Silvia Paola Mussini

Ti amo ma solo per oggi

Quello che ognuno di noi cerca ogni volta che si relaziona – in qualsiasi tipo di relazione – è amore, e dentro questa definizione, che ci piacerebbe sempre senza condizioni, ci stanno tante belle cose, c’è la gioia, la gratitudine, la fiducia, la complicità, l’appartenenza, il piacere di trascorre il tempo migliore possibile tra quelli probabili.

Per giungere a questa ovvia consapevolezza ognuno di noi ha un grande cammino da compiere, e non esistono scorciatoie. Riuscire a osservare e osservarci è già una posizione ottima, ma niente vale quanto l’esperienza sul campo, quell’agirsi dal quale ognuno trarrà l’essenza del vero viaggio personale e della propria gioia condivisa, o meglio con moltiplicata, con un essere altrettanto perfetto quanto noi.

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Con Sandro, il mio compagno, stiamo insieme letteralmente 24 ore al giorno dal 2009, è stato davvero l’inizio di una nuova fase sentimentale, innanzitutto nei miei confronti. Un tempo realmente mio, fatto di crescita personale e spirituale, di grande ossigeno e di opportunità reciproche.

E’ stato finalmente il “mettere in pratica”.

Precedentemente sono stata impegnata 20anni in un legame che è finito a conseguenza del mio scegliere me, rapporto che rivivrei mille volte, avendo però più coraggio e chiarezza nel concludere una storia importante e fondamentale. Prima di questo sono cresciuta per tre anni in una relazione troppo complicata, ma ero giovane mi e lo perdono.

Dopo il divorzio ho vissuto per circa due anni un rapporto a tempi matrimoniali (suoi) con un uomo sposato. Relazione intensa che mi ha permesso di conoscere la mia insofferenza nel sentirmi limitata, parzializzata e nascosta al mondo. Un rapporto dove ho potuto conoscere la “disperazione dell’amante”, e capire definitivamente che cos’è l’amore, quello vero e non il raccontarsela con equilibrismi penosi che chi non ha il coraggio delle proprie scelte chiama ‘amore’. In mezzo a tutta questa vita c’è stata qualche altra storia che, anche se con pochi presupposti per essere definita tale da parte mia o dell’altro, mi ha (ogni volta, ogni storia) insegnato in modo leggero o doloroso ulteriori dettagli su di me.

Insomma dopo aver vissuto tutte le angolature della relazione amorosa ho constatato con gratitudine che da ognuna ho tratto illuminanti insegnamenti e per questo sono riconoscente ai compagni del mio passato come a divinità in terra.

Uomini diversissimi tra loro, con una me in cammino confuso e condizionato da un’età fertile, quegli ormoni pazzi che accendono la passione in direzione della continuità della specie talvolta travestita da grande amore (che vedendola dall’età dell’adesso ha il suo peso nella reciproca scelta e nell’interpretazione della ‘verità’). Esseri maschili che partecipando alla mia evoluzione, mi hanno offerto il loro esserci per come sapevano o potevano, e più che spesso è stato un tempo di cui ho ricordi bellissimi. Loro mi hanno amato e hanno agito per come era la loro confidenza con il “meglio” per se stessi, ma in realtà sono stati la mia spada nella roccia, per sgrezzare e svegliare me.

Senza l’esperienza avuta con ciascuno non sarei io, l’attuale me che il loro incontro, confronto e talvolta scontro, mi ha permesso di diventare. La me nel perenne adesso, con tutta l’immensa ricchezza del bagaglio di esperienze che solo una vita pienamente vissuta porta. La me fatta di emozioni, sentimenti, di errori, riposizionamenti del Sè, che i dispiaceri e le delusioni, anche nei confronti di me stessa, hanno spronato ancora di più a non rinunciare mai alla pace interiore e alla mia personale chiamata e direzione.

Così, passo dopo passo, sono arrivate la comprensione del mio valore e del mio spazio, del mio tempo e delle mie scelte. Del mio coraggio, del mio perdonarmi, del mio sapere come cavarmela sola, della mia forza che è cresciuta attraverso ogni nuova situazione a cui ho dato il permesso di espandere. E quindi sono arrivate la creazione e costruzione della mia strada, l’apertura a nuovi entusiasmi e alle vere gioie senza condizioni e condizionamenti dell’oggi. Tutto questo semplicemente lasciando libera quella me in connessione sottile e da sempre alleata nel mio Viaggio.

La mia fiducia, il mio affidarmi – e anche il tempo che diluisce e relativizza tutto – mi hanno portato a vedere con amore e comprensione l’io della me nel costante adesso, figlia di ogni attimo precedente.

“Non sono più quella di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri.”
Alda Merini

Questo per dichiarare una volta di più che non esiste una relazione sbagliata ma sempre e solo incontri che sono dei veicoli sacri e fondamentali, necessari per accedere a grandi opportunità di cambiamento e chiarezza personali, indispensabili per stabilizzare il nostro centro. L’armonia della nostra esistenza è l’unica cosa che davvero ci riguarda e la componiamo noi stessi – sempre e comunque – tramite le nostre scelte, e sta solo a noi farne una musica che ci piace.

Perchè davvero quello che viviamo, di quello con cui risuoniamo e manifestiamo, nulla va perduto, e niente è inutile o è “troppo doloroso”, ma solitamente ce ne accorgiamo nel futuro.

E quindi Grazie uomini della mia vita!

Strada facendo sono diventata una persona realmente aperta, non solo nella teoria, cioè quella presunta saggezza che spesso è di apertura solo nei riguardi delle storie altrui, e quando ci tocca ragionare con la propria vita la faccenda diventa decisamente meno semplice, una zuppa zeppa di giustificazioni, giudizi, drammi… di troppo.

Camminando nella mia storia attraverso le mie storie, ho dato voce a quella me che sa quello che vuole, che sa quello che non vuole, che sa rispettare se stessa e che finalmente non ha (più) aspettative. Che libertà! Mi commuove l’essere diventata una bella persona che ha avuto segni e conferme di verità alla propria irrequietezza, dalla propria confusione, perchè un traguardo c’era, ed era me. Sono felice di conoscermi e di meritare tutto l’amore che sono, che sento, che c’è, sempre e comunque.

La conoscenza (ri conoscenza eterna) di Sandro mi ha fatto risuonare con un compagno gemello, aperto, sensibile, paziente, divertente, profondo, leggero, sdrammatizzante, con il quale è facile ridere, lavorare, giocare, vivere e reagire in purezza con la vera me, che anche per merito suo, è ormai l’unica verità che mi conduce. Per certo non posso sottovalutare che abbiamo avuto la fortuna di conoscerci e di crescere insieme all’inizio della nostra pratica Ho’oponopono, una pulizia che sappiamo non finirà mai.

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Nel passato mai continuativamente avevo osato dar sfogo al mio risentimento o alla mia frustrazione in modo chiaro, nè con i miei partner nè con me stessa. Facevo in modo di appianare e smussare, di comprendere e di guardare il mondo da una nuvoletta santa, senza sperimentare apertamente l’opposto nelle relazioni, la sporca e oscura miniera di carbone che sta in fondo a ognuno.

Noi abbiamo imparato insieme a lasciar accadere lo tsunami, quella meteora che dura pochi secondi o qualche minuto, e finisce praticamente subito in un abbraccio e una risata del cuore, dei corpi e delle nostre anime.

Ci vuole sempre tanta attenzione per rendersi conto che il valore di un rapporto si percepisce essendolo completamente e onorandolo nella quotidianità, e non agendolo con un filtro opacizzato da aspettative, preconcetti, segreti, abitudini, consuetudini, influenzamenti, posizioni rigide, pretese, binari permessi o no e credenze popolari.

Nella vecchia me – quella giovane di età – esistevano quasi esclusivamente tolleranza, ascolto, gentilezza e comprensione a costo di avere perenni, e a me inspiegabili, mali di stomaco e dolori fisici di varia natura. Quei dolori (erano preziosi  amici, ora lo so, grazie) si manifestavano con voce stridente per farmi comprendere che era una mia scelta quella di non affrontare cambiamenti o chiarimenti, essendo occupata a osservare le esigenze altrui mi dimenticavo perennemente di qualcuno… della persona più importante, di me.

Io e il mio partner (l’io scritto prima non è casuale nè mai più sostituibile) abbiamo una linea comune di pensieri, di modi di vivere, di passioni, di interessi, di intenti e il medesimo sguardo sull’esistenza.

Sandro è l’essere perfetto per me e la mia gratitudine per lui, e per il tempo meraviglioso che trascorriamo insieme, mi commuove e mi riempie il cuore di verità. Il nostro motto, per tutto ciò che ci riguarda ma anche per tutto il resto, è “solo per oggi”. E il nostro tempo insieme diventa semplice e anche estremamente divertente oltre che prezioso.

Fondamentalmente per intercettare e risuonare con un altro essere “perfetto” dobbiamo solo conoscere e accogliere noi stessi nel profondo, e questo può chiarirsi solo vivendo completamente ogni esperienza, traendone insegnamenti concreti per poter ricevere quel meglio che meritiamo (tutti), e poterne godere con la nostra più trasparente e sincera amorevolezza.

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Ti Amo, mi Dispiace, Perdonami, Grazie

Bruno Groening, Ho’oponopono e le Energie

Ciao Silvia Paola, ti avevo fatto la mia domanda nel Blog, ma non ho trovato riscontro…forse ho postato male.
Alle spalle ho una lunga storia di ricerca sincera.
Riconosco che in parte questa mia ricerca è stata alimentata dal desiderio di avere una figura protettiva, di essere accompagnata, guidata e protetta dalle paure e dai dolori della vita davanti alla quale mi sono sempre sentita in pericolo.
Forse la mia meta doveva ..deve essere diversa , forse, se avessi trovato questa protezione, mi sarei fermata a forme di spiritualità più consolante.

Capisco che pur avendo compreso “come stanno le cose” grazie ai principi che ho letto e sentito in altri e che tu stessa trasmetti, mi manca la Fede che tutto quello che succede è per il mio Meglio e vivo nella paura e nella difensiva…ed è molto faticoso e difficile e logorante..sempre alla ricerca di sicurezza e protezione.
L’unica vera esperienza del Divino l’ho avuta molti anni fa….

sguardo

Una sera … stavo recitando una preghiera Sufi, ero tranquilla nella mia stanza e sono stata presa da una profonda Commozione e pianto. Mi si era aperta dentro alla testa, forse nella nuca, l’Immagine di uno Sguardo, non posso dire di più, uno Sguardo dietro ai miei occhi e ho sentito che stava creando la realtà attraverso la mia coscienza e che così si conosceva. Come una finestra aperta creava me e ciò che mi circonda, attraverso di me.
Uno Sguardo che crea ed emana i mondi, attraverso la Sua energia che è AMORE e l’ho sentito emanare questo Amore che mi esistenzia e di cui siamo fatti e tutto è fatto.

Lui o questo Sguardo è sempre con me perchè se si chiudesse, sparirei io e tutto quello che ho intorno…all’istante.
Per anni e anni, tanti….ho continuato a cercare fuori, in libri, maestri… incontri, persa nei miei problemi, dolorante nelle mie ferite…. problemi fisici…e nel tentativo di trovare la Pace. Avevo detto basta e proprio nel momento in cui ho desiderato chiudere questa mia ricerca e lasciar fare a questo Sguardo… sono venuta a conoscere la figura di Bruno Groning.
E nella mia città si è installato un gruppo, piccolo ma costante che si ritrova ogni quindici giorni. Certo l’impostazione dei discorsi è molto “semplice” direi didattica e catechistica, nel senso buono del termine, riconoscendo in chi lo guida tanta Fede e Buona Volontà.

Certo non sono espressi i sommi principi del Tao o dell’Advaita Vedanta, non si parla di risveglio, del mondo come proiezione dei nostri contenuti inconsci ecc…ma una dottrina semplice, forse un po’ riduttiva che invita alla Fede nel collegamento con Bruno.
Ma arrivo alla mia domanda….

Perché, dopo aver percepito la Fonte del mio Essere, la Sorgente dell’Energia divina dentro di me, devo rivolgermi fuori e invocarla e riceverla con l’einstellen attraverso Bruno, un tramite di questa, voglio credere, stessa Energia?
Perchè il contatto con il Mio Divino interiore non può essere diretto, perché non posso ricevere da lui direttamente la guarigione del corpo e dell’anima, ma c’è bisogno dell’opera di intermediario di Bruno?

Scusa l’intrusione e grazie ancora della tua disponibilità.
Un abbraccio
Loredana

inconscio
Aloha cara Loredana
leggerti mi ha dato gioia, tenerezza, comprensione, compassione e prezioso Amore, te ne ringrazio.

Parto dal fondo del tuo scritto: io non ‘devo’, loro non ‘devono’, tu non ‘devi’ delegare nessuno, nel caso l’amato Groening.
Il percorso che hai compiuto è stato lungo, inevitabile per il tuo cuore, un viaggio volenteroso e doloroso; a tratti le tue parole descrivono quasi uno spasimo impaziente per voler veder manifestato il miracolo che la tua ricerca continua e profonda meriterebbero.

Sono dell’opinione che questa precisa epoca (2011-2019, cerca su google o su youtube “9 onda espansa calendario maya Marco Fardin”*) abbia delle manifestazioni adeguate a questo spazio tempo.

Qualche esperto con una sorta di snobberia afferma che il mantra Ho’oponopono non è parte della tradizione ancestrale hawaiana. E’ vero, fa parte dell’Ho’oponopono moderno, definito dell’Identità del Sé, aggiornamento creato e voluto da Morrnah Simeona. Le gocce di rugiada, altro nome del mantra “Ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie”, sono state canalizzate e portate al mondo dal dottor Hew Len nel 2008, come un nuovo dono che è diventato lo slogan che sta risanando milioni di individui.

Un regalo adatto a questa epoca: semplice, conciso, comprensibile, efficace. Ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie, parole sempre corrette nell’ordine che ciascuno sceglie, hanno sfumature che in ognuno risuonano in modo diverso, e sempre quando praticate, agiscono con un effetto di pulizia dirompente.

“L’efficacia è la misura della verità” (7 Principio Huna)

Ciò che stiamo tutti cercando di raggiungere e mantenere è la semplicità, la naturalezza suprema, perché solo attraverso questa personale connessione possiamo accedere autonomamente al divino, ma ancora crediamo, o preferiamo credere, che ci vogliano rituali, studi, corsi e diplomi per renderci abili a comunicare con Dio.

Siamo da sempre e per sempre immersi in quella sostanza che crea e manifesta tutti i piani di esistenza, quel luogo dal quale da bambini ci tiravano giù a forza: “Svegliati, e non fantasticare sempre!”

E quindi cosa è ‘giusto’, cosa ‘devo’ fare, dato che so che l’energia è sempre quella, Una, unica, infinita e a illimitata disposizione di tutti?

Faccio, sono, sento, divento quello che mi attira senza fatica, quello che sincronie e segni che posso intendere mi portano ad approfondire, quello che non mi stanca né mi annoia ma che scelgo in quel momento, perché l’anima e il cuore dicono che è la mia attuale verità. Ci sono fasi della vita che ci portano a interessi o a scelte. Solo portando a loro attenzione, amandole appassionatamente fino alla completa comprensione e conseguente soddisfazione nel passare oltre, metabolizzando e integrando ogni più infinitesimo insegnamento, siamo in grado di onorare la causa che le ha portate a noi.

Ogni cosa che arriva non è a caso, ci possono essere migliaia di ragioni perché si è manifestata, o forse no, perdiamo troppo tempo a disquisire, a costruire e a difendere la teoria più convincente per capire con l’intelletto il Grande Disegno. Che non possiamo vedere per intero, poiché appartiene anche a un altro, ad infiniti altri, piani di esistenza.

In ogni caso io adesso sono qui, e mi riguarda ciò che manifesto, che co-creo o che è una traccia già decisa prima di incarnarmi in questo Viaggio, per la mia evoluzione e quella di tutti gli esseri che mi circondano.

Ogni volta che il mio interesse per qualcosa/qualcuno si acuisce, a volte rasentando l’assoluta priorità per indagare a fondo, lo sento come una tappa, una conferma del collegamento sempre in atto, un dono mandato per aggiungere esperienza da una angolazione non abbastanza esplorata: il credere ad un altro per poter credere, constatare e manifestare senza più dubbi di me, in me e anche in tutto ciò che mi circonda.

Bruno Groening è un’opportunità di fare un pezzo del viaggio in pieno relax, riposandoci anche un pochino, sapendo che è qualcuno che ha dimostrato cosa un essere umano può essere e fare. Il mio cuore trabocca di tenerezza per quel bambino anomalo che è stato, che a neanche 3 anni spariva per giorni, e notti, nei boschi perché solo immerso natura del bosco si sentiva a proprio agio, accolto, compreso, protetto, amato.

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Ma che veniva riportato a casa dai vicini o dai genitori con botte, punizioni e l’assoluta cecità di essere in presenza di un’anima evoluta, che nel tempo ha dimostrato un potere preveggente e guaritore straordinario confrontato a quello di chiunque altro in epoche conosciute. Il tutto dal 1949 ad oggi amorevolmente e minuziosamente documentato.

Bruno Groening si definiva “l’uomo della spazzatura”, diceva: “date a me i vostri dolori, le vostre malattie, la vostra disperazione, me ne occuperò io di pulire e smaltirli per voi, mentre potrete con il nutrimento di Dio (l’Heilstrom) sperimentare da subito la piena salute di corpo, mente e spirito.”

Certo con un sistema che poteva sembrare quello di un moderno guru, che come gli attori dell’epoca spediva la sua foto a chi aveva bisogno di un sostegno energetico, di un canale forte, di un braccio sicuro per fare un balzo nel proprio rapporto con Dio.

Sapeva già, e lo spiegava, di ciò che oggi conferma la fisica quantistica: la sua immagine avrebbe portato la sua energia in maniera ancora più massiccia perché, affermava, ogni foto contiene un’informazione intentiva concreta pari alla presenza reale.

A un certo punto della sua vita, amareggiato dai rapporti che instaurava con le persone che percepiva come aggressive e cattive, chiese al Dio del Tutto di prenderlo e di poter terminare questo viaggio troppo doloroso per la sua sensibilità.

Dice di aver avuto in risposta una visione e un compito, che era quello di portare la fede e l’Amore per Dio e l’energia di guarigione in tutti gli esseri. E finalmente il piccolo Groening, come si definiva essendo altro poco più di 1 metro e 70, comprese come e dove dirigere la sua grande energia risanatrice che definiva semplicemente Amore e fiducia nel Dio di tutto ciò che è.

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Non accettava né denaro e rispondeva di rivolgere a Dio e non a lui i ringraziamenti per le guarigioni, si definiva solo un tramite, un connettore, un trasformatore: “Nessun essere umano può guarire, uno soltanto lo può fare, Dio!”.

Le spiegazioni e le argomentazioni che condivideva nelle sue conferenze, che ho tradotto con google translator da varie lingue, erano semplici, con esempi quotidiani, comprensibili anche ai bambini. Si esprimeva con totale semplicità, ma non perchè non aveva studiato, a causa delle difficoltà economiche familiari nel pieno della prima guerra mondiale.

Nelle registrazioni dell’epoca (metà anni ’50), in tedesco, la sua voce spronava semplicemente ad aver fiducia e a connettersi a Dio, autonomamente. Ma per sgominare anche i cervelli più duri (impauriti, annientati, malati, disperati in quel dopoguerra) si offriva, e si offre, come lo spazzino che alleggerisce le menti e i corpi da quelle distorsioni che, lontane dalla Fonte, non sono più Amore. In pratica è stato, ed è, uno sciamano futurista.

Ecco perché, adesso, lo seguo con una riconoscenza pubblica per lui, e anche per riparare, per quel poco che posso fare, alle tremende ingiustizie terrestri alle quali è stato sottoposto: violenze fisiche e psicologiche, soprusi e denunce che lui ha sopportato mentre chiedeva solo di lasciargli guarire spiritualmente – con effetti circolari da materia a spirito e ritorno – tutte le anime incarnate che ne avessero avuto bisogno.

Adesso è un’altra era, tutto cambia e anche lui, se ci fosse ora, probabilmente si esprimerebbe in modo diverso, ma quella figura nel suo tempo è stata meravigliosa e necessaria, per consentire una silenziosa presa di consapevolezza da parte di tantissime persone. Persone semplici, che da 35 anni aprono e si occupano dei “circoli degli amici” sul passaparola, con l’unico desiderio di stare bene e di fare del bene.

Tu sai e sai già Tutto Loredana e sei meravigliosa. Hai avuto un’esperienza bellissima, adeguata alla tua grande ricerca e alla tua capacità di accoglienza. Quello che non dobbiamo mai dimenticare è che siamo, ogni essere è, un concentrato di Amore in un sistema fatto della stessa sostanza, arrendiamoci alla fiducia sempre e comunque, e al fatto che co-creiamo.

Dobbiamo tenere il cuore alla Fonte, fidarci e non provocare attriti emozionali nel sistema (con dubbi, paure, bisogni o eccesso di ego) ma favorire con gratitudine la fluidità naturale dell’esistenza che evolve per il meglio di tutti gli esseri.

Se posso permettermi ti dico quello che dico a me: semplifica. Il modo più semplice è mettere in pratica l’unico insegnamento che ci connette tutti alla Sorgente: presenza dell’adesso e riconoscimento della propria essenza divina. Tutto il resto si muove da sé sostenuto dal nostro Amore e dalla pulizia e dalla purezza del nostro cuore.

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Trovo interessante la frequentazione del Circolo degli Amici, anche se caratterialmente non sia mia abitudine questa modalità di incontri, ma qualche volta andrò e così sarà finchè l’energia che mi collega a Groening lo riterrà buona cosa.

Ci andrò per gratitudine e per essere vicina a una realtà nella quale potere, anche senza grandi tesi filosofiche, condividere energia co-creativa nella stessa direzione, energia incarnata da persone che esprimono la fede in maniera semplice allenandosi a riconoscersi reciprocamente e individualmente divine.

Ti abbraccio forte

Ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie

 

*Marco Fardin caro amico, esperto italiano del calendario maya e diffusore delle scoperte di Carl Calleman che considera il suo maestro. Nota l’illuminante teoria dell’evoluzione vista dallo tzolkin, e la precisa definizione di Fardin del punto evolutivo epocale – la 9 onda espansa, adesso – che svela e stabilizza la facoltà di manifestare la nostra co-creazione consapevole.

 

*.:。✿*゚ ‘゚

 

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Ho’oponopono: pulisco per me o (anche) per gli altri?

“A volte i sensi ingannano, perciò è fondamentale pulire con fiducia e costanza, per portarci non più a guardare ma a vedere tutti e il Tutto con gli occhi del cuore e il cuore dell’anima.”
Ti amo, mi dispiace, perdonami, Grazie.

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Una riflessione per rispondere a tutti quelli che mi chiedono se in Ho’oponopono dobbiamo solo pre-occuparci di pulire noi stessi o è possibile e/o giusto pulire anche per, sugli e con gli altri.

Questa è la mia opinione: appurato che lo spazio tempo è una nostra definizione necessaria per collocarci in una sorta di calendario consequenziale, ci viene decisamente semplice considerare fattibile, nell’adesso, la pulizia e il rispetto per i parenti e gli antenati, come ci insegnano tutti i percorsi spiritual-olistici di ogni epoca (consentendoci di uscire dalla nostra razionalità che guarda e vede solo adesso e su questo piano di esistenza).

Quindi se possiamo pulire, perdonare, amare e benedire a favore degli antenati (che ci potrebbero sembrare in un’altra dimensione della quale possiamo credere, sentire e intuire ma per certo non interagire con prove documentabili se non a noi stessi) personalmente credo sia meraviglioso pulire, mandare luce, amore e benedizioni con l’intento del meglio per gli esseri che partecipano con noi in questa incarnazione terrestre. Nessuno e niente sono mai a caso e allo stesso tempo siamo responsabili al 100%, non solo di noi stessi ma di tutti e del Tutto.

Questa la mia azione:
io pulisco innanzitutto me, quotidianamente e costantemente, come responsabile al 100% di tutto ciò che percepisco nella mia manifestazione di realtà e contemporaneamente attivo l’intento di pulizia nei riguardi di tutti gli esseri esistenti in ogni forma essi siano; pulisco anche con i singoli specifici individui che me lo chiedono; pulisco quando mi giungono notizie che tentano di destabilizzare il mio equilibrio e quando ritengo possa essere utile e corretto; pulisco le persone con le quali ho un lavoro energetico in corso.

Pulisco sempre, ovunque e comunque e sempre di più, tutte le percezioni distorte o non armoniose che ho, affidandomi attenta e sveglia, a chi sa cosa è il meglio per tutti e quale è il Grande Disegno nel quale siamo immersi: TI AMO, MI DISPIACE, PERDONAMI, GRAZIE.

Pulisco me e tutta l’energia che mi circonda (quella di tutto e tutti) come del resto facevano i nativi nelle filosofie tradizionali, come faceva la stessa Morrnah Simeona con il suo Ho’oponopono rivisitato e modernizzato, come fa il dottor Ihaleakala Hew Len, non solo ai seminari, dove pulisce e benedice le persone in se stesso prima, durante e dopo il corso, come fanno Serge Kahili King e Maka Ala Yates che organizzano e coordinano preghiere, intenti e meditazioni collettive, come fanno molti degli esponenti e/o praticanti di altre correnti Ho’oponopono.

Loro tutti, sia di presenza che a distanza, puliscono, benedicono, mandano luce, amore, gratitudine e intenti per la migliore soluzione. Lo fanno come stile di vita, come sapienza applicata, come canali attivati, esattamente come sappiamo fare tutti noi quando siamo immersi nella gratitudine, e non solo perché sono (considerati) dei maestri ma perché conoscono l’importanza, la necessità e l’efficacia di purificare l’energia, per loro stessi e per tutti nel Tutto.

Per natura tutti gli esseri, non solo chi è entrato in contatto con Ho’oponopono, si scambiano perennemente energia, questa è una grande epoca perchè ci ha reso definitivamente chiaro che l’energia può essere intenzionalmente purificata per poter generare lo scambio più armonioso per tutti gli esseri coinvolti, e per risonanza per gli esseri tutti.

La filosofia hawaiana da cui nasce Ho’oponopono ha il grande pregio di essere lo stile di vita più facile e immediato per raggiungere la nostra pace, che è sempre il primo intento che dobbiamo coltivare, anche tramite il sostegno dei rituali facilitatori che propone (primo fra tutti il mantra “ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie”) che è uno strumento modernissimo e magnifico, esattamente perfetto per questa era attuale.

Inoltre tutte le scuole energetiche che ho frequentato, o di cui mi sono interessata, non hanno mai fatto distinzioni nel dispensare e inviare Amore, gratitudine, compassione, benevolenza, benedizione e perdono, (da soli o in gruppo) attraverso il semplice proposito di farlo, intenzioni che di per sé, quando sono realmente incondizionate, ci proteggono da qualsiasi “colpo di ritorno” (situazione temuta ma ingiustificatamente, come si auto definisce il nome stesso è semplicemente un ritorno dell’energia che emaniamo, quindi il nostro compito è semplicemente quello di pulire, pulire, pulire).

Ricordiamo sempre che quando siamo consapevolmente nell’onda cosmica, i nostri intenti si propagano con autonoma gioia dall’uno individuale a quell’Uno collettivo che tutti noi siamo insieme, ora e in ogni spazio tempo.

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Il frutto reale di questa pulizia lo si vedrà solo nel tempo, perciò è molto, molto importante restare nei concetti semplici e vibrare nell’Amore e nella gratitudine dell’esistenza. Pulendo l’ispirazione divina si manifesterà sempre più costantemente tramite coincidenze, sincronicità e una chiara visione della direzione migliore per noi stessi e parallelamente per quella dell’intera umanità.

Il tempo della Consapevolezza è la consapevolezza del Tempo.

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Prego, ringrazio, amo

Pregare è un termine che per anni mi ha dato un sottofondo d’ansia e un certo senso di costrizione, oltre a quel retrogusto indefinibile di non essere meritevole. Pregare lo associavo alle sante messe, obbligatorie dall’infanzia all’adolescenza, un tipo di impegno al quale mi sottraevo appena potevo, e mi ricorda anche quando volontariamente mi ero unita alla recita settimanale del rosario tra vicini di casa, in quel momento in cui facevo tutto quello che mi pareva utile e possibile per sostenere la salute di mia sorella. Anche se poi ho frequentato comunque la chiesa come luogo di estremo supporto quando non sapevo dove sbattere la testa.

Prego ringrazio amo

In realtà il termine pregare che mi dà ancora un lieve senso di soffocamento è riferito a quello in voga nei miei paraggi quando l’ho conosciuto. Quello che veniva suggerito e vincolato dalla chiesa cattolica, un garbuglio di dogmi in equilibrio tra umiltà, lode, redenzione e sottomissione, considerati pregi santificati e anche incredibilmente ben appaiati agli ori e ai broccati che quegli ambienti, e gli esponenti più altolocati, da molti secoli amano sfoggiare nelle vesti e negli arredi (sacri). E a mio avviso il basso profilo di questo papa, empatico e decisamente più vicino ai problemi della gente dei suoi predecessori, non è ancora sufficiente a trasformare cose decisamente più importanti che andrebbero affrontate e risolte in maniera radicale e urgente. Perchè se non ha potere, e i mezzi economici, la società presieduta dal papa allora chi ce l’ha?

Qualcosa mi stonava già da piccola quando durante la messa tutti battevamo il petto nel mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, ed esisteva contemporaneamente uno sconfinato terzo mondo di bimbi come me che però moriva di fame e di sete ogni giorno, e incresciosamente accade ancora. E per un po’ riuscivo a pensare di essere stata fortunata a nascere dalla parte giusta del mondo, come diceva il prete al catechismo consigliandomi di fare sempre del bene, mentre cercavo di fare in modo di rimuovere il pensiero dall’a alla z.

Interiormente ho sempre lottato per avere tutta la ‘mia’ libertà, per capire quello che c’era di veramente prezioso e importante dentro me stessa. Come molti ho fatto delle scelte lasciando andare tanto del mio passato e soprattutto tutto quello che mi ha portato a dubitare di quella me stessa che sapeva. Perché in me, nella mia verità e nella mia profondità, già dall’infanzia, captavo cose solenni e importanti che mi facevano sentire diversa da molte delle creature che avevo intorno. Ero un piccolo essere non certo speciale ma che attraverso la sua sensibilità guardava, osservava e voleva essere ‘libero’, senza scritture già consolidate nè pre giudizi, miei o di altri, malgrado il peccato (veniale o mortale) che incombeva in ogni dove.

Da sempre ho vissuto in due dimensioni parallele, per me sia una che l’altra erano esistenti contemporaneamente. L’attenzione l’ho affinata per individuare quegli sconfinati confini e consentirmi di non cadere troppo giù e non volare troppo su, ma riuscire a sintonizzarmi su quella frequenza armonica dove connettermi integralmente, non solo con il pensiero, la filosofia, la speranza o le parole.

Miten e Deva Premal

E finalmente il tempo del pregare è diventato qualcosa di diverso, un luogo di nutrimento benedetto, di pace e di luce. La preghiera ha cominciato a farsi intendere da me per quello che in realtà è, uno spazio tempo di connessione, pulizia, rilascio e co creazione in collegamento diretto con la Fonte. E ho compreso una cosa fondamentale: pregare non è chiedere e implorare ma accogliere e riflettere la luce divina. La svolta definitiva c’è stata praticando Ho’oponopono, attraverso il quale mi si è reso chiaro, finalmente, come vedere, apprezzare e coltivare in me quelle note armoniose fatte di compassione, tenerezza e gratitudine che pur essendo innate, la mia anima mi chiedeva, da sempre, di riuscire a stabilizzarle.

Perchè come dice Angaangaq: “Il più grande viaggio che l’Uomo può compiere è quello di superare la distanza che esiste tra il cervello ed il cuore”, ma anche quando sentiamo di avere un buon collegamento con il cuore, con la responsabilità al 100% di ciò che ci lasciamo accadere, il cervello (ossia l’ego la nostra parte più razionale e anche la più stolta) si lascia in parte condizionare e maneggiare da altri eghi più energici, più determinati e più così suadenti da apparirci più intelligenti di noi e del nostro stesso cuore.

Questi grandi ego possono essere la società nel suo complesso, le pretese da parte della professione e delle persone con le quali lavoriamo, la famiglia quando tende a manipolarci o a farci sentire in colpa. E anche ogni tipo di relazione quando non c’è un intento limpido verso lo stesso tipo di bene e abbondanza per tutti, che può esserci solo tramite una visione amorevole che matura attraverso una direzione del cuore condivisa.

Ma l’universo non sbaglia un colpo perchè qualsiasi viaggio intraprendiamo, e in qualunque modo si trasmuti per permetterci di ricominciare con intenti più consoni e coerenti alla nostra attuale missione terrestre, è sempre tarato su ciò che abbiamo bisogno di imparare, perfezionare e superare, e questo vale per noi tanto quanto per gli esseri coinvolti nel nostro percorso esistenziale.

“Come sempre tutto ha un perché nella sua perfezione!” Manuel Lucchini

Poter pregare insieme è una grande opportunità e non bisogna tralasciare il tempo di trovare il momento di farlo, a volte bastano i pochi minuti per un intento d’amore in connessione, perchè pregare insieme significa anche comunione di vedute nel considerare primario il bene per ogni essere esistente, aldilà della nostra ipotizzata superiorità nell’umano bisogno di innalzamento sugli altri, come la società, e anche le religioni tradizionali ci mostrano con il loro comportamento.
Pregare insieme è avere lo stesso tipo di sensibilità attraverso una rispettosa gentilezza d’animo nei confronti di qualsiasi essere, portando nel reale quello che si dice e quello che si è, più che muoversi in un’etica di facciata, quelle convenzioni sociali di cui siamo inconsciamente impregnati, memorie dell’ego che appena ci accorgessimo di agire tramite loro, sarebbe meglio ripulire quanto prima.

E fondamentale, da soli o in compagnia, pregare non deve essere un impegno, un lavoro o un peso. Quando decidiamo di donarci uno spazio quotidiano dedicato alla preghiera, facciamo in modo che sia un tempo grato e sacro e altrettanto leggero e amorevole come una brezza.

La preghiera più efficace è saper stare nel presente in consapevole attenzione, quel prezioso essere in Amore momento per momento, ed è lì che siamo veramente insieme, con noi stessi e con tutto il creato come unica sostanza di Dio.

Ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie

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inaugurato l’11 gennaio 2015 insieme a Sandro Flora.

Sono Amore adesso?

“E ti dico ancora: qualunque cosa avvenga di te e di me,

comunque si svolga la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento

in cui tu mi chiami seriamente e senta d’aver bisogno di me,

mi trovi sordo al tuo appello. Mai.”

Hermann Hesse

cuore

 

L’esistenza di tutti noi è un qualcosa che nasce da un’idea. L’idea che abbiamo di noi, degli altri, delle situazioni. Quest’idea, insieme a ogni pensiero successivo, a ogni emozione e sensazione correlati, oltre a diventare ricordo e memoria, diventa quella struttura che tessiamo, momento per momento, per manifestare la creazione di noi stessi nel nostro unico e irripetibile adesso.

Spesso ci sembra piuttosto complicato guardandolo nell’insieme e diviene invece semplicissimo vederlo nel qui e ora.

La domanda più importante che posso pormi è: sono amore adesso?

Fondamentalmente la faccenda più complessa è la gestione delle aspettative. L’umano, a differenza degli altri regni ritenuti ‘inferiori’ (animale, vegetale e anche il più sottovalutato e ignorato, quello minerale di cui i cristalli sono essenze vive e sapienti) vive ‘con l’elastico’. L’essere umano condivide amore, che ritiene incondizionato, principalmente in una fase di entusiasmo e poi quando le cose cambiano, se non sono andate come avrebbe voluto, sperato e desiderato (aspettative), tende a ritirare indietro, in un certo senso cercando di riappropriarsi di quello che era stato così bello, gioioso e generoso donare.

Perché inconsapevolmente l’idea è donare agli altri per goderne insieme, perchè quando si sta insieme ogni dono che facciamo agli altri lo facciamo anche a noi stessi. E, quando siamo in purezza, godiamo direttamente anche semplicemente della gioia di sapere (anche senza vedere o partecipare) un altro essere inaspettatamente felice magari proprio a causa nostra.

Ma l’essere umano è complicato e impaurito e più che tendere alla gioia suprema (aldilà dello spazio e del tempo) persegue il piacere (che è uno stato temporale spesso condizionato da un obiettivo).

E’ la storia di molti matrimoni per vivere i quali abbiamo dovuto inventare un contratto, che non a caso è utile e spesso necessario per delineare il ‘valore’ di una relazione, proteggersene dalla paura dell’incertezza futura o per obbligarci a ricordare che quello che si è vissuto e costruito insieme è un investimento di tempo, sentimenti ed emozioni che ha riguardato entrambi. Che guaio se qualcuno non avesse inventato i patti legali: finito l’amore non ci sarebbe spesso alcuna giustizia, perché invaghiti dal nuovo si tende a dimenticare e rinnegare il passato e a scordare che il trascorso ha fatto di noi ciò che siamo grazie anche alla relazione in questione, in qualunque modo sia andata.

I contratti servono a noi umani, il regno evoluto, perché a un certo punto quando calano – o cambiano – entusiasmi, passione e interesse subentra la mente, che viaggia carburata dell’ego e dalle aspettative, e l’amore rimane in quel passato remoto dove a parlare erano i cuori, i sogni, i progetti comuni, le gioie ma anche l’impegno dei compiti condivisi, in quel momento che era il presente in un luogo e un’energia che adesso sono così lontani.

Ma cos’è poi l’amore? E’ un sentimento, un’emozione o tante piccole grandi sfumature di un’idea?

Amore oltre a tutto quello che sappiamo pensare in termini di profondità e concetti preconfezionati è anche l’ascolto, la generosità, la disponibilità, il tempo, la dedizione, la cura, il conforto, il servizio, il supporto. L’amore è gioia perchè non ha parentela con l’obbligo e il dovere, l’amore non è come decido io, o l’altro, o gli altri.

Amore è quello che è il bene, il buono, il magnifico e il luminoso in maniera equa per tutti gli esseri coinvolti in una relazione.

“Ti amo!”

“Ti amo anch’io!”

E’ iniziato il miracolo e la meraviglia! E’ bellissimo, possiamo essere pari pur nella nostra imprescindibile diversità. Anzi sono proprio le nostre differenze che ci fanno sperimentare tante emozioni e sensazioni importanti. In quell’adesso possiamo e desideriamo condividere tanto con estrema generosità, mettere tutto nel piatto comune perché siamo uno e perchè ognuno di noi porta le energie di cui entrambi usufruiamo, con le quali cresciamo, espandendole, espandendoci. Grazie!

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Ma talvolta accade che l’esperienza termini magari perché la relazione ha svolto il suo compito nel far evolvere le parti ed è ora di andare oltre. E qualcuno dice:

“Mi dispiace… non ti amo più”

E chi ha dimenticato risponde:

“Allora mi ridai indietro tutto l’amore che ti ho dato, perché quell’amore era mio e voglio rientrarne in possesso!”

Forse non è un discorso che l’umano fa esattamente in questi termini, ma quando ci sono aspettative ed egoismi il succo è proprio questo. Non c’è più il siamo e neppure l’eravamo, non c’è più compassione, comprensione, tenerezza, generosità. Non c’è più amore. E forse non c’è mai stato.

La Natura è sempre un grande riferimento, una pura fonte di ispirazione: i piani ‘inferiori’ certo agiscono per istinto di sopravvivenza e mantenimento della specie, stati che potrebbero assomigliare, nelle debite proporzioni e differenze, a quel livello del cuore che noi esseri evoluti ci sforziamo costantemente di raggiungere, e soprattutto che ci piace tanto decantare, insegnare e farcene maestri virtuali.

Una pianta, un frutto o un fiore non solo si offrono attraverso i loro meravigliosi colori, profumi e sapori, aumentando la nostra gioia e la nostra gratitudine di esistere, ma consentono a ‘chiunque’ di godere di loro, dall’insetto che li impollina all’umano che li utilizza, e sostengono con la loro preziosa esistenza quell’infinito piano indispensabile al nostro nutrimento su tutti i livelli. Noi siamo altro, e a volte non meglio, ma questa generosità originaria, insita, manifesta e osservabile, oltre che utilizzabile, ci può insegnare moltissimo.

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Ogni volta che abbiamo la necessità di vederci come testimoni non coinvolti, ogni volta che abbiamo il bisogno di uscire dal nostro ego, dalla nostra rabbia o dalla nostra afflizione leggere e rileggere La piccola anima e il sole di Neale Donald Walsch (la trovi QUI) è sempre rivelatore per tutti, prima di reagire o giudicare noi o gli altri, invece di indagare la nostra totale responsabilità nel silenzio del nostro cuore. E soprattutto per comprendere il perchè abbiamo creato chi e cosa ci circonda e a cosa tutto questo ci serva per evolvere.

Anche se non ne siamo consapevoli emanando la nostra vibrazione di Amore e luce influenziamo benevolmente persone, situazioni e ambienti. Naturalmente è vero anche il contrario:

“Da Adesso, momento per momento, io scelgo di essere una luce armoniosa per me e per tutto ciò che mi circonda. Grazie!”

AMORE da conquistare e con cui stare








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L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

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