SaYa

Ti amo ma solo per oggi

Quello che ognuno di noi cerca ogni volta che si relaziona – in qualsiasi tipo di relazione – è amore, e dentro questa definizione, che ci piacerebbe sempre senza condizioni, ci stanno tante belle cose, c’è la gioia, la gratitudine, la fiducia, la complicità, l’appartenenza, il piacere di trascorre il tempo migliore possibile tra quelli probabili.

Per giungere a questa ovvia consapevolezza ognuno di noi ha un grande cammino da compiere, e non esistono scorciatoie. Riuscire a osservare e osservarci è già una posizione ottima, ma niente vale quanto l’esperienza sul campo, quell’agirsi dal quale ognuno trarrà l’essenza del vero viaggio personale e della propria gioia condivisa, o meglio con moltiplicata, con un essere altrettanto perfetto quanto noi.

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Con Sandro, il mio compagno, stiamo insieme letteralmente 24 ore al giorno dal 2009, è stato davvero l’inizio di una nuova fase sentimentale, innanzitutto nei miei confronti. Un tempo realmente mio, fatto di crescita personale e spirituale, di grande ossigeno e di opportunità reciproche.

E’ stato finalmente il “mettere in pratica”.

Precedentemente sono stata impegnata 20anni in un legame che è finito a conseguenza del mio scegliere me, rapporto che rivivrei mille volte, avendo però più coraggio e chiarezza nel concludere una storia importante e fondamentale. Prima di questo sono cresciuta per tre anni in una relazione troppo complicata, ma ero giovane mi e lo perdono.

Dopo il divorzio ho vissuto per circa due anni un rapporto a tempi matrimoniali (suoi) con un uomo sposato. Relazione intensa che mi ha permesso di conoscere la mia insofferenza nel sentirmi limitata, parzializzata e nascosta al mondo. Un rapporto dove ho potuto conoscere la “disperazione dell’amante”, e capire definitivamente che cos’è l’amore, quello vero e non il raccontarsela con equilibrismi penosi che chi non ha il coraggio delle proprie scelte chiama ‘amore’. In mezzo a tutta questa vita c’è stata qualche altra storia che, anche se con pochi presupposti per essere definita tale da parte mia o dell’altro, mi ha (ogni volta, ogni storia) insegnato in modo leggero o doloroso ulteriori dettagli su di me.

Insomma dopo aver vissuto tutte le angolature della relazione amorosa ho constatato con gratitudine che da ognuna ho tratto illuminanti insegnamenti e per questo sono riconoscente ai compagni del mio passato come a divinità in terra.

Uomini diversissimi tra loro, con una me in cammino confuso e condizionato da un’età fertile, quegli ormoni pazzi che accendono la passione in direzione della continuità della specie talvolta travestita da grande amore (che vedendola dall’età dell’adesso ha il suo peso nella reciproca scelta e nell’interpretazione della ‘verità’). Esseri maschili che partecipando alla mia evoluzione, mi hanno offerto il loro esserci per come sapevano o potevano, e più che spesso è stato un tempo di cui ho ricordi bellissimi. Loro mi hanno amato e hanno agito per come era la loro confidenza con il “meglio” per se stessi, ma in realtà sono stati la mia spada nella roccia, per sgrezzare e svegliare me.

Senza l’esperienza avuta con ciascuno non sarei io, l’attuale me che il loro incontro, confronto e talvolta scontro, mi ha permesso di diventare. La me nel perenne adesso, con tutta l’immensa ricchezza del bagaglio di esperienze che solo una vita pienamente vissuta porta. La me fatta di emozioni, sentimenti, di errori, riposizionamenti del Sè, che i dispiaceri e le delusioni, anche nei confronti di me stessa, hanno spronato ancora di più a non rinunciare mai alla pace interiore e alla mia personale chiamata e direzione.

Così, passo dopo passo, sono arrivate la comprensione del mio valore e del mio spazio, del mio tempo e delle mie scelte. Del mio coraggio, del mio perdonarmi, del mio sapere come cavarmela sola, della mia forza che è cresciuta attraverso ogni nuova situazione a cui ho dato il permesso di espandere. E quindi sono arrivate la creazione e costruzione della mia strada, l’apertura a nuovi entusiasmi e alle vere gioie senza condizioni e condizionamenti dell’oggi. Tutto questo semplicemente lasciando libera quella me in connessione sottile e da sempre alleata nel mio Viaggio.

La mia fiducia, il mio affidarmi – e anche il tempo che diluisce e relativizza tutto – mi hanno portato a vedere con amore e comprensione l’io della me nel costante adesso, figlia di ogni attimo precedente.

“Non sono più quella di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri.”
Alda Merini

Questo per dichiarare una volta di più che non esiste una relazione sbagliata ma sempre e solo incontri che sono dei veicoli sacri e fondamentali, necessari per accedere a grandi opportunità di cambiamento e chiarezza personali, indispensabili per stabilizzare il nostro centro. L’armonia della nostra esistenza è l’unica cosa che davvero ci riguarda e la componiamo noi stessi – sempre e comunque – tramite le nostre scelte, e sta solo a noi farne una musica che ci piace.

Perchè davvero quello che viviamo, di quello con cui risuoniamo e manifestiamo, nulla va perduto, e niente è inutile o è “troppo doloroso”, ma solitamente ce ne accorgiamo nel futuro.

E quindi Grazie uomini della mia vita!

Strada facendo sono diventata una persona realmente aperta, non solo nella teoria, cioè quella presunta saggezza che spesso è di apertura solo nei riguardi delle storie altrui, e quando ci tocca ragionare con la propria vita la faccenda diventa decisamente meno semplice, una zuppa zeppa di giustificazioni, giudizi, drammi… di troppo.

Camminando nella mia storia attraverso le mie storie, ho dato voce a quella me che sa quello che vuole, che sa quello che non vuole, che sa rispettare se stessa e che finalmente non ha (più) aspettative. Che libertà! Mi commuove l’essere diventata una bella persona che ha avuto segni e conferme di verità alla propria irrequietezza, dalla propria confusione, perchè un traguardo c’era, ed era me. Sono felice di conoscermi e di meritare tutto l’amore che sono, che sento, che c’è, sempre e comunque.

La conoscenza (ri conoscenza eterna) di Sandro mi ha fatto risuonare con un compagno gemello, aperto, sensibile, paziente, divertente, profondo, leggero, sdrammatizzante, con il quale è facile ridere, lavorare, giocare, vivere e reagire in purezza con la vera me, che anche per merito suo, è ormai l’unica verità che mi conduce. Per certo non posso sottovalutare che abbiamo avuto la fortuna di conoscerci e di crescere insieme all’inizio della nostra pratica Ho’oponopono, una pulizia che sappiamo non finirà mai.

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Nel passato mai continuativamente avevo osato dar sfogo al mio risentimento o alla mia frustrazione in modo chiaro, nè con i miei partner nè con me stessa. Facevo in modo di appianare e smussare, di comprendere e di guardare il mondo da una nuvoletta santa, senza sperimentare apertamente l’opposto nelle relazioni, la sporca e oscura miniera di carbone che sta in fondo a ognuno.

Noi abbiamo imparato insieme a lasciar accadere lo tsunami, quella meteora che dura pochi secondi o qualche minuto, e finisce praticamente subito in un abbraccio e una risata del cuore, dei corpi e delle nostre anime.

Ci vuole sempre tanta attenzione per rendersi conto che il valore di un rapporto si percepisce essendolo completamente e onorandolo nella quotidianità, e non agendolo con un filtro opacizzato da aspettative, preconcetti, segreti, abitudini, consuetudini, influenzamenti, posizioni rigide, pretese, binari permessi o no e credenze popolari.

Nella vecchia me – quella giovane di età – esistevano quasi esclusivamente tolleranza, ascolto, gentilezza e comprensione a costo di avere perenni, e a me inspiegabili, mali di stomaco e dolori fisici di varia natura. Quei dolori (erano preziosi  amici, ora lo so, grazie) si manifestavano con voce stridente per farmi comprendere che era una mia scelta quella di non affrontare cambiamenti o chiarimenti, essendo occupata a osservare le esigenze altrui mi dimenticavo perennemente di qualcuno… della persona più importante, di me.

Io e il mio partner (l’io scritto prima non è casuale nè mai più sostituibile) abbiamo una linea comune di pensieri, di modi di vivere, di passioni, di interessi, di intenti e il medesimo sguardo sull’esistenza.

Sandro è l’essere perfetto per me e la mia gratitudine per lui, e per il tempo meraviglioso che trascorriamo insieme, mi commuove e mi riempie il cuore di verità. Il nostro motto, per tutto ciò che ci riguarda ma anche per tutto il resto, è “solo per oggi”. E il nostro tempo insieme diventa semplice e anche estremamente divertente oltre che prezioso.

Fondamentalmente per intercettare e risuonare con un altro essere “perfetto” dobbiamo solo conoscere e accogliere noi stessi nel profondo, e questo può chiarirsi solo vivendo completamente ogni esperienza, traendone insegnamenti concreti per poter ricevere quel meglio che meritiamo (tutti), e poterne godere con la nostra più trasparente e sincera amorevolezza.

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Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie

Ho’oponopono e Samhain perchè il Tutto è Amore

Questa notte per chi lo sa e per chi non, tutta l’umanità esisterà in Samhain, il culmine di un momento di passaggio che viene festeggiato da molti secoli su tutto il nostro pianeta.

La tradizione più nota proviene dalla cultura celtica che ha tradotto in rituale l’energia riferita ai ritmi della Natura, al ringraziamento dei doni ricevuti durante l’anno e alla celebrazione delle anime che sono accanto a noi nel mondo del di Là.

Più che scegliere una strada o l’altra a noi piace integrare, e in quest’ottica e desiderio, la nostra giornata è nel completo ringraziamento e festeggiamento di tutto ciò che ci ha portato fino qui, grati di ogni evento e di ogni ‘raccolto’ in ogni sua forma e manifestazione.

Celebriamo il raccolto dei frutti che quest’anno ci ha portato, e quindi del nostro nuovo lavoro che è l’espressione di noi e il nostro sostentamento, delle tante buone nuove ricevute, dell’esperienza, della libertà, della consapevolezza, e dell’Amore che ci conduce l’uno verso l’altra, insieme verso il mondo, accompagnandoci in questo Viaggio esistenziale.

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Esattamente in questo momento dell’anno, siamo al culmine del passaggio dalla fase di luce a quella di buio, come ci dimostra il piano di esperienza nel ciclo naturale, quell’eterno bioritmo dell’esistenza globale e delle singole esistenze, che sono tutte interconnesse verso la migliore evoluzione per tutti gli esseri.

Yin e Yang, una parte non può essere né esistere senza l’altra, e oggi possiamo utilizzare la volontà di sciogliere quella valenza positiva o negativa che abitualmente attribuiamo a queste due energie – luce e buio – sempre connesse e sempre conseguenti una all’altra, perché è impossibile che esistano una senza l’altra.

Oggi si celebra il punto ‘neutro’ di queste due energie, il fulcro centrale, quello che sta nel mezzo e che le unisce all’origine, quella zona da cui parte l’intenzione di manifestare un’esperienza di gratitudine e di co-creazione consapevole, sempre e comunque.

Oggi, e questa notte, possiamo integrare la nostra ri-conoscenza al nostro intento futuro, con il sostegno e la guida delle energie degli esseri che sono già nell’altra dimensione.

In questi giorni il velo tra i mondi è sottilissimo e sta a noi prenderne consapevolezza con fiducia e con tutto l’Amore che siamo, che ogni essere esistente – in ogni spazio tempo – è. Da sempre e per sempre.

Come per ogni celebrazione, noi stiamo semplicemente aperti ai segni e improvvisiamo la nostra ‘festa del raccolto’, connessi alle energie in atto, aprendoci con accoglienza e rispetto al momento cosmico in azione.

Alle 21 accenderemo dei lumini per illuminare il percorso, una strada simbolica che inizia dalla porta d’ingresso di casa e arriva all’altare, una linea di luce per accogliere le anime che verranno a farci visita.

 

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A mezzanotte, dopo aver recitato 108 volte il mantra Ho’oponopono, faremo il rituale in un comune intento di ringraziamento e gratitudine lasciando andare il vecchio – è la perfezione perché siamo anche in luna calante! – un breve intento personale insieme a quello per benedire la nostra relazione. Scriveremo le nostre frasi su dei foglietti di carta, ognuno le proprie e insieme quelle comuni, le firmeremo e quindi bruceremo nel calderone di rame i nostri intenti insieme a tutte le preghiere e le richieste di pulizia anche di altre persone, che dall’inizio dell’anno sono sull’altare.

Concluderemo con un brindisi mangiando l’uva e le castagne che sono sull’altare, i frutti simbolici del raccolto di questa celebrazione nell’onda di un connesso e fiducioso “Fai Tu, sempre Grazie Padre per avermi già ascoltato”.

A nostro parere il mantra Ho’oponopono “Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie” esprime meglio di qualsiasi altra formula tutto ciò che c’è da dire nei nostri confronti e altrettanto verso gli esseri nella dimensione sottile, che oggi in modo particolare ci accompagnano e ci proteggono con silenziosa e amorevole cura.

Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie.

Silvia Paola e Sandro (SaYa)

(Articolo di 108grani.com).

Prego, ringrazio, amo

Pregare è un termine che per anni mi ha dato un sottofondo d’ansia e un certo senso di costrizione, oltre a quel retrogusto indefinibile di non essere meritevole. Pregare lo associavo alle sante messe, obbligatorie dall’infanzia all’adolescenza, un tipo di impegno al quale mi sottraevo appena potevo, e mi ricorda anche quando volontariamente mi ero unita alla recita settimanale del rosario tra vicini di casa, in quel momento in cui facevo tutto quello che mi pareva utile e possibile per sostenere la salute di mia sorella. Anche se poi ho frequentato comunque la chiesa come luogo di estremo supporto quando non sapevo dove sbattere la testa.

Prego ringrazio amo

In realtà il termine pregare che mi dà ancora un lieve senso di soffocamento è riferito a quello in voga nei miei paraggi quando l’ho conosciuto. Quello che veniva suggerito e vincolato dalla chiesa cattolica, un garbuglio di dogmi in equilibrio tra umiltà, lode, redenzione e sottomissione, considerati pregi santificati e anche incredibilmente ben appaiati agli ori e ai broccati che quegli ambienti, e gli esponenti più altolocati, da molti secoli amano sfoggiare nelle vesti e negli arredi (sacri). E a mio avviso il basso profilo di questo papa, empatico e decisamente più vicino ai problemi della gente dei suoi predecessori, non è ancora sufficiente a trasformare cose decisamente più importanti che andrebbero affrontate e risolte in maniera radicale e urgente. Perchè se non ha potere, e i mezzi economici, la società presieduta dal papa allora chi ce l’ha?

Qualcosa mi stonava già da piccola quando durante la messa tutti battevamo il petto nel mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, ed esisteva contemporaneamente uno sconfinato terzo mondo di bimbi come me che però moriva di fame e di sete ogni giorno, e incresciosamente accade ancora. E per un po’ riuscivo a pensare di essere stata fortunata a nascere dalla parte giusta del mondo, come diceva il prete al catechismo consigliandomi di fare sempre del bene, mentre cercavo di fare in modo di rimuovere il pensiero dall’a alla z.

Interiormente ho sempre lottato per avere tutta la ‘mia’ libertà, per capire quello che c’era di veramente prezioso e importante dentro me stessa. Come molti ho fatto delle scelte lasciando andare tanto del mio passato e soprattutto tutto quello che mi ha portato a dubitare di quella me stessa che sapeva. Perché in me, nella mia verità e nella mia profondità, già dall’infanzia, captavo cose solenni e importanti che mi facevano sentire diversa da molte delle creature che avevo intorno. Ero un piccolo essere non certo speciale ma che attraverso la sua sensibilità guardava, osservava e voleva essere ‘libero’, senza scritture già consolidate nè pre giudizi, miei o di altri, malgrado il peccato (veniale o mortale) che incombeva in ogni dove.

Da sempre ho vissuto in due dimensioni parallele, per me sia una che l’altra erano esistenti contemporaneamente. L’attenzione l’ho affinata per individuare quegli sconfinati confini e consentirmi di non cadere troppo giù e non volare troppo su, ma riuscire a sintonizzarmi su quella frequenza armonica dove connettermi integralmente, non solo con il pensiero, la filosofia, la speranza o le parole.

Miten e Deva Premal

E finalmente il tempo del pregare è diventato qualcosa di diverso, un luogo di nutrimento benedetto, di pace e di luce. La preghiera ha cominciato a farsi intendere da me per quello che in realtà è, uno spazio tempo di connessione, pulizia, rilascio e co creazione in collegamento diretto con la Fonte. E ho compreso una cosa fondamentale: pregare non è chiedere e implorare ma accogliere e riflettere la luce divina. La svolta definitiva c’è stata praticando Ho’oponopono, attraverso il quale mi si è reso chiaro, finalmente, come vedere, apprezzare e coltivare in me quelle note armoniose fatte di compassione, tenerezza e gratitudine che pur essendo innate, la mia anima mi chiedeva, da sempre, di riuscire a stabilizzarle.

Perchè come dice Angaangaq: “Il più grande viaggio che l’Uomo può compiere è quello di superare la distanza che esiste tra il cervello ed il cuore”, ma anche quando sentiamo di avere un buon collegamento con il cuore, con la responsabilità al 100% di ciò che ci lasciamo accadere, il cervello (ossia l’ego la nostra parte più razionale e anche la più stolta) si lascia in parte condizionare e maneggiare da altri eghi più energici, più determinati e più così suadenti da apparirci più intelligenti di noi e del nostro stesso cuore.

Questi grandi ego possono essere la società nel suo complesso, le pretese da parte della professione e delle persone con le quali lavoriamo, la famiglia quando tende a manipolarci o a farci sentire in colpa. E anche ogni tipo di relazione quando non c’è un intento limpido verso lo stesso tipo di bene e abbondanza per tutti, che può esserci solo tramite una visione amorevole che matura attraverso una direzione del cuore condivisa.

Ma l’universo non sbaglia un colpo perchè qualsiasi viaggio intraprendiamo, e in qualunque modo si trasmuti per permetterci di ricominciare con intenti più consoni e coerenti alla nostra attuale missione terrestre, è sempre tarato su ciò che abbiamo bisogno di imparare, perfezionare e superare, e questo vale per noi tanto quanto per gli esseri coinvolti nel nostro percorso esistenziale.

“Come sempre tutto ha un perché nella sua perfezione!” Manuel Lucchini

Poter pregare insieme è una grande opportunità e non bisogna tralasciare il tempo di trovare il momento di farlo, a volte bastano i pochi minuti per un intento d’amore in connessione, perchè pregare insieme significa anche comunione di vedute nel considerare primario il bene per ogni essere esistente, aldilà della nostra ipotizzata superiorità nell’umano bisogno di innalzamento sugli altri, come la società, e anche le religioni tradizionali ci mostrano con il loro comportamento.
Pregare insieme è avere lo stesso tipo di sensibilità attraverso una rispettosa gentilezza d’animo nei confronti di qualsiasi essere, portando nel reale quello che si dice e quello che si è, più che muoversi in un’etica di facciata, quelle convenzioni sociali di cui siamo inconsciamente impregnati, memorie dell’ego che appena ci accorgessimo di agire tramite loro, sarebbe meglio ripulire quanto prima.

E fondamentale, da soli o in compagnia, pregare non deve essere un impegno, un lavoro o un peso. Quando decidiamo di donarci uno spazio quotidiano dedicato alla preghiera, facciamo in modo che sia un tempo grato e sacro e altrettanto leggero e amorevole come una brezza.

La preghiera più efficace è saper stare nel presente in consapevole attenzione, quel prezioso essere in Amore momento per momento, ed è lì che siamo veramente insieme, con noi stessi e con tutto il creato come unica sostanza di Dio.

Ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie

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inaugurato l’11 gennaio 2015 insieme a Sandro Flora.

Affermazioni Positive

Ho il piacere di presentare, il pacchetto digitale pdf, video e audio mp3 Affermazioni POSITIVE.

L’audio (in due versioni per Donna e Uomo) lo abbiamo registrato col sottofondo della frequenza 528 hz, un suono che che influenza, riprogramma e ripara il DNA, mentre l’originalissimo Video 1000 affermazioni POSITIVE in un minuto trasporta sensorialmente con la velocità del suono, mille affermazioni dedicate ai vari settori della vita (Salute, Psiche, Autostima, Amore, Gioia, Fiducia, Abbondanza e Prosperità, Bellezza, Linea, e molto altro) su una musica ritmata e coinvolgente. Un modo per riprogrammare il subconscio anche con pochissimo tempo a disposizione scaricandolo anche sul cellulare così da essere sempre a portata di mano.

Un lavoro che io e Sandro abbiamo fatto con il cuore emozionandoci e coinvolgendoci personalmente su ogni livello. E soprattutto divertendoci cosa essenziale nell’esistenza di ciascuno di noi. Più si sperimenta il piacere vivendolo in tutte le occupazioni quotidiane e in ogni momento dell’esistenza, con positività e lievezza, più velocemente si attraggono le situazioni migliori per se stessi e per le persone con cui si ha l’opportunità di interagire.

 

Ci saranno sempre pensieri negativi che entrano nella vostra mente. Se li rivendicate o vi attaccate ad essi, essi diventano la vostra realtà, all’istante.
Steve Rother

Amore Gratitudine e Gioia

Silvia Paola

Masaru Emoto Trieste 28 marzo 2010 Cerimonia dell’Acqua

Ci siamo alzati eccitatissimi domenica 28 marzo. Alle 8,30 eravamo già sul molo scintillante di sole in attesa di questo momento che neppure era sul programma.
La sera prima, nel congedarci dalla lunga giornata e finito l’ultimo argomento, l’intenso confronto “Fisica Quantistica verso Memoria dell’Acqua” tra Amit Goswami e il dottor Emoto

ci hanno con semplicità informato che prima di ricominciare le conferenze (che avrebbero avuto l’inizio alle 10 con Anton Ponce e Manitonquat a nostra disposizione per domande e confronti) il dottor Masaru Emoto ci avrebbe condotto in un viaggio nella Cerimonia della Benedizione dell’Acqua sul molo accanto al Palazzo dei Congressi.

E quindi anche il fatto di non aspettarci questo ennesimo regalo, che i 13 magici ragazzi racchiusi in un nome che ci piace pronunciare, Gendai Reiki Italia, ci ha riempito di gratitudine e di certezze. L’Universo risponde, l’Universo regala, l’Universo è generoso quando si comunica con Amore. Quando si ha una traccia ma lo si lascia fare, quando ci si fida di lui e ci si affida alle sue braccia. gioiosi e grati.

Emozionati aspettavamo con i nostri nuovi amici conosciuti da poco e da moltissimo da parte del cuore, con la nostra bottiglia di acqua solarizzata sulla quale abbiamo attaccato le etichette che focalizzano e catalizzano Amore, e volentieri abbiamo dato un po’ di questa acqua (e anche di etichette) a chi aveva dimenticato che si poteva anche avere un’azione energetica ancora più personale captando l’essenza di tutto questo Amore a nostra disposizione, espresso per l’Armonia dell’intero pianeta di cui l’Acqua è il sistema che “riflette” e “risuona” più di ogni altro con qualsiasi forma di Vita.

Sandro dona a Masaru Emoto le etichette propositive ed energizzanti da applicare sulla bottiglia dell’acqua o ovunque.

Ci riempiva il cuore anche focalizzare che noi siamo arrivati qui, in questa manifestazione sacra, per una decisione tardiva e repentina. Qualcosa mi faceva sentire un senso di irrequietezza e mi faceva svegliare prima dell’alba con un interrogativo “senso” di dover fare “qualcosa” ma non capivo cosa…(questa sorta di inquietudine è durata tre giorni) DOVEVAMO essere qui! Tra l’altro dopo aver chiesto dritte telefoniche per l’albergo a Francesca (Tuzzi, una delle organizzatrici) ci siamo trovati grati ospiti di un caro amico, collega e compagno di avventura come se fosse stato scritto, o meglio per quella catena di episodi che formano la vita e, come quando si attraversa un ruscello gentile ed i piedi appoggiano senza sforzi nè timori su stabili sassi che accompagnano e ti depongono sull’altra riva.
Qui e Ora.
Qui sul molo ad aspettare emozionati il dottor Masaru Emoto che ci ha condotto in un momento vivo, utile, spirituale, concreto ed estremamente coinvolgente.
Guardate ed ascoltate questi video che Sandro ha ripreso (io non so come riesca a tenere tanto tempo il polso fermo!) con il telefono e col sole un po’ a sfavore ma non potevamo permetterci di perdere un’occasione del genere da poter condividere con i nostri lettori che sono sempre più compagni di scoperte e di avventura, e che in migliaia seguono i nostri siti.

Il video integrale eccolo qui: https://www.youtube.com/watch?v=7TXxvQKaCkg

 


Guardate, ascoltate e come noi lasciatevi coinvolgere dall’Emozione e dalla potenza dei concetti, delle parole, delle preghiere.


Dall’Amore.

Quell’Amore che riesce a fare miracoli e che ogni giorno noi vediamo materializzarsi nelle nostre vite.
E ogni persona che incontriamo fa parte di questo miracolo e di conseguenza fioriscono idee e opportunità, come anche questa settimana ha saputo creare.

Sa e Ya

Questo e non solo questo anche a tutti voi io e Sandro auguriamo dal profondo del cuore, e molto di più. Auguriamo che vi arrivi ciò che vi fa gioire e vibrare di Gratitudine. Perchè nell’Universo tutto è Vibrazione, e da lì si compone il Miracolo.

Ti Amo mi Dispiace Perdonami Grazie.

 

 

 

AMORE da conquistare e con cui stare








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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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