Tradimento

Causa effetto dell’amore nella coppia: forza e potenza… se mi sveglio

Ieri sera sono stata a cena con alcune amiche che non vedevo da tempo. E’ bello reincontrarsi e raccontarsi cose e fatti che il lavoro, la lontananza o le faccende quotidiane di ciascuna portano a perderne il filo del discorso e delle confidenze.

Io ho un carattere molto individualista da sempre sto molto bene da sola e non so se sia per affetto o per mancanza di chiacchiere free che le amiche tutte le volte si raccomandano di rivederci presto, mi sgridano dicendo che sono sempre troppo impegnata e mi fanno capire il loro piacere di stare con me.

Ne sono sempre molto grata ma mi sembra di capire che il loro affetto sia anche “interessato”… interessato alle visuali che ho verso me stessa, nei confronti degli altri, del mondo e delle relazioni. Al “perchè” io sono da molto tempo serena, molto più che spesso felice.

E mi rendo conto che questo stato dell’essere è una rarità.

 

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di benessere
quando gli sei vicino
Charles Bukowski

Oltre al piacere di abbracciare le mie amiche quello che, quasi ogni volta constato, è la mole di problemi che ognuno raccoglie strada facendo, e si trascina nella vita, condividendo quando può sperando in un comprensibile alleggerimento emotivo o almeno di averne una schiarita alle idee.

Mi stupisce come incredibilmente molte persone ricreino senza sosta in ogni qui e ora, ogni volta in modo differente, un carico di problematiche doloranti e a mio parere inutili.

Possibile “non essere mai a posto”? Possibile non riuscire a imparare – e mettere in pratica – che il centro della propria vita è “me” qualsiasi altra persona, cosa o situazione entri, ci sia o esca dalla mia esistenza?

Nel percorso di crescita comprendiamo molte dinamiche e anche con una certa fatica le riteniamo giuste e sensate ma spesso quando si parla di relazioni sentimentali saltano tutte le buone intenzioni e tutto torna teoria che a molti investe come un uragano.

Il risveglio spirituale o consapevolezza che dir si voglia, non va a compartimenti stagni, è un punto di vista che parte da se stessi, maturato sulla propria pelle, sull’intenzione che si ha di stare bene, concetto che si estende agli altri, che è un volere il bene con e nel Tutto.


Siamo un bel gruppo, ci conosciamo da tempo, donne mature, più o meno tutte della mia età, colte e sveglie – almeno ci pare 🙂 – che per passione o professione siamo in percorsi spirituali o di crescita personale si può dire da sempre. La cena, anche sdrammatizzando da parte di tutte, è stata dedicata a indagare, e a consolare, una delle 4 che innamorata da qualche tempo si crea enormi problemi, e domande, nel cercare di capire se il lui la ama, se è sincero e lineare – ovvero è fedele – come le assicura e dice.

Lei è una donna molto bella e intelligente, autonoma e indipendente e si rende benissimo conto dell’assurdità di passare l’esistenza di dolore in dolore, che sia per l’ex fidanzato tiranno, per il padre despota e castrante o per l’apprensione alla salute dei suoi tre cani che appena hanno una minima defaillance mettono in ansia il suo equilibrio e la sua vita. Per lei ogni situazione è “buona” per non stare mai bene, per preoccuparsi, per stazionare su rimuginazioni, elucubrazioni, problemi di qualsiasi tipo e genere.

Ovvio che non lo fa apposta, anzi, oltretutto è una docente in crescita aziendale per cui di cose ne sa, ne vede e ne corregge, con successo,  per professione. Ma tant’è…

I suoi racconti sono stati al limite del razionale, quasi inconsapevoli, lei sta (sceglie di stare) “dentro” la faccenda, avviluppata nel suo “delirio” interiore. Ha cercato, ogni volta che ha potuto avere la parola di raccontarci delle sue indagini sul fidanzato che a suo dire le istilla dubbi che lei somma alla sua preoccupazione, ai suoi ragionamenti fatti di paragoni e congetture in una sbalorditiva strada e tempo investito nel procurarsi dolore.

Il tempo dedicato a questi pensieri eccessivi, ossessivi e… inconcludenti è il peggior tempo investito che possiamo vivere nella nostra esistenza.

Il Potere che deleghiamo agli altri nel desiderare/pretendere il loro amore, la loro benevolenza, l’accettazione, l’aspettativa alla “fedeltà” (che non è solo un fatto fisico sessuale, a volte c’è la stessa situazione nelle amicizie o sul lavoro) è un campo che non dovremmo neppure considerare. Per il nostro bene, per la nostra energia che ci investe su ogni livello, per l’idea di “libertà” di cui ogni essere ha diritto e che nessuno può pensare di indirizzare o decidere. Questo, a mio parere, vale anche per le coppie conclamate in matrimoni o convivenze.

Chiunque, se vuole, fa ciò che desidera fare “giusto o sbagliato” che sia, e nessuno ha il diritto di vietarglielo o di perdere a causa di questo la propria serenità. Non è questo il punto. Il discorso è che io non posso essere costantemente “fuori centro” nell’investire energie e forza nel controllare che tutto vada come vorrei.

Ovvio che una coppia trasparente e coerente è la situazione amorosa ideale. La ricchezza interiore ed energetica che ci pervade quando siamo in una relazione appagante e chiara è il percorso ideale che sarebbe giusto tutti vivessimo, ma non tutti siamo uguali, e preziosi sono gli insegnamenti che ogni situazione ci porta per imparare a generare da noi la nostra pace e la nostra fiduciosa energia.

Qui e Ora, io sono il centro di me.

“Stare male” – vero o immaginato che sia – perchè le cose non vanno come vorremmo è il peggior atto di disamore che possiamo dare a noi stessi. E non riguarda “gli altri”, loro, gli altri, chiunque essi siano, hanno la responsabilità personale di ciò che fanno e di come si conducono, tanta quanta ne abbiamo noi stessi nei confronti della nostra felicità e del nostro potere.

 

Tra marito e amante: io chi e dove sono?

Una lettera di un’amica lettrice mi porta a fare alcune considerazioni tra l’amarsi, come punto di partenza e fulcro del nostro essere, e il lasciarsi travolgere da sentimenti, fatti e situazioni al di fuori di noi stessi.

E’ capitato a tutti, e sempre capiterà, è l’opportunità per una grande lezione: la creazione di un proprio centro di gravità permanente che non ci faccia sballottare dalla nostra mente che si perde nel dirige un’orchestra senza nessun maestro. Il maestro siamo noi che passo dopo passo dobbiamo accordare (dare al cuore) la sinfonia più adeguata nella piena realizzazione dell’armonia più sublime: essere felici sempre e comunque.

Cara Silvia sono arrivata ad un punto di ”confusione”…è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono forse per questo, mi sono ”infilata” nei ”guai”!!
Leggendo i vostri post, e spaziando anche in altre cose, inerenti la crescita spirituale mi è sorto un altro interrogativo, o forse appunto mi trovo davanti a qualcosa che non riesco a ”decifrare”…

Da quello che ho ”compreso” fino adesso, ma spaziando appunto tra un post e l’altro leggo anche di situazioni ”difficili” da sostenere, e che,ad esempio, faccio riferimento a un commento di una cantante, proprio su un tuo post che parla di un uomo, di cui lei era presa, ma quest’uomo non faceva altro che parlare di un’altra persona, alla fine lei si è stufata e lo ha mandato a ”benedire”…”quando ci vuole ci vuole”….


Ma al contempo, privi di giudizio, capire, comprendere pronti al perdono ma soprattutto appunto l’assenza di giudizio.
E qui,forse mi sento un pò ”persa” cioè concordo con l’assenza di giudizio ma ora non distinguo più il ”limite” tra quello che è ”accettabile” o meno, per un essere umano.

Ho capito,che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?

O è ”giusto” scendere a ”compromessi” perdonare e accettare l’altro a priori per quello che accettando il ”comunque” si comporta con noi?
La mia situazione, ormai la conosci, dentro di me sò cosa voglio, sono consapevole ma non mancano le paure, i rimorsi e i sensi di colpa (lo so che non servono a niente).

Con Ho-oponopono ho avuto il ”coraggio” di fare anche certi passi e sentirmi ”meglio” ma forse manco di ”costanza” e a volte di ”fiducia” voi siete splendidi, raggianti e trasmettete tanta solarità delle volte ho salito quella cima ma poi, delle circostanze, da cui ancora ”non mi libero” mi fanno ”ricadere”.

Il rapporto con mio marito è diventato ”amicale” ma solo da parte mia, lui vorrebbe che io gli andassi ”incontro” in altra maniera io non me la sento non sò come sentirmi in relazione a questo. Lui da parte sua, giustamente, mi ha detto di non riuscire più a starmi vicino, per cui vorrebbe andarsene ma la situazione economica al momento non ce lo consente.

Io ho ancora le mie paure legate alle ”stampelle” quando pensi che da solo non sei in grado di ”camminare”…e ti appoggi all’altro è anche vero che contestualmente si ha comunque ”bisogno” di un aiuto e finanziario e di gestione familiare in tutto. Ho il ”pensiero” delle mie bimbe, di non essere in grado da sola di occuparmi di loro e delle ”insicurezze” che mio marito stesso mi menziona.

Dall’altro canto, lo chiamo col suo nome ho un amante ma anche con lui non c’è una ”regolarità” o meglio questa persona, con cui appago il lato sentimentale e sessuale che comunque continuamente mi cambia versione delle cose.

Abbiamo sfiorato la ”realizzazione” quello in cui, anche io speravo uscire alla luce del sole, e andare a vivere sotto lo stesso tetto, non per ”mettere le catene” ma per vivere una relazione alla luce del sole, senza le paure di essere visti, e così via.

Ma poi, qualcosa si è ”bloccato” ho iniziato ad avere paura anche qui sono stata invasa dai dubbi perchè comunque questa persona non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine.

”Senza giudizio” lui appare immaturo, ancora giocarella, si appaga di sentirsi piacente, si dichiara pure infedele.
Capisco che non vuole ”’legami” a questo punto, però io purtroppo me ne sono ”innamorata” e in ogni caso, me ne sento attratta molto fisicamente. Ma ogni volta mi propina gelosie e infedeltà ma quello che davvero mi rende più ”difficile” il capire è proprio riferito ai ”segni”. Ogni qualvolta che chiedo all’Universo, inerente questa storia i ”segni” che ho sono ”di buon auspicio” ma a questo punto mi domando? Forse non sono in grado di discernere? O di interpretarli veramente…

Io sto cercando di essere felice, e di non farmi ”coinvolgere” da quello che mi turba ma quando ripetutamente una persona ha con te atteggiamenti contraddittori (mi ha detto di amarmi, ma che è infedele…). Il giorno prima, mi dice che non vede l’ora di fare l’amore con me il giorno che mi vede riparte con le… vorrei chiamarle in altro modo… ma non mi sembra educato….ma credo tu abbia capito!

Ho letto, e ora lo rifarò, il post in cui parli della sincronicità ma, appunto, questi segni che chiedo, lo faccio inerenti all’uomo di cui mi sono innamorata e per me sono un riscontro positivo ma se lui però continua a darmi messaggi contraddittori… sono io che non capisco?

Un’altra mia ”curiosità” è sulla questione ”anima” sempre viaggiando nel web, ho sentito dire e letto, di alcune persone che asseriscono, che se non realizziamo quello che l’anima veramente vuole, non c’è legge dell’attrazione che tenga e nemmeno i ”mantra” aiuterebbero in questo, tu che ne pensi?

Io penso che la FEDE possa smuovere davvero le montagne e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere, in riferimento a questo discorso, lo scrittore asserisce che l’anima non prenderà comunque mai il ”sopravvento” lasciando liberi nelle decisioni.

Daniela

Daniela cercherò di essere breve e crudele 🙂 abbiamo già affrontato più volte di questa situazione in stallo da molto tempo, troppo. Intanto esordisci con “è vero, che non pratico costantemente Ho-oponopono” e a fine lettera scrivi: “(…) e dal libro, (il primo) ma non l’ho finito di leggere (…)”.

Ma secondo te chi si deve prendere la responsabilità del TUO percorso e della tua vita? Della tua gioia e della tua pace? Tuo marito, l’amante, io…?

Il tuo nick, che non riporto, rappresenta il modo con cui guardi ed esisti il mondo (e non è un caso): timorosa, fragile, disneyana, bisognosa di cure e protezione.

Sei in continuo e pieno marasma con oasi di pace in mezzo a milioni di pensieri e congetture. Tu vuoi tutto, ma vuoi che tutti ti diano tutto quello che ti serve, o ti sembra ti serva per “essere felice”, e realizzare la tua missione di nascita. Intanto una considerazione è che “la missione di nascita” è personale, la devi cercare tu in te stessa e mettere in atto. Gli altri sono specchi, collaboratori e mezzi per arrivarci, possibilmente tramite l’amore che è molto più vasto, possibilista e generoso di quello che pensiamo o speriamo.

Riguardo i “segni”… Se sono “veri” sono fluidi e portano con facilità a destinazione, ma non dove noi vogliamo arrivare (aspettative). Ho amiche che si fanno fare le carte e cambiano divinatore finchè non hanno il risultato che vogliono a cui si attaccano come piovre oppure guardano le “coincidenze” solo dal lato favorevole alle loro speranze e (quando ci sono aspettative) questo modo di agire permette loro di rimanere a crogiolarsi nella propria ossessione senza prendersi il 100% della responsabilità di se stesse.

Tu hai letto “Amore da conquistare e conquistare” dove mi apro a costo di scorticarmi, e sai di cosa parlo, e stai facendo un percorso di crescita ma finchè non metti prima te, e non quello che pensi di volere, attrarrai solo frustrazione, confusione e nodi da sciogliere. Che sono tue creazioni perchè li riannodi tu, giorno dopo giorno, per non fluire verso e con l’Amore per te.

Dici: “Ho capito, che quello che conta è essere ”in linea con se stessi” e di conseguenza lo si è anche con l’Universo ma quando si è ”investiti” da un sentimento diventa più di complicata gestione fino a che punto accettare?” Dico io: “investiti?”. Ma tu dove sei? A fare da bersaglio a ciò che non vorresti?
E scrivi anche anche “(…) perchè cmq questa persona (il tuo amante) non mi dà ”sicurezza” ”garanzie” ma non di un contratto a vita, non di una sicurezza di un amore senza fine” (io dico: ???)

Daniela la tua certezza, il tuo centro, la tua meta, il tuo Amore sei sempre e comunque TU! La Pace comincia da Te, come tutto il resto. Concludendo: decidi tu come vuoi stare e non cosa devono, dovrebbero fare gli altri per “assicurarti” una buona vita.
So che capisci il come e il perchè delle mie parole.

Ti abbraccio forte e ti auguro sempre il meglio.

In Amore tra libertà, fedeltà e felicità

Cos’è la “fedeltà”? E che cosa è la felicità?

Cosa sono l’amore per se stessi, la responsabilità, la centratura, l’essere unico e irripetibile? La soddisfazione sessuale è da considerare perduta e finita quando il proprio rapporto si trasforma in altro?

L’essere evoluti e spirituali significa ragionare solo verso “l’alto” annacquando quello che ci potrebbe invogliare e destabilizzare?

Chi detta le regole di quella che si considera in linea generale e teorica la “verità”? Cosa vuol dire (anche) “La Pace comincia da te” (che è “me”?)

Antonella commenta con una domanda vaga e delicata sull’ultimo post.

“…e quando il sesso non è più comunicativo? quando non c’è più passione?….che fare?…..che potrebbe essere successo? cosa si è spezzato pur amandosi?”

Questo argomento è uno dei tanti campi minati di cui è composta la memoria della nostra esistenza. O meglio una delle zone condizionate da altro e altri che non siamo noi. In realtà le mine non ci sono ma ogni volta che ci si addentra in “quel noi” che si fa domande preconcette o “illecite”, il nostro organismo viene bombardato da ogni sorta di stress, di stallo e anche di infelicità.

Nelle specie animali abitualmente ritenute monogamiche ad esempio lo scambio dei partner è la regola, non l’eccezione. Ma allora, se la poligamia è la norma e la monogamia quasi un’aberrazione, com’è che grandi tradizioni e culture hanno potuto sviluppare questa bizzarra tendenza? Com’è che sofisticate filosofie hanno potuto presentare come “naturale” l’unicità del partner sessuale?

Innanzitutto credo che il vero amore sia condividere onestamente e chiaramente con il partner chi siamo e cosa pensiamo, con coraggio e trasparenza. Essere in una relazione stabile è una scelta non un obbligo. E la scelta non deve avere “obblighi” anche se per “convenzione” abbiamo giurato davanti a dio una serie di concetti (obbligati) in cui abbiamo creduto ma soprattutto abbiamo dato per sacrosanti, scontati e immutabili.

E’ naturale che all’inizio della relazione non passi neanche lontanamente dal nostro cervello, e dal nostro cuore, il fatto che le cose possano cambiare, che noi ci si possa modificare, solitamente evolvere.

Di solito, all’inizio dell’amore, si è fortemente coinvolti su ogni piano del rapporto e si crede ciecamente che questo sarà “per sempre”. Ad alcuni accade, ad altri no. A molti altri no. Nel senso che certamente l’amore si rafforza (sennò perchè stare insieme?) ma il desiderio fisico decresce o proprio finisce, per cui molte relazioni diventano rapporti fraterni dove ci si scambia protezione, comprensione e una stabile (e anche gioiosa) routine. E si mette tacitamente da parte quello che sembra aver esaurito il suo potenziale emozionante e creativo diventando di fatto coppie bianche.

Ognuno di noi dovrebbe guardare oggettivamente la propria vita. Ognuno di noi è un’entità a se stante e con tale essenza dovremmo sempre rapportarci e comunicare. Se siamo coerenti e centrati nessuno ci deve dare (consigliare o imporre) la “direzione” poichè ognuno di noi ha la responsabilità al 100% di ciò che è e di ciò che sente. E di conseguenza non siamo nè proprietà di qualcuno nè gli altri sono nostra proprietà.

La vita umana è davvero molto complessa, difficilmente incasellabile e giudicabile, al punto che gli stessi concetti di amore “perfetto”, o felicità di coppia possono avere mille sfaccettature. A volte convivono situazioni di coppia dove, l’equilibrio è dato dalla presenza di una terza figura compensativa. Disdicevole? Quello che è importante è il rispetto di ogni essere e la parità di un potenziale comportamento. (approfondisco tutto questo in “Amore da conquistare e con cui stare”).

Se abbiamo domande interiori a cui non riusciamo a dare risposta, desideri che ci logorano ma non vogliamo nè accettarli nè comprenderli, situazioni che consideriamo “errori” di percorso non saremo certamente nè felici nè allineati e neanche in salute. Non c’è una ricetta per tutti ma la pretesa e la richiesta della “fedeltà” (la possiamo estendere a qualsiasi concetto, non solo a una relazione di coppia) in un certo senso ci allontana dal partner. Parlarne insieme è sempre produttivo, comunque sblocca la stasi e questa complicità e fiducia può far scaturire nuove idee e comportamenti che possono essere bene per entrambi i componenti della coppia.


Non so se Antonella aveva il “bisogno” di inoltrarsi in una considerazione del genere… ma quello che dovrebbe essere chiaro, a mio parere, è che non possiamo preventivare nulla di quello che vivremo pur indirizzando la nostra intenzione al meglio per ciascuno di noi. Importante è renderci conto con comprensione (iniziando da noi stessi) di dove siamo, come stiamo e che cosa ci potrebbe far vivere meglio.

Un concetto fondamentale che scelgo sia mio è “se io amo qualcuno desidero che sia felice”. Se questa felicità include cose che non digerisco “bene” devo lavorare su me stesso non sull’altro. “L’ altro” è di se stesso non una mia proprietà. Ancor meglio sarà lavorarci insieme su questa matassa emotivamente pesante, con amore e rispetto, poichè la decisione di essere coppia non voglia dire “essere in prigione” o sentirsi da soli in situazioni emotive che non riusciamo a gestire o che nascondiamo per non affrontare una realtà che comunque stiamo vivendo, sperimentando e in un certo qual modo subendo. E magari a questo punto preferendo un “tradimento” (che è tradire la lealtà all’interno di una relazione e non necessariamente un atto sessuale al di fuori di questa) piuttosto che prendersi la responsabilità di condividere questo stato di cose e trovare il sollievo di un qui e ora che sia nostro, spensierato e felice.

Khalil Gibran ne “Il Profeta”

“Le colonne del tempio s’ergono separate tra loro” (eppure reggono perfettamente il tempio)

Per tutti noi non è facile essere “grandi” (oltre i limiti e i paletti che ci diamo e che ci danno), seguire il vero “amore universale” e scardinare preconcetti millenari, una lettura interessante a riguardo l’ho trovata qui:
http://www.studiosip.com/2006_%20sacro_e_profano.pdf

Leggendola con un’adulta e critica maturità, potrebbe essere una strada evolutiva nel futuro degli esseri umani.

ps: tutto quello a cui abbiamo libero accesso ne possiamo fare facilmente a meno, poichè la mente non rimane incatenata all’ossessione di un desiderio impossibile. Niente è tanto urgente quanto infrangere un divieto.

Tradimento nella relazione… ma in relazione a chi?

Spesso mi domando quante coppie hanno chiaro cosa significhi davvero il termine “tradimento”.

Mi scrive Giulia sul post “Nuovo mondo nuovo amore” articolo che come ho specificato non ho scritto io, ma pubblicato dal suggerimento di un amico, Nazario Cannella, e tratto da: La Via del Risveglio Planetario di Barbara Marciniak.

Sono d’accordo su tutto… e cerco di non stare nel giudizio, ma come interpretare qualcuno che ha un bisogno compulsivo di fare sesso con tutte le donne che incontra? cosa devo ripulire in me?
grazie”!
giuli

Anche qui, come nel mio ultimo post Che cos’è l’amor? abbiamo a che fare fondamentalmente con le aspettative.

Indubbiamente se abbiamo una relazione (come potrebbe far intendere Giulia) in cui facciamo slalom in mezzo a bugie e tradimenti non sarà per niente facile né rilassante. In tal caso saremo sempre in allerta e in sospetto e di sicuro questo non è un buon vivere. Non è certo facile accordare il rispetto e la libertà che vorremmo anche per noi stessi, come non è sempre allineato avere visioni e modi di comportarci simili o speculari con la nostra metà.

Quello a cui trovo doveroso allenarsi è che “l’altro non è nostro” in nessuna parte, men che meno nella parte sessuale. Per quanto il sesso si abbini a visioni morbose e viziose (poveri noi, che carico abbiamo sull’anima e su tutto il resto) è la zona più vera e viscerale di ogni essere, la più libera e indipendente e anche la più potente se ben indirizzata.

L’idea romantica e tradizionale dello schema “morale” a cui facciamo riferimento è una traccia della statistica di un comportamento suggerito dalla società con cui abbiamo sviluppato aspettative e pretese di unicità. Nessuno ha mai detto, e può mai dire, che la fedeltà sia un processo naturale.

Si può essere “fedeli” (ed è meraviglioso, un mondo di soddisfazione e centratura quando “è”) perché la propria mente e il proprio corpo non ci fanno vedere nessun altro al di là del nostro amato bene, ma non è un ragionamento razionale. Non si “decide” (ci sarebbero sotto delle costrizioni auto imposte o paura di qualcosa esterno a noi) la fedeltà a tavolino. Si sceglie un percorso in cui crediamo, insieme alla persona che riteniamo giusta per noi, facciamo del nostro meglio per essere in sintonia, in armonia, in correttezza. Ci si impegna per dare, e ricevere, attenzione, supporto, chiarezza, apertura. E già questi propositi sono le migliori intenzioni per una relazione che fluisce e fiorisce per entrambi i componenti dell’universo che creiamo giorno dopo giorno (la coppia).

Il vero tradimento, a mio avviso, è quello mentale più che quello fisico. E’ la menzogna che sta dietro l’atto: i sotterfugi, gli equilibrismi, le continue bugie e anche il non sopportare se accadesse viceversa. Quello in cui siamo carenti è il coraggio del nostro agire. Si fa prima a tradire che a confessare al partner il desiderio di altro e magari studiare insieme un piano per mettere rimedio, per trovare vicinanza: questo sarebbe già un’intimità, che appartiene a pochi, un’opportunità per espanderci come esseri umani consapevoli. E’ più emozionante essere desiderati, lusingati e imbastire una storia che ci dia sensazioni piuttosto che guardare se nel nostro giardino c’è qualche fiore che si potrebbe nutrire meglio o in modo diverso.

La vera coppia del futuro deve mettere in conto che le cose come nascono potrebbero finire e che l’attrazione per “il fuori” potrebbe sempre affacciarsi, senza disperazioni o drammi (l’enorme business legalizzato del matrimonio), ma con responsabilità e rispetto per il partner.

E soprattutto imparare, e non lo chiameremmo più “tradimento”, ad informare chi ci sta accanto dell’intenzione di avere una storia al di fuori della coppia. Questo permetterebbe all’altro di poter agire con le stesse modalità (e non per ripicca sennò sarebbe un’evoluzione sterile) nel caso che l’opportunità capitasse (o si volesse far capitare) anche lui/lei. Oppure ad avere la libertà di rompere il rapporto con noi in una rispettosa chiarezza di ciò che per lei/lui è una relazione ottimale.

Questa diverrebbe una dimensione di “non limite” e forse di “non brivido”, poichè di quello che chiamiamo tradimento ci intriga soprattutto il fatto che sia proibito. Ci porteremmo però in zone dove saremo davvero due adulti indipendenti che non tradiscono nel senso più profondo e assoluto del termine, soprattutto se stessi.  Quando ci guardiamo con rispetto allo specchio, vediamo sempre una gran bella faccia!

Amore da conquistare e con cui stare Ebook
Ebook + 2 Audio mp3
Prezzo € 17.50

Io mi Amo: come gestire un tradimento amando(ci)

Sicuramente una fase della coppia da affrontare nel modo più indolore possibile è quella che riguarda il tradimento. Le statistiche a riguardo riportano numeri altissimi e ci si chiede… Come e quante persone riescono ad avere il tempo e la gestione di percorsi paralleli tra i più complicati e pieni di dolore (per se stessi e per la persona che subisce) e di sensi di colpa.

E’ un dato di fatto che può accadere e può succedere a tutti. Ma quando ci si trova dalla parte “lesa” fare filosofia è un po’ meno semplice.

Imparare a tenere a mente un concetto che và oltre dovrebbe essere la base di un rapporto che guarda all’infinito, non tanto nella durata (il qui e ora è sempre molto saggio in qualunque frangente di vita ci si trovi) ma Amare è volere il bene dell’amato. (che si tratti del partner ma soprattutto di me).

E per assurdo e inconcepibile (per noi ovviamente) chi ha attuato il tradimento evidentemente ha considerato che quello che stava facendo era il “meglio” che poteva fare in quel momento. Non che si debbano fare degli applausi a ciò ma guardare la situazione anche “da sopra”, e visto che siamo Uno ciò ci porterà anche a conoscere ulteriori lati di noi e fare delle nuove considerazioni.

Convinti di questo alcuni suggerimenti alla propria sopravvivenza nel mezzo della tempesta che impazza inevitabilmente quando ci si trovi coinvolti in una faccenda di questo tipo.

Innanzi tutto consentirsi di vivere le emozioni: delusione, paura, incredulità, rabbia, disorientamento, il non avere chiaro dove cominciare per dipanare il conflitto interiore sul da farsi.

A questo punto accogliere il massimo del marasma e vivere senza fretta tutte le reazioni che sgorgano e magari ti sembrano negative o eccessive: nausea, rabbia, sconforto.
Non contenere, non cercare ragionamenti ora, non fingere calma o indifferenza. Non volere fare il forte ad ogni costo.
Trova te stesso e fai scendere l’energia velenosa che ha intasato il tuo corpo e la tua mente.

Stai disintossicando.

Fai un piano di azione per te:  ritrovati e riportati ad integrità.

Frequenta e conosci persone nuove in indipendenza, che siano solo tue, non situazioni in comune con il partner. La mente sarà facilitata a non avere pensieri ossessivi sul fatto da cui devi prendere la “giusta” distanza e sarà anche più semplice ridefinire i contorni di chi sei Tu.

Utilizza questo momento per ri-crearti facendo cose non abitudinarie: fatti concreti e semplici.

Un week end con un’amica, l’acquisto di qualcosa a cui tieni da tempo, un cambio immagine cominciando dai colori che indossi.
Un’ opportunità a non darsi per scontati (nei confronti di sé stessi) e ritrovare energie per aumentare l’Amore nei propri confronti.

E nei confronti dell’altro e del mondo, calma, MAI:

– Umiliarsi e annullarsi cercando di riconquistare il partner. (io mi amo ed emano questo amore per me attirandone almeno altrettanto)
– Cercare di sfogarsi e chiedere conforto continuo agli amici: mai tanto tempo è perso e carica gli altri delle (NOSTRE) negatività. Risultato vuoto attorno (oppure non osano ma vorrebbero. Siamo attratti dal positivo e dall’evoluzione, non dal dolore e dalle recriminazioni, tantomeno da quelle degli altri)
– Guardare con delusione e sospetto la vita in generale. (il mondo è uno specchio e trasformeremmo a nostro sfavore l’ambiente attorno a noi)
– Fare confronti o  mettersi in competizione con l’amante del partner. (l’Energia va dove si mette l’attenzione)
– Stare nel rapporto in un’atmosfera di sospetto e diffidenza. (si attare ciò che si emana)

 

tratto da Amore da conquistare e con cui stare (disponibile libro o ebook):

 

Amore da conquistare e  con cui stare Ebook
Ebook + 2 Audio mp3
Prezzo € 17.50

AMORE da conquistare e con cui stare








 VUOI PARTECIPARE AL PROSSIMO WEBINAR HO’OPONOPONO?

è mensile e gratuito!

Iscriviti alla nostra mailinglist per ricevere tutte le info sui webinar Ho’oponopono e scarichi subito l’omaggio di benvenuto: l’anteprima di Pulisco Vedo e Agisco – Ho’oponopono postmoderno.

Riceverai tutte le news e l’accesso al webinar mensile gratuito in diretta dalla Casa 108.

Potrai cancellarti dalla mailinglist in qualunque momento con un semplice clic.

EM Microrganismi Effettivi

Pulisco Vedo e Agisco

il mio Ho’oponopono

Mala 108 grani

Amore da conquistare

Lui Sa nel Grande Disegno

La perfetta pulizia di Ho’oponopono

Meditazione del Bosco Interiore

Libro consigliatissimo

Al Posto Tavola dell'Anima
Il cibo è un nostro prezioso amico che ci può aiutare a scoprire parti di noi ancora inesplorate
€ 11

Archivio

Visualizzazione guidata a 432hz

Meditazione guidata

Coaching con me

Armonizzarsi è connettersi, collegarsi al Tutto.

Bruno Groening

Sessione Ho’oponopono di coppia

Cerchio d’Amore

L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione. Non solo. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno che ti rende un Cerchio perfetto. La presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, e amare davvero è volere il Bene dell'amato quanto il proprio.

Il mio sito principale

ℒℴ√ℰ ♡

ℒℴ√ℰ ℳ ﻉ ♡