroliere abbia utilizzato i termini ‘piccolo uomo e piccola donna’, ed è facile ormai comprendere il perchè, o meglio come la mia interpretazione attuale è, e sarebbe adesso completamente diversa.

Certo è che vivere appassionatamente ogni incontro è giusto, soprattutto quando gli ormoni ribollono in una fascia di età durante la quale la Natura ha stabilito che l’ardente passione sia necessaria all’evoluzione della specie. Perchè alla natura, all’istinto, non importa del nostro cuore e dei nostri malesseri emotivi, di quelli dobbiamo averne sempre cura noi, ma solo come farci incontrare e possibilmente proliferare con altri esseri, mettendo in moto il meraviglioso strumento/corpo che nell’umano è collegato a tutti gli altri sensi, talvolta anche alla testa, intesa come consapevolezza.

Ma, strada facendo, abbiamo l’opportunità di imparare anche il ruolo dell’osservatore, di dar vita e autonomia a quella parte di noi che esiste ogni sentimento e ogni sensazione in posizione corretta nell’accogliere e nel donare, domandolo, Amore.

Perchè comunque se ancora vogliamo evolvere, almeno nel pensiero, a ‘destabilizzarci’ ci sono visioni anche differenti, più radicali, ampie e infinite, come quella di Paolo Barnard. Che possono essere discutibili dalla nostra ‘morale’, quella scomoda faccenda acquisita dalle regole sociali (più o meno imposte) che copre la nostra immensa paura d’essere Esseri totali in totale Amore incondizionato:

Amore

“Quanti cieli ha un falco libero? Infiniti. Quanti mari ha un delfino libero? Non si contano. Quanti amori può vivere un cuore libero? Tanti.

L’umanità ha messo lacci alle zampe dei falchi, paraocchi neri, e li ha costretti a un solo ripetitivo volo, egoistico, per soddisfare la bramosità predatoria dell’uomo.

L’umanità ha chiuso i delfini in vasche, li ha costretti a ripetitivi balli clowneschi, per soddisfare la meschina emozionalità dell’uomo.

L’umanità ha costretto i cuori a un solo amore secondo la leggenda della fedeltà, per soddisfare la bramosia del possesso dell’uomo.
Tutto questo è mostruoso.

Pensateci. Oggi, e da sempre, la persona che vorrebbe donare il suo cuore d’amore a più di un singolo essere umano; che vorrebbe col suo cuore far sorridere, piangere di gioia, salvare, emozionare, proteggere, baciare, rendere felice più di un singolo essere umano, è chiamata bastarda, bastardo… un traditore, una traditrice… fedifrago, fedifraga… puttana, puttaniere. Il suo crimine è amare più di un cuore. Il suo crimine è saper rendere felici più di una singola persona.

Abbiamo reso l’amare tanto, tanti, un crimine.

No, l’umanità vuole un cuore coi lacci, chiuso in vasca, solo, a tu per tu con un unico altro cuore, sempre e per sempre, e tutti gli altri cuori, tutti gli altri cieli, tutti gli altri mari saranno dietro un muro di piombo, filo spinato, lame mortali, eretti contro le bastarde, i bastardi… i traditori, le traditrici… i fedifraghi, le fedifraghe… le puttane, i puttanieri, che amano tanto e tanti.

Abbiamo reso l’amare tanto e l’amare tanti un crimine, odiato, vilipeso, condannato. E crediamo di saper amare… “Amore mi sei fedele?” “Certo tesoro!”… E invece siete due mostri al di qua di un orrendo muro di piombo. Amare in un’unica direzione non può mai essere un giuramento, solo una scelta, e chi non la condivide non merita la crocifissione al muro di piombo. Mostri.
Al di là di esso sono i cieli, i mari, gli amori. Ma lì non vive quasi nessuno di noi.
Siamo mostri che hanno resto l’amare tanto, tanti, un crimine.”

 

Quindi ognuno di noi ha il non sempre semplice compito, ma anche la piena facoltà di decidere, chi e come essere in ogni momento della propria esistenza, possibilmente in profonda sincerità con se stesso e con tutti gli esseri con i quali si sta relazionando

Per concludere queste considerazioni a tutto raggio, ecco le parole di ‘Ti troverò’ – 1986 – di Andrea Mingardi (Premio Lunezia alla Carriera 2014) perchè a mio parere è la più bella canzone (parole e musica) sul tema, e anche perchè in rete il testo non si trova da nessuna parte.

L’autore canta e racconta il sentimento di un cuore attento alla propria ricerca d’Amore, e lo fa con quelle parole e quel desiderio che il cuore di ognuno di noi ha già autonomamente pensato, maschi o femmine che si sia. Perchè per quanto sembrino principalmente le donne quelle sempre dolorantemente tese verso una storia appagante, Amare è l’anelito di ogni individuo che cammina questo straordinario Viaggio, che alla fine, ma pure all’inizio, è l’unica cosa che conta.

 

Ti troverò – Andrea Mingardi

Ti troverò
dovessi metterci una vita
ormai è quasi una partita
solo tra me e il destino.

E 1000 storie non fanno neanche un vero amore
conosco già questo sapore amaro, tra noi è già finita.

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò.

Ti troverò in fondo non ho rinunciato
e chi si è poi accontentato
ora invidia un Amore.

Restare soli è meglio che buttarsi via
tanto ormai so cosa sia
una barca senza il molo.

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ma, chissà dove sei, e poi se mi vuoi

Dovessi metterci una vita

Ti cerco
nella ragazza di un amico
in uno sguardo che non dico e non tradirò
imbarazzato sul metrò

Ci pensi, magari stai dalle mie parti
e io non so come incontrarti
un segno un gesto e ci sarò
per caso al bar ti fermerò

Dovessi metterci una vita…

“Ti troverò” è contenuta anche nel cd “Sogno” (1993) altra perla finalmente premiata qualche giorno fa con il premio Lunezia 2014, con la Menzione Speciale al Valore Musical-Letterario.

Silvia Paola Mussini

Ho’oponopono nella Reale Identità della coppia

Ciao Silvia

non ci conosciamo ma ho avuto l’istinto di scriverti dopo aver letto un post sulla tua pagina che mi e’ piaciuto molto ma che mi produce anche tanta amarezza: “Temere l’amore è temere la vita. B. Russell”

Nonostante io lavori come theta healer su molta gente, nonostante la mia attivita’ lavorativa sia improntata alle tecniche energetiche e psicospirituali e nonostante abbia fatto e continui a fare tanti percorsi di crescita interiore, la mia vita e’ tutt’ora un grande paradosso.

Da una parte aiuto le persone a stare meglio e a far fluire la propria vita aprendosi alle meraviglie dell’esistenza (amore compreso), dall’altra parte (ti prego di non giudicarmi per questo, lo faccio gia abbastanza da sola) l’amore per me e’ una sofferenza infinita, le mie relazioni sentimentali e gli uomini che ho incontrato nella mia vita raccontano sempre la stessa storia e la stessa energia: quando mi innamoro mi annullo dentro e smetto di esserci come donna, come identita’, l’uomo che ho sempre incontrato in tanti corpi e sembianze diverse e’ quello che s’innamora di me nella misura in cui mi sente sfuggente e poco disponibile ad “esserci”, e’ quello che mi ama chiedendomi subliminalmente di non amarlo e nel momento questo si realizza… il finale e’ scontato, da manuale psicoanalitico: coazione a ripetere o evitamento.

Da due anni evito qualunque relazione, affettiva in particolare, le rifuggo come la peste perche’ non riesco a trasformare la mia energia per poter attirare uomini differenti, una relazione piena e sana.

So che tutto parte da me, ho praticato anche l hoponopono per qualche mese, ma non e’ cambiato nulla.

Prima, per anni ho lavorato sui rancori e sui risentimenti fortissimi che avevo per mio padre e grazie ai lavori fatti… sono riuscita persino ad accompagnarlo durante il suo trapasso quando e’ mancato. Nonostante cio’, le mie relazioni col maschile non sono cambiate.

Sto valutando una psicoterapia convenzionale, ma ne ho gia’ provate tante in passato anche di quelle… e alla fine non ho ottenuto molto.
Se puoi, mi farebbe piacere ricevere un consiglio da te. Grazie di cuore e scusami.

G.

P.S.: Scusami forse mi sono espressa male, volevo dire che attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare. Eppure ho lavorato sui miei programmi, sulle vite passate, ho fatto anche qualche costellazioni familiare… ma dove devo ancora guardare che mi sfugge ?

ombra e luce

Carissima G.

quello che è più straordinario è che spesso ‘insegniamo’ o supportiamo gli altri dove ne abbiamo più necessità noi stessi. Ma ‘accorgersi’ è sempre bene anche se questo ci pone davanti a un conflitto interiore: cosa sto facendo, lo sto facendo ‘bene’ se neppure io l’ho ancora compreso?

Sono convinta che tu lavori con coscienza su queste tematiche nei confronti altrui, proprio perchè ‘sai’ davvero quanto è vasto e insidioso il problema e sicuramente anche tu, parallelamente, percorri la tua strada mentre la mostri.

Partendo dal ‘fondo’ del tuo scritto, se continui ad attrarre uomini con la stessa energia è perchè non hai ancora scelto (o avuto il coraggio) di esporti con un’energia differente. Molto probabilmente la teoria ti è chiara ma nella pratica hai ancora bisogno di ‘battere il muso’ prima di disintegrare e ricreare completamente la nuova te.

La mia esperienza è stata che quando mi sono detta ‘adesso basta!’ (basta con gli ‘innamoramenti’ passionali e ossessivi, basta con le aspettative, basta con i vecchi schemi, basta star male) d’improvviso mi sono accorta che la mia libertà (mentale, professionale ed emotiva) era la cosa più preziosa di cui potessi godere, e quasi contemporaneamente è arrivato un uomo simile a me. Inizialmente anche questa relazione non è stata indolore, il passaggio nella nuova me ha avuto bisogno di farmi sperimentare ulteriori contraddizioni, scorie, richiami al mio vecchio modo di pormi e di pensare (e creare), a tutta quella spazzatura emozionale che mi aveva intasata fino a quel momento. Per un po’ pur con l’uomo giusto ho continuato a vivere interiormente tra il paradiso e il caos. Ma ero sempre io che continuavo a percepire dalla parte storta, per paura di volare senza paracadute.

Nel frattempo era arrivata anche la conoscenza di Ho’oponopono e questa pratica ha dato il via ad una pulizia profonda, che non finisce mai, al di là di ogni aspettativa. Noto che tu scrivi più volte ‘ho provato’, ‘provo’. E’ poco. ‘Provare’ è fare qualcosa con metà Intenzione e con metà fiducia e quindi metà dei dubbi, delle paure e delle montagne invalicabili rimangono.

E quando dici “attiro sempre uomini finti, inconsistenti e sfuggenti, che non sanno amare”, sono uomini attratti (e che supportano) quella parte di te che mantiene quella tua stessa vibrazione, sarebbe impossibile sennò portarli nella tua orbita.

Evidentemente sei ancora, e sai che non è un giudizio, finta (che vuol dire protetta), inconsistente (stai a metà) e sfuggente (hai pre giudizi) almeno in quella parte di te che ha ancora bisogno di attenzione nel porsi come figlia e principessa e non come donna adulta pronta a costruire mettendo in conto di poter perdere ma non più di perdersi. E quindi un parte di te indossa un make up per paura di non essere accolta per ciò che esattamente sei, pertanto ti nascondi dietro te stessa mandando avanti la maschera che hai (inconsciamente) creato per non soffrire.

550

Quello che è certo che ancora in quest’epoca siamo in contatto con echi di comportamenti e memorie che non ci appartengono ma ci influenzano, e queste suggestioni perlopiù contrastano con la nostra Reale Identità, che è la nostra naturale integrità.

Perciò per ‘essere’ (e non solo provare) Ho’oponopono è un ponte di decollo, una partenza verso altro, un simbolo, un mezzo, una faccenda inaspettatamente magica che trasmuta ciò che siamo, ciò che viviamo e ciò con cui abbiamo a che fare.

Diventiamo uno stato che ci lancia in orbite sconosciute alla razionalità umana per accedere oltre. Oltre quelle zone inesplorate e altrettanto ‘sporche’ di informazioni, abitudini, concetti e preconcetti accumulati anche nel cercare di comprendere. Nozioni che certo ci soddisfano intellettualmente ma contemporaneamente ricoprono e confondono con il risultato di velare il canale intuitivo (divino) dell’Ispirazione ad integrarci con il nostro reale Sè.

Amore da conquistare e con cui stare Ebook
Ebook + 2 Audio mp3
Prezzo € 17.50

AMORE da conquistare e con cui stare








 VUOI PARTECIPARE AL PROSSIMO WEBINAR HO’OPONOPONO?

è mensile e gratuito!

Iscriviti alla nostra mailinglist per ricevere tutte le info sui webinar Ho’oponopono e scarichi subito l’omaggio di benvenuto: l’anteprima di Pulisco Vedo e Agisco – Ho’oponopono postmoderno.

Riceverai tutte le news e l’accesso al webinar mensile gratuito in diretta dalla Casa 108.

Potrai cancellarti dalla mailinglist in qualunque momento con un semplice clic.

Pulisco Vedo e Agisco

il mio Ho’oponopono

Mala 108 grani

Amore da conquistare

Lui Sa nel Grande Disegno

La perfetta pulizia di Ho’oponopono

Meditazione del Bosco Interiore

Libro consigliatissimo

Al Posto Tavola dell'Anima
Il cibo è un nostro prezioso amico che ci può aiutare a scoprire parti di noi ancora inesplorate
€ 11

Archivio

Visualizzazione guidata a 432hz

Meditazione guidata

Coaching con me

Armonizzarsi è connettersi, collegarsi al Tutto.

Bruno Groening

Sessione Ho’oponopono di coppia

Cerchio d’Amore

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

Il mio sito principale

ℒℴ√ℰ ♡

ℒℴ√ℰ ℳ ﻉ ♡