In Amore tra libertà, fedeltà e felicità
Cos’è la “fedeltà”? E che cosa è la felicità?
Cosa sono l’amore per se stessi, la responsabilità, la centratura, l’essere unico e irripetibile? La soddisfazione sessuale è da considerare perduta e finita quando il proprio rapporto si trasforma in altro?
L’essere evoluti e spirituali significa ragionare solo verso “l’alto” annacquando quello che ci potrebbe invogliare e destabilizzare?
Chi detta le regole di quella che si considera in linea generale e teorica la “verità”? Cosa vuol dire (anche) “La Pace comincia da te” (che è “me”?)
Antonella commenta con una domanda vaga e delicata sull’ultimo post.
“…e quando il sesso non è più comunicativo? quando non c’è più passione?….che fare?…..che potrebbe essere successo? cosa si è spezzato pur amandosi?”
Questo argomento è uno dei tanti campi minati di cui è composta la memoria della nostra esistenza. O meglio una delle zone condizionate da altro e altri che non siamo noi. In realtà le mine non ci sono ma ogni volta che ci si addentra in “quel noi” che si fa domande preconcette o “illecite”, il nostro organismo viene bombardato da ogni sorta di stress, di stallo e anche di infelicità.
Nelle specie animali abitualmente ritenute monogamiche ad esempio lo scambio dei partner è la regola, non l’eccezione. Ma allora, se la poligamia è la norma e la monogamia quasi un’aberrazione, com’è che grandi tradizioni e culture hanno potuto sviluppare questa bizzarra tendenza? Com’è che sofisticate filosofie hanno potuto presentare come “naturale” l’unicità del partner sessuale?
Innanzitutto credo che il vero amore sia condividere onestamente e chiaramente con il partner chi siamo e cosa pensiamo, con coraggio e trasparenza. Essere in una relazione stabile è una scelta non un obbligo. E la scelta non deve avere “obblighi” anche se per “convenzione” abbiamo giurato davanti a dio una serie di concetti (obbligati) in cui abbiamo creduto ma soprattutto abbiamo dato per sacrosanti, scontati e immutabili.
E’ naturale che all’inizio della relazione non passi neanche lontanamente dal nostro cervello, e dal nostro cuore, il fatto che le cose possano cambiare, che noi ci si possa modificare, solitamente evolvere.
Di solito, all’inizio dell’amore, si è fortemente coinvolti su ogni piano del rapporto e si crede ciecamente che questo sarà “per sempre”. Ad alcuni accade, ad altri no. A molti altri no. Nel senso che certamente l’amore si rafforza (sennò perchè stare insieme?) ma il desiderio fisico decresce o proprio finisce, per cui molte relazioni diventano rapporti fraterni dove ci si scambia protezione, comprensione e una stabile (e anche gioiosa) routine. E si mette tacitamente da parte quello che sembra aver esaurito il suo potenziale emozionante e creativo diventando di fatto coppie bianche.
Ognuno di noi dovrebbe guardare oggettivamente la propria vita. Ognuno di noi è un’entità a se stante e con tale essenza dovremmo sempre rapportarci e comunicare. Se siamo coerenti e centrati nessuno ci deve dare (consigliare o imporre) la “direzione” poichè ognuno di noi ha la responsabilità al 100% di ciò che è e di ciò che sente. E di conseguenza non siamo nè proprietà di qualcuno nè gli altri sono nostra proprietà.
La vita umana è davvero molto complessa, difficilmente incasellabile e giudicabile, al punto che gli stessi concetti di amore “perfetto”, o felicità di coppia possono avere mille sfaccettature. A volte convivono situazioni di coppia dove, l’equilibrio è dato dalla presenza di una terza figura compensativa. Disdicevole? Quello che è importante è il rispetto di ogni essere e la parità di un potenziale comportamento. (approfondisco tutto questo in “Amore da conquistare e con cui stare”).
Se abbiamo domande interiori a cui non riusciamo a dare risposta, desideri che ci logorano ma non vogliamo nè accettarli nè comprenderli, situazioni che consideriamo “errori” di percorso non saremo certamente nè felici nè allineati e neanche in salute. Non c’è una ricetta per tutti ma la pretesa e la richiesta della “fedeltà” (la possiamo estendere a qualsiasi concetto, non solo a una relazione di coppia) in un certo senso ci allontana dal partner. Parlarne insieme è sempre produttivo, comunque sblocca la stasi e questa complicità e fiducia può far scaturire nuove idee e comportamenti che possono essere bene per entrambi i componenti della coppia.

Non so se Antonella aveva il “bisogno” di inoltrarsi in una considerazione del genere… ma quello che dovrebbe essere chiaro, a mio parere, è che non possiamo preventivare nulla di quello che vivremo pur indirizzando la nostra intenzione al meglio per ciascuno di noi. Importante è renderci conto con comprensione (iniziando da noi stessi) di dove siamo, come stiamo e che cosa ci potrebbe far vivere meglio.
Un concetto fondamentale che scelgo sia mio è “se io amo qualcuno desidero che sia felice”. Se questa felicità include cose che non digerisco “bene” devo lavorare su me stesso non sull’altro. “L’ altro” è di se stesso non una mia proprietà. Ancor meglio sarà lavorarci insieme su questa matassa emotivamente pesante, con amore e rispetto, poichè la decisione di essere coppia non voglia dire “essere in prigione” o sentirsi da soli in situazioni emotive che non riusciamo a gestire o che nascondiamo per non affrontare una realtà che comunque stiamo vivendo, sperimentando e in un certo qual modo subendo. E magari a questo punto preferendo un “tradimento” (che è tradire la lealtà all’interno di una relazione e non necessariamente un atto sessuale al di fuori di questa) piuttosto che prendersi la responsabilità di condividere questo stato di cose e trovare il sollievo di un qui e ora che sia nostro, spensierato e felice.
Khalil Gibran ne “Il Profeta”
“Le colonne del tempio s’ergono separate tra loro” (eppure reggono perfettamente il tempio)
Per tutti noi non è facile essere “grandi” (oltre i limiti e i paletti che ci diamo e che ci danno), seguire il vero “amore universale” e scardinare preconcetti millenari, una lettura interessante a riguardo l’ho trovata qui:
http://www.studiosip.com/2006_%20sacro_e_profano.pdf
Leggendola con un’adulta e critica maturità, potrebbe essere una strada evolutiva nel futuro degli esseri umani.
ps: tutto quello a cui abbiamo libero accesso ne possiamo fare facilmente a meno, poichè la mente non rimane incatenata all’ossessione di un desiderio impossibile. Niente è tanto urgente quanto infrangere un divieto.
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In bianco o a colori? Comunque amami!

Che sia vera o no la questione, per alcuni “imbarazzante” perchè fuori modello, c’è. Cercando in internet, chiacchierando con le amiche (e con gli amici), indagando qua e là si scopre che moltissime coppie vivono la vita comune senza più alcuna traccia di vita sessuale. Di sesso c’è una sovraesposizione, se ne parla troppo e sembra che nel reale (nelle storie conclamate) se ne faccia molto poco. Sono quelle definite “coppie bianche”.
La statistica parla del 40% dei 30 50enni, che stanno insieme senza nè stimoli nè necessità di avere rapporti intimi. E dichiarano sia una scelta consapevole, ben accolta anzi desiderata da entrambi.
Sicuramente ci sono molte motivazioni che portano a tale decisione, anche se naturalmente ogni essere umano è un universo e i perchè possono essere davvero infiniti.
Probabilmente anche la società attuale contribuisce, estremamente competitiva, dove si sta fuori tutto il giorno “lancia in resta” e il rientro a casa lo si vorrebbe vivere come una tregua dalla sfida quotidiana, un riposo, un recuperare le forze emotive da risparmiare, fossero solo quelle di corteggiare e di trovare la voglia e il tempo di creare emozioni. Per molti sembra che questo faccia sì che le relazioni si trasformino “parentalizzandosi”. Così coniugi diventano fratelli, amici, alleati, tutto meno che amanti.
Una scelta che può essere “rilassante e familiare” ma può essere anche una decisione che nasconde altre modalità sottili o spinta da una delle parti per non condividere una porzione di intimità (che è una frangia molto più intima di quella fisica) per svariati motivi.
Una scelta che potrebbe portare a preferire l’immagine (conseguente alla iperstimolazione mediatica) alla realtà, tanto che sembra ci sia una precedenza all’autoerotismo davanti a una cassetta hard invece che “all’impegno” di una relazione consolidata di carne, sapori, odori e sentimenti.
Naturale che ognuno debba fare quello che pensa, crede e desidera. Naturale anche che la vita sessuale matura è un qualcosa che va oltre il desiderio del “nuovo” (“di novello è tutto bello” diceva mia nonna e sarebbe troppo facile così!).
Il sesso è un percorso di coraggiosa e rinnovata intimità quando è preziosamente mantenuto nel tempo. Oltre a dare piacere può farci sperimentare stati mistici e spirituali di cui c’è un’enorme letteratura e ognuno può fare le proprie ricerche a riguardo, nella storia e nella propria carne.
Sicuramente al lato pratico una buona attività sessuale è anche un’ottima e gratuita cura di salute e bellezza. In modo piacevole ed economico si può mantenere giovane l’intero organismo dal sistema immunitario, al metabolismo, alla salute del cuore ed è anche positivo per l’attività cerebrale: tutto viene rinnovato, stimolato e irrorato. E (a qualsiasi età) aumenta i livelli degli ormoni sessuali facendoci sentire (e apparire) più giovani e contribuisce ad allungare la vita mentre l’orgasmo addirittura combatte anche le infezioni accrescendo fino al 20% l’attività di difesa cellulare.. (benefici dichiarati da Eric Braverman esperto americano di invecchiamento, autore del libro “Younger (Sexier) You”)
Quindi coma canta Jovanotti..
Amami
Come se avessimo un solo giorno per far l’amore
Amami
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Sesso torrido
La temperatura equatoriale che da tempo ci rende torride le giornate fa sì che la parte fisica delle relazioni a volte sia più faticosa che divertente…. La pressione si abbassa insieme alle voglie, si suda a pensarci e spesso si preferisce tralasciare abbracci e momenti di intimità perdendo interesse per l’attività fisica più piacevole che è stata creata per la nostra evoluzione e la nostra gioia.
Per i fortunati che possono trovare il posto giusto un recente studio ha dimostrato che fare sesso in acqua sia molto più rilassante e soddisfacente permettendo di raggiungere l’eccitazione in modo intenso e rapido.
L’acqua è il nostro elemento naturale per eccellenza e quando vi siamo immersi ci riappropriamo di sensazioni ed emozioni che ci appartengono visceralmente entrando in contatto profondo con noi stessi e col nostro partner. Tra l’altro sostenendoci ci rende più leggeri e i nostri movimenti sono più fluidi e liberi di sperimentare nuove forme di gravità.

Comunque l’acqua si può trovare ovunque con un pò di fantasia o di faccia tosta….
Doccia o vasca da bagno consentono di abbandonarsi al piacere in un ambiente conosciuto e protetto mentre mare e piscine possono dare una scossa di trasgressione godendo di effusioni in postazioni riparate avendo la percezione del “brivido sguardi indiscreti” sentendosi contemporaneamente difesi dall’acqua che fa da complice filtro di eccitanti giochi.
In particolare per il sesso femminile l’acqua è un ambiente che riesce a tranquillizzare e stimolare, poichè avvolge e protegge consentendo di abbandonarsi più liberamente. Esiste anche un mondo di gadget acquatico-erotici da dove si può accedere a un universo composto da amichevoli paperelle vibranti fino a libri hot (“acqua erotica”) a struttura impermeabile nati per essere letti nella vasca da bagno.
Il lato meno allegro, da tenere consapevolmente sotto controllo, sono le infezioni batteriche. L’estate è la situazione più a rischio proprio causa calore e umidità: ogni aumento di 10 gradi di temperatura le infezioni causate da batteri crescono del 17%. In acqua il preservativo non può essere usato perchè non è testata la sicurezza dei profilattici quando sono totalmente immersi in un liquido. Ovvio che esiste anche la possibilità gravidanza, l’acqua certo non è una barriera anzi semmai un conduttore e se la donna è in periodo fertile potrebbe aggiungersi un imprevisto lieto evento alla trasgressiva eccitazione della pratica acquatico-erotica.

Quindi via libera allo sperimentare e al divertimento erotico cercando piacere, refrigerio e nuove dimensioni della nostra sessualità avendo sempre attenzione e accortezza nel cogliere solo i buoni e freschi frutti che il nostro corpo è in grado di regalarci.
Silvia Paola
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Il sesso è ingrediente fondamentale in ogni relazione di coppia.

Può essere il buon segnale dell’intimità che vige tra i partner. In questo caso i sentimenti di amore ed il desiderio vanno di pari passo dando un grande contributo all’armonia della relazione. Non è sempre al servizio di una vicenda qualitativa.
In molte coppie il sesso ha altre valenze e ne risaltano le sue funzioni non sessuali. C’è chi gli attribuisce la funzione di sonnifero. Chi di sedativo. Chi di antidepressivo. Chi, anche, di momento di rassicurazione e di possesso. In quest’ultimo caso il sesso è una mina vagante che difficilmente porta ad entrambi piacere e quindi sintonia.
Occorre distinguere tra sesso e sessualità

Molte coppie, infatti, fanno sesso senza riuscire ad esprimere una sessualità piacevole. Quest’ultima è fatta di ingredienti che vanno ben oltre il coito, rispettando tutti i suoi momenti preparatori: di gioco, di comunicazione, di intimità.
Tra queste coppie vi sono quelle nelle quali il sesso ha la funzione di sanatoria di litigi aspri e delle conseguenti tensioni.
Vi sono anche quelle nelle quali uno dei due partner gli attribuisce la funzione di essere una prova dell’amore dell’altro nei suoi confronti. Insomma, malgrado il sesso sia necessario alla vita di coppia, non è sufficiente.
Occorre che gli sia dato il dovuto spazio, la dovuta attenzione, la dovuta cura, perché sia funzionale al piacere e alla felicità della coppia. Di fatto la sessualità si prepara fuori dal letto, negli atteggiamenti della vita quotidiana.
E’ molto difficile che essa sia un vero terreno di incontro quando lo scontro, l’ostilità, la lotta per il potere o per affermare il proprio ruolo sono nel repertorio consueto dei partner.

Evidentemente ancor più problematica è la situazione in cui tra i partner non c’è più sesso e, di solito, neppure intimità. Questo distacco, che nasce da un disimpegno emotivo e lo alimenta, porterà i due attori sempre più lontani uno dall’altro anche nelle cose della vita quotidiana.
http://www.benessere.com/
Amore Gratitudine e Gioia
Silvia Paola
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